PAOLA ALLINEY.

Il sigillo dell'ultimo imperatore.

2013. Libromania s.r.l. Novara.
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Parte 2.

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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12. La piscina.
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12,01. Diyarbakir, Turchia, 18 maggio 2007, ore 21,00
Diyarbakir airoport.
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Il Dottor Landi ancora una volta si era reso disponibile ad assecondare le sue richieste. All'interno dell'Universit di Diyarbakir il SISMI aveva sempre i suoi infiltrati, non sarebbe stato difficile far girare notizie depistanti.
Lui dal canto suo con i suoi spostamenti avrebbe confermato tali notizie, motivo per cui decise di proposito di prendere l'aereo della compagnia nazionale turca.
Certo quella manovra gli avrebbe rubato due giorni, probabilmente per gliene avrebbe fatti guadagnare parecchi di pi in futuro. Far credere ai turchi che le sue ricerche erano iniziate proprio dal polo universitario, era una tesi pi che attendibile visto che proprio da l, anni prima, tutto aveva avuto inizio.
Sbrig tutte le pratiche di sbarco all'interno dell'aeroporto di Diyarbakir, impiegandoci un'eternit.
L'ambiente era stracolmo di persone che arrivavano e partivano, di gente che sostava nelle salette di attesa per ore, stanche dal prolungamento dei ritardi dei voli, accasciate una addosso all'altra.
L'aria condizionata mal funzionante aggravava l'umore dei passeggeri, erano pronti a sbranarsi l'un l'altro. Ogni persona che stava in fila prima di lui aveva da ridire alla hostess della compagnia, gli facevano perdere almeno un quarto d'ora ciascuno.
Arrivato il suo turno mostr i documenti all'agente della dogana.
Niente da dichiarare?
Niente, solo questo bagaglio a mano".
L'uomo allung il capo per sporgersi dal banco, prestando assai poca attenzione al bagaglio fece cenno di passare avanti.
Attese qualche attimo per far passare la sua borsa nel controllo ai raggi X. Come usc fuori dal rullo trasportatore la afferr e si avvi con passo spedito verso l'uscita dell'aeroporto.
Era calata la sera, una leggera pioggerellina rinfrescava l'aria. Fu piacevolmente sorpreso di constatare che la temperatura non era cos rovente come aveva supposto all'interno dell'aeroporto.
Attravers la strada e fece cenno a un taxi. L'auto si accost, il viso di un ragazzo giovane spunt dal finestrino, Kk sal indicandogli la destinazione dell'albergo.
Per un qualunque turista che si fosse trovato l per caso sarebbe stato impensabile credere che solo qualche anno prima, quel luogo fosse stato il principale teatro degli scontri tra i ribelli del Partito dei lavoratori curdi e l'esercito turco. Tuttavia, lui li ricordava molto bene e purtroppo sapeva che il clima non era cambiato, Diyarbakir non era una citt tranquilla.
Situata nel sud-est della Turchia, si era sviluppata lungo le sponde del fiume Tigri, sopra un altopiano di basalto. Con la pietra lavica, fin dai tempi remoti, furono costruiti la maggior parte degli edifici, dei monumenti o delle strade, dalle imponenti e lunghissime mura che circondano la vecchia citt alle moschee.,
I Curdi rappresentano la maggior parte della popolazione, tanto da essere indicata su qualunque rivista turistica come la capitale curda.
L'auto attravers le mura, percorse le stradine strette lasciandosi dietro vecchi edifici, mercati e moschee.
Il grigio scuro del basalto conferiva alla vecchia citt l'aspetto di un paesaggio fiabesco, come la base nera di una tela che viene preparata per far risaltare i colori. Cos, le piccole porte malconce che s'intravedevano nei vicoli, risaltavano con i loro color pastello.
L'auto scorreva silenziosa. Le luci notturne, fioche e soffuse si perdevano nella notte come puntini lontani, confondendosi con il cielo stellato.
Reclin il capo sopra il morbido poggiatesta, amava quegli odori di spezie, cannella e peperoncino che s'insinuarono dal finestrino invadendo l'abitacolo, il profumo dei Noccioli che costeggiavano i viali. Aspir intensamente. Se fosse stato uno scrittore o un poeta, avrebbe descritto certamente quello che stava sentendo come il sapore d'oriente.
Si sentiva piuttosto stanco, non ricordava pi quanti voli aveva preso dalla mattina. Essersi trasferito a Roma per seguire gli sviluppi della traduzione aveva reso ancor di pi complicata la sua vita. Non faceva altro che stare sull'elicottero e volare da Roma a Livorno anche pi volte al giorno, come nel caso di quella mattinata, che era iniziata proprio in quel modo per poi finire nel Sud-est della Turchia.

12,02. Diyarbakir, Turchia, 19 maggio 2007, ore 10,30
Polo universitario.

Almeno una decina di persone, tra uomini e donne si aggiravano all'interno della segreteria. Kk aspettava pazientemente di essere ricevuto dall'addetto al progetto Erasmus, l'uomo del Dottor Landi.
Guardandosi intorno, not che l'ambiente era moderno e confortevole.
Si sent osservato, volt il capo verso la segreteria e punt dritto al centro del vetro passacarte dietro al quale, in primo piano, c'era sempre l'anziana donna che gli aveva detto di attendere.
Alle sue spalle un uomo, come lui aveva intuito, lo stava osservando. Teneva in mano dei fascicoli e finse di leggerli appena incroci il suo sguardo.
Bene, guardami pure quanto vuoi, sono venuto qui per questo. Guarda mi metto di profilo che sono pi carino va!
Salve, era lei che voleva ricevere informazioni per l'Erasmus?
Una voce alle sue spalle lo avvis che la sua attesa era terminata.
S grazie disse ad alta voce in modo tale che chiunque avesse potuto sentire che era un italiano.
Bene mi segua nel mio ufficio, l potr darle tutti i moduli per la richiesta".
I due s'incamminarono raggiungendo l'ufficio.
Si squadrarono per qualche istante. Solo il perdurare del silenzio conferm i loro reciproci ruoli.
 lei dunque".
Sono io".
Bene, ottimo, la sua pratica, quella che ci ha fatto pervenire dall'Italia  stata gi avviata, l'abbiamo prontamente... ehm per come dire... rigirata a chi di dovere".
Perfetto, non avevo dubbi ma ho preferito dare un supporto in pi con la mia presenza, sa come vanno certe cose... bisogna seguirle nei minimi dettagli". Kk si alz dalla sedia stendendo il braccio per stringere la mano all'agente del SISMI.
A buon rendere".
Uscendo dall'ufficio, not all'inizio del corridoio l'uomo che prima lo stava osservando, di certo come se ne fosse andato sarebbe entrato in quell'ufficio a chiedere informazioni su di lui al responsabile dell'Erasmus.
Bene, ancora meglio del previsto!

12,03. Roma, Italia, 19 maggio 2007, ore 22,20
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Arriv verso le dieci di sera al CPU. Uscendo dall'ascensore si ritrov sul pianerottolo, lanci un'occhiata alla porta di Lisa, una luce filtrava sotto, era ancora sveglia, pens.
Non gli andava di salutarla, era stanco e non ce l'avrebbe fatta ad affrontare un altro battibecco con quella donna.
Gli vennero in mente gli ultimi avvenimenti trascorsi con Lisa, anche se sembravano accaduti un mese prima, in realt erano passati solo pochi giorni. La festa del reggimento non era andata poi un granch. Avrebbe voluto solamente farla distrarre ma era evidente, per come erano andati i fatti, che Lisa era tornata nel suo appartamento pi innervosita di come ne era uscita. Ripens a quanto era bella con quel vestito, ripens alla rosa, al seno di Lisa, a quello che lei poi alla fine gli aveva detto, Hai ragione, le cose sono andate cos lo aveva ammesso candidamente. Ma tu mi metti a disagio". Ripens alla sua fuga, a quello che si era dovuto inventare per togliere tutti dai guai e a come inevitabilmente si era complicata la situazione, con i turchi, con la missione e tra loro due.
Sbuff. Sentiva un'attrazione troppo forte per quella donna, doveva stare molto attento. Tir dritto verso la sua porta.
Entr dentro l'alloggio, non aveva un briciolo di sonno, tutti quegli spostamenti nel giro di pochi giorni lo avevano completamente distrutto. Tuttavia, aveva ancora molta adrenalina in corpo tanto che, adesso, gli sembrava di essersi appena svegliato.
Sistem frettolosamente la borsa nell'armadio della camera e si sedette sul bordo del letto sdraiando solo la schiena sul materasso, con le braccia incrociate sotto la testa cerc di rilassarsi.
Le ante dell'armadio erano rimaste aperte, dal ripiano superiore penzolava qualcosa. Si alz incuriosito e si ritrov davanti il suo costume. Ma si, andiamoci a fare una nuotata almeno crollo definitivamente!
Si cambi facendo cadere ovunque gli indumenti, indoss il costume e afferr accappatoio e asciugamano e, in men che non si dica, si ritrov nell'androne davanti all'entrata della piscina.

Lisa, comodamente seduta sul divano, teneva il pesante volume sulle gambe cercando di sfogliarlo senza rovinare le pagine. Era al quarto caff. Gli occhi ormai non le si chiudevano pi, la caffeina aveva decisamente vinto sul sonno. Erano alcune ore che si era concentrata sul trattato nella sua forma originale, ma pi andava avanti e pi si convinceva della sua idea.
Richiuse il volume appoggiandoselo accanto. Chiuse gli occhi e rilass il capo sulla spalliera del divano e solo allora si rese conto di quanto fosse stanca. In questo trattato c' un messaggio, ha tolto alcune parti dell'originale e ne ha aggiunte altre, si, non ho pi dubbi, le modifiche sono state necessarie per formulare un messaggio steganografato.
Ritorn in fretta e furia al computer, non esisteva pi la stanchezza, non esisteva pi nulla al di fuori dell'adrenalina scatenata da quell'ultima considerazione.
Alla luce dei nuovi ragionamenti, Lisa piant gli occhi sul monitor scorrendo ancora una volta quei file. Pass molto tempo, fino a quando non sent vacillare la vista e un acuto bruciore la costrinse a distogliere lo sguardo. Niente! Non riusciva a distinguere fra quei segni nulla che potesse emergere come tratto distintivo per poter iniziare una decifrazione. Ma che diavolo s' inventato!? Bisbigli fra le labbra.

Era tutto al buio e le luci a quell'ora erano spente.
Entr nell'ambiente umido e odoroso di cloro, gi trovava tutto molto rilassante. Cerc gli interruttori sulla parete accanto alla porta ma non riusc a trovarli, si arrese presto.
Si era gi abituato a quel filo di luce lunare che penetrava dalle grandi vetrate che scorrevano laterali alla lunghezza della vasca.
Attravers tutta la piscina per raggiungere un lettino sopra il quale pos l'asciugamano. Raggiunse il bordo e si tuff in quel liquido freddo, percorse le prime due vasche tutte sotto l'acqua. Risal per riprendere fiato poi, con una virata, aggred le vasche mantenendo sempre lo stesso ritmo. Bracciata dopo bracciata, cambiando stile di tanto in tanto, percorse centinaia di metri.
Pass una buona ora prima che percepisse  una qualche stanchezza. Si appoggi con la schiena al bordo aggrappandosi con le due braccia, riprese fiato. Pass qualche minuto cos, con gli occhi chiusi, con la testa sgombra di pensieri, cercando di ricongiungere anima e corpo. Trovava rilassante nuotare con quella fievole luce. Finalmente uno sbadiglio si affacci per annunciare l'arrivo del sonno.
Usc tirandosi su dal bordo e gocciolante arriv sul lettino. Si arrotol l'asciugamano sui fianchi, dopo qualche sferzata sui capelli decise di coricarsi un attimo l sopra.
Il sonno sopraggiunse rapidamente, rimase per molto tempo profondamente addormentato. Fu svegliato da alcuni rumori.
Apr gli occhi, sent qualcuno nell'androne. Ma chi diamine  a quest'ora! Si alz di scatto mettendosi seduto.
La porta si apr e vide Lisa. Non si accorse di lui, la luce era ancora spenta e lei stava frugando nella sua sacca.
La sent sbuffare, chiss cosa stava cercando. Decise di rimanere l senza annunciarsi, almeno fino a quando non avesse acceso la luce altrimenti le sarebbe preso un colpo secco.
Uffa! Lisa pos la borsa a terra e cerc di aprire il suo armadietto personale. Poi torn a cercare le luci ma anche lei non le trov. Ritorn all'armadietto e tent di aprirlo ma anche questo non le riusc.
Be' pazienza! La sent dire dopo che erano trascorsi ancora altri cinque minuti e cinquanta tentativi.
Lisa si guard intorno, gett la borsa per terra accanto al suo armadietto e cominci a togliersi gli indumenti.
Kk non poteva credere a ci che stava accadendo, quale fortuna immensa gli era mai capitata!
La bella dottoressa si stava denudando davanti ai suoi occhi. Decise di rimanere a godersi lo spettacolo, si sdrai comodamente sul lettino accavallando le gambe e incrociando le braccia al petto.
Lisa dal canto suo, ignara di avere qualche spettatore decise, visto che non trovava le chiavi per aprire il suo armadietto, di farsi comunque la sua nuotata. Tanto a quell'ora mai nessuno sarebbe andato in piscina anzi, veramente, in nessun'ora del giorno.
Kk osserv i delicati movimenti della donna. Era aggraziata come una ballerina. Si tolse le scarpe allineandole vicino alla sacca, poi fu la volta dei pantaloni della tuta, scivolarono via lasciando a nudo le cosce e le lunghe gambe sorrette da caviglie sottili. Li ripieg appoggiandoli sopra l'armadio, poi si apr il giacchetto della tuta che fece la stessa fine dei pantaloni, infine si sfil la canottiera di microfibra bianca. A questo punto, gli occhi del Colonnello iniziarono a bruciare. La osserv, ormai ci che rimaneva a coprire il suo fisico mozzafiato erano solamente mutande e reggiseno.
Si avvicin al bordo della piscina ma poi un qualche ripensamento la ferm, si port il pollice sulle labbra mordendosi un'unghia in cerca di chiss quale soluzione. Nuovamente si gir e ritorn verso la sua sacca.
Kk cerc immediatamente con lo sguardo le sue curve pi dolci. La vita stretta si allargava verso il bacino terminando in un sedere sodo e liscio come un'albicocca.
Si sciolse il morbido chignon scuotendo il capo, i capelli le ricaddero sulla schiena. Anche quelli erano stupendi, ogni volta che si avvicinava a lei ne sentiva il profumo.
Lisa prese un elastico e si chin in avanti per far scendere i capelli e poterli raccogliere nuovamente in una coda pi stabile. A quel punto mostr una nuova visuale. Il Colonnello deglut a fatica cominciando a sentirsi in imbarazzo. Forse avrebbe dovuto annunciarsi, ma ci che aveva davanti gli occhi avrebbe corrotto il pi ligio degli uomini.
Poi, incredibilmente, Lisa decise di togliersi anche gli ultimi indumenti che indossava, cos fu la volta del reggiseno e infine delle mutandine. Nel giro di qualche attimo si ritrov una Lisa nuda, completamente nuda, a una manciata di passi.
Lei afferr l'accappatoio e avanz a proprio agio avvicinandosi verso di lui.
Il cuore dell'uomo pulsava nella gola, per qualche breve istante immagin che fosse diretta verso di lui.
Lisa si ferm sul bordo, appoggi l'asciugamano sopra il trampolino.
Lo eccitava dannatamente quella strega di donna.
Ora, seduta sul bordo con i piedi dentro l'acqua port le braccia indietro sopra la testa nel tentativo di aggiustarsi meglio i capelli. Nella penombra, un raggio lunare deline con un filo bianco di luce il profilo del viso, del suo naso perfetto e dei suoi seni che stavano dritti a guardare all'ins.
Riusc a intravedere i capezzoli chiari non ancora inturgiditi dall'acqua. Voleva alzarsi per coprire quei passi che li separavano, prenderla fra le braccia, baciarla in ogni angolo di quel corpo, morderla, fare l'amore con lei, stringerla fino a stritolarla. Stava impazzendo, accidenti a lei! Distolse lo sguardo a fatica, doveva ritornare in s.
Lisa finalmente era entrata dentro l'acqua e grazie al cielo l'acqua finalmente le copriva quel dannato corpo.
Rest ancora qualche attimo sdraiato. Lentamente sent il sangue riaffluire al cervello e il suo respiro torn a un ritmo regolare insieme al battito cardiaco.
Lisa nuotava senza sosta, la vide concentrata sulle sue bracciate.
Si alz, trovando il momento buono per sgattaiolare via.
Arrivato all'inizio della piscina per la tentazione fu troppa e non riusc a voltare le spalle a un'ennesima provocazione.
Alz l'accappatoio di Lisa e lo spost lontano sopra una panca, poi and alla ricerca delle luci. Stavano fuori nell'androne.
Immediatamente nella palestra fu giorno. Rientr dentro come se nulla fosse e not che Lisa si blocc di colpo. Si pass le mani sulla fronte per portarsi indietro i capelli che si erano sciolti e che non le consentivano di vedere bene. Continuando a galleggiare con le gambe girava il capo da un lato all'altro, poi lo vide.
Sbianc in un attimo, and sotto l'acqua per raggiungere il bordo nel tentativo di nascondersi.
Lisa? Ma che fai qui al buio? E a quest'ora?
E tu? Cosa ci fai qui? Non sembrava essersi accorto della sua nudit, pens Lisa.
Be' io ero venuto perch non riuscivo a prendere sonno, sono rientrato da poco e speravo che una nuotata mi avrebbe definitivamente sfinito, sai quando oltrepassi la soglia del sonno... ma tu perch nuoti al buio? Mentre parlava not che Lisa buttava lo sguardo verso il trampolino alla ricerca del suo accappatoio.
Ho cercato le luci e non le ho trovate, evidentemente questa sera dev'essere pi tardi del solito perch le trovo sempre accese".
Direi notte pi che sera!
Ma hai spostato tu il mio accappatoio?
S te l'ho messo l, si stava bagnando tutto! disse con fare candido.
Grazie, molto gentile rispose affranta.
Kk si tolse l'accappatoio e Lisa spalanc gli occhi, sul volto un espressione di puro terrore.
Che hai Lisa? Si stava divertendo un mondo vedendola cos in imbarazzo.
Ma ti vuoi fare il bagno? chiese con foga.
E certo, secondo te cosa sono venuto a fare?
Ma guarda che  freddissima, io sto proprio uscendo per quanto  fredda".
Ah che bello, io adoro l'acqua fredda". Si avvicin al bordo ancor di pi e Lisa si schiacci sulla parete piastrellata, all'interno della vasca.
Io non credo che sia il caso che tu faccia il bagno!
E perch mai? chiese lui corrugando la fronte.
Ho delle bolle!
Bolle? E di che genere? Dove? Fai vedere? chiese chinandosi verso di lei fingendo preoccupazione.
Noo! strill Lisa. Kk si ritir immediatamente indietro. Solo le mani di Lisa uscivano dall'acqua, e lui non riusc a trattenere una risata.
Ma che diavolo hai questa sera? Ti sei ammattita?
No eh che mi vergogno, sai sono piena di bolle".
Ma che tipo di bolle sono?
Varicella".
Ah ma io l'ho avuta a sei anni! E poi scusa ma dove te la sei presa? Ma ti sembra possibile? Fammi vedere, le so riconoscere!
Claudio stammi lontano!
Ma perch?
Mi vergogno, sono orribili, enormi!
Ah, ho capito, del tipo pustole purulenti'? chiese facendo un'espressione disgustata.
Ecco bravo hai capito, quindi non puoi entrare!
Ma allora non credi che dovresti uscire? Forse potresti inquinare l'acqua? disse con le braccia sui fianchi come un poliziotto.
Lisa sbuff ancora, accidenti a lui perch non se ne va! Abbass le spalle in segno di resa.
Non entrare in acqua per cortesia, sono nuda disse con un filo di voce.
Eh?
Uno sguardo carico d'odio strizz gli occhi di Lisa.
Ma non mi guardare in quel modo, non ho sentito, parli come una vecchina in punto di morte! Non ho sentito cosa hai detto!
Sono nuda! questa volta la voce le usc stridula.
Come? Kk si finse meravigliato ma un sorriso anticipato trad la sua recitazione. Uno schizzo d'acqua gli arriv in piena faccia.
Te ne eri gi accorto vero?
Mentre si asciugava e rideva come un bambino annuiva con il capo. Vero!
Oh accidenti a te Claudio! Mi passi l'accappatoio per favore?
Mai!
Passami quell'accappatoio! Kk le allung una mano come a volerla aiutare a uscire.
Ma falla finita! Passami quel cavolo di accappatoio per favore!
Dammi una sola buona ragione sul perch mai dovrei perdermi uno spettacolo simile!
Ma la pianti di fare lo stupido! Non hai mai visto una donna nuda? Credi che mi formalizzi? Mi sembri uno scolaretto che spia dal buco della serratura! dicendo cos si avvicin alla scaletta, era cos arrabbiata che l'imbarazzo di poco prima svan.
In pochi istanti usc fuori dalla piscina, nuda ancora una volta, davanti ai suoi occhi.
Kk rimase allibito, non avrebbe mai pensato che avrebbe avuto quella faccia tosta! Lisa gir attorno alla piscina e si diresse verso di lui. Con fare non curante si sciolse i capelli, li gir e rigir fino a strizzarli, poi gli and proprio davanti: Sei rimasto come uno scemo in piedi e zitto! E anche con la bocca aperta!
Eh ci credo! Mi hai spiazzato, io stavo scherzando, ma copriti adesso! aggiunse lui vedendo che Lisa ancora non indossava l'accappatoio.
Ti crea problemi?
Ehi ragazzina, non esagerare, altrimenti non rispondo di me!
Wow che tigre!
Kk in tre passi consum la distanza che c'era ffra loro, l'afferr per le braccia, Lisa si sent stritolare.
Non sto scherzando, ora, rivestiti! disse in tono deciso. La lasci andare non prima di aver dato uno sguardo, di proposito lento, sul suo seno che sembrava esser l'unica barriera fra di loro. Lisa stratton la presa e si allontan da lui infastidita dal suo tono divenuto quasi aggressivo.
Vedi... la totale deriva in cui vaga il tuo istinto? Per un brevissimo attimo si guardarono negli occhi. Poi Kk li socchiuse reclinando un po' il capo.
Lisa ormai aveva capito che quella era l'espressione che faceva prima dell'attacco finale.
Ora ti faccio vedere questo naufrago su quale isola cercher rifugio! rispose spazientito avanzando verso di lei.
Lo aveva stuzzicato a sufficienza. Rapida e fulminea come un felino raggiunse il lettino per afferrare l'accappatoio che indoss all'istante.
Risalendo insieme nello stretto abitacolo dell'ascensore fu impossibile evitare il bench minimo contatto.
Si sfidarono con lo sguardo. Kk aveva l'espressione beffarda che lo contraddistingueva sempre, lei un'espressione di sfida.
Le porte si aprirono ma loro rimasero ancora a sfidarsi, un sorriso aperto si stamp sul viso di Kk.
Hai vinto tu! Sei terribile dottoressa!
Lisa per tutta risposta alz il viso e gli pass davanti con fare vittorioso.
Colonnello, sappi che hai trovato pane per i tuoi denti".
Si trovarono sul pianerottolo, entrambi si avvicinarono alla propria porta.
S, il pane lo adoro, morbido, caldo". continu scherzosamente Kk. Lisa si stacc dalla porta e lo guard con fare bellicoso. Si avvicin verso di lui, questa volta nessuno lo avrebbe salvato da un sonoro ceffone.
Intuendo le intenzioni di Lisa si affrett a dire alzando le mani: Aspetta, aspetta, sto solamente scherzando, sai quanto ti stimo, e... e ho un regalo per te.
Lisa rimase interdetta: Come? E perch?
Vieni, entra disse mentre le teneva aperta la porta.
Come l'ho vista ho pensato a te!  qualcosa di strano, aspetta che la vado a prendere".
Spar nella sua stanza per ricomparire un attimo dopo con una bustina in mano che allung verso di lei. Lisa l'apr incuriosita e dentro c'era una maglietta. La tir fuori, prendendola per le spalle diede un colpo leggero fino a farla spiegare per poterla vedere finalmente aperta.
La sua espressione cambi di colpo, improvvisamente sbianc. Riconobbe all'istante il trattato di pace stampato sulla maglietta!
Claudio ma dove l'hai presa questa maglietta? chiese allibita.
 particolare vero?
...  molto di pi! Lisa si avvicin sul divano e la stese bene, osservandola attentamente. Con l'indice seguiva qualche suo inafferrabile ragionamento. Saliva su, poi nuovamente riscendeva, la volt e ancora seguiva quei segni.
Ma cosa diavolo c'entra ora? Ma... come, cosa... come  possibile?! disse sconsolata Lisa mentre i battiti del suo cuore acceleravano.
Si volt verso Kk che era rimasto a osservarla tutto quel tempo incuriosito.
 incredibile Claudio! Questo testo... questo trattato".
Cosa? Non sono copie di qualche iscrizione cuneiforme?
Cosa?
S... pensavo che fosse non so... come quando vai in Egitto e scrivono il tuo nome con i geroglifici su una medaglietta o magari proprio su una maglietta tipo questa".
Assolutamente no! Cio s, no! Kk strabuzz gli occhi.
Si o no?
Questo  lo stesso trattato di pace riportato sul taccuino!
E allora?
Quel trattato non  uguale all'originale, mancano alcune parti e ne sono state aggiunte altre!
Questa volta fu Kk che rimase interdetto.
E cosa vorrebbe dire secondo te?
Che diamine voglia dire non lo so, ma so di certo che l'originale  diverso! Ed  da quando l'ho capito che sto cercando di spiegarmi il perch! Perch riportarlo sul taccuino, in un contesto completamente diverso? Quel trattato si riferisce alla battaglia di Kadesh, tra gli ittiti e gli egizi, circa duecento anni prima della fine dell'impero. E perch lo stesso  riportato poi su una maglietta stampata almeno trent'anni dopo la stesura del taccuino?
Il Colonnello comprese che era arrivato il momento di dare qualche delucidazione in pi alla dottoressa.
Questa maglietta la stampano delle cooperative di ex detenuti curdi, noi abbiamo reperito una chiavetta usb supponendo di trovare dentro documenti relativi allo scambio di informazioni fra il leader del partito curdo e i suoi militanti. Purtroppo cos non  stato, nella chiavetta abbiamo trovato solamente lo studio di progettazione di queste magliette e di altri indumenti".
Per un tempo che gli sembr interminabile, Lisa non profer parola, rimase con gli occhi leggermente socchiusi fino a quando sembr aver trovato le risposte.
Si tratta di crittografia, anzi utilizzando il termine pi appropriato direi steganografia! L'autore ha steganografato il trattato!
Steganografia! Lisa aveva fatto centro! Kk aveva la testa in subbuglio.
Come? Come? Come? chiese scattando verso di lei.
In quel benedetto taccuino c' molto di pi che quelle semplici traduzioni che mi hai chiesto di fare! L'autore comunicava con qualcuno in codice!
Nella mente di Kk si stava cominciando a sciogliere qualche nodo. Forse, come il Professore Al voleva far capire solamente al nipote le sue scoperte, lo stesso metodo veniva utilizzato da Baran per comunicare con i suoi militanti. Fu come se Lisa avesse spinto un interruttore. Immediatamente il suo cervello diede il via alle infinite e interminabili connessioni di tutti quei dati. L'autore comunicava con qualcuno in codice... la maglietta... la Cooperativa Jek... Baran... la staffetta gli ex prigionieri...
Doveva far avere immediatamente quella maglietta ai suoi programmatori.
Lisa forse siamo a una svolta, ma tu sei in grado di capire il codice?
Lisa fece un respiro per incamerare ossigeno. Non ne ho la minima idea, ma ci prover. Suppongo che l'autore del taccuino non abbia usato metodi informatici visto che nel 70 ancora non esistevano! Ma per questa maglietta non lo so, potrebbe esser stato usato lo stesso codice, oppure un altro sistema. Di certo qualcosa in comune lo devono avere visto che in entrambi i casi utilizzano il trattato modificato dall'autore, voglio dire qualcosa in comune ci deve essere disse muovendo la maglietta che ancora teneva nella mano
Kk spar un istante infilandosi nel corridoio. Lisa lo sent trafficare fino a quando non ricomparve con il cellulare in mano.
Afferr la maglietta stendendola bene sul cuscino del divano, poi scatt alcune fotografie ritraendo anche il retro. Lisa era ancora pi disorientata del Colonnello, almeno per lui ora esisteva un senso. Per lei invece tutta la questione si complicava sempre di pi. Lo vide schiacciare qualche tasto del cellulare.
Ti sto mandando degli mms... s, s! Ok, arrivo, dammi venti minuti e sono da te, ti spiego a voce!
Chiuse la comunicazione e si diresse spedito verso la sua camera. Prima di essere inghiottito dal buio del corridoio si gir di scatto come colpito da una folgorazione, Lisa! Se ne era completamente scordato!
Sto raggiungendo la mia squadra informatica, se veramente si parla di crittografia sapranno tirarne fuori qualcosa, ma tu vai avanti, prova ugualmente a decifrarla!
Lisa rimase sbigottita, era appena rientrato da chiss quale missione, era ormai l'una di notte e il Colonnello stava nuovamente uscendo. E chi diamine erano i suoi uomini che a quell'ora ancora lavoravano?
Quando si lavora a una missione non esistono orari, le squadre si danno il cambio ma siamo operativi ventiquattro ore su ventiquattro le disse, come se le avesse letto nel pensiero.
E a te chi lo da il cambio?
Come risposta, il Colonnello alz le spalle arricciando la bocca. Spar qualche istante per ricomparire poco dopo solamente con un paio di jeans indosso mentre il dorso era completamente nudo.
Trafficava alla ricerca del cellulare ma sentiva lo sguardo della dottoressa puntato sulla sua schiena. Si volt e Lisa abbass subito lo sguardo diventando paonazza.
Prima ancora di sentirlo parlare lo sent ridere.
Lisa fino a tre secondi fa stavo in accappatoio... anzi fino a dieci minuti fa tu eri splendidamente nuda a un passo da me, che fai ora? Ti formalizzi? url le ultime parole ritornando nella sua camera da letto. Ne usc questa volta definitivamente vestito.
Non ti montare la testa, stavo solamente facendo una ripassatina all'infinit di domande a cui non mi vuoi rispondere!
Kk la prese per il braccio scortandola fino alla porta, spense le luci e uscirono.

13. Steganografia.

13,01. Roma, Italia, 20 maggio 2007, ore 07,25
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

I primi raggi mattutini filtravano attraverso la persiana leggermente accostata rischiarando il contorno delle sagome scure nella stanza. Era gi un po' di tempo che Lisa si rigirava fra le lenzuola persa nelle sue riflessioni.
Stganos occulto. Grfein scrivere. Mim sulle labbra quei vocaboli greci.
L'anno precedente aveva tenuto una lezione in merito alla steganografia. Un gruppo di studenti particolarmente interessati all'argomento le avevano chiesto un approfondimento e lei, ben felice, aveva dedicato loro un'intera giornata.
Aveva spiegato come la crittografia e la steganografia vengono utilizzate per codificare una qualunque forma di comunicazione, che sia scritta o verbale.
...per comprendere la comunicazione bisogna essere in possesso della chiave di lettura.
A differenza della crittografia, il cui scopo  di nascondere il contenuto di un messaggio, l'obiettivo che si prefigge la steganografia  quello di nasconderne l'esistenza stessa. Oggi  utilizzata frequentemente per mandare comunicazioni segrete via internet in cui vengono nascosti messaggi all'interno di comunicazioni pubbliche che trattano tutt'altra informazione.
Tuttavia, pur trovando su internet il suo miglior habitat, le origini di questa tecnica risalgono all'epoca dell'Impero persiano, dove venivano tatuati i crani rasati di schiavi fidati con messaggi segreti. Una volta ricresciuti i capelli, lo schiavo partiva per consegnare il messaggio. Il ricevente non avrebbe dovuto far altro che rasare il messaggero per poter leggere il segreto ... dalle tavolette d'argilla ricoperte di cera in tal modo da sembrare lisce e non incise dal messaggio - motivo per cui ancora oggi si dice sin-cera ossia senza cera - all'inchiostro invisibile che solamente sottoposto al calore di una fiamma rendeva leggibile il testo.
Nascondere un'informazione segreta dentro un'altra palese, consente un continuo flusso d'informazioni senza che l'intercettatore si avveda del fatto che una qualsiasi comunicazione stia effettivamente avvenendo. Questo metodo si differenzia da un messaggio semplicemente criptato che, nel momento stesso in cui viene intercettato, desta ovvi sospetti...
Si tir su, ci volle qualche momento prima che gli occhi si abituassero nuovamente alla luce.
Bene, vediamo un po' se riesco a capirci qualcosa!
Prese coraggio e si alz abbandonando definitivamente il suo morbido letto per buttarsi sotto una doccia rinfrescante.
Usc dal bagno e spalanc la finestra della sua stanza inalando nei polmoni l'aria fresca della mattina.
Sono due sistemi differenti? La maglietta era attuale mentre il taccuino risalivano agli anni settanta. Oppure  un sistema che viene usato da quarant'anni? Ma da chi? E perch?
Indoss dei jeans e una t-shirt blu. Si guard riflessa allo specchio mentre energicamente spazzolava i suoi lunghi capelli che finirono rapidamente imprigionati in una coda di cavallo.
Il blu risaltava il colore della sua carnagione. Le piaceva il blu, era un colore che la rasserenava.
And nella sala aprendo tutte le finestre, accese il PC e nell'attesa che si fosse avviato and in cucina a prepararsi la colazione. Apr il frigo per prendere un po' di latte ma tale era la sua concentrazione sul lavoro che rimase inebetita a osservare il frigo aperto senza pi ricordarsi cosa doveva prendere. Fu riscossa dal suono della porta e poco dopo se lo ritrov davanti vestito di tutto punto con l'uniforme ma nello sguardo un'espressione piuttosto stanca.
Buongiorno!
Giorno!
Come mai da queste parti stamattina? Dove te ne vai?
Be' veramente sono appena rientrato, prima di andare un po' a riposarmi vorrei un aggiornamento sulla traduzione".
Ok, vuoi intanto un po' di latte, succo d'arancia?
S, grazie, succo d'arancia". Lisa vers il succo in un lungo bicchiere che prese dal pensile sopra il lavello.
Mi dici dove hai preso il taccuino? gli chiese a bruciapelo sapendo che la risposta tanto negata conteneva delle indicazioni preziose per il suo lavoro.
No".
Per con questo atteggiamento mi metti la zavorra ai piedi!
Lisa lo saprai, a tempo debito lo saprai. Mi vuoi credere almeno per una volta che meno sai e pi sicura sarai? La conversazione prese quasi subito una piega bellicosa.
Ecco quando dici cos mi innervosisci! A cosa alludi precisamente?
Al fatto che sei coinvolta in un'operazione militare e fino a quando non sar terminata molte cose non posso dirtele!
E che risposta  mai questa? Voglio sapere se corro dei rischi,  un mio diritto esserne al corrente. Da un po' di tempo a questa parte mi hai stretto un cerchio attorno, ancora pi stretto di quello di prima!
Ok, hai ragione, la situazione ultimamente  cambiata... e s, tu ora stai correndo dei rischi".
Come? Come sarebbe? E perch, cosa  cambiato rispetto a prima? chiese Lisa sbiancando.
 cambiato forse che qualcuno abbia disatteso dei precisi ordini. Tu non dovevi contattare nessuno, non dovevi mettere al corrente nessuno di ci che stavi facendo, e invece lo hai fatto!  vero?... e tralascio la tua fuga sbrait puntando l'indice in maniera accusatoria verso di lei.
Ma chi? Di cosa stai parlando? rispose decisamente sorpresa.
Oh Lisa! Kk batt un pugno sul tavolo Non fare la finta tonta con me, hai o non hai contattato il Rettore via e-mail? Lo hai messo al corrente degli sviluppi dell'intera vicenda?
Fu come ricevere uno schiaffo in piena faccia. Prov a ritrovare la voce, le prime parole le uscirono in un soffio.
S, quando sono andata a casa mia, la mattina". Si port una mano sulle labbra.
Be' eccoti servita, quella e-mail  rintracciabile dai servizi di intelligence turchi, ora li potremmo avere alle costole, gli stessi tipi che sono venuti a casa tua per intenderci".
E cosa accadr? Solamente in quel momento comprendeva cosa aveva combinato.
Abbiamo stretto il tuo cerchio, ma suppongo che non sar sufficiente, dobbiamo velocizzare l'operazione. Avevo considerato che per la traduzione ci sarebbero voluti due mesi, ora ti devi accontentare di un'altra settimana, al massimo due poi ci muoveremo".
Cosa intendi per ci muoveremo?
Andremo in Turchia".
In Turchia?
S!
Ma questo non era stato detto!
Ti crea problemi? Non vuoi trovare Tarhuntassa?
Il volto di Lisa si illumin, rimase senza respiro.
Oh s! Certo che voglio venire in Turchia! Kk sorrise.
Quando mi metterai al corrente dell'intera storia? continu Lisa.
Lisa, per ora non se ne parla".
Be' ho capito, ma dal momento che andiamo in Turchia, devi darmi dei parametri pi stretti per la ricerca, non  un caso che questa citt sia sepolta da tremila anni. Probabilmente se tu mi mettessi a conoscenza della storia ricaverei qualche indicazione in pi su dove orientare le mie ricerche!
Riflett sulle parole di Lisa, sicuramente aveva ragione ma la paura di metterla in pericolo lo faceva ancora desistere.
Il Colonnello s'irrigid. Se mai qualcosa fosse andato storto, per il suo bene e anche per quello di Baran, era fondamentale che Lisa non sapesse che proprio grazie al suo lavoro cercava di rintracciare l'amico. Ma forse il pericolo lo correva anche per il protrarsi della ricerca, sicuramente una volta trovato Baran ai turchi cosa faceva Lisa non sarebbe importato e se metterla al corrente poteva voler dire velocizzare, allora forse l'avrebbe dovuto fare.
S, certamente devo velocizzare.
Ok facciamo cos, aspettiamo di arrivare a ridosso della partenza, poi ti comincer a raccontare, ora non ne parliamo pi, intesi?
Intesi!
Abbiamo poco tempo ancora, poi si parte, ok?
Lisa annu pensierosa. Una o due settimane, ma come faccio? Ho ancora molto lavoro".
Dai Lisa, iniziamo! tagli corto indicando la scrivania.
La dottoressa lo guard perplessa. Non ce la far mai!
Apr i file lavorati e, nuovamente, si ritrov gli occhi del Colonnello puntati sui suoi, in attesa di spiegazioni.
Questo che segue,  il racconto del Grande degli Scribi diretto discendente di un altro Grande degli Scribi dell'ultimo Re ittita. Si chiamava Walvaziti. Queste tavolette sono pi recenti delle prime che ho tradotto, Walvaziti scrive ci che fu tramandato da generazione in generazione dai suoi avi. Purtroppo, come spiega lui stesso, per i continui spostamenti di questa gente era difficile trasportare tutto il materiale scrittorio, motivo per cui, molte cose venivano tramandate oralmente".
Da generazione in generazione? E quanto tempo  passato?
Considerando la genealogia che riporta all'inizio, saranno passati circa trecento anni dalla caduta di Hattusa".
Ok, quindi siamo arrivati intorno al IX secolo a.C.? fece Kk cercando di focalizzare la nuova situazione.
S, siamo nel 900 avanti Cristo conferm Lisa.
Ci sono, vai avanti!
 il racconto di una lunghissima fuga di migliaia di persone durata anni, molti anni".
Walwaziti figlio di Uratarhutna, figlio di Initesub, racconta: Narro la vicenda di questa gente, di questi figli, ormai nati in una terra che non gli appartiene, di questi uomini che parlano una lingua non pi pura, di queste donne che pregano e invocano dei a loro sconosciuti. Narro la storia del mio popolo, perch un giorno sappiano questi giovani guerrieri qual  realmente la loro origine.
Il corpo dei loro avi giace in una terra lontana. I cieli in cui volarono dal grembo materno sono ormai lontani.
Io, fui sempre al fianco del Gran re Tahurwaili II".
Quindi, il Gran re Tahurwaili II  stato il loro sovrano intorno al IX secolo a.C". precis Lisa.
...lo vidi nascere, andare a caccia di aquile, poi divenire Comandante dell'esercito del nord. Lo vidi fondare la prima alleanza, al cui centro pose la citt del dio della tempesta (dov'era l'uliveto) fondata dal padre Zidanta III. Fui sempre io, quando la grave malattia lo strapp al popolo, con le mie mani, a scolpire la stele che avrebbe adornato la sua tomba, fui sempre io che rimasi accanto a Hirmia e ai suoi figli, fui io che consolai la regina, e quello che feci per il padre, lo feci per il figlio. In questo luogo lontano, regalando loro un futuro ma privandoli del loro passato".
Io non ci sto capendo pi nulla con queste citt dedicate al Dio della tempesta!
Molte citt in Asia minore devono il loro nome a questa divinit, ma direi ormai che l'autore ci stia giocando un bel po' sopra. Guarda, sostituisce il nome della citt con questa frase dov'era l'uliveto' e lo scrive in questo modo ogni volta! Indic con l'indice lo schermo. Questo  curdo, e direi che qui si riferisce a Xxx puntualizz.
Xxx? chiese Kk storcendo gli occhi.
La persona con cui comunica l'autore del taccuino! Era buffa ogni tanto, pens il Colonnello ridacchiando.
Chi  secondo te Xxx? gli chiese Lisa.
Non ne ho idea, ment scuotendo il capo e tu cosa credi?
Se il taccuino fosse capitato nelle mani di qualcuno, io credo che chiunque, esattamente come stiamo facendo noi, avrebbe potuto decifrare questi documenti. Questo  il lavoro di una vita, sono anni di studio e di ricerche di quest'uomo, probabilmente lo ha fatto per preservare da eventuali furti la sua scoperta, anche se non capisco perch non le ha rese pubbliche, comunque sia Xxx sar stata una persona di sua fiducia, forse la moglie o un assistente. La logica mi porta a dire che se Xxx conosce il luogo dell'uliveto, conosce di conseguenza il luogo delle sue scoperte".
E questa Hirmia? Chi ? chiese ancora il Colonnello.
Direi la moglie di Tahurwaili Lisa arricci le labbra pensierosa  un nome che ho gi sentito ma non riesco a focalizzarlo".
Lisa tamburell qualche istante le dita sul pianale della scrivania cercando ancora di recuperare nella sua memoria quel nome, ma ancora una volta non riusc a ricordarsi nulla. Di colpo si riscosse e torn con la mente al presente.
Dopo la premessa, Walvaziti ritorna al momento della caduta dall'Impero, quindi intorno al XII secolo a.C". precis Lisa prima di proseguire nella lettura.
...fu sulla grande rupe che il Dio Tarhunta parl al Gran Re del popolo di Hatti. xxxxxxx Fu quando il Grande Suppiluliuma II abbandon Hattusa per seguire la scia del serpente rosso che ebbe inizio la nostra fuga. Proprio l, dove la seconda testa riemerge dal grembo della madre, il Gran Re fece erigere il pi maestoso templio sia stato mai dedicato a Tarhunta
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx ma non fu sufficiente, per calmare le sue ire xxxx xxxxx xxxx citt a Tarhunta dedicata.
Per molte lune camminammo trascinandoci vecchi e bambini. Percorremmo lunghissime distanze in otto lune. Seguimmo il precorso degli dei, dalla notte alla luce, dal mare alla montagna e il suo contrario. Ci perdemmo molte vite".
Di seguito poi  riportato un rito magico, dove viene chiesta la protezione divina sul Popolo di Hatti".
Cos' la grande rupe?
Suppongo si riferisca al santuario rupestre di Hattusa, Yazilikaya".
S, forse ho capito,  quel sito archeologico a Bogazky?
Esattamente conferm Lisa, poi riprese la sua spiegazione.
Questa  la traduzione esatta del testo, ma a questo punto direi che sta condizionando l'eventuale lettore. Interrompere improvvisamente le trascrizioni o eludere i nomi dei luoghi ci crea confusione. Ed  quello che vuole l'autore. Capisci perch  importante avere tutte le informazioni riguardo al ritrovamento di questo taccuino? Riprese il mouse in mano e cerc i file che aveva raccolto in una cartella la mattina. Quando li apr, osserv l'espressione incuriosita sul volto di Kk.
Be'? Che c'? Che dovrei vedere?
Lo vedi quante interruzioni? Vedi che  sempre sul nome di questa citt che c' confusione? Te ne avevo gi parlato, ricordi?
S, ma non gli avevo dato molto peso osserv attentamente ci che Lisa poneva alla sua attenzione. Doveva dargliene atto, aveva ragione lei.
S,  cos, ha omesso di proposito queste informazioni".
Cerca di disorientarci!
E ci riesce piuttosto bene! Non capisco pi niente! Possibile che tutto ruoti attorno a questo nome!
Lisa fece un sorrisetto beffardo. Ho capito il suo giochetto! In realt lui riporta solamente la radice tarhun quando si riferisce al nome della citt, lo indic muovendoci sopra il cursore sono io che ho supposto fosse Tarhuntassa, ma come ti ho gi spiegato questa radice  comune a tante altre citt. Anche Troia deve il suo nome a Tarhunta".
Cosa intendi, non capisco?
Potrebbero anche aver fondato una nuova citt? ...per calmare le sue ire...' si sono stanziati in una ...citt a Tarhunta dedicata...' oppure ...per calmare le sue ire...' hanno fondato ...citt a Tarhunta dedicata...?'
C' anche un'altra possibilit". disse Kk alzando leggermente le sopracciglia.
Ossia? Chiese incuriosita.
Il testo pu anche essere letto in questo modo: scappano da Hattusa. Suppiluliuma II fa costruire questo tempio, magari nei pressi della prima citt di Tarhuntassa ma non fu sufficiente'. Forse in quel luogo accade qualcosa e cos per molte lune camminammo trascinandoci vecchi e bambini...' ossia ricominciarono a scappare".
Quindi scappano ancora, allora  ...per calmare le sue ire...' che dovevano fondare una ...citt a Tarhunta dedicata...' concluse Lisa rimanendo con gli occhi incollati sul testo tradotto. Lo rilesse velocemente e in effetti il Colonnello non aveva tutti i torti. Anzi, la sua interpretazione sembrava ben articolarsi alle successive ipotesi che nel giro di pochi secondi elabor.
Quindi ricomincia la loro fuga che s'interromper l dove fonderanno' una citt in nome del loro dio che non  allora nei pressi del tempio!
E quindi? Cosa facciamo ora? Lisa si freg il viso con le mani, era veramente disorientata.
Cosa dobbiamo cercare? Oppure, a questo punto direi dove dobbiamo cercare? insistette Kk.
Dobbiamo iniziare dal tempio,  l'unica traccia che ci lascia. Una volta ritrovato, ti sapr dire se lo costruirono a Tarhuntassa oppure se si tratta di un'altra citt, oppure ancora, come suggerisci tu, se non costruirono un bel niente e ricominciarono a scappare".
E il resto del testo? Che significato ha?
Kk si mise a leggere ad alta voce, cercando di comprendere quel linguaggio arcaico.
Cosa intende per percorso degli dei? domand.
Io credo".
Continua, cosa credi? la incit.
Mi sembra di intuire che lo scriba stia parlando delle gallerie sotterranee".
Ossia?
Gallerie scavate nel tufo, venivano utilizzate per svariati motivi, tra cui anche riti dedicati agli dei. In determinati periodi dell'anno, esistevano delle feste religiose che potremmo paragonare a dei veri e propri pellegrinaggi. Il Re Hittita esercitava anche le funzioni sacerdotali. La fonte del suo potere consisteva nel servizio che prestava a tutti gli dei, nutrendoli con la sua azione, le sue imprese, le sue conquiste e le feste. Per dare atto formale del servizio' divino da cui derivava il suo potere doveva recarsi in pellegrinaggio in tutti i templi dell'impero. Parte di questo pellegrinaggio veniva percorso anche sotto terra, proprio attraverso queste gallerie perch, dovendo raggiungere tutti i templi dell'impero, si accorciavano di molto le distanze. Ne esistevano a centinaia che tagliavano quasi tutta l'Anatolia. Erano dei passaggi protetti sia dalle intemperie che da eventuali attacchi.
Secondo il racconto di Walvaziti, quando dice che attraversano il percorso dalla notte alla luce, credo proprio che stia parlando di queste gallerie. Tra l'altro erano anche delle vie di fuga per i re. Molte di queste gallerie sbucavano infatti sul mare. Quindi direi che sarebbe piuttosto ovvio che, per scappare dagli inseguitori, percorressero questa strada sacra, una serie di gallerie, passaggi nascosti, passaggi che si potevano vedere solo in determinati giorni. In base alla luce della luna e, a seconda dei mesi in cui si trovavano in base all'orientamento delle stelle, probabilmente fu una fuga durata a lungo Lisa si ferm avendo colto un guizzo negli occhi del Colonnello.
Quelle parole colpirono la sua attenzione. Se le sent ronzare nella testa... per scappare dagli inseguitor...
Come, come, come?? Kk fece un balzo. Si ritrov in piedi a percorrere su e gi la sala. Ora, finalmente, cominciava a capire qualcosa.
Lisa ho capito, forse siamo sulla strada giusta!
Lisa si alz, anche lei coinvolta dal suo entusiasmo. Rimase per qualche istante impalata l sul posto. Aveva bisogno di acqua e si diresse sparata verso la cucina mentre lui nel frattempo le dava la schiena rivolto verso la porta di casa. Arrivata a un palmo di distanza, Kk si rigir improvvisamente continuando la sua marcia, Lisa riusc appena in tempo a evitare di cozzarci contro.
Scusa, scusa". Fingendo la pi totale indifferenza, Lisa si diresse in cucina, apr il frigo e prese una bottiglia di acqua.
Bene, sono molto contenta".
Devi spiegarmi meglio la storia di questa fuga".
Vuoi? disse allungandogli un bicchiere colmo. Kk lo prese e le loro mani si sfiorarono. Si distrasse sulle curve della donna. Pens che quel giorno Lisa fosse incredibilmente sexy, pur indossando dei semplici jeans.
Il contatto con le sue mani in qualche modo lo aveva distolto da quell'intuizione. A fatica, cerc di ritornare sui suoi ragionamenti. Era possibile che Baran conoscesse alcune di quelle gallerie di cui parlava Lisa e le stesse usando come nascondiglio?
Continua ti prego, forse ci siamo, e". facendo un sorriso educato grazie per l'acqua".
Prego rispose restituendo il sorriso.
Cosa ti devo spiegare della fuga?
Parlami delle gallerie".
Bene". Lisa prese un po' di tempo per riordinarsi le idee.
Sostanzialmente, la Turchia  piena di questi cunicoli, gallerie o tunnel, come li vogliamo chiamare. Alcuni si sviluppano in reticolati e sono cos lunghi che si pu passare l'intera vita l dentro senza pi uscirne. Erano ottimi nascondigli o anche ottime trappole. Molto spesso, questi tunnel hanno dei fori attraverso cui la luce, penetrando, li illumina quasi a giorno. Chiaramente questo accade solo in alcuni periodi dell'anno, in base alla posizione del sole. E, ovviamente, proprio in tali periodi venivano praticati i riti religiosi di cui abbiamo parlato prima".
Improvvisamente, Kk fu colpito da un ricordo: la faccia divertita di Baran quando, inaspettatamente, se lo ritrov a fianco pur avendolo lasciato dietro di s circa un'ora prima. Il Colonnello era con una jeep, Baran a piedi.
Ma 2000 anni fa il cielo era diverso? chiese il militare.
S, certo, per ci possiamo arrivare. Lo spostamento delle stelle nel cielo  di un grado ogni 72 anni, negli ultimi 4000 anni la precessione ha spostato gli equinozi o i solstizi di circa 56 gradi provocando quindi il ritardo di due mesi rispetto al 2000 a.C".
Il Tenente Colonnello rimase letteralmente con la bocca aperta, ma quanto  colta? Pens.
Questa luce penetrava solamente in alcuni periodi, prosegu Lisa ossia quando il sole si allineava perpendicolarmente al foro e consentiva di vedere all'interno di questi lunghissimi cunicoli. Alcune gallerie poi si trasformarono addirittura in abitazioni temporanee. Vennero creati pi piani sprofondando nel sottosuolo fino a settanta ottanta metri. Sono piene di labirinti, di fori e cunicoli, di stanze, grotte e dispense per il cibo, insomma potevano vivere l dentro anche dei mesi".
Com' possibile? chiese esterrefatto. Lisa pens un attimo a come poter descrivere meglio ci che stava spiegando.
Non conosci le citt sotterranee della Turchia?
S certo, tipo Derinkuyu?
Esattamente".
Ma io sapevo che le avevano costruite i cristiani per nascondersi dalle persecuzioni religiose di Costantinopoli e le incursioni degli Arabi musulmani".
No, loro le hanno usate, ma furono costruite dagli Ittiti. Derinkuyu  l'esempio classico di queste strutture, in Turchia ne esistono a centinaia. Per ora credo che se ne siano trovate circa 180, puoi immaginare quante altre verranno scoperte negli anni a venire".
Ma come facevano a vivere l dentro?
In realt sotto terra la roccia riesce a mantenere un habitat ideale, con una temperatura costante tutto l'anno. Erano protetti dalle intemperie e dal clima caldo e torrido, inoltre cosa molto importante grazie a quella temperatura si potevano conservare cibi e vivande garantendosi la sopravvivenza".
Quindi secondo te, hanno intrapreso questo viaggio con migliaia di persone nascondendosi tutti dentro questi cunicoli per periodi cos lunghi? Dalla sua espressione Lisa percep lo scetticismo del Colonnello.
Derinkuyu ospitava circa 20.000 abitanti, chi ti dice che non ci siano delle altre citt cos grandi ancora da scoprire? Non  del tutto impossibile. E comunque se parliamo di citt sotterranee  perch in effetti erano veri e propri centri abitati, capaci di ospitare un numero di abitanti pari a quello di una ristretta metropoli".
Alla luce di quei nuovi dati, Lisa vide svanire la ruga che si era formata sulla fronte di Kk.
Forse hai ragione. In effetti potrebbe essere stato proprio cos! Cominciava a sentirsi stanco. Fece qualche movimento roteando il capo e allungandosi il collo.
Lisa parlami di questi luoghi, li vorrei individuare".
Un sorriso incurv le labbra della dottoressa. Se avessi questo potere avrei gi individuato Atlantide!
Ok, allora dimmi tutto quello che sai!
 poco,  molto poco! L'unica cosa che bisogna fare a questo punto  andare a vedere sul posto! Dobbiamo ripartire da Hattusa e capire a cosa si riferisce il sacerdote quando parla del serpente rosso. Una volta trovato il tempio, troveremo anche la citt del dio della tempesta e l forse troveremo altre indicazioni per capire se sono ancora fuggiti e sulla direzione presa da questa gente in fuga".
E che direzione potrebbero aver preso da l?
Spero di trovare qualche indicazione nelle prossime pagine, direi comunque verso il mare".
E perch?
Perch queste gallerie erano anche usate come vie di fuga. Spesso all'uscita nascondevano delle imbarcazioni, certo non sarebbero bastate per tutti".
Io sono davvero allibito,  inverosimile pensare che stiamo parlando di uomini di quattromila anni fa!
Gli Ittiti erano un popolo incredibile, riuscirono a dominare sulle altre culture per la loro modernit, sia nei mezzi sia nell'organizzazione della vita politico-militare".
Rimasero qualche minuto in silenzio, ognuno perso nei propri ragionamenti. Kk si ridest per primo.
Ok, quindi mi sembra di capire che per iniziare questo percorso bisogna semplicemente trovare una citt che  nascosta da migliaia di anni?
S, suppongo di s!
Bene, poi bisogna coinvolgere un geologo nella missione?
No questo non  necessario, le carte che abbiamo noi sono sufficienti per dare delle indicazioni".
Ok, fin qui mi  tutto chiaro, ora ho bisogno di una pausa, sono molto stanco dicendo cos si alz dal bracciolo del divano.
Lisa si volt verso di lui Io invece ancora non capisco il nesso che c' fra te e me? Non fece neanche in tempo a finire la frase che il volto del Colonnello si illumin. Un sorriso canzonatorio si affacci sul viso e immediatamente dopo la sua calda risata echeggi nell'aria: Oh Lisa, se vuoi te lo spiego subito.
Ah! scatt la dottoressa Non capisco a cosa alludi Colonnello!
Ok allora passo alla pratica!
Lisa si sofferm a guardare il volto di quell'uomo, era incredibile come le espressioni gli mutavano il viso. In quell'istante, una luce viva gli brillava negli occhi leggermente serrati, gli angoli della bocca all'ins lo facevano sembrare un bambino dispettoso che aveva appena combinato un guaio.
Istintivamente Lisa incroci le braccia al petto come a volersi proteggere da quell'uomo.
Sarebbe divertente prenderti in contropiede per una volta! disse la donna. Kk rise sommessamente. Lisa si indispett ancora di pi e continu: Credi che non ne sia capace?
Provaci! le disse sorridendo sfrontatamente.
Prima o poi ti assicuro che lo far!
Aspetter trepidante allora! Sorrise e facendole l'occhiolino riusc a strapparle una risata.
Vado a sprofondare nel letto, sognando Sussululu' secondo e Tratattata' terzo! scherz il Colonnello, distorcendo di proposito i nomi ittiti.
Notte!
Buonanotte, ma non  notte, sono solo le dieci di mattina!
Allora buona mattina!
Come uno scherzo del destino suon il cellulare del Colonnello mettendo fine ai suoi propositi. La conversazione dur qualche minuto. Mentre Kk parlava a monosillabi la guardava avendo negli occhi un'espressione gi desolata. Allontan un attimo il telefono dall'orecchio e sussurr: Lisa devo andare, vai avanti il pi possibile, non ti fermare mai". Le fece un saluto con la mano e usc.

13,02. Roma, Italia, 20 maggio 2007, ore 11,30
Caserma di appoggio del GIS Andrea Dori.

Gli enormi schermi LG erano appesi alle pareti della stanza. I segni crittografati erano stati ingranditi, separati, ruotati.
Li riconobbe a stento, solamente lo sfondo sgranato della stoffa rossa gli fece intuire che si trattava degli stessi segni.
Su altri monitor invece apparivano immagini che lui non aveva mai visto.
E quelli? chiese all'analista.
Li ho scaricati dalla chiavetta USB che ci ha dato".
Cosa hai trovato l dentro?
Lo studio e la progettazione di vari articoli di artigianato tessile". Fece scorrere il mouse, aprendo una serie di file.
Vede Colonnello? Apparentemente sono progetti, con tanto di stima su costi e tempi. Inoltre, ho provveduto a fare una ricerca parallela di questa cooperativa Jek, e guardi qui". L'analista indic un altro piccolo monitor sulla scrivania. Spinse un pulsante a caso per mandar via l'acquario che fungeva da salva schermo.
Comparve l'immagine della pagina iniziale di e-bay, un portale di compravendita all'asta on-line.
Il militare lanci la ricerca selezionando nella categoria prodotti direttamente il nome della cooperativa.
Attesero qualche istante. Poi una serie di articoli, ormai riconoscibilissimi per la caratteristica dei colori e dei segni, riemp la pagina web.
Kk rimase quasi incredulo.
Li vendono su internet!
S Colonnello, ma non  questo il punto! disse con fare saccente.
E qual  il punto allora?
Che sono diventate immagini sul web!
E quindi? Che vuoi dire?
Non mi ha detto di trovare e scovare qualunque forma possibile di comunicazione?
Certo!
L'analista apr due immagini identiche, le posizion una accanto all'altra. Una era un file di progettazione, l'altra un'immagine scaricata da internet. Kk era ancora concentrato sui segni, li confrontava, muoveva gli occhi da una parte all'altra dello schermo.
Io non vedo niente".
Esistono due livelli di comunicazione su questi articoli: i segni, su cui sto ancora lavorando, e pixell".
I pixell!
Steganografia Colonnello! Le immagini sono composte da milioni di pixel, si tolgono quelli meno significativi in modo tale che l'immagine ritoccata risulti indistinguibile dall'originale e si fa una bella iniezione steganografica. In parole povere, si riempie quel buco con altri dati, o meglio, con lettere di testo che andranno a comporre il messaggio che si vuol far passare. Il giochino non sar apprezzabile a occhio nudo ma per leggere il messaggio servir uno dei tanti programmi per decifrare reperibili on line.
A meno di confronti approfonditi con il file originale,  difficile dire se le eventuali perdite di qualit siano da imputare al rumore o alla presenza di un messaggio segreto steganografato. Inoltre il pi delle volte il file originale non  disponibile e quindi effettuare questo confronto  pressoch impossibile.
Ottimo, quindi hai decifrato il messaggio?
No, ancora no".
Ma come fanno dei curdi dispersi nelle montagne a creare tutto ci?
Negli ultimi due anni il numero di programmi per la steganografia disponibili su internet  raddoppiato. Sembra che i download abbiano superato il milione di unit! Il Colonnello annu ricordando di aver letto di recente alcuni report in merito.
Bene Mascelletti, vai avanti, avete fatto un ottimo lavoro". Disse congedandosi Kk.
Spero di darle nuove informazioni il prima possibile Colonello".

14. Il ciondolo.

14,01. Roma, Italia, 28 maggio 2007, ore 05,55
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Il resto della settimana passava ma tutto sommato non si procedeva al ritmo sperato. Kk era insofferente, si girava e rigirava nel suo letto rimuginando sugli ultimi avvenimenti. Si alz, erano le sei del mattino, accese lo stereo a volume alto per poterlo sentire sotto la doccia e s'infil in bagno.
L'acqua scorreva fresca sulla sua pelle e come sempre una bella doccia fredda lo caricava di energia positiva.
La voce di Bono Vox degli U2 proveniva dallo stereo. Canticchi le note di In the name of love, una delle sue canzoni preferite sentendo finalmente un po' di tensione scivolare via.

Lisa si svegli con la testa in subbuglio, doveva andare avanti nella traduzione. Il tempo a sua disposizione era stato ridotto, cos senza perdere neanche un minuto si alz quasi di colpo, felice come non le capitava da tempo all'idea della prossima partenza in Turchia. Si diresse verso la cucina per metter su la macchinetta del caff e all'improvviso una musica a tutto volume esplose invadendo l'aria.
Chiss da dove viene? Si domand ironica.
Ancora un po' assonnata si fece cadere sul divano in attesa che la fragranza profumata le annunciasse la fuoriuscita della bevanda calda che pi di tutte preferiva. Bono Vox! Si port le mani sulle guance ormai rassegnata.
I pensieri tornarono alla traduzione. Chiuse gli occhi provando a immaginare i luoghi in cui l'autore del taccuino era stato. Lo schizzo del tempio rendeva molto bene l'idea. Chiss se un giorno anch'io sar in grado di ritrovare quel luogo, sarebbe un sogno, il sogno della mia vita.
La caffettiera si mise a borbottare. Lisa si rialz per versarsi la sua prima dose di caffeina giornaliera.
Dopo essersi lavata, si vest optando per un comodo pantalone nero elasticizzato e una maglietta verde smeraldo.
Dopo qualche ora Lisa, china sul tavolo, era contornata da fogli sparsi ovunque, da libri aperti e tazzine vuote di caff. Una cartina geografica era aperta sul tavolo da pranzo. Lavorando in maniera trasversale, parallelamente alle sue ricerche, Lisa segnava i luoghi che via via intuiva fossero state probabili tappe dell'autore.
Con un pennarello rosso in mano tracci linee, crocette e punti interrogativi l dove avrebbe dovuto verificare i dati in maniera pi approfondita. Con mano ferma ricalc la debole traccia del fiume che si districava compiendo un semicerchio all'interno dell'Anatolia per poi sfociare nel Mar Nero.
Si sarebbe tutto districato solo partendo dal nodo pi grande, il serpente rosso. Aveva compreso all'istante, la prima volta che l'aveva tradotto pi o meno, che il serpente rosso era riferito a un fiume, con molta probabilit proprio il Kizil Irmak, non a caso il suo significato ancora oggi voleva dire fiume rosso. Anche se, a quel tempo, gli Ittiti lo chiamavano diversamente, n serpente rosso tantomeno Kizil Irmak. Il suo nome all'epoca del glorioso Impero Ittita era Marassanta. Ma ci non era poi cos importante. Il sacerdote che aveva il compito di leggere il volere divino usava il suo linguaggio, e quello andava interpretato.
L dove la seconda testa del serpente rosso riemerga dal grembo della madre... Questa frase conteneva l'inizio dell'intreccio formando il nodo pi grande, una volta individuato il significato, Lisa era certa che avrebbe individuato il sito del tempio.
la seconda testa', a cosa si riferisce? A un altro fiume? No, parla di una seconda testa, quindi un fiume unico con una ramificazione? Un delta? Un affluente? S, un affluente! La seconda testa si riferisce a un affluente! Anzi a un effluente. Il fiume non immette l'acqua nel Kizil, ma ne esce. La seconda testa se ne va da un'altra parte! Ma dove?
Si alz andando a frugare in un cassetto dove aveva riposto le cartine che inizialmente aveva trovato insieme ai suoi testi. Carte, mappe militari dell'IGM l'Istituto Geografico Militare. Trov dopo una lunga ricerca quella idro-geografica.
Il Kizil Irmak aveva parecchi effluenti, not Lisa. Tuttavia, non erano molti i fiumi che attraversavano l'Anatolia e il fiume che cercava lei avrebbe dovuto percorrerla fino ad arrivare in quello che un tempo era stato lo Stato di Tarhuntassa. Non si trattava di un fiume piccolo, consider, quindi lo avrebbe dovuto individuare a colpo d'occhio, ma cos non fu.
Seguendo tutto il percorso del Kizil Irmak concentr le sue ricerche sul tratto centrale dell'arco. Ma dov'? Si domand continuando a osservare la carta. Era punto e a capo! Eppure sentiva di stare sulla strada giusta.
Guard l'orologio, aveva passato l'ora di pranzo senza accorgersene. Ora, aveva solo bisogno di caff!
Mise sul gas la moka napoletana e rimase l accanto, assorta nei suoi pensieri. Il suo cervello inseguiva tutte le possibili relazioni tra strade, tempo, fiumi e terreni.
Non si accorse che gi da un po' il caff era salito. Il gorgoglio dur alcuni minuti, fino a quando dal becco della caffettiera non usc qualche goccia bollente che fin sulla mano di Lisa. Con un riflesso maldestro la ritrasse di scatto, ma proprio nel farlo, colp in pieno la caffettiera arroventata.
Un dolore acuto le strapp un urlo. Mise subito la mano sotto il getto dell'acqua fredda e rimase cos per qualche minuto mentre la caffettiera rotolava con un gran frastuono sul pavimento. Con il piede, batteva freneticamente per terra cercando di disperdere il male come se fosse stata energia negativa concentrata sul suo tallone. Tale fu il dolore che le si inumidirono gli occhi.
Il caff si sparse ovunque, Lisa sbuff appoggiando il capo sul braccio teso verso il lavello. Attese un po' affinch l'acqua fredda svolgesse il suo compito.
Osserv il liquido caduto sulle piastrelle del pavimento. Un rivolo seguiva la traccia di una mattonella, girando a destra o a sinistra in base alla pendenza del pavimento. Osserv come il rivoletto ribelle s'infil sotto lo zoccolo del mobile pensile.
Chiuse l'acqua e guard la sua mano, un segno rosso a forma di luna si stava appena accennando sulla sua pelle ricoprendole quasi del tutto il dorso.
Butt ancora un'occhiata sul pavimento, solo in quell'istante fu folgorata da un'intuizione: ecco cosa accade!
Sent il campanello suonare a lungo, poi bussare, poi infine la porta si apr e la testa del Colonnello fece capolino dalla porta.
Posso? Me lo salvi il naso stavolta? lo sent urlare dall'ingresso.
Vieni, vieni, forse... forse ho capito una cosa!
Kk arriv nella cucina, osserv divertito la scena che gli si par davanti. Lisa sorrideva per la sua battuta mentre con una pezza in mano si divertiva a tingere di marrone tutte le piastrelle.

Lo vide per la prima volta vestito da civile. Anche lui in jeans, ma la cosa che la fece pi sorridere era la polo a righe con il colletto bianco, da bravo ragazzo.
Era bello anche cos. Era veramente affascinante. Con un braccio, reggeva la busta di un fast food e nell'altra mano un panino gi smozzicato.
Lisa lanci un'occhiata al pavimento e decise che andava bene cos. Si precipit al tavolo, eccitata per la sua intuizione. Kk si avvicin e con la faccia incuriosita la invit a parlare, ma Lisa una volta presa la cartina torn in cucina, si abbass indicando il rivoletto di caff sparito dietro al mobile. Lo guard, poi si gir e questa volta guard il Colonnello.
 sparito sotto terra!
Sotto al mobile vuoi dire!
No! Voglio proprio dire sotto terra! Il fiume!
Lisa non ti capisco".
dove la seconda testa del serpente rosso riemerge dal grembo della madre...' Il Colonnello incurv le labbra all'ingi in un'espressione enigmatica.
Perch deve riemergere? continu Lisa. Se usa questo termine vuol dire che il fiume percorre un tratto sotterraneo. Riemerge dal grembo della madre' la madre  la terra, il fiume riemerge dalla terra. dove la seconda testa del serpente rosso riemerge dal grembo della madre...' vuol dire che eressero il tempio l dove l'effluente del Kizil Irmak ritorna in superficie".
Kk s'illumin, un sorriso accese gli occhi di una luce viva.
Bene, ottimo! Allora l'hai trovato! Lisa si rabbui di colpo.
Be' non proprio, il Kizil Irmak ha molti effluenti e qui non  riportato alcun fiume sotterraneo! disse sconsolata muovendo la cartina che aveva per le mani. Raggiunse la sua postazione davanti al PC, Kk la segu sedendosi accanto a lei come suo solito sul tavolo.
Allora vuol dire che non esiste!
Claudio parliamo di tremila anni fa, forse ora non esiste, ma all'epoca s, ne sono convinta. Mi viene in mente un fiume che passava all'interno di una delle citt sotterranee. Non credo di essere fuori strada. E sono convinta che trover qualcosa quando andremo l! Il Colonnello annu con il capo intento a osservare ancora la cartina idrogeografica.
Be' dobbiamo sapere da dove cominciare le ricerche prima di partire". Lisa cerchi un punto preciso sulla carta, in prossimit del tratto centrale dell'arco del fiume.
Da qui! Le ricerche inizieranno da qui".
Ne sei certa?
S".
Kk non pot trattenersi dal dare un altro morso al panino che ancora teneva nella mano.
Vedi? disse Lisa indicando l'arco del fiume.
Hm hm". afferm Kk con la guancia gonfia. Con la coda dell'occhio, Lisa vide che qualcosa trasbordava dal panino, ma non fece in tempo a dirlo che un tocco di maionese si schiant sulla pagina di un suo preziosissimo testo che era aperto sul tavolo.
Come se nulla fosse, il Colonnello prese un foglio dal tavolo, un foglio scritto, corretto su cui Lisa aveva lavorato, pul con quello il libro, infine lo appallottol e lo lanci nel secchio. Poi ritorn a guardare Lisa con l'espressione di chi chiedeva di continuare.
Lisa si sent un urlo nella testa, o forse stava proprio gridando. L'ira repressa in tutti quei giorni fuoriusc oltrepassando la sua educazione, la sua rigidezza, il suo autocontrollo. Kk intu la rabbia un attimo prima che Lisa parlasse.
Caucaso, c'era scritto, solo Caucaso".
Alz le mani e come se avesse risolto il problema fece il sorriso di chi ha appena chiarito un equivoco.
Sei un bifolco! url. Il mio libro! Sai quante copie esistono di questo testo al mondo? Sei un incivile! E quel foglio era il mio lavoro di una giornata!
Ma c'era scritto solo Caucaso, il resto era tutto cancellato! Era pieno di scarabocchi! Lisa strizz gli occhi.
Non erano scarabocchi, ma caratteri cuneiformi! parl con un filo di voce tagliente. Kk scatt verso il secchio.
No... te lo giuro, non avevo capito, sembravano solo pasticci e scarabocchi".
Lisa lo osserv mentre appoggiato sul tavolo cercava di stendere il foglio lisciandolo con le mani mentre tratteneva il panino in bocca, si avvicin forse era ancora leggibile.
Ecco qua! disse soddisfatto riprendendo a mangiare.
No, per Lisa era davvero troppo! Lo guard dritto negli occhi.
Tu sei una bestia! Un bifolco incivile! Un troglodita! Prepotente e invadente! Ma tanto sei cos ignorante che non sai del danno che hai combinato! disse sibilando fra i denti.
Oh, piano con gli insulti! si risent Kk.
Sei un ignorante e non capirai mai! ribatt Lisa.
Ti vorrei far notare che il qui presente ha ben due lauree conseguite con la massima votazione e parla correttamente quattro lingue! Direi che l'aggettivo ignorante non faccia al caso mio". Fin con un dannato sorrisetto di soddisfazione.
Certo, se tutte le lingue le conosci come l'Italiano allora direi che parli quattro dialetti!
Se ti riferisci al mio intercalare romano, non solo ne sono fiero, ma in pi vorrei ricordarti che ho al comando uomini che hanno un'istruzione scolastica molto bassa. Se mi rivolgessi a loro come uno studente di Oxford, capirebbero la met di ci che devo dirgli".
Ok, tagliamo corto. Tanto questo discorso non porta a niente, sto solo sprecando il mio tempo".
Esatto disse Kk riprendendo in mano il panino.
Ho fame, non guardarmi cos! esclam Kk con un tono di voce leggermente adirato. Intanto con due morsi fin quel panino.
Lisa seguit a guardarlo con un espressione disgustata.
Kk decise di battere in ritirata.
Ho sonno, vado a dormire, tanto ho capito che non  aria".
Non  una questione di aria,  che tu sei incapace di controllare i tuoi istinti! Sei come un bambino, ho fame? Mangio! Ho sonno? Dormo! Dovunque stai, con chi ti trovi, non aspetti neanche un secondo. Qualunque necessit tu abbia la devi immediatamente soddisfare sbott Lisa gesticolando. Con le mani accompagnava ogni parola, imitando grottescamente i suoi atteggiamenti.
Kk che nel frattempo si era avvicinato alla porta si ferm.
Ok  vero, ma questo a te che importa, ti crea problemi nella traduzione? disse sarcastico alzando la voce.
Certo, come vedi mi hai appena distrutto un prezioso libro e hai appallottolato otto ore del mio lavoro. Mi mastichi accanto, parli col boccone in bocca e... e sollevi mobiletti per fare ginnastica! Tutto quello che ti passa per la testa lo fai, tutto quello che vuoi lo prendi! Tutto questo certo non mi crea le migliori condizioni per lavorare! Queste ultime affermazioni lo infastidirono pi di tutte le altre accuse o critiche che Lisa gli avesse mosso contro.
Senti, io sto facendo il possibile per creare le migliori condizioni! rispose in tono secco. Ti ho messo a disposizione tutto quello di cui avevi bisogno e anche di pi. Ti sei ritrovata tra le mani testi e programmi di cui neanche conoscevi l'esistenza. Evidentemente ti d solo fastidio la mia presenza, ma per questo c' rimedio, io vado. Se ti serve qualcosa, d'ora in poi, chiama il numero che ti ho dato, avrai immediatamente tutto quello che ti occorre".
Nel sentire quelle ultime parole pronunciate, nonostante l'arrabbiatura, Lisa prov un pizzico di dispiacere. Non aveva avuto l'intenzione di offenderlo, almeno non fino a quel punto. Non voleva che se ne andasse, non in quel modo. E poi cosa voleva dire? Che non l'avrebbe rivisto pi? Ma piuttosto che cercare di chiarirsi non riusc a trattenere l'ennesima puntualizzazione.
Certamente, come poteva finire la conversazione? Ti offendi e te ne vai, come al solito. Non fai passare neanche un attimo tra azione e reazione. Non valuti neanche le mie parole. Va bene, vattene allora". Rafforz le sue parole accompagnandole con un gesto della mano che indicava la porta.
Sulla faccia di Kk, per la prima volta, comparve un'espressione di rabbia, lentamente inizi ad avvicinarsi verso Lisa.
Devo valutare le tue parole? la fiss negli occhi.
Eh? Dimmi Lisa, vuoi davvero che prenda in considerazione quello che mi hai appena detto? si avvicin ancora, arriv di fronte al tavolo per ritrovarsi faccia a faccia con Lisa.
Allora sai che ti dico?  vero, se ho fame mangio". aggir il tavolo se ho sonno dormo". Lisa indietreggi verso la parete. E se vedo una bella donna". disse prendendola per le spalle faccio l'amore con lei! Lisa rimase ammutolita. Il battito del suo cuore aumentava sempre di pi, le manc il respiro.
Il Colonnello si avvicin al suo il viso, la fiss negli occhi per un tempo che sembr interminabile. Lisa non resse lo sguardo e li abbass. Alz il mento in trepidante attesa, sent il calore del suo corpo vicino, il suo odore.
Si ferm il mondo in quell'istante, furono come sospesi in aria a percepire l'un l'altro l'essenza dei loro corpi.
Lo sentiva fermo l, con il viso accostato al suo. Soli pochi millimetri di distanza li separavano.
Le sue forti mani la strinsero, lo sent trattenere un respiro, poi il calore di una carezza lenta scese sul suo volto. Le poggi la fronte sulla sua rimanendo per qualche istante cos.
Lo vedi che non prendo sempre tutto quello che voglio? disse con voce roca. Lisa riapr gli occhi, un'espressione dolce gli illuminava il sorriso.
Non sono una bestia Lisa. Nella vita mi sono trovato di fronte a tante privazioni, sono stato senza acqua o senza cibo per settimane. Ho trattenuto il sonno per giorni interi per sopravvivere, per scappare. Forse la mia  una reazione opposta ma non sono una bestia, incapace di controllare i propri istinti, altrimenti adesso".
Lisa troppo turbata non riusc a dire nulla. Con i corpi ancora attaccati, cos vicini, non poteva muoversi, non aveva vie di fuga.
Il Colonnello continu a fissarla, inconsapevole forse di avere sul viso un'espressione di tenerezza. Era disarmante e lei si perse nella profondit del suo sguardo.
Fu un attimo in cui conobbero le loro anime, un attimo inteso, tenero, in cui Lisa percep l'umana fragilit di quell'uomo. Lo vide per la prima volta senza una maschera, senza ironia. Si perse dentro di lui. Sent la terra sprofondare sotto i suoi piedi, non aveva pi il controllo di niente.
Lisa abbass nuovamente gli occhi e rimase cos a fissare un punto imprecisato sotto il suo mento.
Dal colletto della polo intravide il laccio di cuoio, questa volta Lisa riusc a vedere cosa pendesse. Uno strano rombo di ferro. Era il ciondolo che il Colonnello portava gelosamente al collo, pens, ricordando la sua reazione quando lo aveva appena sfiorato. Lo vide per intero, era uno strano oggetto, particolare, e strano era anche il fatto che un uomo come Kk portasse un ciondolo.
Si schiar la gola, ma non riusc a dire niente.
Finalmente lui si scost facendo un passo indietro, solo allora Lisa ritrov il coraggio di alzare lo sguardo. Le guance le si infiammarono ancora, percep nuovamente quell'intensa emozione che sent sfiorarle l'anima.
Ma fu solo per un ultimo breve istante. Kk incroci le braccia sul petto e diede inizio alla sua trasformazione. Inclin la testa di lato, strizz gli occhi e si stamp sul viso il suo sorrisetto ironico che gli alzava gli angoli della bocca.
Sembra che ti sia passato un trattore sopra! disse ricominciando con le provocazioni. Rimase l a guardarla per qualche attimo ancora poi si gir e se ne and verso la porta.
Metti la crema contro le ustioni su quella mano, la trovi nel mobiletto del pronto soccorso in bagno!
Quando sent la porta che si chiudeva, Lisa si dest. Come un automa si avvi verso la camera, si adagi sul letto e rimase a fissare davanti a s.
Pensieri e parole le affollavano la mente, uno pi struggente cominci a insinuarsi nella sua ragione: si era innamorata di lui? Sentiva ancora il suo odore, accost in gesto inconsapevole il naso sulla pelle del braccio, annus, cercando il suo odore. Le loro mani si erano intrecciate, se le pass sul volto.
In che casino mi sono messa? Il viso si bagn di calde lacrime che scesero rigando le guance. La disperazione stava per sopraffarla. Si rannicchi nel letto in posizione fetale, abbandonandosi in un pianto, sfog tutta la sua frustrazione. La mancanza di una vita reale, la mancanza delle persone a lei care e del suo cagnolino Roky. Pianse perch non si riconosceva pi, perch non aveva pi il controllo della sua vita. Pianse perch sapeva che si era innamorata forse per la prima volta in vita sua. Pianse perch non conosceva quel sentimento e ne aveva una terribile paura. Pianse perch era certa che quell'amore non avrebbe mai potuto essere vissuto. Kk non era uomo da legami o da relazioni sentimentali, proprio non ce lo vedeva a gestire una relazione da chiss quale parte del mondo e in chiss quale missione. No, uomini come lui non potevano permettersi rapporti stabili, e poi di certo lui sembrava interessato ad altro.
Decise di rimanere l nel letto senza dar ascolto al suo stomaco che ormai brontolava. Pass il pomeriggio e cos la sera. Lisa infine si addorment confusa fra i suoi mille pensieri.

La mattina dopo al suo risveglio trov un foglietto attaccato al frigorifero.
Se hai bisogno di qualunque cosa chiama solo questo numero". In basso era scritto quello che sembrava proprio il numero di un cellulare.
Quel foglietto voleva dire che allora se ne era andato via veramente. Si morse il labbro, chiuse gli occhi e cerc di ignorare un dolore che sent insinuarsi al centro del petto. Si butt sotto il getto rovente della doccia ma quando ne usc non prov alcun sollievo, si spazzol accanitamente quella massa di capelli fino a farli diventare lucidi, ma anche questo, le restitu poca serenit. Indoss un paio di scoloriti e attillati jeans e una camicetta bianca che si accostava ai fianchi sottolineando le sue curve. Torn in cucina, stacc il foglietto dal frigo e lo mise in tasca.
Decise di iniziare a lavorare, sperando di riuscire a trovare la concentrazione giusta. Innervosita da ci che era accaduto non aveva pi pensato alla sua intuizione sul fiume sotterraneo.
Riavvi tutto il sistema informatico e senza indugiare, inizi con le sue ricerche attingendo ai programmi di geologia che il G.I.S. aveva prontamente inserito nel PC. Avvi la ricerca, il tempo d'attesa sarebbe stato lungo, una piccola finestrella le aveva segnalato:
Elaborazione in corso, tempo residuo 1 h e 45 minuti.
In attesa che il programma elaborasse i dati, apr i file che contenevano quelle tavole steganografate.
Era giunto il momento di affrontarle. Certo non si muoveva proprio nel suo campo ma era pur sempre una filologa. L'unico elemento chiaro e certo era che si trattava dello stesso trattato riportato anche sulla maglietta.
Fece scorrere tutte le pagine una a una e cerc di distinguere i segni veri dalle sbavature che ne rendevano pi difficile la lettura. Il lavoro iniziale era un po' ripetitivo ma almeno le era consentito farlo. Di certo, se avesse lavorato sull'originale sarebbe stato impossibile.
Un'ombra obliqua, appena accennata, era ci che la disturbava di pi, in continuazione Lisa doveva selezionare e cancellare quell'odiosa macchia che spesso diventava pi nera sovrapponendosi ai veri segni grafici. Dopo un numero infinito di volte che ripet l'operazione la pazienza era ormai andata, brontol stufa di ci.
Ma che diavolo  questa ombra?
Inizialmente, aveva pensato al vetro sporco dello scanner utilizzato per immagazzinare il taccuino nel PC. Ma la teoria mor subito perch l'ombra si ripeteva troppe volte per essere solamente una macchia.
Si mise all'opera cercando questa volta di isolare l'ombra. La ricompose utilizzando tutte le parti pi definite, capovolgendo o ribaltando l'immagine. Pass una buona mezz'ora prima che il puzzle si completasse. A lavoro ultimato ci che Lisa vide sul monitor la lasci sgomenta. L'immagine del ciondolo che pendeva dal collo del Tenente Colonnello del G.I.S. risaltava davanti ai suoi occhi in un'immagine leggermente sfocata ma perfettamente riconoscibile. Un rombo, sui cui due spigoli orizzontali vi erano due stanghette. Lisa rimase interdetta per qualche minuto. Cosa vuol dire tutto questo? Si pass le mani nervosamente sul volto. Devo vedere l'originale! Perch un'ombra?

14,02. Roma sud, Italia, 29 maggio 2007, ore 14,00.

Kk stava guidando verso l'unit di crisi, la strada era lunga e noiosa, solo la musica rompeva quella monotonia. Lo squillo del suo cellulare lo costrinse ad abbassare il volume. Uno sguardo rapido e vide il nome di Lisa comparire sul display del cellulare.
Lisa!
La sua voce profonda risuon nell'apparecchio, lei prov immediatamente un tuffo al cuore.
Ciao, come va? disse con un filo di voce.
Tutto sotto controllo, tu tutto bene?
Bene grazie, ho bisogno di vederti".
Ok, sei a una svolta?
Potrebbe essere, ma ho bisogno di un oggetto che possiedi tu". Aveva ripreso un po' di sicurezza visto che per sua fortuna Kk aveva avuto il buon gusto di non fare riferimenti al giorno prima, passando cos a un tono asciutto e professionale.
Subito dopo sent dall'altra parte un risolino.
Scusa, ma allora ti devi mettere in fila, qua fuori c' una lunga lista di donne che ha bisogno di vedermi".
Solo dopo qualche istante Lisa comprese la battuta.
Sei un deficiente! Ho bisogno di un oggetto fisico che hai tu!
Dall'altro capo del telefono le sembr che Kk si stesse quasi strozzando tra le sue risate.
Appunto!
Ok, fai il solito deficiente, non dico altro visto che vuoi fraintendere tutto. Ma se vieni qua, mi fai una cortesia, e cerca di venire il prima possibile!
Ok faccio il serio scusa! lo sent ancora ridacchiare.
Sei proprio un idiota! Un clik mise fine alla conversazione.

14,03. Roma, Italia, 29 maggio 2007, ore 14,40
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Non fu facile per Lisa ritrovare la sua quiete. Era impossibile Kk, presuntuoso e arrogante. Ma come si permette a fare queste battute! In fin dei conti sono sempre una stimata Professoressa universitaria, non una qualunque trovata per strada!
Fu per ben presto avvolta nella magia della storia antica e dei suoi misteri. Riprese il suo lavoro fino a tardo pomeriggio. Non pens pi alla telefonata, si concentr solo sulle sue carte.
I minuti si trasformarono in ore, si fece sera senza che se ne accorgesse. Solo quando sent il campanello della porta suonare rialz il capo. And ad aprire e se lo ritrov davanti.
Era sempre dannatamente bello. Da lui nasceva una forza vitale che lei percepiva in pieno. Indossava la tuta combat e aveva un aspetto teso e preoccupato.
Si guardarono a lungo, poi uno sconcertante sorriso apparve sul volto dell'uomo. Lei rimase l a guardarlo, senza la cognizione del tempo che passava con un'espressione estasiata e sognante. Il Colonnello s'intener. Le si avvicin e con dolcezza la richiam sulla terra.
Lisa per favore mi fai entrare? Erano ancora sulla porta di casa.
Aveva ormai capito che Lisa provava qualcosa per lui e decisamente anche lui non era del tutto indifferente al suo fascino ma quello non era il momento di lasciarsi andare ai sentimenti. Quando tutta quella storia sarebbe finita forse, ma di certo non ora.
I suoi buoni propositi non durarono a lungo.
Certo balbett confusa spostandosi per lasciarlo entrare.
Wow! Ti sei data da fare! disse guardandosi attorno. Tutto sembrava a soqquadro. Per terra e sul divano si vedevano fogli appoggiati, libri aperti e monitor accesi.
Allora? Di cosa avevi bisogno? esord aprendo le braccia con fare scherzoso, alludendo alla telefonata.
Senti, togliti quel sorrisetto dalla faccia e dammi la tua collana!
Quale collana?
Ma cosa fai, mi racconti anche le bugie adesso? Dammi la tua collana! Kk rimase sorpreso.
Quella con il laccio di cuoio insistette Lisa.
Ah gi, a casa tua... be' vieni qua a prendertela!
Lisa and spedita verso di lui, gli mise le braccia sul petto nel tentativo di slacciare il primo bottone della tuta Combat.
Si sent afferrare alla vita. Kk l'avvicin a se, sent il contatto con quel corpo forte, alz il viso e in un attimo le loro labbra si cercarono.
In un bacio dolce e lento, la sent sciogliersi fra le sue braccia. Assapor quella morbida bocca e fresca. La baci ripetutamente scendendo gi per il collo fino ad arrivare alla gola, poi risal continuando dolcemente. Si scost un attimo da lei schiarendosi la voce.
Mi sei mancata le accarezz con il pollice le labbra.
Anche tu trov il coraggio di rispondergli. Le sorrise annuendo leggermente con il capo.
Riprese a baciarla, le sciolse i capelli legati in uno chignon mentre prese a muoversi verso il divano sospingendola.
Lisa si ritrov la collana fra le mani e, in cuor suo, ringrazi di aver trovato quel diversivo. Interruppe la spinta travolgente di Kk e cerc, richiamando tutte le sue forze, di concentrarsi su quel ciondolo e di allontanare il pi possibile dalla sua mente ci che era appena successo.
Osserv quell'oggetto. Non le sfugg l'espressione interdetta del Colonnello che rimase per qualche istante in attesa di un suo cenno. Cenno che non arriv. Anzi Lisa, da esperta comunicatrice qual'era, riusc a catturare la sua attenzione.
Oggi ho dato uno sguardo pi approfondito a quelle ultime pagine, quelle del trattato, ti sorprender quello che ho scoperto, o almeno credo!
Cosa?
Lisa spieg in breve ci che aveva fatto, compresa la ricostruzione dell'ombra. Si ritrov un Kk completamente disorientato che la guardava con le sopracciglia contratte e gli angoli della bocca all'ingi.
E che diamine significa?
Lisa alz le spalle: Dovrei vedere l'originale del taccuino per capirlo.
Kk non attese un solo istante in pi, usc dall'appartamento di Lisa per ritornare dopo qualche istante con una piccola borsa di pezza.
Il cuore di Lisa fece un tuffo nel vuoto. Il taccuino!
Le si avvicin srotolando la pezza di stoffa che lo avvolgeva, i battiti del cuore di Lisa accelerarono. Il Colonnello pos il taccuino sul tavolo. Lisa si avvicin per aprirlo, pur non avendolo mai visto dal vivo ormai ne conosceva ogni singolo centimetro.
Sfogli delicatamente le pagine fino ad arrivare al trattato e, incredibilmente, non c'era neanche un piccolo segno o un piccolo puntino nero come invece compariva in quelle su cui lei aveva lavorato. Rimase interdetta.
Ma perch?
Cosa perch?
Perch non c' neanche una di quelle ombre che si vedono nei file, guarda! Lisa apr i suoi file. Rimasero a osservare entrambi le pagine confrontandole.
Non c' niente di misterioso Lisa, il GIS si avvale dei migliori mezzi, di apparecchiature superdotate, sono cos sensibili che riescono a leggere ci che a occhio nudo  impossibile percepire".
Ossia? Cosa vorresti dire?
Che il nostro scanner ha rilevato un impercettibile dislivello sulla carta e, amplificando il contrasto, i pixel in quei punti hanno segnato semplicemente l'ombra".
E cosa crea un dislivello? si chiese Lisa.
Una pressione! rispose Kk. Lisa alz di scatto la testa guardandolo dritto negli occhi.
Quindi in poche parole il tuo ciondolo  stato premuto su quei fogli!
S,  la chiave! disse sbalordito. Rimase per qualche attimo nel pi totale silenzio preso dai suoi ragionamenti. Scosse il capo disorientato.
Mi sarei aspettato un algoritmo come chiave!
Da un archeologo? chiese scettica Lisa.
Bisogna capire in che modo si usa la chiave".
Ci lavorer sopra".
Hm, non potrebbe funzionare questo sistema oggi. Sicuramente sar la chiave per decifrare il finto trattato del taccuino, ma dubito che sia la stessa usata dai curdi. La loro  un'organizzazione paramilitare, sanno bene che il sistema deve soddisfare alcune condizioni per essere funzionale. Il loro sistema deve essere applicabile a una corrispondenza telematica che  inconciliabile con una chiave materiale. Indumenti come la maglietta e altri articoli vari sono gi sul web, in vendita.  cos che comunicano".
Be' si certo,  inconciliabile con una comunicazione telematica convenne Lisa.
Dar il ciondolo al laboratorio, vediamo cosa ne tireranno fuori".
Kk si alz per congedarsi. Anche Lisa si alz ma distratta dalle immagini del monitor rimase cos in piedi dando la schiena al Colonnello, imbambolata su quelle pagine, incastrandolo fra sedia e scrivania.
I capelli di Lisa ricadevano raccolti di lato sulla spalla, lasciando completamente a nudo l'altro lato del collo.
Era invitante, la fragranza che emanava da quel corpo lo inebriava e soprattutto voleva ancora assaporare le sue dolci labbra.
Con un braccio le afferr la vita attirandola verso il suo corpo. Lisa ebbe un impercettibile scatto, s'irrigid, ma le labbra fresche del Colonnello scivolarono lungo il suo collo. Piccoli brividi divamparono in lei in un fuoco ardente. Afferr con entrambe le mani il braccio che le cingeva la vita, lo afferr in cerca di un sostegno per non precipitare nell'abisso. Con l'altro braccio Kk risal lungo il fianco fino ad arrivare al seno. Con il dorso della mano sfior il capezzolo gi inturgidito, volt poi la mano per raccoglierlo delicatamente. Lisa avvert l'eccitazione dell'uomo.
Si ritrovarono stesi sul divano. Kk apr i primi bottoni della camicetta, le scopr e le baci le spalle seguendo la bretella del reggiseno che scivol gi. Alz poi lo sguardo, osserv il viso di Lisa e si perse nei suoi occhi sognanti. Ricerc la sua bocca, ricerc i suoi seni e sent i capezzoli fra le sue labbra. Aveva un seno prorompente, che nonostante le dimensioni sfidava la forza di gravit. Era ammaliato da quel seno, le sue mani lo accarezzavano, cercavano di contenerlo. Il calore di quel corpo, la tenerezza di quella pelle lo facevano impazzire. La guard ancora in viso, Lisa accenn a un sorriso leggermente imbarazzato.
Si tolse la giacca della Combat e la maglietta denudando cos il suo ampio torace dalla muscolatura delineata come quella di un atleta. Gli occhi di Lisa bruciavano lucidi per l'emozione. La alz mettendosela sopra le gambe e si avvinghiarono l'un l'altro storditi dal contatto della loro pelle.
Il seno di Lisa sfiorava il suo petto mentre le sue mani calde gli accarezzavano la schiena.
Kk cattur le mani di Lisa e le avvicin accompagnandole verso il centro della sua virilit. Cerc frenetico l'apertura dei jeans di Lisa, tent di sbottonarli. In quel momento apr gli occhi e vide passare un lampo di terrore in quelli di Lisa.
Le mani di lei decise sopra le sue gli bloccarono i movimenti, lo fermarono. Kk serr gli occhi.
Non mi fermare per favore disse con voce roca.
Scusamirispose con un filo di voce scrollando la testa.
Lisa per favore non fermarmi insistette ancora.
Perdonami, ma non ce la faccio". Teneva ancora strette le sue mani quasi per timore che quel rifiuto potesse scatenare in lui reazioni eccessive.
Il Colonnello cerc con grande sforzo di controllarsi. Lisa vide guizzare i muscoli delle sue mascelle.
Ok". Cal sul suo volto una maschera glaciale. Un silenzio cupo scese fra di loro.
Come vuoi". Fece per alzarsi, ma fu trattenuto da Lisa che ancora teneva strette le sue mani.
Ti vorrei spiegare perch".
Guarda che non m'interessa sapere il perch l'interruppe bruscamente tentando nuovamente di liberarsi di lei. Quel tono improvvisamente distaccato la fer ma continu ugualmente.
Ho paura, semplicemente questo". Una luce brill sulle labbra di Lisa, forse un tremito. Le ultime parole gli fecero perdere le staffe.
Lisa hai trentasei anni, io non ti sto violentando, siamo due adulti che vogliono liberamente fare l'amore, di cosa hai paura? Era ancora cos sopra di lui, mezza nuda che gli stritolava le mani.
Alz il viso guardando verso il soffitto, poi strizz gli occhi nel tentativo di ricacciare indietro le lacrime.
Io non faccio l'amore cos". rispose in un sussurro.
Infatti, lo vedo, ma se solo ti lasciassi andare un po' lo potremmo fare disse sarcastico.
Sembra che tu stia parlando di una partita a scacchi, per me non funziona cos, per me esistono i sentimenti!
Ah ho capito, prima di venire a letto con me hai bisogno di una proposta di matrimonio? ribatt ancora Kk, liberandosi con uno scatto dalle mani di lei.
Non ho detto questo, per non sono abituata a cedere cos al mio istinto". Lisa si alz richiudendo la camicetta.
Eh gi tu devi sempre controllare tutto, ma l'amore non si fa cos. Sei una vigliacca. Ti tiri indietro perch hai paura di scoprire cosa c' dopo". Lisa non rispondeva pi.
S, tu hai una paura fottuta. Prima di bagnarti il piedino vuoi sapere se l'acqua  calda. Ma con me non funziona cos. Io non sono una persona capace di parlare di sentimenti, ma questo non vuol dire che io ti voglia solamente portare a letto! Lisa sper che aggiungesse qualche altra parola, che le potesse dare la sicurezza che lei disperatamente cercava.
E comunque continu lui visto che non ti vuoi bagnare il piedino, non lo saprai mai".
Cosa non sapr mai? Con uno come te sai come va a finire?
Ma chi ti ha detto che io non voglia quello che vuoi tu? Sei sempre pronta a sparare sentenze, giudicandomi per quello che non sono e adesso mi sono stufato si era quasi rivestito del tutto. Ma probabilmente ho interpretato male i tuoi segnali. Sei solo una bigotta disse parlando quasi fra se e se.
E allora tu sei un porco incallito".
Accidenti a te Lisa! Hai idea di cosa significhi per un uomo fermarsi cos all'improvviso? Si gir di scatto come una tigre pronta ad avventarsi. Ormai si era rivestito del tutto.
Ma cosa vuoi saperne tu? Mi domando se hai mai provato qualcosa in vita tua! E con un'espressione perfida sul viso continu a torturarla.
Eh Lisa? Ti sei mai lasciata andare al piacere? O esistono solo i tuoi geroglifici? Cos dicendo se ne and via sbattendo la porta. Era furioso, la situazione era veramente precipitata.
Lisa rimase in piedi, ferma cos come stava per molto tempo, impalata da un dolore che sent attanagliargli l'anima. Lacrime amare le riempirono gli occhi. S aveva ragione lui, era solo una vigliacca! Viveva la sua vita cercando di reprimere i suoi istinti e le sue reazioni. Per la prima volta aveva conosciuto un uomo capace di smuoverle l'anima e questo la disorientava ma invece di andare incontro alle emozioni lo aveva respinto cos. Non ci poteva credere, per tutto quel tempo, in realt, si rese conto di aver aspettato solo quel momento. S, anche lei lo voleva disperatamente.
Fece i conti con se stessa. Non voleva pi scappare, non poteva voltare le spalle ai propri sentimenti.
Doveva andare da lui. Prese coraggio e si avvi verso il suo appartamento.

15. L'intesa.

15,01. Roma, Italia, 29 maggio 2007, ore 20,40
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Buss alla porta e attese qualche istante, lo sent muoversi all'interno. Gli and ad aprire con indosso solo un asciugamano avvolto alla vita. Lisa osserv il suo ampio torace, i pettorali ben delineati, una leggera peluria al centro, gli addominali sembravano scolpiti nel marmo e le spalle alte da nuotatore erano ci che caratterizzava di pi quel corpo statuario.
Erano passati solo una ventina di minuti dall'ultimo loro incontro, sul volto l'uomo aveva un'espressione incredula.
Che fai agnellino, bussi alla tana del lupo? esord con una voce piatta alzando un sopracciglio. Lisa avvert la sua stanchezza.
Be' perch mi guardi? si scost per lasciarla entrare ma Lisa continuava a fissarlo rimanendo l ferma all'entrata.
Il Colonnello teneva in mano un altro asciugamano con cui si frizionava i capelli spargendo un po' ovunque minuscole goccioline d'acqua.
Allora? Hai presente la classica doccia fredda che si fa quando". Lisa lo ferm alzando la mano.
Sono qui per chiederti scusa, perdonami non avrei dovuto fermarti disse tutto d'un fiato.
Ok. Ma cosa sei venuta a fare? Mi vuoi tormentare?
Sono solo venuta per chiederti scusa Lisa stava perdendo la sicurezza che l'aveva spinta sin l.
Vieni dentro la prese per un braccio e la trascin all'interno dell'appartamento richiudendosi la porta alle spalle.
Ti rifaccio la domanda. Cosa vuoi da me?
Kk era davvero fuori di s, le cose non stavano andando come Lisa aveva sperato. Cerc di ritrovare il coraggio per spiegarsi, ma l'unica cosa che avrebbe potuto chiarire il suo comportamento era ammettere i suoi sentimenti.
Mi hai detto che sono una vigliacca, ed  vero".
Non mi interessa l'azzitt pi arrabbiato che mai. Si avvicin.
Ma credi davvero che abbia il tempo di stare appresso ai tuoi giochetti? Anzi sai che ti dico? Sarebbe stato uno sbaglio enorme visto che lavoriamo insieme, non ti preoccupare faremo come se niente fosse, tanto non credo sia difficile per te!
Cosa non  difficile per me? Non ho capito".
Basta Lisa! tuon. Sono stanco, sti giochi da tredicenni non fanno per me. Sei troppo complicata per me!
Lisa continu come se non avesse udito l'ira e le offese che uscivano dalla sua bocca. Gli occhi si arrossarono bruciandole.
Congiunse le mani e se le port sulla bocca, attese ancora qualche istante, poi grossi goccioloni scesero sulle guance. Si arrese. Doveva giocarsi il tutto per tutto. Chiuse gli occhi.
Io". disse con un respiro mi sono innamorata di te".
Li riapr, lo vide esattamente come stava prima, nulla nella sua espressione era mutato.
A questo punto non credo che io possa pi lavor".
Tu cosa? la interruppe sprezzante. Si zitt come fosse stata colpita da uno schiaffo in piena faccia.
Io mi sono innamorata di te ripet imbarazzata a voce bassa. Lui le rise in faccia.
Io mi sono innamorata di te continu arrabbiata.
Non sai neanche quello che dici".
Basta Claudio! Non sono una ragazzina, accidenti a te! Ti sto dicendo che ti amo! Questa volta furono le urla di Lisa a riempire la stanza. Ti amo, lo capisci?
Vieni qui le disse con un sussurro calmati ora".
L'abbracci racchiudendola stretta fra le sue braccia. Lisa si rannicchi sul suo petto scossa dai singhiozzi, rimasero cos per alcuni minuti.
Il Colonnello le accarezz il viso, poi la scost da s e un sorriso incurv le sue labbra. Il suo sguardo trad una profonda tenerezza, la riavvicin accogliendola nuovamente sul suo petto.
Anche io... credo le sussurr scostandole una ciocca di capelli che le cadeva sul viso. Si accost alle sue labbra, sfiorandole appena. Non voleva spaventarla e farla fuggire di nuovo.
Lisa tu non sai quello che mi fai provare, ora vattene via, non sar in grado di fermarmi un'altra volta. Se non ti senti pronta, se hai bisogno di tempo, va tutto bene, ma ora esci da qui".
Non voglio aspettare".
Kk non se lo fece ripetere due volte. Senza attendere un attimo in pi l'alz e la port direttamente nella sua camera da letto.
I vestiti caddero uno sopra l'altro tolti di dosso con foga.
Rimase senza fiato a osservarla completamente nuda, era bellissima, non pot che ammirare il suo corpo dal ventre piatto, le gambe lunghe e i seni all'ins contornati da quella massa bionda di capelli. Sent l'eccitazione crescere. Come se non si fossero mai interrotti Kk riprese a baciarle il seno, poi scese gi verso il pube.
In ogni centimetro del suo corpo Lisa sentiva la sua bocca e la sua lingua, dove passava accendeva una striscia di fuoco. Si torse dal piacere inarcando la schiena.
Per lunghi e interminabili minuti il Colonnello continu con le sue dolci carezze e con i suoi baci audaci.
Ansimi e sospiri si sovrapposero, Lisa chiam il suo nome implorandolo di mettere fine a quella dolce tortura ma lui and avanti per molto altro tempo, fin quando non la vide pronta.
Solo allora si insinu dentro di lei accolto dal suo calore. Con dolce lentezza prese a muoversi. Era appassionata, calda e ansiosa di avere tutto e subito.
Sorrise, completamente padrone del gioco.
E poi chi era che non riusciva a controllare le proprie voglie?
Lisa sorrise divertita. Be' non  leale puntualizzarlo proprio in questo momento! rispose a fatica.
Ah! Allora lo ammetti! Prima mi bacchetti e poi... guarda che fine ha fatto!
Con un balzo felino, Lisa riusc a recuperare una posizione dominante andando a finire sopra il Colonnello sdraiato sul letto. Si stese sopra di lui e questa volta fu lei a muoversi ritmicamente. I loro baci divennero sempre pi ardenti, la passione stava per travolgerli.
Kk la rigir nuovamente fra le lenzuola, si ritrovarono con le gambe avvinghiate, le mani strette, i corpi sudati e ansanti, fino a quando non fu pi possibile riuscire a controllarsi. Lisa accolse le sue spinte sempre pi forti assecondandolo nel movimento si lasciarono andare insieme a quel forte sussulto che li scosse entrambi, uno dentro l'altro.
Ecco la fine che ho fatto disse Lisa tra un affanno e l'altro. Strapp una risata all'uomo che ancora la cingeva.
Be', non  poi cos male
Forse veniva ruotato". Ci volle qualche minuto prima che Kk mettesse a fuoco il nuovo ragionamento della dottoressa.
Ah gi il ciondolo? Kk si sollev dal letto trovando una posizione pi comoda, portandosi le mani dietro la schiena cerc di togliersi nuovamente il laccio che da sei anni portava al collo e che fino a qualche ora prima non l'aveva mai tolto. Lo porse a Lisa che lo osserv rigirandoselo fra le mani.
Ovviamente te l'ha dato la stessa persona che ti ha lasciato il taccuino, vero? Non si sorprese pi delle capacit intuitive di Lisa. Ormai era arrivato il momento di metterla al corrente dell'intera missione.
Vero".
Lisa continu a fissarlo, in attesa di qualche chiarimento in pi.
Chi te l'ha dato Claudio?
Quel mio amico. Sia il taccuino che la collana me le ha date il mio amico curdo".
Il tuo amico curdo? fece Lisa corrugando la fronte.
E come ne  venuto in possesso?
Era del nonno, lo aveva scritto il nonno".
Il nonno? Ma di quanto tempo fa parliamo?
Come avevi giustamente supposto nel 70, il mio amico si chiama Baran Al".
Baran Al ripet il nome. Al? Al! Fece incredula Lisa facendo un balzo sul letto.
S! Al".
Quindi il tuo amico  il nipote del professor Al?
S, lo conosci?
Eh certo che lo conosco, ebbe una storia molto triste, gli furono rubati quasi tutti i meriti sulle sue scoperte, poi per non si ebbero pi sue notizie. Ecco di chi erano quelle prime poesie che mi avevi inviato, le aveva scritte lui! S, era un personaggio eclettico. Una volta in una biblioteca di Ankara incappai proprio in un volumetto di poesie sue. Ma... ho le idee confuse credo".
No tesoro non hai le idee confuse, quello era proprio il nonno del mio amico il cuore di Lisa fece un sussulto nel sentirsi chiamare in quel modo.
 pazzesco, ora che so che il mio taccuino l'ha scritto Al tutto assume un aspetto completamente diverso!
Ah dopo una sola notte gi ti appropri dei miei beni? disse scherzando.
Hai sempre detto che sarebbe stato dell'universit una volta tradotto rispose puntandogli un dito sul petto.
S, s, per ora aggiungo una condizione".
Ossia?
Il taccuino sar del vostro ateneo purch io possa disporre a mio piacimento dei servizi extra di cui l'universit dispone, elargiti ovviamente dalla dottoressa qui presente!
Ma che mascalzone! disse Lisa afferrando un cuscino e tirandoglielo in testa. Una fragorosa risata scosse tutto il letto. Si abbracciarono e baciarono ancora. Kk si appoggi su un gomito e rimase a osservarla per un interminabile minuto.
Sei incredibilmente geniale, hai una mente eccelsa, sei una cervellona! disse improvvisamente fattosi serio.
Grazie gli rispose compiaciuta.
Devo rintracciare il mio amico e sto cercando di farlo anche attraverso il tuo lavoro disse a bruciapelo Kk. Lisa rimase interdetta.
E in che modo sono messi in relazione?
Non lo so ancora, Baran mi disse che l'unico modo per mettermi in contatto con lui sarebbe stato possibile solo attraverso quel taccuino".
Lisa per qualche attimo si perse nei suoi ragionamenti.
Ma che vuol dire? L c' solo la fine della storia di un popolo, cosa c'entra il curdo?
Era quello che cercavo di capire, per questo ti ho contattata".
E sei riuscito a capire qualcosa?
Ma... solamente quando mi hai parlato delle gallerie e delle citt sotterranee. Credo che lui le abbia utilizzate per nascondersi, o per fuggire. Come ti avevo detto  uno degli uomini pi ricercati della Turchia".
Intendi dire una sorta di parallelismo fra le storie? Cos come scappano gli ittiti cos scappano i curdi?
S qualcosa del genere. Utilizzare come nascondigli nella sua fuga i luoghi in cui 2000 anni fa si nascosero gli ittiti. Luoghi che solo attraverso la decifrazione del taccuino si possono conoscere".
Hm, ma lui perch avrebbe dovuto conoscere questi luoghi?
Perch fu il nonno a crescerlo e lo tenne con s in tutti gli scavi in cui ha lavorato, questo me lo ricordo bene. Rimasi con lui alcuni mesi, la notte spesso rimanevamo svegli a chiacchierare. Ci raccontammo molto delle nostre vite. Baran visse pi con lui che con la madre addirittura".
Allora  a lui che si riferisce quando parla dell'uliveto!
S".
E non ti ricordi niente che possa aver a che fare con un uliveto? Ti ha mai nominato i luoghi in cui il nonno lavorava?
No, o forse s, ma  passato cos tanto tempo che, se anche fosse ora, non lo ricorderei! All'epoca non sapevo certo l'importanza che avrebbero avuto queste informazioni. Ricordo solo alcune cose, mi disse che aveva imparato molto presto a leggere la scrittura cuneiforme". S'interruppe, un ricordo gli attravers la mente. Corrug la fronte.
In quella circostanza mi disse che cos come un bambino normale giocava con le macchinine, lui giocava con i fegati di bronzo. Mi spieg che erano oggetti di culto ittiti".
Lisa rimase piuttosto sorpresa.
I fegati di bronzo? Sei certo che ti abbia detto proprio cos?
S! Ma di che tipo di culto si tratta?
Dell'Aruspicina o epatoscopia. Questi fegati erano dei modelli realizzati in bronzo o anche in altri materiali. Erano suddivisi in regioni, ognuna delle quali corrispondente a una divinit diversa. L'aruspice, per interpretare il volere divino, lo utilizzava come una guida per confrontare eventuali anomalie nel fegato della vittima sacrificata, individuando la corrispondenza alla divinit coinvolta. Quest'arte divinatoria fu praticata sin da tempi remoti in Mesopotamia da Sumeri o Babilonesi, in Anatolia dagli Ittiti e nel Mediterraneo si svilupp principalmente in Etruria".
Epatoscopia". Il Colonnello socchiuse gli occhi cercando di recuperare dalla sua mente stralci di quella conversazione avvenuta molto tempo indietro.
Baran mi disse qualcosa su una loro divinit... non mi ricordo accidenti! Si tir un po' pi su, appoggiandosi ai cuscini.
Dai sforzati, potrebbe essere importante!
Hm qualcosa in merito all'origine della parola epato".
Forse ti ha parlato di Hepat, la moglie del dio della Tempesta Teshub?
Forse,  da lei che ha origine la parola epato?
Alcuni lo pensano, s!
Inaspettatamente il trillo di un cellulare riemp la stanza di acute vibrazioni. Lui fece un balzo dal letto non provando minimamente imbarazzo per la sua nudit. Lo afferr e rispose.
Si? Pronto? Vide la sua sorpresa sul volto, sorrideva felice di aver ricevuto quella telefonata.
Kyf ?alk? Lisa si gir di scatto. Incredibile! Parlava un'altra lingua? Sembrava arabo. Si alz cercando di tirarsi un lembo di lenzuolo per coprirsi il seno. Reclin il capo sulla testata del letto. Quest'uomo non finir mai di stupirmi.
Passarono quindici minuti. Il suono di quella lingua era conciliante con il sonno e Lisa chiuse gli occhi. Ancora stentava a credere a quello che era successo. Era al settimo cielo, non importava dove sarebbero finiti loro due, importava solo quel momento e altri che sarebbero arrivati ancora.
Felice e stanca si lasci andare nelle braccia di Morfeo, ma solo pochi istanti dopo si sent accarezzare il volto. Sorrise.
Ma quante lingue parli? E quante cose ancora non so di te? chiese ancora imprigionata nel sonno.
Ma... se avrai del tempo da dedicarmi nel tuo futuro avr modo di intrattenerti". Lisa riapr gli occhi. Che bello pensare a un loro futuro. Non volle aggiungere altre parole per la paura di eventuali ritrattazioni o chiarimenti.
Ma tu all'epoca gi conoscevi la lingua curda?
No, fu proprio in quella circostanza che la imparai".
E come vi capivate?
Be' io parlavo gi il turco, anche lui ovviamente, ma in pi Baran conosceva l'italiano".
Perch ne parli spesso al passato?
Veramente? Non me ne sono accorto".
Il Colonnello si rabbui. Lisa prefer lasciar cadere il discorso.
E come mai conosceva l'italiano?
Fu la prima cosa che mi disse rispose ritrovando nella nostalgia dei ricordi un sorriso. Il nonno lo portava sempre in villeggiatura in Italia, ne era molto fiero di questa cosa, non ho mai capito bene il perch".
Raccontami di Baran, della vostra amicizia e soprattutto di ci che lui ti ha raccontato, sul nonno, su tutto".
Kk intrattenne Lisa per alcune ore raccontandole di quei sei mesi trascorsi insieme a lui.
Si era fatta notte inoltrata, sent il caldo respiro della donna addormentata sul suo petto quando la stanchezza raggiunse anche lui. Allung la mano per spegnere l'abat-jour sul comodino accanto al letto. Accarezzando Lisa e tenendosela stretta si addorment.

Il mattino li ritrov cos, ancora abbracciati. Sentiva il calore del corpo di Lisa sul suo. Le baci una spalla, con una mano le accarezz delicatamente la nuca.
La scost piano piano da s riadagiandola sul cuscino. Voleva farsi una doccia, doveva staccarsi un attimo da quella donna, si sentiva come stordito.
Gli aveva confessato di essersi innamorata di lui. Cerc di analizzare ci che provava. Nel sentirla pronunciare quelle parole era rimasto letteralmente senza fiato. Aveva borbottato qualcosa in risposta ma le sue espressioni sognanti e i suoi occhi enormi lo avevano confuso ancora di pi in quel momento e non era sicuro di cosa le avesse detto in risposta.
Fece scorrere l'acqua e entr sotto il getto freddo della doccia. Rimase cos per dieci minuti, intontito. Era stato bello svegliarsi e ritrovarla tra le braccia, ma non era facile fare chiarimento sui suoi sentimenti.
Lisa lo aveva affascinato dal primo momento, ma questo era piuttosto scontato vista la sua bellezza. No, quella donna aveva altro che gli piaceva: la testa. Una volta spezzata quella rigidit iniziale fra di loro sembrava proprio fosse calato il paradiso trovando finalmente l'intesa perfetta.
Si arrotol un asciugamano sulla vita e rientr nella camera da letto. Lisa dormiva ancora. Il corpo nudo era parzialmente coperto dalle lenzuola bianche. Un braccio stava piegato sopra la testa mentre l'altro era imprigionato sotto il seno.
Appariva cos delicata, pens, e lui l'aveva coinvolta in questa storia! E se le fosse capitato qualcosa? Non se lo sarebbe mai potuto perdonare. Si sent mancare la terra sotto i piedi, fu sopraffatto dal terrore di poterla perdere. Ebbe paura e fu allora che cap qual'era la natura dei suoi sentimenti.
Si avvicin, la sollev ancora una volta per rimettersela sopra il petto. Le accarezz la schiena assaporando quegli istanti.
Si sentiva felice, era una sensazione che gli colmava il cuore, sentirla cos abbandonata fra le sue braccia, rilassata, nuda, non avrebbe potuto desiderare di pi. Gioc con le ciocche dei suoi lunghi capelli. Si sent osservato, due occhi lo stavano fissando.
Stai facendo il ballo di San Vito? Si pu sapere cos'hai, c' per caso qualche novit?
Negativo le rispose sorridendo.
E allora? Cos'hai?
Kk trattenne il respiro accarezzandole il viso: Ti amo Lisa. Una luce scintill tremolante nei grandi occhi verdi di lei.

I giorni della settimana passarono rapidamente, erano entrambi assorbiti dal lavoro che ognuno doveva svolgere prima della partenza.
Durante il giorno si vedevano appena. Lisa complet la traduzione di tutti i testi non ricavando per altri dati sugli spostamenti di quel popolo. Ora, solamente sul luogo avrebbe potuto carpire informazioni in pi.
La chiave per decifrare il trattato, il ciondolo, era stato consegnato al laboratorio scientifico.
Studiarono su una mappa militare in cui vi erano segnati luoghi che nessuna carta geografica avrebbe mai potuto riportare. Kk osserv la linea rossa tracciata dal pennarello di Lisa che partiva da Hattusa e, dirigendosi verso l'Anatolia meridionale, terminava in un cerchio quasi perfetto. Racchiudeva a occhio e croce circa un centinaio di chilometri quadrati, pens il Colonnello strizzando un occhio mentre faceva i rapidi calcoli.
Alz un sopracciglio domandandosi in base a cosa Lisa fosse riuscita a definire quella zona.
Il sacerdote parla di un quarto di luna di cammino, per luna intende un ciclo lunare ossia un mese, quindi circa otto giorni. Considerando lo spostamento a piedi di cos tante persone avranno percorso al massimo duecento chilometri verso il sud. Cos ho tracciato questo cerchio entro il quale restringere la prima parte delle ricerche focalizzandole inizialmente sul tempio. Una volta trovato sar tutto pi semplice".
Questo quindi sarebbe il posto dove dobbiamo ricercare il tempio? chiese indicando il cerchio rosso.
S, anche se non capisco questo dannato serpente rosso dove ha messo la sua seconda testa!
E allora da cosa deduci che proprio in questa zona hanno eretto il tempio?
Escludendo, per una serie di motivi oggettivi, tutte le altre direzioni! L'unica che rimaneva percorribile era quella verso sud". Lisa indic sulla carta la capitale ittita.
Da qui, da Hattusa, sono andati verso lo stato di Tarhuntassa". Con l'indice si ferm all'interno del cerchio rosso.
Se  valida la mia ipotesi il serpente rosso attraversa tutta l'Anatolia passando sotto terra quindi non possiamo conoscere il suo percorso per posso supporre che ritorni in superficie proprio all'interno di questo cerchio".
Allora dovremmo cercare una sorgente? Lisa mosse lentamente il capo negando alla domanda del Colonnello.
A cosa ti riferisci allora? Non capisco".
A una risorgiva carsica. Ho svolto delle ricerche ma sembra che il sottosuolo della Turchia sia piuttosto trafficato. Tra gallerie, citt sotterranee e anche a questo punto direi fiumi sotterranei. Attualmente ancora non sono stati individuati in quella zona, ma questo non vuol dire che non ci siano o che un tempo non ci siano stati. Io d'altronde da qui ho le mani legate, ho provato a utilizzare il programma che mi avete installato nel PC ma non ne ho ricavato molto".
Ok, ok, ho capito. Cercher di muovermi per individuare questo benedetto serpente rosso!
Mi servirebbe una ricerca geologica, potrei risparmiare molto tempo".
Il Colonnello prese in mano il cellulare componendo un numero sulla tastiera. Lo sent dare ordini precisi in merito alle sue richieste.
Le risorgive hanno delle precise conformazioni morfologiche". Lisa fu interrotta dal suono del fax che improvvisamente inizi a sputare fogli uno dopo l'altro.
Kk si alz dalla sedia ritornando poco dopo con tutta la documentazione in mano posandola sulla scrivania. Lisa lanci un'occhiata incuriosita. Spalanc la bocca incredula. Dopo pochi minuti dalla sua richiesta, una dettagliata analisi sulla situazione morfologica relativa alla zona interessata era davanti ai suoi occhi.
Caspita!
Kk la guard con un'espressione che tradiva un pizzico di orgoglio.
Per qualche minuto rimasero concentrati sulla lettura di quei documenti. Dopo un'accurata spiegazione scientifica sul carsismo, seguiva un elenco descrittivo sulle varie caratteristiche delle diverse riemersioni acquifere.
Eccola qui! Questa ha le caratteristiche tipiche di un luogo sacro,  la valle di risorgiva".
Si fa strada attraverso crepe e fessure di grandi pareti rocciose, sbucando all'aperto in una moltitudine di spruzzi che costituiscono un'unica sorgente. Alla base della rupe si forma un laghetto dal quale esce un emissario che poi scorre attraverso una dolina. Sono le acque carsiche pi profonde che esistano in superficie, per questo motivo vi si pu rintracciare il proteo, creatura endemica delle grotte. Di norma, nel fondale di questi laghetti ci sono dei pertugi collegati al mondo sotterraneo lesse ad alta voce il Colonnello.
Lisa riapr il file relativo allo schizzo del tempio. Dopo pochi istanti l'immagine apparve sul monitor. A un primo confronto la documentazione inviata dal GIS sembrava la didascalia del disegno.
Be' non c' dubbio, il tempio  stato eretto sulla risorgiva. L'hai trovato Lisa disse guardandola con ammirazione.
No, abbiamo individuato una caratteristica in pi che ci pu essere utile, ma guarda qui! Lisa indic la carta geografica sulla quale erano stati marcati tutti i luoghi in cui erano presenti le valle di risorgiva. Cerchi anche qui la superficie interessata lasciandone fuori molte.
Comunque sia questa  un'indicazione importante. A me interessa principalmente questa zona, non credo che ci perderemo molto tempo perch ora so cosa cercare disse Lisa sicura di s, tamburellando con la penna.

15,02. Roma, Italia, 6 giugno 2007, ore 09,15
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ex aeroporto di Centocelle.

Arriv al COFS nella prima mattina per discutere i piani della partenza con il Generale De Martino.
L'attivit che si svolgeva l dentro era gi in pieno fermento. In quei luoghi non si conoscevano soste, ferie o riposi.
Militari e civili scattavano da una parte all'altra degli uffici tenendo in mano dossier, correvano trafelati a dare questa o quell'altra notizia. L dentro si gestivano e coordinavano operazioni e missioni delle forze speciali, l si prendevano decisioni che in qualche modo avrebbero cambiato l'esito della storia. Ognuno di quegli uomini che correva con molta probabilit portava notizie provenienti da tutte le parti del mondo, notizie al seguito delle quali ci sarebbero stati dei piani, delle operazioni, delle partenze forse e delle vite in meno, forse.
Dopo esser stato annunciato Kk fece il suo ingresso nell'ufficio del Generale.
Claudio".
Generale".
Come andiamo? Come sta la dottoressa Dell'Oro? Come procede la traduzione? esord il Comandante del COFS.
Generale ha avuto modo di vedere il mio rapporto? Gliel'ho inviato tramite Pedonti".
S certo, l'ho letto e anche studiato per la precisione. Vuoi direttamente il consenso per la partenza vero, saltando qualunque preambolo?
Vero! disse divertito per esser stato smascherato.
Il Generale sorrise di fronte a tanta schiettezza, erano fatti della stessa pasta, consider.
Non credi che sia pericoloso portare la dottoressa in Turchia?
Generale non pi di quanto lo sia rimanere qui".
Bene, come credi di entrare questa volta?
Per vie ufficiali. Poi troveremo il modo di sparire. Partir con due squadre, una depister i turchi e l'altra se ne andr con la spedizione della dottoressa".
Perfetto, tienimi sempre aggiornato".
Certamente".
Ah un'altra cosa, sei certo di avere sotto controllo la dottoressa? Mi riferisco alla mail che ha mandato al Rettore della Sapienza".
Eh Generale la dottoressa ha un bel caratterino. Questo per appartiene al passato, abbiamo avuto divergenze all'inizio ma attualmente la situazione  perfettamente sotto controllo".
Bene rispose scrutandolo attentamente.
Quella donna  nelle tue mani, non le deve accadere niente". Puntualizz alzando un sopracciglio.
Le assicuro che  mia intenzione proteggerla nel migliore dei modi, la sua incolumit  un mio personale interesse".
Bene Colonnello, allora ti accordo il permesso. Non ho avuto ancora il piacere di conoscerla, ho visto solamente il dossier che mi avevi inviato all'inizio e mi  sembrata davvero molto preparata".
S, certamente, lo ".
Il Comandante del COFS scrut a fondo colui che considerava il suo migliore uomo. Il Colonnello rimase imperterrito e per nulla intimorito a farsi divorare dagli occhi vivi e intelligenti del suo Comandante. Kk era perfettamente cosciente che in quel momento il Generale De Martino stava leggendo la natura dei sentimenti che lo legavano a Lisa.
Con il suo permesso mi congedo. Noi siamo pronti, entro una settimana dar il via alla missione".
Gir i tacchi e se ne and.

15,03. Roma, Italia, 13 giugno 2007, ore 20,20
CPU circolo anziani, base operativa del GIS.

Avevano raggiunto un'intesa perfetta, un equilibrio come solo le coppie pi affiatate dopo anni di convivenza raggiungono.
La sera Lisa cucinava, poi facevano l'amore e si aggiornavano sui progressi di entrambi.
Ormai la partenza era prossima.
Kk le indic il punto in cui avrebbero stanziato la loro base. Un piccolo villaggio di contadini, sperduto, al centro dell'altopiano anatolico. Un luogo dove, con qualche telefonata, era riuscito a trovare una sistemazione per tutti. Spieg a Lisa che l'unico modo per entrare nel paese senza destare sospetti e muoversi con pi tranquillit, sarebbe stato quello di entrare separatamente. Lei poteva tranquillamente spostarsi come tutte le volte che era andata in Turchia, con un volo di linea e con il suo passaporto. L'avrebbe raggiunta qualche giorno dopo l'arrivo, giusto il tempo necessario per creare le migliori condizioni di sicurezza.
Forse sottovalut la situazione ma non sembr pi di tanto impaurita.
Il Colonnello la obblig ogni giorno a fare esercizi fisici per allenarsi alle lunghe marce. Lisa dal canto suo, ogni mattina, prima della sua nuotata, eseguiva in maniera esemplare ci che le era stato indicato.
Via via che la spedizione prendeva vita in ogni minimo dettaglio, Lisa sentiva come un nodo afferrarle la gola. Quella che stava per prendere vita non era la solita spedizione archeologica. per quanto si fosse sforzata a crederlo, pi si avvicinava la data della partenza pi venivano meno le sue certezze. Era chiaro che l'esito di quella che era a tutti gli effetti una missione militare, dipendeva solo ed esclusivamente dalle intuizioni di Lisa. Questo pensiero ormai aleggiava attorno alla sua ragione, pronto ad aggredire la sua sicurezza ogni qualvolta Lisa vedeva o incontrava i ragazzi del GIS.
Era stanca. Dopo aver lavorato l'intera giornata si butt sul divano. Accese la TV cercando un po' di distrazione, ma come allentava la tensione nuovamente, il senso di responsabilit si riaffacciava. L'unica cosa che riusciva a darle sicurezza era l'idea di potersi confrontare con il Rettore.
Sent la porta aprirsi. Kk entr e, stanco, si diresse direttamente sul divano sprofondando accanto a lei. Aveva sulle labbra un sorriso stanco e gli occhi cerchiati, come spesso accadeva. Era inevitabile per Lisa domandarsi a quali pressioni fosse mai stato sottoposto.
Lo aveva sentito spesso parlare al telefono citando mafiosi, trafficanti di eroina, rapimenti. E lui l che dava ordini, disposizioni, organizzava altre missioni. Era una vita impossibile. Spesso non riusciva a capacitarsi da dove lui prendesse la forza per tener fronte a tutto quello che accadeva.
Le si avvicin dandole un bacio, si allent un po' la chiusura della tuta combat.
Allora? Come va?
Si sciolse il cinturone lasciandolo sulla spalliera del divano.
Ciao, sei stravolto!
Eh una giornataccia. Ho fatto due volte Roma-Livorno-Roma e poi ancora Roma-Livorno-Roma. Troppi impicci, prima o poi mi dedicher alla botanica".
Lisa non riusc a reprimere un sorriso.
Non ti ci vedo proprio a togliere le foglie secche delle rose!
Neanche io in effetti".
Suon il cicalino del citofono, Kk abbass le spalle rassegnato. Questa giornata non finir pi disse rialzandosi per andare ad aprire.
Poco dopo apparve sul pianerottolo il Luogotenente Giove. Li sent confabulare, poi Kk chiuse la sua porta lasciandola sola. Sent che andavano nell'altro appartamento. Si domand che altro fosse successo in quel giorno.
Pass una buona mezzora e ancora Kk non era rientrato.
Uno sguardo sulla spalliera del divano e Lisa not il cinturone. Sent un improvviso balzo al cuore, il telefonino! Prov un senso di liberazione, alz il viso verso la porta, poi lanci un'occhiata all'orologio, se avesse avuto un pizzico di fortuna anche quella sera, come in tante altre a quell'ora, lo avrebbe trovato ancora. Prese coraggio, si avvin al cinturone e lo sfil dall'elastico. Le mani le tremavano, un ultimo tentennamento ma poi nulla le balen in mente nel tentativo di frenare quel gesto folle. Compose il numero della segreteria del Rettore. Attese qualche istante.
Il suo terminale non  abilitato per queste chiamate rispose una voce elettronica che risuon nell'apparecchio. Come? Perch non  abilitato? Cosa accidenti vuol dire?
Improvvisamente si ricord di quel giorno in auto. Quarantasei! Aveva digitato quarantasei prima del numero civile! Ricompose il numero inserendo prima il quarantasei e a seguire il numero della segreteria. Pochi istanti dopo sent lo squillo.
Segreteria del Prof".
Ilaria ciao, sono la Professoressa Dell'Oro, ho urgenza di parlare con il Rettore,  l? l'interruppe Lisa.
Attenda in linea Professoressa".
Lisa! Mi stavo seriamente preoccupando! Ma che diavolo di fine hai fatto? quasi l'aggred il Rettore.
Professore ora non le posso spiegare, sto facendo una telefonata di nascosto usando il telefonino del Tenente Colonnello, quando lo sapr sar morta! Ho bisogno di una conferma".
Dimmi".
In brevissimo tempo Lisa fece un resoconto relativo solo alle vicende della popolazione ittita, non fece alcun riferimento in merito all'operazione militare o tantomeno al curdo coinvolto.
Hm Lisa". La donna rimase attaccata al cellulare per qualche lunghissimo interminabile minuto con il cuore accelerato dalla tachicardia, lanciando in continuazione lo sguardo sulla porta.
Non erano abili navigatori, perch avrebbero dovuto scegliere una strada che li avrebbe condotti a una fuga via mare? quelle parole furono per Lisa la sentenza della sua condanna a morte. Il Professore non confermava la sua ipotesi.
Un'altra cosa Professore, il nome Hirmia le ricorda qualcosa?
No, o meglio nulla relativo agli Ittiti. L'unica cosa che mi viene in mente relativa a questo nome  la diatriba nata per l'interpretazione di uno dei primi esemplari di epigrafia etrusca risalente proprio al periodo in cui fu introdotta la scrittura in Etruria. Alcuni sostengono che Hirmia sia la moglie del guerriero defunto Avle Feluske, altri invece sostengono che sia il donatore della stele".
S, ecco allora dove l'avevo sentito questo nome, il guerriero di Vetulonia disse Lisa con fare dimesso, purtroppo quella pista non aveva portato a niente.
Concluse la telefonata con la testa in subbuglio. Passeggi nervosamente per la stanza ma l'agitazione cresceva.
L'attesa di Kk stava diventando snervante, avrebbero sicuramente discusso.
Pass ancora un'altra mezzora piena di tormento. Riapr i file e rilesse la maggior parte delle sue traduzioni. Ripercorse mentalmente il tragitto ipotizzato. Era una grandissima responsabilit quella che si sentiva addosso ma non si era sbagliata. Forse non era riuscita a spiegarsi bene con il Rettore, forse aveva tralasciato qualcosa ma d'altronde di tempo ne aveva avuto poco. Sarebbe stato quanto mai imbarazzante farsi cogliere sul fatto dal Colonnello.
Sent la chiave nella serratura e la sua voce che salutava il Luogotenente. Kk entr dentro e non ci mise molto a capire i turbamenti di Lisa. Pallida, con la fronte sudata, come lo vide si blocc all'istante.
Si guardarono negli occhi a lungo.
Che hai? Perch mi guardi cos? le chiese il Tenente Colonnello increspando la fronte.
Ho fatto una telefonata confess con un filo di voce.
Kk sembr non capire, accentu ancor di pi la sua espressione guardandola leggermente di sbieco.
Come?
Ho usato il tuo cellulare".
Impossibile! Si avvicin al cinturone e vide che l'elastico non reggeva pi niente. Con lo sguardo vag in giro alla ricerca del suo telefono e lo trov sulla scrivania di Lisa.
Con due falcate lo afferr, spinse il tasto che riproduceva le ultime chiamate e incredulo lesse il 46 e poi un numero di Roma. Alz il viso puntando gli occhi su di lei. Era arrabbiato, terribilmente arrabbiato. Quello sguardo infuocato dall'ira e dal disprezzo Lisa ancora non lo conosceva.
Chi hai chiamato? chiese con una voce che non prometteva nulla di buono.
Il Rettore rispose Lisa, cercando di non farsi mettere sotto da quell'atteggiamento.
Sei una pazza! Una stupida! disse dando un pugno sulla scrivania e facendo sobbalzare tutto ci che era posato sopra.
Dovevo assolutamente parlare con il Rettore! E datti una calmata!
Una calmata? Sei una pazza! Pazza! E ancora di pi io che mi sono fatto coinvolgere in questa tresca! la guard dritto negli occhi. In quel momento a Lisa precipit il mondo, sent un distacco netto da lui, sent il suo disprezzo.
Rimase quasi imbambolata davanti al suo sguardo, incapace di replicare o di dare spiegazioni. Una tresca l'aveva definita la loro storia? Come se fosse in trance, vide Kk che parlava al cellulare.
Dove sei?... Allora risali... una marea di guai... intanto chiama Rossi e fai mettere sotto scorta il Rettore. Come? no, no, immediatamente".
Attacc e lo vide trattenersi l'aria nei polmoni, passarsi le mani fra i capelli.
Mi spieghi cosa succede?
No! tuon. Da questo momento in poi riprendo in mano la situazione, mi hai distratto fin troppo".
Ma cosa stai dicendo? chiese avvicinandosi a lui.
Kk port le mani in avanti e grid: Stammi lontano!
Il viso di Lisa divenne rosso fuoco, gli occhi s'inumidirono di lacrime. Il labbro prese a tremare.
Questa storia non pu andare avanti le disse guardandola fissa negli occhi, il labbro serrato, piegato da un lato in un'espressione involontaria manifestava tutto il suo furore. Era completamente fuori di s.
Come vuoi, mi dici almeno perch tutto questo odio? chiese in un sussurro sorpresa da quel volta faccia improvviso del Tenente Colonnello.
Non ti odio, disprezzo me stesso per non aver capito chi sei veramente, per essermi distratto fino a questo punto!
E chi sarei veramente? chiese Lisa sarcastica.
Chi Sei? disse puntandole un dito sul petto.
Sei solo un'arrivista, ti servi di qualunque cosa pur di arrivare al tuo fine". Si gir e fece per andarsene ma improvvisamente torn sui suoi passi. Una profonda tristezza colmava gli occhi scuri del Colonnello. Li chiuse qualche istante prima che Lisa potesse leggervi dentro la verit dei suoi sentimenti feriti.
Ritrov un minimo di calma per parlare, quando li riapr il suo volto si era trasformato nuovamente, gli occhi erano freddi e impenetrabili.
Hai tradito la mia fiducia e questa  la cosa pi grave che potessi fare nei miei confronti". Fece una pausa nel tentativo di non perdere il controllo, di non alzare la voce, di non spaccare tutto quello che gli capitava davanti. Ma voleva allontanarsi rapidamente da quella donna.
E per quanto riguarda la missione hai collegato il tuo adorato Rettore a me! Adesso proprio non potremmo inventarci pi niente, se hanno rintracciato la telefonata".
Ma ero convinta che dal tuo telefono non sarebbe potuto accadere! Kk non l'ascolt, and avanti nei suoi ragionamenti.
Quanto hai aspettato questo momento eh? Quante volte hai visto come componevo le telefonate dei numeri civili?
Ritrasse indietro il capo osservandola da una nuova angolazione come fosse stata la prima volta che la guardava realmente.
 convinta di aver fatto la cosa giusta, accidenti a lei! Mai nessuno in tutta la mia carriera si  mai permesso di disobbedire a un mio ordine e lei da quando era entrata nella missione non ha fatto altro che fregarsene delle mie disposizioni, tramando, ingegnandosi e tradendomi.
Una tresca? Cos definisci quello che c' stato fra di noi? la sent bisbigliare mentre stava per andar via.
Aveva rabbia nel corpo, la voleva ferire, come era stato ferito lui.
Perch invece come la vuoi definire? disse ridendole in faccia sprezzante.
Lisa non poteva credere a quello che stava accadendo fra di loro, stava precipitando tutto. Non sapeva cosa dire per frenare quel disastro, per riportare tutto a solo un'ora prima.
Io credevo che si trattasse di altro".
Sei un'illusa allora! Oltre che bugiarda e cospiratrice!
Pensa di me ci che vuoi, non star qui a giustificarmi come una ladra. Tu fai il tuo lavoro e io il mio, non ti ho tradito, ho fatto una cosa contro la tua volont  ben diverso! E hai ragione, sono un'illusa! Anche io ti sto vedendo per quello che sei realmente, sei un cinico, incapace di provare sentimenti".
Qui non si tratta pi di te o di me! Tu hai messo in pericolo la vita di molte persone! sbrait Kk Quella del Rettore e quella dei miei uomini che si dovranno esporre per proteggerlo! L fuori ci sono dei pazzi criminali che non esiteranno un solo istante a rapirvi e a portarvi in Turchia, a interrogarvi e torturarvi! Lo hai capito o no? Te lo metti in testa che  un'operazione militare!
Si port le mani sulla fronte, aveva le tempie che gli battevano gonfiandosi tanto che anche Lisa lo poteva vedere. Comunque sia, so bene che ho sbagliato a scegliere te, ho sbagliato a coinvolgerti sia nella missione sia nella mia vita concluse con tono rassegnato. Detto ci usc dall'appartamento.
Lisa rimase sola, al centro della sala. Le parole di Kk erano rimaste imprigionate nel suo cuore. Distrutta si avvicin al divano accasciandosi sopra. Era finito tutto, tutto. Si port le mani sul viso e diede sfogo al suo dolore. Lo amava, lo amava disperatamente ed era tutto finito. Si era rivolto a lei con disprezzo, l'aveva guardata come fosse una criminale, lei cercava solo di fare il suo lavoro.
Era stata una stupida, aveva pensato che usando il telefono del Comandante del GIS avrebbe potuto fare qualunque telefonata, ma come una sciocca, non aveva pensato al telefono dell'universit.

16. Yazilikaya.

16,01. Roma, Italia, 18 giugno 2007, ore 14,40
Aeroporto militare di Ciampino.

La missione part senza intoppi. Kk raggiunse l'aeroporto militare direttamente da Livorno, le due squadre lo stavano gi attendendo ai lati della pista quando l'elicottero atterr, pronti e organizzati come al solito.
Archiviati i saluti di rito, si imbarcarono sul C130 che li avrebbe portati all'aeroporto di Adana.
Il volo era gi a uno stadio avanzato. Lo spartano velivolo certo non aveva tutti i comfort di un volo di linea. All'interno non una imbottitura delle eleganti compagnie di bandiera ricopriva quelle spoglie lamiere. Non vi era alcuna protezione per quel frastuono incredibile generato dai motori e dal vento, ogni vibrazione veniva amplificata all'interno di quel tubolare vuoto.
La prima parte della missione ha come scopo unico il supporto e protezione alla dottoressa Dell'Oro. In base ai documenti che ha tradotto sostiene che una volta trovato il tempio sar in grado di indicarci il reticolo di gallerie dove potrebbe essersi rifugiato Baran.
Solo quando la dottoressa sar salita al sicuro su un aereo di ritorno a casa ci attiveremo con ricerche e perlustrazioni".
Lanci un'occhiata rapida ai suoi uomini.
Ci sono domande? Alcuni negarono con la testa altri a voce.
Kk ripens all'ultima conversazione avuta con Lisa qualche giorno prima di partire, era stato molto chiaro le aveva dato ordini ben precisi. Si era dovuto necessariamente distaccare da lei, era ancora molto arrabbiato ma ora entravano in gioco altre persone ed era fondamentale avere la totale collaborazione di Lisa. Cercando di non far preponderare in quel momento il suo rancore intim alla dottoressa di eseguire alla lettera qualunque ordine le venisse dato.
Lisa dal canto suo sembrava assecondarlo ormai pienamente senza pi ostacolarlo, appariva pentita di aver telefonato al Rettore, eppure Kk riusciva sempre a scorgere una luce di ribellione nel suo sguardo.
Il giorno dopo le squadre si sarebbero divise: Michele, Rossi e Capozza sarebbero andati ad Ankara ad aspettare l'arrivo di Lisa, mentre lui, con il resto degli uomini, avrebbero fatto qualche movimento per attirare l'attenzione su di loro e lasciar agire indisturbata la prima squadra.

16,02. Ankara, Turchia, 21 giugno 2007, ore 21,00
Esenboga International Airport.

Lisa varc le porte automatiche di cristallo lasciandosi alle spalle la moderna struttura che ospitava l'aeroporto internazionale della capitale turca.
Ristrutturato in anni recenti sfruttando le risorse ambientali, era divenuto un modello di modernit tale da ospitare al suo interno una zona riservata ad atterraggi d'emergenza della N.A.S.A.'s Space Shuttle.
Il taxi l'attendeva al parcheggio. Un uomo anziano le and incontro togliendole il piccolo bagaglio dalle mani.
Lisa entr dentro la vecchia automobile.
L'odore stantio di fumo e di sporco era piuttosto insopportabile.
Non parl con l'autista per indicargli la destinazione, la vettura s'infil nel traffico apparentemente senza alcuna direzione. Era un uomo di Kk.
L'ultima volta che era stata l, nel 2006, era estate e Lisa ancora ricordava il blocco di ore creato dai lavori in corso per l'ampliamento della strada che congiunge l'aeroporto al raccordo di Ankara. In effetti, si rese conto, il tempo impiegato per raggiungere la citt si era ridotto di diversi minuti.
Dopo circa una trentina di chilometri erano entrati nel pieno centro della capitale. Il taxi procedeva a una velocit piuttosto spedita per essere l'ora di punta del traffico cittadino.
Lisa osservava fuori dal finestrino la vita che scorreva sui marciapiedi di quegli ampi viali pieni di banchi di frutta, di biciclette, di qualcuno di corsa in ritardo per chiss cosa.
Conosceva a fondo quella citt dall'aspetto austero e moderno, con i suoi grattacieli e dalle sembianze di una capitale europea al contrario di Istanbul, ancora profondamente condizionata dal ricordo dell'Impero Ottomano.
La bellezza di quella terra, non finiva mai di sorprenderla. Ricca di storia e di cultura, di monumenti, di transiti importanti sin dalla preistoria ai giorni attuali. Era una testimonianza fondamentale del passaggio dell'uomo sulla terra.
Gli Hatti, gli Ittiti a cui sono succeduti i Frigi, i Lidi, i Persiani, i Galati. Poi fu la volta dei Romani e la regione fu annessa all'Impero divenendo capitale della provincia della Galazia. Poi ancora i Bizantini, gli arabi e i Turchi Selgiuchidi. Nel Medioevo inizi la sua decadenza a seguito di invasioni dei Crociati e dei Mongoli riducendosi a poco pi di una piccola borgata. Fu solo nel 1923, dopo la Prima Guerra Mondiale, che Ankara, grazie al presidente Ataturk, il padre della Patria, divenne la capitale della Turchia, facendone la sua roccaforte da cui part la ribellione turca contro i sultani.
Vi era una dimostrazione concreta della sua antichit proprio nel suo nome che sembra legato, secondo la mitologia, all'Arca di No. L'attuale nome di Ankara proviene dall'antico nome della citt, Anchira, ossia l'ancora, luogo in cui il Re Mida, un giorno, in cima a una collina trov una grande ancora che secondo lui era appartenuta proprio all'Arca di No. Per questo motivo, su quell'altopiano, fond la citt richiesta da Dio.
Il morale non era dei migliori, dopo la discussione avuta con il Colonnello lo aveva sentito solo in un'occasione. In quella telefonata, lui le aveva chiaramente detto che se fosse voluta partire avrebbe dovuto fare esclusivamente quello che le veniva ordinato. In caso contrario, sarebbe stata rispedita in Italia. Non le era stato detto nulla sull'organizzazione del piano e quindi avrebbe dovuto attendere come al solito le loro disposizioni.
Si sentiva profondamente ferita da questo suo atteggiamento, la stava evitando come la peste. Lisa sperava di poter ancora chiarire, ma pi il tempo passava pi la speranza tendeva a svanire.
Aveva avuto modo di riflettere sul suo gesto e arriv alla considerazione che il Tenente Colonnello aveva tutte le ragioni di perdere la testa, ma non di distruggere quei momenti meravigliosi che c'erano stati fra di loro, definendoli una tresca. Questo non glielo avrebbe mai perdonato.
L'albergo si trovava all'interno della cittadella, Ankara Kalesi, il centro storico caratterizzato dalla particolare architettura delle case tradizionali turche.
L'albergo era lo stesso in cui aveva alloggiato le volte precedenti e con cui l'universit aveva delle convenzioni. Non era certamente casuale quella scelta. Tuttavia, in quale modo il GIS ne fosse venuto a conoscenza proprio non riusciva a immaginarlo.
Lanci un'occhiata in direzione della porta della cittadella, un sorriso nostalgico le addolc lo sguardo.
Quello che un tempo era stato un mercato coperto ospitava ora uno tra i pi importanti musei delle civilt anatoliche, l'Anadolu Medeniyetler Muzesi. Luogo in cui aveva passato almeno un quarto della sua vita, chiusa nei sotterranei a studiare e catalogare l'infinit di materiale sottratto alla terra che li aveva celati all'umanit per millenni.
Il taxi la lasci fuori dall'albergo non prima di aver preso accordi per la mattina successiva.
Rimase sorpresa nel sentire che il tassista parlava perfettamente italiano poich dall'aspetto fisico, e da come vestiva, aveva le sembianze di un turco perfetto.
Non ci mise molto a sistemare le sue cose, anche per quello c'erano state indicazioni, portarsi il minimo indispensabile. Le era stato stilato addirittura un elenco. Incredibile. Come se solo loro avessero saputo cosa le sarebbe potuto occorrere. Comunque sia non aveva avuto scelta, pertanto si era limitata a portare con s quattro cose che entravano tutte in una piccola borsetta. Non aveva abiti lunghi da appendere nell'armadio capiente del sontuoso albergo.
Aveva cenato sull'aereo e la stanchezza ormai iniziava a farsi sentire. Dopo una doccia rilassante s'infil rapidamente sotto il leggero lenzuolo di lino che ricopriva un soffice materasso.
Alcune candele sul davanzale in pietra dell'ampia finestra della sua stanza rilasciavano un intenso profumo di cannella. Lisa rimase con lo sguardo incantato sul soffitto dove la luce tremula delle candele proiettava in un'ombra scura la sagoma allungata e distorta di un arabesco. Si addorment pensando al nuovo tragitto da affrontare l'indomani che questa volta l'avrebbe condotta a Bogazky, il sito che anticamente prendeva il nome di Hattusa, la capitale dell'Impero ittita.

16,03. Bogazky, Turchia, 22 giugno 2007, ore 14,00
Santuario rupestre Yazilikaya.

Ci impiegarono circa tre ore attraversando una distanza pari a duecento chilometri. Uscirono fuori dalla citt e percorsero la strada statale verso orum fino a Sungurlu. Una volta oltrepassata, girarono sulla destra prendendo la strada per Yozgat. Mancavano ancora gli ultimi trenta chilometri. Via via sempre meno palazzi e asfalto, la strada attraversava l'altopiano anatolico e sempre pi il paesaggio diventava verde, a tratti brullo, le condizioni del manto stradale erano buone e ci permise un rapido avvicinamento.
All'interno della provincia di orum, nel Parco Nazionale di Bogazky, si trovano i pi importanti siti ittiti. Qualunque turista, anche il meno interessato alla storia, poteva soltanto rimanere estasiato dall'imponente cinta di doppie mura debitamente restaurate, che proteggono, circondandola, l'antica capitale del regno di Hatti: Hattusa. Al loro interno, racchiudono gli edifici governativi, il Palazzo Imperiale e gli archivi dell'Impero ittita, archivi purtroppo svuotati dall'ultimo imperatore che sembra abbia portato con s, forse nell'ultimo atto della loro storia, tutti i documenti che esso conservava. Motivo per cui gli ultimi anni di vita di quell'Impero erano stati ricostruiti andando solo per ipotesi.
Qualunque ittitologo, nei propri sogni, custodiva l'ardito desiderio di ritrovare il luogo in cui venne trasferito l'archivio di Stato, da alcuni suggerito nei pressi della citt di Tarhuntassa.
La Porta Reale e la Porta del Leone interrompevano quelle mura consentendo l'accesso all'interno della citt circondata inoltre da un tunnel sotterraneo Yer Kapi.
Il taxi si ferm all'interno di un parcheggio poco fuori il sito del santuario rupestre di Yazilicaya, circa un chilometro e mezzo distante da Hattusa.
Dottoressa deve andare alla camera B".
Grazie".
Non fece neanche in tempo a richiudere la portiera dell'auto che il taxi se ne and sparendo in pochi istanti dalla sua vista.
Deglut a vuoto, un brivido le attravers la schiena. E ora? Cosa accade? Pens Lisa. Tranquilla, questo posto lo conosci a memoria, ogni singolo centimetro di queste rocce le hai studiate per anni, sai dove sei, non c' alcun problema. Cercando di rassicurarsi s'incammin verso la camera B e pochi minuti dopo raggiunse la sua meta.
Roccia con iscrizioni questo era il significato di Yazilikaya, ed  esattamente ci che si trova davanti ogni visitatore quando arriva in quel luogo. Un Pantheon di roccia all'aria aperta del XIII secolo a.C. dove risaltano tutti gli dei e le dee ittite scolpiti nella roccia, in splendidi bassorilievi. Questo fa di Yazilikaia il principale luogo di culto ittita.
Quell'ammasso roccioso che s'innalzava sul tavoliere, di certo non passava inosservato n ora, n tantomeno tremila anni fa, quando aveva proprio la funzione di un luogo di culto.
Il santuario si componeva di diversi ambienti dove elementi naturali si fondevano con elementi creati dall'uomo. Vi era una zona templare antistante il masso roccioso e alcune camere di differente misura, ognuna adibita per uno scopo diverso.
La camera A, la principale e la pi grande, identificata come la camera di culto del dio della tempesta, si estendeva fra quelle alte pareti rocciose che camminavano parallele per oltre trenta metri.
Lisa usc dalla camera A. Proseguendo per una stretta scalinata protetta su entrambi i lati da due demoni, arriv alla camera B, molto pi piccola e soffocante tale da sembrare un lungo corridoio, largo appena tre metri e lungo diciotto.
Anche queste rocce erano state abilmente lavorate per volere di uppiluliuma II. Con l'intento di creare un luogo di culto per il defunto padre Tudhaliya IV, aveva riposto all'interno della camera una statua dove lo spirito del defunto veniva placato con le offerte per i morti. La presenza di un gruppo di divinit infere confermavano la funzione funeraria della camera B.
Solo una coppia di turisti, che le dava le spalle intento a guardare l'enorme figura di Tudhalya IV incisa sulla parete di fronte all'entrata, si trovava l con lei. Nessuno la stava aspettando.
Rimase perplessa. Aveva attraversato il santuario con il cuore in gola forse pi per la speranza di rivedere il Colonnello che per la paura di un eventuale pericolo.
Passarono alcuni minuti e la calma apparente che sembrava circondare quel luogo sacro mand in frantumi l'ultimo barlume di forza che era rimasta nell'animo della dottoressa.
Cerc di respirare lentamente, ormai anche quella giovane coppia se n'era andata. Osserv l'orologio, era passato un quarto d'ora.
Ma che diavolo doveva combinare l sola? E se fossero apparsi quei due tipi, i due militari turchi?
Le venne in mente il volto di quell'orrendo essere che aveva accompagnato l'ufficiale. Non ricordava il grado, ma era chiaro che nella coppia aveva il ruolo di quello che fa il lavoro sporco, come lo scagnozzo del boss. E se da quelle scalette si fosse materializzato proprio quel tipo? E se fosse stata seguita dall'aeroporto? Ormai lei sapeva parecchio, e sorda come lo era sempre stata in vita sua, non aveva mai prestato ascolto agli ordini e alle raccomandazioni del Comandante dell'operazione. Ora, improvvisamente, uno dopo l'altro, le passarono davanti agli occhi tutti i suoi errori, tutte le volte che aveva messo a repentaglio la sua vita e purtroppo la vita anche di altre persone.
Ma dove diavolo era il super mega ultra arci GIS? Si domand sentendosi la rabbia montare. Possibile mai che fossero stati cos superficiali da lasciarla in quel luogo da sola, senza protezione?
A Roma era stata trasferita in un posto inaccessibile e per di pi sorvegliata giorno e notte, e l, proprio nel luogo pi pericoloso, improvvisamente erano spariti tutti?
Il sudore le col copiosamente sul volto e il caldo torrido di giugno, pur se graziato da un leggero vento, divenne insopportabile.
Un brivido la scosse, era terrorizzata. Si appoggi stanca a una parete, chiuse gli occhi cercando di scacciare via quei pensieri. Da un momento all'altro si aspettava un militare turco che l'attentava alla gola con un coltellaccio.
I battiti del cuore accelerarono, deglut ripetutamente a vuoto senza riuscire a trovare un minimo di calma.
Chiss quanto tempo devo ancora aspettare qui.
Come fin di formulare questo pensiero si sent toccare leggermente la spalla, tale fu l'agitazione che Lisa sobbalz urlando.
Si volt di scatto e vide davanti a lei il Luogotenente Giove.
Ecco, questo era proprio quello che non avrebbe dovuto fare! le disse con un tono asciutto e una faccia contrariata.
Ma  proprio durante i duri anni di addestramento che vi insegnano a voi del GIS ad essere cos sgarbati? disse inviperita.
Michele impallid spalancando gli occhi.
Vuole anche fare nome e cognome di tutti noi? le rispose con voce tagliente guardandosi attorno.
Solo allora Lisa si rese conto che all'interno della camera erano giunti altri visitatori.
Scusi mormor leggermente imbarazzata con la testa china per evitare ancora di sostenere lo sguardo penetrante di quell'uomo.
Con la coda dell'occhio, vide di fianco a s un uomo, dalla stazza lo riconobbe immediatamente, era Rossi.
Ci siete tutti? non riusc a trattenersi dal domandare ansiosa di rivedere il Colonnello.
Tutti meno il Boss and dritto al sodo, intuendo la vera natura di quella domanda. Non lo vedremo oggi".
Bene fece Lisa un po' in difficolt, sarebbe rimasta sola con quei tre uomini e questo certo non la metteva molto a suo agio.
Li conosceva tutti quei ragazzi, ma l'idea di passarci cos tanto tempo a stretto contatto non la rincuorava di certo, ci nonostante in cuor suo ringrazi Dio per averglieli mandati!
Accanto a loro, la sicurezza che sprigionavano da ogni poro della pelle, quei fisici possenti e quella prontezza scattante, si sentiva pi che mai al sicuro.
Era da un po' che li studiava, avevano la capacit di comunicare nei modi pi disparati. Piccoli battiti di ciglia, movimenti fulminei con le dita, gesti rapidi in apparenza casuali o addirittura impercettibili guizzi facciali. Erano incredibili.
Sentendoseli accanto finalmente si rilass. Certo, la delusione per non aver rivisto Kk forse le si leggeva sul volto. In cuor suo, aveva sperato che, rivedendolo, in un modo o nell'altro tutto si sarebbe aggiustato fra di loro.
Si sent sospingere sulla schiena da Michele, mentre venivano raggiunti dagli altri due uomini, Rossi e Capozza.
S'incamminarono lentamente soffermandosi su questa o quell'altra parete, poi, a ritroso, ripercorsero la strada verso la camera A.
Mi spieghi cos' questo sito disse con tono piatto, non era spinto di certo dalla voglia di sapere o dalla passione per la storia, aveva tutta l'aria di un ordine. Lisa assecond il Luogotenente. Probabilmente avrebbero dovuto inscenare chiss quale spettacolo per sviare, distogliere... che stanchezza, pens.
La voce di Lisa, morbida e fluida, scorreva fra quelle alte pareti rocciose, incantando tutti.
Gli anni di insegnamento, centinaia di alunni a cui aveva spiegato, raccontato e i convegni, l'avevano trasformata in una perfetta oratrice.
In breve si ritrov l'intera squadra attenta a tutto ci che lei stava illustrando. Ogni cosa che gli indicava veniva osservata attentamente da quei ragazzi che si mostravano molto interessati e, dalle domande che le ponevano, anche piuttosto perspicaci.
La realizzazione di questo santuario avvenne in tempi diversi, gli ultimi sovrani di Hattusa appartengono a un ramo dinastico illegittimo. Salgono al potere dopo che Hattusili III nel 1267 a.C. usurpa il trono al nipote Urhi-teshub. Si crea una frattura all'interno dell'Impero e molti aristocratici con buona parte del popolo di Hatti continuavano a sostenere Urhi-teshub, ossia l'imperatore legittimo. Quando Hattusili III mor, la moglie, la regina Puduhepa, cerca in tutti i modi di legalizzare la figura del figlio: l'imperatore illegittimo Tudhaliya IV.
Lo fa facendo incidere nella roccia di Yazilikaya la divinizzazione dell'imperatore".
Lisa alz il braccio indicando le rocce su cui potevano vedere inciso proprio ci che lei stava spiegando.
Circa sessanta erano le divinit raffigurate su entrambe le strette e alte pareti, da un lato quelle maschili, dall'altro quelle femminili.
Vedete, il corteo procede in direzione della parete centrale".
Gli uomini del GIS seguirono con lo sguardo ci che la dottoressa indicava. Si avvicinarono verso quella parete centrale dove alcune figure risaltavano pi di altre.
Capozza, incuriosito da un particolare, si avvicin alla roccia e rimase l a osservare la scena per qualche istante.
Questo signore aveva decisamente una moglie poco seria! Scherz indicando il capricapo ricoperto da tante corna che indossava una di quelle figure incise, scatenando l'ilarit generale del gruppo. Anche Lisa non riusc a trattenere una risata.
Il cornuto, possiamo chiamarlo anche cos, rappresenta la divinit pi importante del pantheon ittita rispose Lisa a tono scatenando a sua volta altre risate.
 Tarhunta, il dio della tempesta. Le corna sopra il copricapo stanno a indicare l'importanza della divinit, pi corna aveva, pi il dio era importante".
Grazie a quelle semplici e scherzose battute si riusc a stabilire un clima disteso.
Lisa non stava a fare la parte della professorina saccente. Cercava sempre di suscitare l'interesse di tutti i suoi alunni. Be' in quel caso non erano alunni, ma dopo anni di insegnamento aveva ormai capito come accendere la curiosit del suo interlocutore.
Gli uomini del GIS erano intenti a cercare altri cappelli con le corna. Rossi ne individu un altro.
Quello ha meno corna, quindi  una divinit meno importante di Tarhunta".
Per ne ha pi di quello l disse Michele indicandone un altro ancora.
Ci vuol dire che". fu interrotto da Capozza.
Ci vuol dire che la tua Poz  una divinit meno importante di quello di Bob!
No! Ci vuol dire che la moglie era la pi seria di tutte! Un coro di risate generali si mescol rimbombando fra le pareti di roccia.
Sembravano rilassati, si stavano divertendo e anche Lisa trovava buffo quel modo di interpretare le incisioni rupestri. Quasi si sentiva ammessa in quello strettissimo clan, sembrava una situazione affatto pericolosa come lei prima aveva supposto. Eppure, non le sfuggirono le occhiate che di tanto in tanto Michele e gli altri si lanciavano alle spalle.
Comunque sia, aveva sortito il suo scopo, sembravano coinvolti nella spiegazione.
Prosegu. Vicino c' la moglie, venivano venerati insieme, la dea del sole, identificata anche con il nome di Hepat, da cui deriva proprio il nome dell'imperatrice. Sempre vicino a loro c' il figlio Sharruma.
Quindi, ci troviamo di fronte a una coppia divina che fa ierogamia, ossia matrimonio sacro, cos come lei Puduhepa, sacerdotessa di Hepat era sposata all'imperatore Hattusili III sacerdote del dio sole. E qui possiamo leggere tutta l'abilit dell'imperatrice che fa raffigurare queste divinit con il chiaro intento di farle identificare al popolo con la coppia reale, quindi Tarhunta e Hepat identificabili anche come Hattusili III e Puduhepa. Di conseguenza, il figlio della coppia divina, raffigurata alle spalle di Hepat-Puduhepa,  il figlio della coppia reale, ovvero Sharruma  Tudhaliya IV che, tra l'altro,  il primo imperatore ittita che si proclama divino prima della sua morte. Con questo santuario cerca di legittimare il figlio, che come potete osservare, ha in mano l'ascia bipenne, l'ascia del potere reale e spirituale".

Riproduzione grafica dell'incisione rupestre di Yazilikaya.
Divinit 42: Tarhunta. Divinit 43: Hepat. Divinit 44: Sharruma.
Una sorta di propaganda politica insomma osserv Michele.
Assolutamente, che sort anche l'effetto voluto".
Il Luogotenente le si avvicin continuando a chiacchierare come se niente fosse, non prima di aver dato una rapida occhiata attorno per vedere chi avevano vicino, ma sembrava tutto tranquillo.
Dobbiamo raggiungere l'uscita, l abbiamo un'auto. Ho il tracciato da seguire in base alle sue indicazioni".
Lisa rimase piacevolmente sorpresa, finalmente avrebbero incominciato a lavorare sul serio.
Bene rispose regalandogli un ampio sorriso.
In breve, mentre la dottoressa continuava a intrattenerli nelle sue spiegazioni, raggiunsero un Range Rover, non proprio ultimo modello, ma per quello che ne poteva capire Lisa, era pi che idonea per i percorsi che avrebbero dovuto affrontare. Dopo qualche manovra, lasciarono la sabbiosa strada che conduceva fuori dal parcheggio.
Prima di dirigerci verso il corso del fiume, vorrei andare in un posto, l avr una visuale completa del sito".
Comandi rispose Michele intento nella guida.
Segu le indicazioni della dottoressa che, era evidente, conosceva di quella zona ogni singolo centimetro quadrato.
Aggirarono con un ampio cerchio il sito archeologico lasciando la strada asfaltata. Seguirono per un breve tragitto un sentiero di terra che, inerpicandosi fino a raggiungere una pianura, si apriva in una vallata proprio sopra il sito dell'antica capitale Hattusa.
Michele ferm l'auto e scesero tutti seguendo la dottoressa che, con passo spedito, raggiungeva un punto imprecisato avvicinandosi sempre pi verso un dirupo.
La osservarono aprire la sua borsa e trafficare con le carte, sembrava molto assorta.
Rimasero cos, in silenzio per una decina di minuti.
Rossi e Capozza gironzolavano senza meta, mentre sul volto di Michele si andavano formando piccole rughe sopra la fronte. Studiando il sito dall'alto, da esperto militare qual'era, si poneva diverse domande.
Mi scusi dottoressa, la interruppe facendo un colpo di tosse tanto per fingere un leggero imbarazzo che non provava assolutamente ma giusto per evitare di sembrare presuntuoso tra quello che lei ci ha spiegato e quello che il Colonnello ci ha costretti a studiare su questo popolo pi o meno mi sono fatto un'idea. Le parlo ora da militare, certo non vorrei sembrarle saccente".
La dottoressa aveva alzato gli occhi dalle sue carte per prestargli attenzione.
Mi faccia tutte le domande o le osservazioni che crede disse per incoraggiarlo con un sorriso che esprimeva dolcezza piuttosto che saccenteria.
Osservando questo luogo dove decisero di stabilire la loro capitale, disse indicando con le braccia i resti della citt che ormai a stento s'intravedeva confondersi quasi con l'oscurit un luogo cos montuoso, con quella profonda gola, Michele si prese una piccola pausa voltando il capo da entrambi i lati ecco, mi sembra una scelta piuttosto singolare!
Rossi e Capozza si erano uniti agli altri due, Lisa sembrava ascoltare attentamente ci che il luogotenente stava dicendo.
Certo dottoressa  strano, non serve essere uno storico per capire che strategicamente il luogo non  difendibile da tutti i lati Rossi intervenne a dar man forte a Michele che prosegu nelle sue osservazioni.
Qual  il motivo per cui questi uomini, abili e astuti politicamente, decisero di stabilire proprio qui, su questa altura, la loro capitale?
Lisa sorrise compiaciuta di avere come compagni non energumeni grandi e grossi senza cervello, ma decisamente uomini preparati su tutti i fronti.
 vero, le sue osservazioni non sono affatto fuori luogo, ma".
Lisa fece una pausa di proposito e sgran gli occhi ma c' un particolare che ha sempre contraddistinto questo popolo. Osservate bene ci che avete davanti agli occhi".
Indic aprendo entrambe le braccia verso il sito.
La citt si sviluppava dalla pianura arrampicandosi sopra i versanti. Immaginate un'enorme scodella, cos era la sua forma, un ovale inclinato". Segn con la punta della scarpa sul terriccio proprio la forma che descriveva. Poi alz il viso e indic ancora verso Hattusa.
E quella gola impressionante che solca i pendii pi ripidi di certo nessun babilonese o assiro l'avrebbe voluta avere nella propria citt, sembra quasi incomprensibile eh? Ma la spiegazione invece  sotto i vostri occhi,  banale!
Si abbass, afferrando fra le mani un po' di quel terriccio finissimo e rossastro, le alz davanti al suo viso aprendole. In breve una folata di vento spazz via in una piccola nuvoletta rossa quella polvere di roccia.
Li guard uno a uno con un'espressione interrogativa sul volto. Solo Michele intu in parte il significato di quel gesto.
Il vento? Gli serviva il vento? Lisa annu.
Siamo a circa 1000 mt sul livello del mare, qui arriva il vento dalle montagne del Nord, che sono alte circa 2500 metri".
Mi scusi, ma cosa ha sempre contraddistinto questo popolo? chiese Capozza.
Il ferro!
Il ferro?
Il ferro! Sono stati fra i primi a introdurre l'utilizzo di questo metallo in guerra. Sostituirono le armi fatte di bronzo con quelle pi resistenti in ferro e divennero una minaccia per chiunque osasse sfidarli. Fu proprio grazie a questo che riuscirono a dominare tutto il mondo anatolico. Se si pensa a loro quali esperti metallurgici come furono, allora ecco che il luogo in cui decisero di edificare il loro centro del potere ha un senso. Quella gigantesca scodella montuosa coglieva il vento del nord che ogni notte soffiava portando le braci di carbone che ardevano nei forni fusori alle temperature necessarie per l'estrazione del ferro. Hattusa era quindi un primitivo centro tecnologico. Gi il primo re conosciuto di questo paese sedeva su un trono di ferro, mentre i suoi colleghi in Egitto, Babilonia, o in Assiria potevano permettersene al massimo uno d'oro. A quei tempi, l'oro valeva un quinto del ferro.  importante sottolineare che il ferro di cui parliamo  di tipo meteoritico, solo pi avanti, nella vera e propria et del ferro si riuscir nella complicata arte della sua estrazione. La rarit, quindi, di queste meteoriti, rendevano il ferro assai pi prezioso".
Gli uomini del GIS rimasero per qualche istante in silenzio, immobili, completamente suggestionati dal contesto che si era creato.
Quel luogo conservava un'aura sacra, quasi tangibile.
Il tramonto rosso riscaldava con i suoi toni caldi quell'immensa vallata dove le mura di quell'antica capitale ancora si ergevano a tratti beffarde dei tremila anni passati.
La dottoressa raccolse le sue carte spiegate sul terreno e si diresse dalla parte opposta del pianoro. Incamminandosi a passo spedito attravers una discreta distanza e, anche qui, si ferm sul ciglio di un altro burrone meno scosceso del precedente.
Come automi, i tre uomini la seguirono e attesero alcuni minuti senza proferire parola.
Quella donna, li aveva trasportati in un tempo lontano. Pi di tremila anni fa in quel luogo esisteva una citt, esistevano uomini che, come oggi, vivevano in una comunit organizzata.
Fu Lisa a interrompere bruscamente quel silenzio.
Bene, qui ho fatto quello che dovevo fare disse riponendo tutto il materiale che ancora una volta aveva sparpagliato vicino ai suoi piedi.
Di colpo, cos come finiscono le ultime scene di un film al cinema, le luci si accesero e, negli occhi di quegli uomini, risaltarono solamente i pochi resti che di quel grande e immenso Impero ne rimanevano.
Fu Michele a riscuotersi per primo.
Perch  voluta venire quass?
Cercavo una conferma e avevo bisogno di vedere questo luogo, di immaginare, di visualizzare la partenza di questo esodo. Solo da qui ci si rende conto delle distanze, studiarlo su carta  diverso. Noi ora disponiamo di ogni mezzo per vedere e per muoverci, ma tremila anni fa Suppiluliuma II prima di partire, prima di abbandonare Hattusa fece la stessa cosa, venne qui!
Conferma di cosa? chiese ancora il Luogotenente.
Quando Suppiluliuma chiese soccorso al Re di Tarhuntassa, l'Impero si stava gi sgretolando. Di l, verso quelle montagne, c'erano delle popolazioni che non perdevano occasione di attaccare cogliendo qualunque momento di difficolt dell'Impero, erano i Kaska". Lisa indic i monti che circondavano l'altopiano a Nord-Est, poi si volt dall'altro lato. Da l invece, dal Mar Egeo, attraversando e imperversando su tutti gli altri territori fino ad arrivare qui, sono penetrate quelle popolazioni che facevano parte della congregazione dei "Popoli del Mare". L'unica direzione che l'imperatore avrebbe potuto prendere, forse ancora sicura, era solamente verso Sud.
I documenti che ho tradotto parlano di una seconda testa del serpente rosso che entra dentro il grembo della madre, l Suppiluliuma II avrebbe edificato questo tempio, quello che noi dobbiamo trovare".
Per dottoressa, il cerchio rosso che lei ha segnato sulla carta, voglio dire il luogo dove lei ha ipotizzato di trovare questo tempio  molto pi gi, verso Konja, non si vede da qua! fece Capozza.
Certo, certo, ma le mie ipotesi le ho basate sul percorso che segue la seconda testa del serpente rosso e, visto che la seconda testa  visibile da qui, le mie supposizioni sul luogo dove cercare il tempio diventano certezze!
Per una frazione di secondo si ritrov puntati addosso gli occhi perplessi di quegli uomini a seguire una risata innocua, anzi avrebbe detto trattenuta.
I militari avevano cominciato a capire com'era fatta la dottoressa, entrava cos dentro la storia. Cos dentro ogni piccolo particolare che spesso a sentirla dal di fuori risultava un po' comica.
Si rese conto da sola che doveva ancora spiegar loro il significato del serpente rosso. Rise anche lei di se stessa.
Vedete questo fiume come si snoda facendo un arco attorno ad Hattusa?  il kizil Irmak, tracciava il confine del regno, il suo colore  rossastro perch trascina nel suo corso la terra rossa dell'Anatolia. E anche tremila anni fa aveva lo stesso colore. Il nome con cui identificarono il fiume sicuramente  originato dalle caratteristiche fisiche di questo, caratteristiche che spero non siano cambiate con il passare del tempo. L'oracolo si riferisce a questo fiume definendolo per l'appunto serpente rosso".
E per seconda testa? chiese Rossi.
Si riferisce a un effluente".
E cosa vuol dire grembo della madre? domand Capozza.
Il grembo della madre terra".
Per qualche istante rimasero cos pensierosi a cercare di risolvere il rebus.
L dove l'effluente entra dentro la terra? chiese Rossi perplesso.
E che vuol dire? Un fiume che entra nella terra? Si accigli Capozza.
L'Anatolia  una zona molto interessata da fenomeni carsici superficiali e sotterranei. Probabilmente, il sacerdote che interpret i segni divini voleva riferirsi a un particolare tratto in cui il fiume transitava attraverso il sottosuolo".
Lisa indic un punto dove una sottile lingua brillante di riflessi caldi catturati dagli ultimi raggi del sole si separava dal corso principale, dirigendosi verso sud.
Quella  la seconda testa.  l'unico che si dirige verso sud. Ma soprattutto  l'unico visibile da qui. Per questo sono voluta venire fin qui sopra, perch fu proprio in questo luogo che l'imperatore e il suo seguito praticarono riti e invocarono la protezione al loro Dio e fu qui che stabilirono la loro sorte".
Bene, quindi ora siamo certi che il serpente rosso  andato a sud concluse Michele.
S ammicc Lisa sorridendo, finalmente serena per essersi scollata di dosso le sue insicurezze.

16,04. Ankara, Turchia, 22 giugno 2007, ore 22,00
Ankara Plaza Hotel.

L'auto entr nel garage del suo albergo. Non avrebbero fatto in tempo a raggiungere la meta stabilita quel giorno, la deviazione di Lisa aveva fatto ritardare i tempi di marcia. Michele decise di non rischiare e soprattutto di non uscire fuori dall'itinerario previsto, neanche per recuperare qualche ora. Avevano deciso con Kk di limitare al minimo indispensabile tutti i contatti, quindi, nel caso fosse successo qualcosa era bene rimanere sulla scia del tragitto deciso.
Lisa, gi da alcuni minuti, aveva capito che si stavano dirigendo nuovamente verso Ankara.
Ha cambiato programma? Un lieve cenno del capo fu tutta la risposta che ottenne.
E posso essere messa al corrente di cosa accadr ora?
Il Colonnello gli aveva spiegato bene che Lisa non doveva mai e poi mai essere messa al corrente di niente, che in pi di un'occasione si era amaramente pentito di aver ceduto alle sue insistenze e le conseguenze erano state, come Michele sapeva bene, la fuga a casa sua e la scorta per proteggere il Rettore.
Ripartiamo domani mattina, prestissimo. Cercheremo poi di recuperare un po' di strada sentenzi il militare.
L'auto si spense, Rossi che le stava accanto nel sedile posteriore, prima di aprire lo sportello, port una mano verso la cintura dei pantaloni, a Lisa parve di scorgere una pistola.
Michele osserv lo specchietto retrovisore incrociando lo sguardo della dottoressa. Vide un lampo di paura attraversare i suoi occhi.
Dottoressa sono solo precauzioni, non deve agitarsi cerc di rassicurarla.
Io non capisco, ma... ma siamo seguiti da qualcuno? bisbigli la donna.
No, almeno per il momento no".
Lisa deglut, una, due, tre volte. Ma la saliva non voleva saperne di scendere gi per consentirle di parlare senza quel gracchiare odioso.
Incamminandosi verso l'ascensore, si accorse che quegli uomini le si erano messi molto vicini, quasi se le facessero da scorta.
Tutto ci non fece che aumentare le paure di Lisa, anzich rincuorarla.
Entrarono nell'ascensore specchiato.
Ma voi dove alloggerete?
Prenderemo le stanze accanto alla sua rispose Rossi, mentre con fare distratto toccava la plafoniera nel tentativo di capire se fosse fissata o ispezionabile. Lisa si sent cos piccola vicino a quell'uomo a cui bastava sollevare il braccio per toccare il soffitto.
Finalmente si ritrov dentro la sua stanza. Durante il giorno aveva praticamente saltato il pranzo ma era cos stanca che rifiut anche la cena. S'infil sotto la doccia cercando un po' di conforto.
Infine, si addorment con la delusione di non aver visto Kk.

La mattina si ritrov sprizzante di energia. Sorrise chiudendosi la porta della stanza alle spalle. La spedizione, quel giorno, finalmente avrebbe preso il via. Prefer scendere attraverso le scale piuttosto che entrare in uno di quegli ascensori. Le era tornato il buon umore e l'eccitazione per quello che avrebbero dovuto fare le dava una carica elettrizzante.
Entr con un discreto appetito nella sala dove un lungo tavolo era allestito con ogni ben di Dio: frutta, yogurt, croissant, biscotti, marmellate, latte e succhi di frutta per gli ospiti internazionali o il pi classico t accompagnato da pane bianco e formaggi freschi. Lisa deglut pi volte. Prese un piattino e attese che l'uomo davanti a lei si servisse.
Ebbe un tuffo al cuore, lo riconobbe anche avendolo visto solamente da dietro. Gianfranco Consalvi! Un collega con cui aveva condiviso diversi progetti lavorativi. E ora che faccio? Che gli dico?
Si volt senza pensarci un istante in pi, pos sconsolata il piattino ancora vuoto sul tavolo e ricacci indietro l'acquolina.
Uscendo dalla sala, lanci un'occhiata furtiva verso i tavoli per capire se Gianfranco fosse stato in compagnia di altri colleghi. Solo poche persone erano gi sedute e non le sembr di scorgere volti noti. Un altro gruppo di tre uomini si stava alzando dopo aver finito una generosa colazione.
Un moto di stizza pervase la dottoressa che, fulminandoli con gli occhi, si accinse a lasciare definitivamente la sala.
Li attese seduta nella hall con la sua valigetta sulle gambe, attenta a monitorare eventuali spostamenti del collega.
Rossi fu il primo a uscire, la cerc con gli occhi mentre si scrollava dalla maglia residui di briciole. In breve le si pararono tutti e tre davanti.
 pronta? Possiamo andare? le chiese il Luogotenente a cui bast uno sguardo per capire che quella mattina la dottoressa aveva la luna storta.
S, andiamo rispose senza guardarli negli occhi. S'incamminarono verso l'ascensore.
Era buona la colazione? chiese con tono di sfida.
A Michele non era sfuggito lo strano movimento della dottoressa, movimento che le era costata la colazione. Quello che non riusciva per a comprendere era il perch ne attribuiva la responsabilit a loro.
Non qui dottoressa, ne parliamo in macchina la fren tagliando corto il Luogotenente. Un lieve rossore imporpor le guance di Lisa.
Attraversarono nel pi inquietante silenzio tutto il garage dell'albergo e raggiunsero la jeep.
Non attese neanche che l'auto uscisse fuori.
Ora mi porta in qualche dannato posto a fare colazione! esplose Lisa.
Michele sorrise. Che tipo, pens.
Non c' niente da ridere sa? Voi avete la pancia piena, mentre il mio stomaco brontola, e perch... perch non mi spiegate un accidente, perch sono qui, a rischiare la mia vita e sono tenuta all'oscuro di tutto!
A cosa si riferisce dottoressa?
Voglio sapere, visto che  tutto un segreto, qual  la versione ufficiale, qual' il motivo, agli occhi del mondo, che giustifica la mia presenza qui, insieme a voi!
Agli occhi del mondo? le rifece il verso il Luogotenente.
Gianfranco Consalvi, incontrato circa venti minuti fa. Un mio collega. Persona eccelsa con cui ho condiviso molto!
Non la capisco dottoressa! fece Michele togliendo gli occhi dalla strada e guardandola.
Sono dovuta praticamente scappare davanti a lui, l'avrei voluto riabbracciare e salutare, ma poi gli avrei dovuto dare un soldo di spiegazione sul perch diavolo mi trovavo qui! E cosa diamine gli avrei dovuto dire?
Semplicemente che sta lavorando per la Sapienza di Roma".
Ma per cortesia. Nel mio mondo non esistono segreti, ogni spedizione viene pubblicata, vengono richiesti permessi, ognuno di noi  al corrente di ci che le altre universit fanno! Avrebbe capito subito che gli stavo raccontando una bufala! E poi perch diavolo avete scelto proprio questo albergo dov' ovvio che avrei potuto incontrare dei miei colleghi!
Non sono tenuto a darle spiegazioni".
S invece, voglio sapere cosa devo dire se incontro ancora qualche mio collega".
 un problema che non si ripeter pi, stiamo lasciando questo posto".
Senta, Lisa fece un gran sospiro per mantenere la calma a me sembra che abbiate trascurato qualche dettaglio fondamentale! replic tagliente.
Lei dottoressa non ha idea di come noi ci muoviamo. Le potr sembrare assurdo, ma le garantisco che , ed  sempre stato tutto sotto il nostro scrupoloso controllo, e non abbiamo mai tralasciato neanche il pi piccolo dettaglio!
Certo, infatti al santuario mi avete lasciato da sola per una mezz'ora!
Apparentemente da sola puntualizz.
Ossia? Cosa intende?
Che se le fosse capitato qualcosa saremmo intervenuti in tre secondi, perch noi eravamo l prima di lei! E le assicuro che  stata sotto il nostro controllo in ogni istante, da come ha messo piede in Turchia. Ma come le dicevo prima non sono tenuto a darle spiegazioni. Per quanto riguarda invece il suo collega, tante volte dovesse rincontrarlo, pu tranquillamente dirgli che sta lavorando per una societ privata che sta facendo delle ricerche".
E la vostra presenza come la giustifico?
Dicendo che siamo colleghi".
S certo, avete proprio il fisico da topi di biblioteca!
E allora dica che siamo ricercatori, o che siamo dipendenti di questa societ o i titolari o geometri architetti, s'inventi qualcosa!
Risulterei molto poco credibile!
Se il suo collega crede o no a quello che lei sta dicendo non ci crea alcun problema!
Io voglio una linea guida da seguire, chiara, definita, concordata! E se mi aveste coinvolto nella scelta dell'albergo vi avrei detto di evitarlo, perch c'era un'altissima probabilit che avrei incontrato qualcuno di mia conoscenza!
 stato fatto di proposito".
E perch mai? chiese allibita.
Queste spiegazioni non posso dargliele io, le chieda al Colonnello".
La prego insistette Lisa abbandonando l'aria di sfida.
Michele si prese qualche minuto per riflettere, gonfi il petto trattenendo l'aria nella cassa toracica.
Sono i militari turchi che non devono sospettare altre motivazioni che l'hanno portata fin qui. Lei  stata un'infinit di volte ad Ankara e negli ultimi anni ha sempre alloggiato in questo albergo, abbiamo considerato il rischio di qualche incontro e il Colonnello ha ritenuto opportuno di non dirle niente perch certo che lei avrebbe agito sicuramente meglio d'istinto piuttosto che costretta a dire una bugia, cosa che, a suo dire, l'avrebbe fatta diventare viola".
Lisa si ammutol, imbarazzata, mentre il solito calore le stava divampando sul viso. Attese qualche minuto in silenzio, il tempo necessario per far sbollire la rabbia.
Quindi la vostra politica  quella di buttarmi in pasto ai leoni?
La pensi come vuole dottoressa, io non ne ho alcuna responsabilit e mi dispiace che abbia dovuto saltare la colazione. Ma come vede, il Colonnello ha avuto ragione,  comunque riuscita a schivare il problema".
Michele spense l'auto davanti a un piccolo bar. Rossi, Capozza e Lisa uscirono lasciando il Luogotenente in attesa nel parcheggio.
Ebbe modo finalmente di mettere qualcosa nello stomaco. Prese un caff e assapor qualche dolciume tipico. In breve si ritrovarono nuovamente tutti nell'auto.
Si era innervosita, ma Michele ovviamente non aveva alcuna colpa. Dietro a tutto questo, come al solito, c'era sempre Kk che non perdeva occasione di ferirla vista la poca fiducia che le accreditava.
Si allontanarono dalla capitale turca dirigendosi verso sud.
Il tempo trascorse lentamente. Tir fuori alcuni documenti che voleva studiare. Li pos sulle gambe e cerc di leggere ma trovava difficile mantenere la concentrazione.
Leggeva due righe e poi le tornavano in mente le parole appena udite: il Colonnello ha ritenuto opportuno di non dirle niente... avrebbe agito sicuramente meglio d'istinto... a suo dire l'avrebbe fatta diventare viola.
Era vero, Lisa arriv a questa amara conclusione. Dopo aver rimuginato un po' sulle disposizioni del Colonnello, Lisa si rese conto a malincuore che non erano del tutto sbagliate. Sicuramente, anche se avesse avuto una linea guida da seguire, le menzogne non erano il suo forte. S aveva ragione, sarebbe diventata viola; e s aveva ancora ragione: avrebbe agito meglio d'istinto.
 diabolico quell'uomo, mi conosce cos bene? Si domand.
Il tragitto questa volta sarebbe stato lungo. Con il ritardo del giorno precedente, quello che avrebbero dovuto fare in due giorni fu concentrato in uno solo.
Si erano fermati il tempo necessario alla dottoressa per fare un rapido sopralluogo nel punto esatto in cui l'effluente si separava dal corso principale. Era una zona industriale molto trafficata. In entrambe le aree limitrofe alle sponde, erano sorti piccoli centri urbani. Gironzolarono nei dintorni ma non trovarono nulla di rilevante.
Quella tappa, decisa proprio all'ultimo momento prima di partire, era dovuta giusto all'eccesso di zelo di Lisa che cercava ulteriori conferme prima di intraprendere quel viaggio che li avrebbe condotti in luoghi lontani e difficili da raggiungere. Ancora le risuonavano le parole di Kk nelle orecchie.
Lisa sei certa di quello che sostieni?
Claudio ragioniamo per supposizioni, la certezza in questo mestiere si ha dopo che si  scavato!
Io devo spostare mezzi e uomini, cercare un posto sicuro dove poter alloggiare e soprattutto ci dobbiamo muovere con la massima cautela, quindi non posso girovagare in lungo e largo per l'Anatolia senza essere certo di andare a colpo sicuro!
In quella occasione Lisa non ebbe alcun dubbio sulla direzione da seguire.
Se avessi solo questa carta da giocarmi, la giocherei assolutamente in questo modo".
Hai solo questa carta da giocarti!
E me la gioco seguendo la direzione che ho segnato sulla carta!
Bene allora, cos sia! Seguiremo il tuo tragitto.
A seguito di quell'ultima affermazione part tutta l'organizzazione del viaggio in Turchia. Purtroppo, si pent Lisa, la stessa sicurezza qualche giorno dopo si era affievolita, quando aveva iniziato a comprendere realmente quanto e quanti dipendessero da ci che lei ipotizzava.
Per un lungo tratto seguirono la strada che fiancheggiava il fiume.
3000 anni prima quell'effluente doveva esser ricco d'acqua e percorreva un lungo tragitto attraversando quasi tutta l'Anatolia centrale. Attualmente, era poco pi di un ruscelletto di montagna. Ma ancora, l'acqua viaggiava come un'intrusa dentro l'ampio solco di quello che un tempo fu il letto del fiume, come un nobile decaduto che si ostina a vivere nel suo castello fatiscente abbandonato anche dalla servit.
Non avevano il tempo di seguire passo dopo passo la linea tracciata da Lisa. Kk le aveva spiegato che una volta entrati in Turchia la sua permanenza non sarebbe dovuta durare pi di una decina di giorni.
Lisa era stata sottoposta ad un'infinit di condizioni: una cosa era ripercorrere il tragitto ipotizzato e cercare eventuali segni lasciati dal popolo in fuga, un'altra era atterrare proprio l dove lei aveva supposto, dove Suppiluliuma II aveva edificato il tempio e forse anche una citt.
Lisa non devi scordarti che  un'operazione militare, quando il taccuino passer nelle mani dell'universit avrai tutto il tempo che vuoi, dalle tue indicazioni dipende la vita di un uomo e il futuro di una nazione verso la democrazia aveva puntualizzato ancora il Colonnello, l'ultima volta che lo aveva sentito.
Sarebbero occorsi studi di geologia per poter invece individuare il lungo tratto sotterraneo di quel fiume che, continuando a erodere la roccia, passava fra le cavit carsiche fino ad arrivare circa 200 chilometri pi a sud generando al suo termine un lago.
La difficolt era proprio quella, non esisteva un percorso da poter seguire o tantomeno segnato sulle carte.
L'asfalto ruvido scorreva sotto i pneumatici del fuoristrada. Avevano percorso una buona distanza. Il letto del fiume era ancora parzialmente visibile, incideva la valle fino a confondersi in lontananza.
La strada sta lentamente discostandosi dal fiume. Proseguo verso sud? chiese Michele.
S, tanto  sicuramente in questa valle che s'infila nel sottosuolo".
E non vuole cercare il punto esatto? chiese Bob.
In alcuni casi, i fiumi possono scomparire attraverso le doline, per riemergere alla luce del sole fra gli strati di roccia e ancora nuovamente scomparire anche un certo numero di volte. Quindi sarebbe impossibile individuare tutte le risorgive e ispezionarle. Ci interessano solo quelle all'interno del cerchio rosso che ho disegnato sulla mappa".

17. Il villaggio d'argilla.

17,01. Anatolia, Turchia 23 giugno 2007, ore 20,25
Monti del Tauro.

La Toyota prese un cavalcavia per immettersi in una strada pi grande, lasciandosi alle spalle la citt di Adana.
I Monti del Tauro si avvicinavano sempre di pi. Le vette s'intravedevano a stento sfumando nella nube di vapore acqueo che si era raddensata sopra.
Pass ancora un'altra mezzora, poi finalmente l'auto lasci la statale entrando in una strada secondaria che condusse all'interno di un'area di sosta. Parcheggi di fianco a un altro fuoristrada bianco. Spense il motore. Lanci una fugace occhiata ai suoi uomini e intravide la chioma bionda di Lisa. Una contrazione nervosa gli tir un lato del labbro. Sospir accingendosi a uscire, ma il suo sospiro assomigli pi a un ringhio.

Lisa si guard attorno per cercare di capire cosa sarebbe accaduto, non vedeva nulla e i militari non facevano una mossa per indicarle qualcosa.
Not un movimento all'interno del fuoristrada che si era appena accostato l'attimo prima che il suo sportello si aprisse.
Le manc il respiro. A scendere da quell'auto era l'imponente figura di Kk. Rimase per un attimo incollata al sedile, attese che le palpitazioni scemassero.
Era piena di risentimento ma allo stesso tempo terribilmente pentita di quello che aveva fatto. Non avrebbe mai voluto in quella circostanza far prevalere il loro rapporto personale o in qualche modo far pesare sull'intera missione le loro difficolt di comunicazione. Si sforz di ignorare del tutto ci che provava. Educazione e professionalit! Solo in questo modo poteva gestire quei quattro energumeni con cui avrebbe dovuto condividere chiss quanti giorni.
Chiuse le palpebre, raccolse le forze e quando li riapr si ritrov davanti due occhi marroni penetranti che la guardavano enigmatici. Il Colonnello le aveva aperto il suo sportello ed era rimasto a guardarla.
Tutto ok dottoressa? Ti senti bene?
Meravigliosamente Colonnello, grazie".
Non sembr molto convinto, gi proiettava nel futuro eventuali complicazioni dovute al malessere di Lisa.
Non sembra affatto!
No! Infatti, mi  preso un accidente a vederti cos all'improvviso! Pens Lisa. Racimolando la poca dignit che le era rimasta s'incoll un sorriso tirato sulle labbra.
Ti sbagli, forse sono solo un po' spossata dal viaggio, ma sto d'incanto e poi, continu uscendo fuori dall'auto per sfuggire a quell'inquisizione quando mi trovo su questa terra, alz le braccia come a voler circondare l'intero altopiano anatolico sono in pace con me stessa! concluse sognante Lisa.
Quella scenetta sembr convincere del tutto Kk che non torn pi sull'argomento.
Bene, allora possiamo andare".
Capozza e Rossi lasciarono l'auto su cui avevano viaggiato, il Colonnello gli consegn le chiavi per salire sull'altra mentre lui si accomodava sul sedile accanto a Michele.
Le due vetture si mossero simultaneamente riportandosi sulla statale.
La lingua asfaltata si insinuava sempre pi all'interno dell'altopiano anatolico.
Villaggi desolati e piccole cittadine si intravedevano in un panorama lontano, i colori si confondevano l'un l'altro con la luce ancora intensa del sole.
Le auto filavano dritte senza mai fermarsi o rallentare. Non una parola, non un accenno di conversazione.
Lisa si perse nei suoi pensieri interrotti solamente da qualche incomprensibile scambio di battute che si lanciavano il Colonnello e il Luogotenente. Monosillabi, sigle, ma che diavolo si dicono mai? Pens innervosita Lisa.
Dopo un tempo indefinibile lasciarono la statale. Poco dopo presero una strada pi piccola che puntava direttamente verso la catena montuosa del Tauro.
Salirono molto di quota, Lisa avvert una fitta negli orecchi. La strada stava diventando sempre pi ripida, riscendeva improvvisamente per poi torcersi sulla montagna in una fitta aspirale di tornanti che si susseguivano uno dietro l'altro.
Poco prima di arrivare in cima, lasciarono anche questa strada prendendo sentieri sempre pi piccoli, non asfaltati, percorribili perch avevano dei fuoristrada e soprattutto perch quegli uomini non erano umani, pens Lisa. Sicuramente avevano chiss quali e quanti brevetti di guida spericolata! Stava morendo di paura, ma non un fiato usc dalle sue labbra.
Michele guidava sicuro di s. L'auto raggiungeva un'inclinazione quasi perpendicolare, prima in avanti, poi indietro. Improvvisamente spariva sotto di loro la terra, per una frazione di secondo rimanevano sospesi in aria per poi schiantarsi nuovamente sui sedili appena il Range Rover trovava appiglio sul sentiero.
Kk si gir per assicurarsi che Lisa non avesse problemi. La vide pallida e aggrappata alla maniglia sopra lo sportello.
Tutto ok Lisa?
S, ...  divertente! ingoiando aria a vuoto si affrett a rispondere.
Kk e Michele si guardarono in faccia, riuscirono a fatica a trattenere una risata. Il gioco canzonatorio non sfugg a Lisa che in men che non si dica divent paonazza per l'umiliazione. Indispettita da quell'atteggiamento cameratesco si stacc dalla sua salda presa e part alla carica.
Ma insomma che devo dire? Se dico che non sopporto pi questo tragitto mi catalogate come una femminuccia incapace, se dico che va bene invece ridete di me! Allora sapete che vi dico? Si mise al centro dei due sedili anteriori per farsi sentire meglio da entrambi, ormai parlava a ruota libera inviperita com'era. Non statevi a preoccupare, sono adulta e maggiorenne e so pensare da sola a me! Tutt'al pi se mi sento male scendo, vomito e risalgo!
Michele lanci un'occhiata allo specchietto retrovisore, poi inchiod bruscamente, ma non sembr esserci stato nulla da evitare.
Lisa si sent afferrare dalla violenza della forza di gravit che la scaravent di colpo oltre le due spalliere dei sedili anteriori. Cozz il capo contro il parabrezza finendo sulle gambe del Colonnello.
Spero non vorrai farlo addosso a me! la guard fulminandola con gli occhi.
Umiliata e imbarazzata ancor di pi, Lisa cerc un appiglio per alzarsi, le sue gambe erano finite quasi sulla testa di Michele, ogni movimento che faceva sentiva di colpirlo, e questo francamente le dava un gran gusto!
Si sent afferrare dalle forti mani di Kk che l'alzarono come fosse stata un moscerino.
Finalmente, ritrov la sua posizione. Non lasci pi la presa della maniglia fino alla fine del viaggio che prosegu per molto altro tempo e molti altri scossoni.
Arrivarono fin dove era possibile arrivare con le auto. Kk teneva fra le mani un navigatore satellitare, diverso da quelli pi comuni che conosceva Lisa, chiss che diavoleria era? Pens incuriosita sbirciando per osservare meglio l'oggetto.
Lasciarono ben nascosti i fuoristrada dentro un anfratto di cespugli. Si andarono a riunire tutti vicino al Comandante. Lisa li segu.
Rossi e Capozza scesero dall'auto che ridevano a crepapelle commentando ironicamente le manovre che quel povero e vecchiotto fuoristrada era stato costretto a fare.
Rimase in silenzio a osservare quel giocoso scambio di battute tra commilitoni. Rossi, curiosamente, ruot l'avambraccio tendendo il pugno chiuso verso il cielo. Sembr un richiamo irresistibile per Capozza che, intento ancora a rispondere alle battute, gli si avvent contro e fece altrettanto. Incrociarono poi i loro arti formando una x. Quella gestualit era insita in ogni rapporto cameratesco. Serviva a suggellare un'affinit che andasse oltre la comunicazione verbale ed esprimesse allo stesso tempo il livello di confidenza che vi era all'interno della squadra.
Erano allegri e Lisa gliene fu grata, almeno loro portavano un po' di gioia. Si un alle risate anche Michele, poco dopo cal sull'intero gruppo il buon umore.
Kk scrut i due giovani ragazzi, sicuramente erano eccitati dalla presenza di Lisa, consider. Spesso li trovava con gli occhi fissi e intontiti su di lei provando un morso di gelosia. Scacci quella fastidiosa sensazione cercando di non alterare il morale dei suoi uomini che sembrava affrontassero la missione con il fiato un po' meno sospeso delle altre. L'unico obiettivo era quello di non farsi vedere, di non farsi scoprire, non avrebbero dovuto fare altro che quello. Ci contribu molto ad alleggerire il livello della tensione. Per questa volta niente bombe o proiettili, niente guerre o liberazioni di ostaggi.
Kk osserv il GPS. Sul monitor comparvero delle linee orizzontali, poco dopo altre verticali. Il reticolo lampeggi per qualche istante per poi scomparire. Poco dopo, una freccia rossa lampeggiante indicava la direzione da prendere.
Bene, andiamo ordin il Comandante.
S'incamminarono in direzione nord-est mentre il sole aveva ormai abbandonato quel lato della terra.
Avrebbero dovuto raggiungere un piccolo villaggio di contadini dove sarebbero potuti rimanere per qualche tempo. Si trovava in una zona piuttosto centrale rispetto a quella segnalata da Lisa. Nel giro di qualche giorno avrebbero potuto raggiungere tutto il territorio entro il cerchio rosso.
Camminare al buio, trascinandosi pesi sulle spalle, con rovi che le scorticavano la pelle, con ciottoli enormi che la facevano inciampare o prendere storte, stava richiedendo a Lisa molta forza di volont. Avrebbe voluto urlare ma continu imperterrita la sua traversata.
Erano ormai passate alcune ore e il monitor segnalava di proseguire nella stessa direzione ancora per quattrocento metri, poi l'obiettivo sarebbe stato raggiunto. Non scorsero per alcun puntino luminoso che segnalasse in qualche modo la presenza di luci.
Il peso dell'attrezzatura di Lisa, gravava ancora di pi sulla sua stanchezza. Il suo zaino, riempito dai militari, conteneva pochissimi indumenti. Ci che pesava maggiormente erano alcuni testi senza i quali Lisa si era rifiutata di partire.
Quasi tutti si offrirono di portarle il bagaglio ma lei aveva negato con orgoglio. Non voleva gravare su quei tipi che sembravano immortali, che non avevano neanche una goccia di sudore sulla fronte, che non crollavano mai.
D'un tratto si sent sollevare lo zaino, se lo sent quasi strappare dalle spalle. Si gir di scatto per mangiarsi chiunque avesse osato tanto ma nel farlo punt il piede sopra una grossa pietra che le fece perdere l'equilibrio e inciamp. Prima di cadere si sent afferrare il braccio da una morsa d'acciaio. Si ritrov di fronte gli occhi impenetrabili di Kk che la scrutavano come fosse una bambina.
Quando si sta in queste situazioni bisogna pensare alla sopravvivenza di tutti. Non farti prendere dalle smanie del tuo orgoglio. Se ti stanchi rallenti il passo a tutti e di conseguenza metti l'intero gruppo in pericolo. Non scambiare questo gesto per cavalleria, ho ordinato io ai miei uomini di toglierti questo dannato peso! Si tratta di sopravvivenza! Sei una donna, non un'incapace e come tale hai meno forza di noi. Se hai difficolt di qualunque tipo devi dirmelo!
Osserv gli occhi di Lisa che sbattevano ripetutamente per nascondere forse la sua umiliazione. Povera piccola, ma che ci sta a fare con noi quattro qui?! Pens Kk.
Lisa questa non  la tua solita spedizione. Rimane sempre un'operazione militare. Avrai il controllo di tutti noi, me compreso, quando arriveremo a destinazione. Mi metter io stesso a scavare dove dici tu, ma solo e quando la situazione sar sotto controllo disse abbassando moderatamente i toni. Lisa annu.
Scusa, non volevo essere di peso".
In quel momento apprezz che quell'uomo fosse di poche parole. Si sentiva una stupida, per fortuna l'oscurit celava il suo imbarazzo e la sua stanchezza.

17,02. Anatolia, Turchia, 24 giugno 2007, ore 03,50
Villaggio d'argilla, altopiano anatolico
Ancora una manciata di passi e s'incamminarono per una stradina in terra battuta che s'inerpicava sopra una collinetta.
Poco dopo apparve ai loro occhi un paesaggio lunare. Avevano finalmente raggiunto il villaggio d'argilla.
Le cartine geografiche non lo riportavano, era solo un pugno di case addossate l'una all'altra e stradine che si perdevano nel vuoto portando chiss dove.
Aveva la sensazione di entrare quasi furtivamente in casa di qualcuno tanto era intimo quel luogo.
Le cinque figure che si aggiravano nella notte percorsero il villaggio e, attraversandolo completamente, arrivarono dalla parte opposta. Tutti seguivano il Comandante che sembrava conoscere quel posto come fosse casa sua.
Svoltarono per una nuova stradina questa volta pi interna, fino a quando raggiunsero una piccola casetta distaccata dalle altre.
Kk si avvicin alla porta fatta di assi malconce, di legni diversi e buss. Aspettarono qualche istante e finalmente si sent qualcuno dall'altra parte muovere il passante.
La porta si spalanc. Kk entr senza aspettare un solo istante di pi, seguito da tutta la sua squadra.
Si ritrovarono dentro una casa spoglia e angusta, illuminata solo dalla luce di un piccolo fuoco. Quasi tutti contemporaneamente si voltarono per vedere chi fosse la persona che gli aveva aperto.
S'lav fece l'ospite.
Berk! il Colonnello sorrise al ragazzo afferrandolo per le spalle.
Il tipico saluto curdo termin curiosamente in una stretta di mano all'italiana. Scambiarono qualche battuta in curdo che comprese solamente Lisa. Sorridevano vicendevolmente e questo linguaggio era universale, si vedeva che tra di loro c'era affetto.
Questo ragazzo  il fratellino di un mio caro amico, colui che ci ospiter qui. L'ultima volta che l'ho visto era alto cos, disse girandosi verso il suo gruppo e mim un'altezza pari alle sue ginocchia si chiama Berk".
Berk era un ragazzone molto alto e con due spalle enormi che s'intravedevano nonostante la poca luce. Poteva sembrare un qualunque giovane occidentale. Indossava un paio di jeans e una felpa blu scuro con un cappuccio che gli stava piuttosto corta lasciando scoperto un filo dietro la schiena.
A sua volta il ragazzo fece un timido gesto per salutarli al quale tutti risposero. Poi gli indic di seguirlo e s'incamminarono dietro di lui in quella umile dimora.
Salirono su per una scala molto stretta. Il passaggio era cos piccolo e basso che a stento, Rossi - con i suoi due metri d'altezza - riusc ad attraversarlo.
Si ritrovarono dentro un'unica stanza, totalmente vuota, e l il ragazzo indic fiero che quello era il luogo in cui loro avrebbero potuto stare.
Kk lo ringrazi di cuore, gli strinse le mani con fare diplomatico.
Il ragazzo spar poco dopo lasciandoli soli.
Lisa imit ci che facevano gli altri, si apr il sacco a pelo stendendolo sul freddo e nudo pavimento di terra e si infil dentro senza aspettare un solo istante in pi, era distrutta.
Io ho gi visto quel ragazzo afferm Rossi. Kk, intento a tirar fuori dal suo zaino il sacco a pelo, sorrise al suo militare.
Bravo Bob, come al solito non te ne sfugge una! Hai visto i mondiali di nuoto quest'anno? Rossi s'illumin all'istante.
Ma certo,  Berk Isik, il campione mondiale dei 400 a stile! Kk annu.
S,  lui". Questa notizia dest la curiosit di tutti.
E cosa ci fa qui? prese la parola Capozza.
 venuto a trovare la sua famiglia, lui ormai vive ad Ankara".
Ma perch oltre a lui qui ci vive qualcun'altro?
Questo villaggio prima dei bombardamenti turchi ospitava circa una cinquantina di famiglie curde. Ora, dopo vent'anni, il governo ha promesso a chi fosse ritornato che gli avrebbe ricostruito la casa, ma questo ovviamente non lo ha fatto! Nonostante ci alcuni fiduciosi curdi tra cui i suoi genitori sono anni che aspettano che lo Stato turco mantenga questa promessa. Berk mi diceva prima che qui ci vivono oggi almeno una ventina di famiglie".
Lisa ascoltava distrattamente la conversazione di quelli che a tutti gli effetti erano ormai diventati i suoi compagni d'avventura. Intenta a cercare alcuni documenti, apr il suo zaino e tir fuori dei fogli per poterli studiare mettendoli in direzione dell'apertura della scala, sperando che un po' di luce potesse arrivare fin lass. Ma fu tutto inutile. Kk la osserv mentre armeggiava con tutti quegli spostamenti e le allung una torcia.
Tanto per poterla proteggere, quanto per poterle stare vicino, si era accomodato accanto a lei.
Lisa sembrava assorta in un mondo tutto suo, rannicchiata dentro il sacco a pelo.
Si addormentarono tutti poco tempo dopo tranne Lisa, inquieta e tormentata.
Ormai era sola, con Kk non scambiava che monosillabi e quella casa, quel luogo, le mettevano addosso una sensazione sinistra.
Il vento forte sferzava, senza interrompere un solo istante il suo eterno incedere, sopra quei muri ormai plasmati e consumati al suo volere. L'odore del pavimento d'argilla si era amalgamato con quello dei loro corpi. Fra questi, Lisa riusciva a distinguere il profumo buono che emanava il corpo dell'uomo che amava e che le stava accanto.
Guard le sagome scure nascoste dentro i sacchi a pelo e sentiva i respiri di quegli uomini.
Almeno quando dormono sono uguali a tutti gli altri! Pens.
L'urlo di quel vento veemente non era dei pi confortevoli. Si avvicin un po' a Kk, accostandosi a lui fin dove le era possibile. Lo sentiva respirare calmo e sereno come fosse stato in un morbido e soffice letto del Grand Hotel.
Una folata di vento pi violenta delle altre fece sbattere qualcosa di indefinito fuori nel cortile interno. Si sent bagnare le guance dalle sue lacrime. Come ho fatto a finire in questa situazione? Perch sto qui con loro e non a casa mia con Roky, perch?
Pianse silenziosamente per non farsi sentire. Divenne rossa al solo pensiero che qualcuno potesse intuire la sua sofferenza. Si sentiva esclusa dal gruppo. Per quanto avesse cercato di stare al loro passo era impossibile riuscire a farsi accettare. Si sentiva derisa e d'intralcio e non era certa che Michele avesse inchiodato per una buca! Si addorment fra le lacrime e l'angoscia. Non si accorse neanche che accanto a lei Kk si era svegliato e le aveva passato il suo braccio sotto la testa.

I lunghi raggi del sole s'infilavano in ogni fessura di quel muro frastagliato da molteplici crepe.
Il Colonnello sent su di s il corpo abbandonato di Lisa. Apr gli occhi e not che Rossi e Capozza erano seduti a gambe incrociate e li fissavano un po' sbalorditi. Kk alz un sopracciglio, scost lentamente Lisa da s sistemandola nel suo sacco a pelo. Si alz con il busto voltandosi poi verso i due, ancora attoniti. Kk li scrut per qualche momento.
Allora? Cosa succede?
Niente Colonnello, ci scusi rispose Rossi leggermente imbarazzato.
Io non credevo, non avevo capito e... non immaginavo che... che".
Un silenzio glaciale cal fra quelle pareti.
Il Tenente si era accorto di aver oltrepassato i limiti consentiti al suo grado. Rimase imperturbabile, immobile, con le sopracciglia crucciate in attesa di chiss quale risposta. Si gir poi verso Capozza interrogando con lo sguardo anche lui.
Mi scusi Comandante, siamo rimasti sorpresi tutto qui si vide costretto a dare spiegazioni Capozza.
Kk soddisfatto di aver rimesso al loro posto i ragazzi senza neanche aver speso due parole, si coric nuovamente nel sacco a pelo incrociando le braccia sotto il capo, concentrandosi sulla giornata che avevano davanti.
Una mosca ronzava nell'aria compiendo giri circolari avvicinandosi all'orecchio di qualcuno e poi allontanandosi rapidamente per poi ritornare ancora e ripetere l'intera operazione.
Si avvicin all'orecchio di Lisa che ormai si stava per svegliare. Poco dopo, quell'insopportabile ronzio la svegli del tutto. Era stravolta dalla stanchezza del giorno prima. Indirizz sulla mosca sventurata tutto il suo nervosismo. Apr un occhio per individuarla e, rimanendo ferma con il corpo, allung il braccio per afferrare i fogli che la sera prima non aveva avuto la forza di riporre nello zaino, li arrotol ma fece troppo rumore e la mosca vol via a dare fastidio ad altri.
Ti aspetto caro schifossissimo insetto, vieni bella, ritorna che ti faccio vedere io! Pens Lisa. Ma della mosca, dopo qualche attimo non si aveva pi alcun sentore. Lisa abbandon la sua posizione immobile e inizi a ricercarla sui muri della stanza. Si alz silenziosamente destando lo stupore di tutti. Si mise carponi. Solo Michele ancora dormiva e il malcapitato non si rese conto che la mosca si era depositata proprio sul suo naso.
Lisa finalmente la individu. Fantastico! Pens meditando la sua vendetta. Ora ti sistemo io, vediamo se la prossima volta quando porti in macchina una signora impari a guidare con modo! E senza pensarci nemmeno una volta si avvicin al suo sacco a pelo, alz il braccio in alto e inarcando la schiena per dargli ancora pi slancio lo lasci ricadere con forza spiaccicando cos la mosca sul naso di Michele.
Tutti esplosero in una sonora risata, solo allora Lisa usc dalla fase trance e si rese conto di ci che aveva combinato. Michele si contorceva tenendosi il naso fra le mani. Lisa mormor le sue scuse in un imbarazzo crescente. Si volt verso Kk che la stava osservando, ridendo anche lui. In qualche modo Lisa era riuscita a spezzare la tensione che si era creata qualche istante prima e in cuor suo gliene fu grato.
Che ti ha fatto quel povero ragazzo per suscitare tale rabbia?
A parte l'inchiodata di ieri? chiese scherzosamente Lisa Dai, era la mosca, Michele non mi ha fatto niente. Io sono mortificata non avrei mai dovuto farlo ma non ragionavo pi, mi ha svegliato con quello stupido ronzio nel cervello".
E se vedi questo allora che fai? le chiese canzonatorio Kk facendole penzolare davanti agli occhi lo scarafaggio dalle dimensioni spropositate che poco prima gli era passato accanto afferrandolo per una zampa. Lisa si sporse avvicinandosi al Colonnello e rimase per qualche istante a osservarlo per nulla schifata. Qualche spedizione spartana l'ho fatta anche io! gli disse, sicura di s. Improvvisamente, lo scarafaggio prese il volo terminando curiosamente sul petto del Luogotenente.
Altre risate si aggiunsero a quelle di prima e anche Lisa non riusc a trattenersi insieme a Michele.
Rossi e Capozza capirono immediatamente che non avevano nulla da temere dalla loro relazione. Avevano appena visto come il loro Comandante era in grado di mettere in mezzo anche lei nel loro gioco trattandola alla pari come tutti gli altri. Il clima si distese completamente.
In breve si alzarono, richiusero i sacchi a pelo e riordinarono le loro cose dopo essersi cambiati e aver indossato un abbigliamento pi consono a una spedizione archeologica. Utilizzarono una piccola latrina che si trovava nel cortile interno della casa.
La luce del giorno ormai pienamente sceso aveva spazzato via le tenebre della notte svelando cos ai loro occhi un paesaggio incredibile.
Quel villaggio, di un unico colore, era costruito esclusivamente con l'utilizzo di pietre in argilla cotta con il calore del sole e si piegavano e storcevano ai suoi potenti raggi mentre sotto i rari acquazzoni sgocciolavano perdendo terra e consistenza. Case che sarebbero durate non pi di una ventina d'anni e che le generazioni successive le avrebbero ricostruite esattamente allo stesso modo cos come era sempre stato fin dai tempi antichi.
Il villaggio era poco pi popolato della notte precedente, solo qualche uomo - con la faccia rugosa tagliata dal sole e dalla fatica di quella vita prevalentemente contadina - si avvicin incuriosito.
Kk cerc di intrattenere con loro delle buone relazioni e diede il via a tutti i rituali che la loro cultura richiedeva e che lui ormai conosceva bene.
Furono accolti senza alcun problema e man mano che la conversazione andava avanti, un uomo con la coppola sul capo stava dando indicazioni sui percorsi da seguire. Si sbracciava di qua e di l consultandosi con il suo amico ancor pi anziano di lui. Kk fece qualche battuta che evidentemente sfugg a Lisa, e i due scoppiarono a ridere. Un vecchietto era completamente sdentato, mentre il primo mostrava una fila di pochi denti guasti e completamente ingialliti. Gli diedero quasi simultaneamente una pacca sulla spalla. Era incredibile. Il Colonnello sapeva muoversi ovunque e capire in profondit la cultura di quel popolo cos diverso dal loro.
Kk tir fuori dallo zaino un sacchetto di plastica trasparente, ne estrasse del tabacco da masticare e lo offr ai suoi nuovi amici che lo accettarono felici.
Questi signori ci hanno dato alcune indicazioni, gli ho detto che siamo una spedizione archeologica e che staremo qui per un po'. Ora andiamo altrimenti oggi non combiniamo nulla disse girandosi verso il suo gruppo.
S'incamminarono per la stradina di terra che la sera precedente li aveva condotti nel villaggio. Ben presto il paesaggio divent nuovamente arido e pietroso.
Lisa si era studiata gi il percorso sulla mappa ma ebbe qualche difficolt a orientarsi sul campo. Arriv Kk alle sue spalle.
Gira la mappa, il nord  l le disse sorridendo.
Che cretina! Si prese ancora qualche momento rimanendo l con la mappa aperta nelle mani per osservare meglio le linee tracciate da lei secondo le indicazioni che aveva ricavato dal taccuino.
Gli uomini le si avvicinarono quasi richiudendola all'interno di un cerchio, proprio come avevano fatto la sera prima con il Colonnello. In un secondo, cap che ora sarebbe passata lei al comando della spedizione.
Ok ci sono. Dobbiamo seguire questa direzione". disse Lisa indicandola sulla mappa.
Per oggi concentriamo le ricerche solo su questa zona. Procederemo per settori".
Tracci all'interno del suo cerchio rosso una piccola linea definendo la zona A. Spieg in maniera pi dettagliata cosa avrebbero dovuto cercare.

18. Il tempio di Tarhunta.

18,01. Anatolia, Turchia, 24 giugno 2007, ore 09,30.

Ci che dobbiamo individuare  un anfratto circolare nelle vicinanze di un lago spieg Lisa ai ragazzi tirando fuori dallo zaino lo schizzo del tempio di Tarhunta. Glielo mostr. Se lo passarono fra le mani focalizzando ci che avrebbero dovuto ricercare.
Questo piccolo lago  alimentato da una risorgiva carsica, ossia il punto in cui il fiume ritorna in superficie".
Dove la seconda testa del serpente rosso riemerge dal grembo della madre bisbigli Rossi. Lisa gli lanci un'occhiata sorridendo e indic nuovamente la mappa.
Nel settore A ne abbiamo due, ma non  detto che siano le uniche che esistano".
Il vecchietto con la coppola mi ha detto che ci sono alcuni laghi qui vicino a noi, ne dovremmo incontrare almeno due rispose Kk.
Speriamo che almeno uno di questi due sia il nostro".
Camminarono per diverse ore sotto il sole che stava cominciando a scaldarsi arroventando le enormi pietre piatte che sembravano galleggiare come scogli fra un mare di fili d'erba che ondeggiavano sospinti dal vento dell'altopiano anatolico.
Continuarono ancora a lungo la loro camminata. La sete si faceva sentire, il sudore ricopriva ormai completamente i loro corpi. Passando attraverso strettoie delle pietre in accessi piccoli e pieni di rovi si scorticarono braccia e gambe.
Sembravano veri e propri archeologi e anche a uno sguardo attento non sarebbero stati scambiati per altro.
Lisa, avanti a tutti, indicava la direzione da seguire. Fermandosi ogni tanto a scrutare le sue carte, girava e rigirava fra le mani quegli schizzi corrucciando la fronte.
Aveva portato con s un magnetometro portatile, inizialmente usato per le ricerche spaziali, poi trovato ancor pi utile per ricerche nel sottosuolo. Con quello strumento, si potevano individuare le variazioni magnetiche del campo terrestre provocate dai resti sepolti. Era in grado di distinguere la pietra dal mattone fino a sette metri di profondit. Di tanto in tanto si vedeva Lisa utilizzare il dispositivo e poi scuotere la testa. Ormai i militari avevano capito che, a quel gesto, avrebbero dovuto proseguire a camminare.
La prima giornata di lavoro si concluse senza successi. Quando il sole stava per tramontare Kk diede l'ordine alla squadra di ritornare indietro.
Il profilo ingiallito del villaggio d'argilla si scorgeva in lontananza. Si avvicinarono, stanchi e un po' delusi.
Lisa era taciturna, osserv il Colonnello.
Che succede doc?
Qualcosa non mi torna".
In che senso?
Oggi abbiamo visto molto ma nulla che abbia le caratteristiche che avrebbe potuto spingere gli Ittiti a costruire un tempio".
Ma Lisa sono passati millenni, come puoi pensare che tu possa ritrovare le stesse condizioni ambientali di allora?
Eppure Al le ha descritte esattamente cos come erano allora, e anche gli schizzi confermano che il tempio sorgeva sopra una prominenza rocciosa ai lati di un lago! Lisa si ferm per tirare nuovamente fuori gli schizzi dallo zaino.
Guarda le carte Claudio, almeno fino a quaranta anni fa il paesaggio  rimasto immutato! I templi venivano eretti quasi sempre su prominenze rocciose perch gli ittiti credevano che fosse l che gli dei preferissero soggiornare durante le loro visite sulla terra, e dovevano essere anche ben visibili".
Lisa rimise i fogli nello zaino, riprese scoraggiata a camminare con passo lento.
Oggi non abbiamo trovato niente del genere riprese. Un moto di stizza le fece di colpo accelerare la camminata.
E poi qui il terreno  troppo arido, la vegetazione quasi non esiste. Sullo schizzo Al ha disegnato fronde che addirittura ricoprivano del tutto il tempio, alberi che quasi si toccavano l'uno con l'altro concluse Lisa adirata. Con due falcate Kk la raggiunse.
Parler ancora ai contadini, se coltivano devono pur conoscere una zona pi fertile".
Kk blocc il passo all'improvviso come colto da una folgorazione.
E se in questi quarant'anni fosse successo qualcosa?
Cosa intendi?
Ma chi lo sa! L'uomo  capace di tutto!
Michele sopraggiunse unendosi alla conversazione.
Quando stavo in Kosovo per guadare un fiume con i carri armati abbiamo fatto brillare una mina in un punto strategico. Si  creata una frana. Poco dopo il letto era pieno di terra e siamo potuti passare!
Ecco, intendevo cose simili! E comunque Lisa le ricerche sono appena cominciate, lo troveremo questo tempio non ti preoccupare le disse Kk con fare certo.
Lisa apparve pi tranquillizzata.
Stiamo a sentire allora cosa ci possono dire questi contadini".
S, questa sera ci parliamo".

18,02. Anatolia, Turchia, 24 giugno 2007, ore 19,40
Villagio d'argilla.

Erano ormai arrivati al villaggio. Rientrarono nella vecchia casa di argilla accolti da Berk. Kk scambi qualche parola con il ragazzo poi li inform che erano tutti quanti stati invitati a cena nella piazzetta, se cos si poteva chiamare, del villaggio.
Nelle regioni rurali della Turchia  consuetudine fare solo due pasti al giorno: il primo verso le undici di mattina, e il secondo nel tardo pomeriggio. I contadini seguendo le loro tradizioni molto ospitali, avevano organizzato una grigliata di carne tipica del luogo in loro onore. Tutti quanti accolsero quella notizia gradita in maniera calorosa.
Erano piuttosto esausti, salirono sopra la loro stanza per posare le varie attrezzature e darsi una rinfrescata.
Uscirono ancora una volta tutti insieme per avviarsi al banchetto a loro destinato.
Kk si era guadagnato gi il rispetto di tutto il villaggio, la gente che ora si mostrava meno timorosa era uscita dalle loro case per venire a festeggiare quell'evento raro di vedere altri simili nella loro misera terra, nel loro povero villaggio.
Lisa studi Kk, si fermava a salutare tutti e ormai anche gli altri lo imitavano. Qualche bimbo usc di soppiatto per mettersi davanti a loro e scrutarli di fronte. Il Colonnello non mancava mai di chinarsi alla loro altezza e di avere qualche parola anche per loro, allungandogli affettuosamente qualche carezza sul capo.
L il tempo sembrava fermo da secoli, inchiodato alle tradizioni patriarcali.
Un uomo dall'et indefinibile si fece avanti tra la gente, offr la mano al Colonnello presentandosi. Restarono a parlare per alcuni minuti.
 il muha, il capo del villaggio spieg loro.
Alcune donne gli passarono davanti tenendo tra le mani vassoi ricchi di pietanze. Quasi tutte indossavano un'ampia camicia e pantaloni stretti alla caviglia. Alcune avevano il volto coperto mentre gli uomini vestivano all'occidentale con vecchi completi grigi dal taglio elegante.
Nell'aria una piccola spirale di fumo s'innalz gonfiandosi alimentata dalla carne che arrostiva sulla brace. Il vento sparse il suo profumo l intorno attirando la maggior parte dei presenti verso il fuoco.
L'atmosfera era cordiale, il rincorrersi dei bambini, il loro schiamazzo metteva allegria a tutti.
Diversamente da quelle occidentali, le famiglie curde formano delle vere e proprie comunit, vivono tutti assieme spieg Kk nei rari istanti in cui non veniva sobbarcato dalle domande del muha. Alcuni tavoli vecchi insieme a un misto di sedie erano stati posizionati vicino ai barbecue di ferro.
La cena era molto semplice ma non povera a dispetto di come si potesse pensare: non mancava dell'ottima carne di montone e del buon vino. Avevano arrostito sulla brace qualche cipolla che gustarono piacevolmente anche loro.
Kk era l'unico in grado di sostenere un discorso con la gente del villaggio, l'unico che conoscesse il Kurmanji, mentre Lisa per la sua innata timidezza prefer rimanere in disparte. Il Colonnello cercava di tradurre, ma non sempre riusciva a trattenere l'enfasi di quei vecchietti che non vedevano l'ora di poter raccontare a qualcuno la loro vita di stenti e fatiche.
Michele prov a intrattenere una conversazione usando un miscuglio di lingue passando dall'inglese all'italiano. L dove non veniva compreso, si avvaleva delle sue doti mimiche.
L'argomento coinvolse anche gli altri due ragazzi del GIS, si parlava di calcio. I curdi conoscevano quasi tutti i giocatori delle squadre italiane e furono in breve coinvolti dai racconti del Luogotenente.
Probabilmente nessuno ci cap qualcosa, ma quando Michele nominava un giocatore i ragazzi pi giovani si accendevano, si esaltavano ripetendo il nome. Andarono cos avanti per quasi tutta la durata della cena.
Il capo del villaggio, inizialmente ombroso e taciturno, si rivel loquace e intrattenne una fitta conversazione con il Colonnello.
L'uomo si dimostr subito esser un eccelso interlocutore. Dall'aspetto austero e un fisico asciutto, di media statura, con i capelli scuri leggermente spruzzati di bianco sulle tempie, ascoltava con la voglia di capire ma parlava con la sofferenza negli occhi. Aveva insegnato sociologia all'universit pubblica fino a una decina d'anni prima. Era originario di un villaggio sul confine siriano circondato da campi minati.
Un anziano inton un canto. La sua voce aspra e arrochita dagli anni vibr in quella notte umida caricando l'aria di tristezza.
Lisa fu rapita da quei vocalismi mentre le donne si commossero. Alcune avevano gli occhi lucidi mentre passavano con grandi piatti rotondi ricchi di dolci speziati ripieni di mandorle tritate, miele e cannella.
Il vecchio con la sua voce incantata aveva radunato accanto a s l'intero villaggio bisognoso di ascoltare il racconto cantato che per secoli e secoli, di generazione in generazione, era stata l'unica forma per tramandare le loro storie.
Se chiedi a uno di quei ragazzini cosa ha raccontato Bayram, il vecchio l gi, vedrai, non te lo sapr raccontare disse amaro il muha al Colonnello.
Stanno scordando la nostra lingua aggiunse.
Due uomini si avvicinarono spostando le loro sedie presero posto accanto a Kk.
Non hai speranza di trovare lavoro se parli solo curdo s'intromise uno.
Se vuoi studiare esistono solo testi in lingua turca, qualunque documento o certificato sono scritti solo in turco, per i pi anziani  impossibile comprenderli continu l'altro.
Il governo ha disseminato idee e informazioni educando ormai pi di una generazione all'odio, gli rispose il Colonnello oggi per i giovani turchi la lingua curda  quella parlata dai terroristi che hanno ucciso soldati e messo bombe".
Il muha annu tristemente a quelle affermazioni.
 ancora di pi la mortificazione  stata sottile perch i nostri giovani, oggi, si vergognano di esser curdi".
Il muha si guard intorno soffermandosi su un gruppetto di ragazzini. Per loro dobbiamo scordare le nostre origini, un curdo sar sempre visto come un cospiratore concluse.
Cosa rimane da fare per integrarsi? gli domand ancora uno di quei due uomini.
Recidere nettamente con il passato e inculcarsi nell'animo i simboli della bandiera turca rispose al suo posto il muha.
Si chiama assimilazione e mentre ci sei dentro neppure te ne accorgi. Lo fai per sopravvivere disse Kk.
Un popolo ha bisogno di un territorio per sopravvivere. Se manca lo Stato, una cultura minoritaria  destinata a scomparire".
Per dare origine a uno Stato non c' altra alternativa che la guerra rispose il Colonnello cercando di capire se il Professore tendesse pi verso l'autonomia di uno stato curdo o il riconoscimento dell'etnia curda. Il muha sorrise ironico intuendo la provocazione.
Se avessi sostenuto questa conversazione dieci anni fa i miei toni sarebbero stati molto pi accesi. Ora so, perch l'ho pagato sulla mia pelle, che non abbiamo pi un futuro, siamo destinati a sparire. Noi venivamo dalle montagne, tagliati fuori dal mondo. La nostra lingua e la nostra cultura sono sopravvissute ma la nostra mente  rimasta chiusa. Dove la vita si ripete uguale, giorno dopo giorno, non nasce l'idea di Stato ma solamente la coscienza di appartenere a un popolo sconfitto. Nasce poi l'odio incontrollato e le prime fazioni che in breve diventano tali e quali ai carnefici".
C' chi combatte e lavora per vie legali e che ha scelto la strada pi difficile, ma l'unica, che condurr verso il riconoscimento della vostra etnia".
Ti riferisci al Jek? Kk annu. Il Professore aveva perfettamente capito la posizione dell'occidentale.
S, il suo partito  un gran movimento, noi siamo tutti dalla sua parte e, come noi, molti turchi perfettamente coscienti della repressione che abbiamo subto. Ma intanto il tempo scorre e il grande Baran non lo pu fermare. Ci stiamo allontanando dalla nostra cultura".
Per nell'Iraq del nord dal 2005 esiste la regione autonoma del Kurdistan, con il suo parlamento, le sue scuole, il suo esercito".
Questo  vero. Ma  altrettanto vero che in Iran ci appendono ancora per i piedi, in Siria non ci  concessa nemmeno la carta d'identit e qui in Turchia l'obbiettivo  quello di sradicarci dalla testa la nostra cultura".
Uno schiamazzo divertente attir l'attenzione di tutti interrompendo le conversazioni della tavola. I commensali si voltarono osservando il gruppetto che si era formato.
Michele stava mimando un rigore e Rossi era intento in una parata spettacolare. Qualche vecchietto rideva sbattendo forte le mani.
Lisa era rimasta un po' in disparte a osservare quella scena.
Tutto ok doc? sent la voce profonda di Kk alle sue spalle. Lisa si volt.
S grazie, stavo osservando Michele e gli altri, sono in gamba, credo che siano proprio dei bravi ragazzi Kk sorrise.
S, lo sono!
E questa gente ha cos poco ma sembra molto felice, serena".
Un'espressione scettica alter il volto di Kk.
Questa gente ha sofferto le pene dell'inferno". Lasci in sospeso la frase, un lampo gli attravers lo sguardo. Riprese il discorso con pi rabbia nella voce.
Molti di loro non sono contadini Lisa, sono profughi, non sono originari di qui come la famiglia di Berk".
Ma  molto tempo che ci vivono?
Da qualche anno, dopo che era stato distrutto tutto".
Distrutto da chi?
Dal governo turco".
E perch?
Per stanare il PKK dalle montagne il governo turco ha raso al suolo migliaia di villaggi curdi".
Ma perch? Perch prendersela con chi non aveva nulla a che fare con il PKK?
Per sottrarre il sostegno popolare ai gruppi di guerriglieri del PKK".
Quindi questa gente proviene dai villaggi distrutti?
Molti di loro, prima, hanno provato a integrarsi nelle citt, ma la guerra, la povert e le deportazioni hanno fatto crescere a dismisura le principali citt turche. Istanbul supera i quindici milioni di abitanti, di cui almeno due milioni sono curdi. La gente con cui tu ora stai cenando ha vissuto ammassata nei ghetti fatti di misere baracche nate ai bordi malsani delle citt sotto l'occhio vigile dei militari. Hanno provato a ricostruirsi una casa, ma i soldati turchi gliel'hanno nuovamente portata via. Cos, molti di loro, sono ritornati qui.  vero quello che dici tu, qui non hanno niente ma hanno ritrovato un po' di libert".
Rimasero qualche minuto in silenzio.
Lisa non riusc neanche a immaginare quale dolore portava dentro ognuna di quelle persone. Quella bella signora, che tanto gentilmente le aveva offerto il Baklava, le si avvicin.
Secondo un'antica leggenda, in epoca ottomana, nelle eleganti dimore, lo chef preparava questo dolce con pi di cento strati di pasta sfoglia. Il padrone di casa ne confrontava lo spessore con una moneta d'oro. Se il Baklava fosse stato pi basso, lo chef poteva tenersi la moneta le disse sfoggiando con orgoglio il suo sottilissimo Baklava ormai dimezzato.
Quella donna o l'altra ragazza che le aveva preso fra le dita una ciocca di capelli chiedendole se li avesse tinti, o la vecchina con il capo avvolto in un foulard scuro che era stata tutta la sera ad annuire senza aver compreso nulla di ci che quegli stranieri raccontavano. Tutte quelle donne avevano abbandonato la loro casa pi volte a causa delle devastazioni militari. Sorrise apprezzando il racconto appena udito, ma non riusc pi a emettere alcun suono, la gola si era seccata.
Silenziosamente si allontan di qualche centinaio di metri. Aspir l'aria fredda riempiendosi i polmoni cercando di liberarsi da quel senso di oppressione, rimase cos per alcuni minuti.
Di sguincio il Colonnello la vide ritornare, gli occhi brillavano lucidi riflettendo le scintille catturate dalle lingue del fuoco.
Dai, proviamo a chiedere a loro qualche informazione fece Lisa portandolo con il pensiero nuovamente al tempio.
Kk, con un gesto, invit il contadino che la mattina gli aveva dato le altre segnalazioni.
L'uomo scuoteva il capo di volta in volta che Lisa faceva le sue domande. Pass una mezz'ora lenta e piena di intervalli, pause, indugi.
Descrivigli lo schizzo di Al sugger Kk a Lisa.
Poco dopo aver ascoltato Lisa, l'uomo salt per aria indicando affannosamente con gesti confusi e parlando ancor pi rapidamente di quanto si muoveva.
Ho capito bene? chiese Lisa al Colonnello Dice che c' un posto dove loro raccolgono le cipolle che si trova a sud rispetto a dove siamo stati oggi. Si trova ai piedi di una piccola collina rocciosa. Dice che una ventina d'anni fa un terremoto ha fatto crollare parte della roccia che ha ostruito il corso dell'acqua e si  formato ora un lago".
S, ha detto proprio cos! Kk la guard sorridendo. Era difficile non riconoscere nella descrizione del vecchietto il sito del tempio.
Si trova l. Ha tutte le caratteristiche che cerchiamo! disse emozionata Lisa in un sospiro.
Furono raggiunti da Michele, Rossi e Capozza. Gli uomini arrivarono sorridenti con le mani impegnate a tenere i bicchieri colmi di un liquore bianco e mucillaginoso, il raks. Michele lo pass al suo amico, Capozza ne allung uno a Lisa mentre Rossi lo offriva al vecchietto.
Brindiamo dottoressa! L'ha trovato! le disse Capozza.
Lisa si fece coinvolgere da quella folata d'allegria sprigionata dai suoi compagni di viaggio.

18,03. Anatolia, Turchia, 25 giugno 2007, ore 16,00.

Erano le quattro del pomeriggio e mancava poco a raggiungere il luogo indicato la sera prima dal vecchio Izair, cos si chiamava l'uomo che andava a raccogliere gli ortaggi.
Gi da qualche ora, percorrevano un sentiero tortuoso che li avrebbe condotti al loro obiettivo.
Il luogo coincideva con una risorgiva carsica. Pi avanti degli altri, Kk si era fermato a riguardare la carta idro-topografica mentre Lisa, continuando a puntare il magnetometro verso il terreno, procedeva lentamente, con passi regolari, come se si fosse mossa all'interno di una griglia. Lo strumento emise un debole segnale. Ripet l'operazione, e ancora una volta lo strumento emise il suono. La dottoressa si spost velocemente facendosi guidare dall'intensit crescente del beep.
Concentrata sul magnetometro non si accorse che stava andando verso un piccolo dirupo, non fece in tempo a frenare il suo incedere che scivol rovinosamente.
Quando finalmente riusc a fermare la caduta si ritrov con le braccia e le gambe piene di escoriazioni: indossando i pantaloncini corti, era priva di una qualunque protezione.
Lisa? Stai bene? sent la voce spaventata di Kk che la chiamava da sopra il ciglio del dirupo.
Osservando meglio dove fosse finita, not una piccola parete rocciosa sul lato del letto che si mimetizzava in mezzo a cespugli. La segu a carponi e fin in un piccolo cunicolo di cui si vedeva la fine a pochi metri.
Lisa si infil dentro cercando di scrutare nell'oscurit qualche traccia del passato.
Da lontano, sent ancora Kk chiamarla e si riscosse.
S sto bene! Raggiungimi! Ho trovato qualcosa!
Dopo pochi istanti, lo sent dietro di s ma non pot girarsi: era ormai completamente infilata dentro il cunicolo, rapita dalle incisioni che finalmente aveva trovato.
Sono loro! url.
Kk si ritrov un'immagine assai pi graziosa dei geroglifici ittiti di Lisa, la scorse in una posizione che graziava la sua vista. L'unica cosa che poteva vedere era il sedere di Lisa che sbucava dal piccolo cunicolo.
Ho trovato qualcosa Claudio!
Ss anch'io! Rispose.
Guarda, oh guarda qui,  tutto perfetto, si  conservato perfettamente!
Concordo Lisa non riusciva a sentire bene cosa le rispondesse Kk, il suono della sua voce le giungeva ovattato.
 un cerchio perfetto, al centro diviso da una linea che crea due mezze lune". Gli occhi di Kk stavano incollati sul bel didietro della dottoressa che non si rendeva conto quanto le sue parole fossero in tema con i pensieri del Colonnello.
Sopra ha un'edicola,  il simbolo del Dio Sole. Non ho alcun dubbio questa iscrizione  opera degli Ittiti". Anche Kk sentiva da lontano la voce della dottoressa e completamente immerso nei suoi pensieri l'afferr per i fianchi.
Quella donna lo faceva letteralmente impazzire dal desiderio ed era certo che lo stesse provocando.
Lisa, improvvisamente, si sent tirare indietro fino all'inizio del cunicolo e come fosse stata di stoffa Kk la rigir con la schiena sul terreno e le si mise sopra tenendosi sollevato sugli avambracci per non schiacciarla con il suo peso. Le adagi delicatamente la testa per terra e tirandole indietro i capelli le scopr il volto.
Le si avvent sulle labbra con passione. Lisa non ebbe neanche il tempo di riprendersi dalla sorpresa che sent la sua mano slacciarle i pantaloni e abbassarle le mutandine. Scese gi affondando fra le cosce di Lisa il suo volto e in quella soffice peluria bionda insinu la lingua. Lisa infil le mani fra i suoi capelli afferrandoglieli.
La sent agitarsi sotto di lui, contorcersi dal piacere fino a quando un gemito sospirato la scosse. Si abbandon completamente rilasciando la presa dei capelli con una tenera carezza.
Il Colonnello risal coprendo quel corpo di baci, si abbass a sua volta i pantaloni e la prese l sulla ruvida roccia. L'eccitazione era incontrollabile, una spinta dietro l'altra e la sent nuovamente gemere. Ancora una volta Lisa era all'apice delle sensazioni, non riusciva pi a tenere in s quell'energia che si sprigionava. Kk si ferm un istante per trattenersi ma lei lo incit a continuare assecondandolo con un movimento dei fianchi. Pochi attimi prima di Lisa lui raggiunse il piacere, quel tanto che le permise di osservare un po' pi lucida l'espressione sul suo volto. Poi si sent invasa dal suo fiotto caldo e perse ogni controllo.
Kk, ancora sull'onda del piacere si chin sul suo volto baciandola e allo stesso tempo sospirando, bloccando per qualche impercettibile attimo il movimento delle labbra mentre passava uno spasmo e baciandola ancora. Gli sguardi s'incontrarono, i sospiri divennero grida, i baci divennero morsi. Rossa in volto, ricoperta da un leggero velo di sudore, con gli occhi appena socchiusi e la lingua rosa passata sopra le labbra discostate per inumidirle, godeva incantevolmente come un'ape che raccoglie il nettare di un fiore.
Nulla fu pi controllabile, termin l'amplesso con delle lente spinte conclusive.
Rimasero cos, Kk continu a baciarla finch non si sent il battito del cuore tornato alla velocit normale, poi usc pian piano da quel corpo ancora caldo.
Tenendosi sollevato sui gomiti tir su i pantaloni cercando di ricomporsi e le scocc un rapido bacio sul naso prima di coricarsi esausto accanto a lei. Lisa prov una fitta di dolore per quel distacco.
Improvvisamente si destarono. La voce di Rossi, preoccupata, si sent in cima al dirupo: Boss tutto apposto? Il militare era a una manciata di metri da loro. Kk si alz immediatamente chiudendosi la cerniera dei pantaloni, Lisa fece appena in tempo a ritirare su i suoi ma quando Rossi giunse la trov ancora per terra.
Per qualche attimo non seppe cosa fare, dove guardare. Voleva solo essere risucchiata dalla terra e sprofondarci dentro. Poi sent la voce rassicurante del Colonnello: S Rossi, la dottoressa  scivolata, si  sbucciata un po' le gambe e le braccia, ma sta bene disse indicando le ferite sulle ginocchia di Lisa.
Era riuscito a salvare la situazione, la posizione di Lisa era giustificabile anche per la caduta che secondo Rossi era avvenuta pochi istanti prima confondendo le urla di Lisa.
Vai a prendere qualcosa per medicarla ordin Kk.
Comandi Rossi spar risalendo il dirupo.
Kk con un gesto di stizza diede un calcio a una pietra che rotol via.
Che hai? si sorprese Lisa di tale reazione.
Niente, tutto a posto, tutto sotto controllo rispose serrando la mascella, il tono era decisamente duro.
Ma cos'hai fatto? Oppure ho fatto io qualcosa? insistette.
Lisa niente, lascia stare, ce l'ho con me stesso! Abbiamo appena schivato una figura di merda e... questo non  possibile!
Questo cosa?
A quel punto Lisa si alz.
Tu mi fai perdere davvero il controllo, ma io sono il Comandante di questi uomini e non posso perdere la faccia con loro. E tu". si pass una mano fra i corti capelli ti ho messo in una situazione ancora peggiore della mia. Scusami".
Lisa rimase senza parole da quel volta faccia, in cuor suo aveva sperato che quello fosse stato un riavvicinamento.
Ti devo stare lontano,  bene che questo non si ripeta pi aggiunse ancora il Colonnello.
Dipende da te, impara a tenere le mani a posto Colonnello e vedi che non ti troverai pi in queste situazioni rispose indispettita.
Sei incredibile donna! Mi parlavi del simbolo della perfezione, di un cerchio perfetto diviso da due mezze lune, cosa dovevo fare secondo te?
Lisa indic l'entrata del cunicolo: Entra dentro e lo vedrai con i tuoi occhi, io parlavo del simbolo del Dio sole. Punt gli occhi inferociti su quelli del Colonnello che, rimasto sorpreso, li aveva spalancati. Era vero? C' veramente quel simbolo?
Certo! nonostante si sentisse ancora una volta ferita dal suo comportamento, era impossibile non ridere.
Inizialmente Kk sembr rimanerci male, entr nel cunicolo anche lui carponi e si sofferm a guardare le incisioni, usc facendo dei passi al contrario non avendo lo spazio per potersi rigirare.
Hai ragione! esclam incredulo.
In quel momento sopraggiunse Rossi insieme agli altri con l'acqua ossigenata gi in mano e un batuffolo di ovatta. Si chin premuroso verso la dottoressa pronto per pulirle le ferite ma si ritrov davanti agli occhi le mani tese del Colonnello.
A Lisa non sfugg quel silenzioso gesto di possesso, arross leggermente infastidita. Chiese ai ragazzi di cominciare a fare le fotografie tutt'intorno e a girare perlustrando la zona l vicino alla ricerca del tempio. Rimasero nuovamente soli e ne approfitt per dirgli ci che pensava mentre Kk, chino su di lei, era intento a pulirle le ferite.
Perch gli hai scippato dalle mani l'acqua ossigenata?
No, non l'ho fatto, ho gentilmente aperto le mie mani per farmi dare la boccetta asser con fare da angioletto.
Claudio! lo richiam Lisa con tono perentorio Cos mi metti in imbarazzo, devi trattarmi come loro".
Primo, se loro si comportassero come te li avrei gi schiaffati dentro, secondo, loro non ti possono toccare".
Ma sei geloso? gli chiese sorridendo.
Affatto,  una questione di rispetto. Non ci doveva nemmeno provare a passare quel cotone sulla tua gamba".
Sei geloso matto! ridacchi ancora Lisa.
Be' vedila come ti pare, ma vedrai che non accadranno pi cose del genere!
Dottoressa! dottoressa venga! la voce concitata di Capozza proveniva dalla sponda opposta del fiume. Si alz, aiutata dalla mano di Kk e insieme raggiunsero il resto della squadra.
Man mano che si avvicinavano, Lisa riconobbe il luogo disegnato da Al. Acceler il passo fino a trovarsi di fronte a quella che un tempo era stata la porta del tempio. Il passare del tempo, in quel luogo, cedeva il passo alla smisurata crescita di quei rampicanti che s'insinuavano ovunque, attorcigliandosi a ogni superficie e celandola alla vista.
Il cuore batteva furiosamente, le mani presero a tremarle, scosse da un furore incontrollabile.
Si piazz davanti a ci che rimaneva ancora ai piedi della porta, chiuse gli occhi e riport quei ruderi indietro di tremila anni. Con occhio esperto identific sul terreno i resti crollati e come una moviola, tutto ritorn al proprio posto.
Li visualizz in una scena di vita quotidiana con le loro tuniche svolazzanti corte fino al ginocchio fermate da una cintura in vita, con i loro lunghi capelli chiari decisamente in tutto pi simili a Europei che ad Asiatici. Le donne che contrariamente a come accadeva in altre culture, all'interno della vita sociale rivestivano un ruolo di primaria importanza, portavano lunghe tuniche fino alla caviglia o vesti pieghettate avvolte da un ampio mantello.
Lisa". La voce di Kk in lontananza la distolse. Ti sei incantata? Vieni qui, vieni a vedere". Si era spinto pi avanti di tutti attraversando un piccolo guado pi in l. Il Tenente l'aspett con la mano protesa per darle sostegno, mentre lei passava sopra qualche pietra rigirata e messa apposta da chiss chi proprio per rendere possibile il passaggio.
Notarono entrambi che in quel punto il terreno non era pi asciutto, qua e l qualche chiazza d'acqua trasudava.
Un tempo sar stato un guado vero e proprio asser Lisa.
Pi avanti c' il tuo lago".
Dove?
Aspetta, prima guarda qui! Kk la trascin all'interno di un piccolo sentiero.
La vegetazione improvvisamente cambi, s'infitt, avvolgendoli in una luce verde trattenuta dalle fronde degli alberi. L'aria si fece pi fresca e, man mano che procedeva, Lisa ud indistintamente il suono dell'acqua. Aggirarono il tempio fino ad arrivare a un'apertura dell'anfratto frondoso. Quando uscirono completamente allo scoperto si ritrovarono davanti a una piccola pianura su cui si levava una prominenza rocciosa. Alla base di questa, attraverso una fessura fuoriuscivano sparati nel cielo una moltitudine di spruzzi d'acqua ricadendo dall'altro lato della parete rocciosa.
Lisa rimase con la bocca aperta a contemplare quel meraviglioso spettacolo che la natura le offriva. Sent i vestiti inumidirsi, i loro volti si bagnarono.
D'improvviso focalizz su quelle rocce alcune incisioni. Sorrise. Erano proprio quelle riportate dal professor Al nello schizzo del taccuino. Quelle rocce un tempo erano state l'ingresso del tempio di Tarhunta.
Il Colonnello rimase incantato per qualche minuto a osservare il profilo delicato della donna rapita dalla suggestiva scena, e contraddicendo ancora una volta se stesso la tir a se baciandola sulle labbra. Poco dopo sent il sapore salato delle lacrime di Lisa. L'afferr per le spalle discostandola.
Ehi? le sorrise comprendendo l'emozione che poteva provare.
 il sogno di una vita, perdonami.  incredibile Claudio, io sono senza fiato. Lo abbiamo trovato".
Le accarezz il volto orgoglioso.
Tornarono indietro e si misero finalmente a lavoro tutti quanti sotto le direttive della dottoressa.
Purtroppo non avrebbe potuto procedere come normalmente avveniva dopo un ritrovamento, i patti erano stati chiari: cercare l'indizio che li avrebbe condotti verso le gallerie, ovvero, al nascondiglio del curdo. Per tutto il resto, sarebbe dovuta ritornare in un secondo momento.
Centinaia e centinaia di immagini furono catturate dalle fotocamere digitali. Dopo un'accurata ispezione del sito Lisa cerc di appuntare e disegnare forme, distanze e misure fermandole sulla carta.
Il tempo trascorse rapidamente. Tutto ci che era possibile fare prima che il sole calasse nuovamente in quella terra era stato fatto. Non ebbe pi il tempo quel giorno di andare a vedere il lago.
Si affrettarono ritornando sui loro passi prima di essere raggiunti dall'oscurit. L'indomani sarebbero tornati nuovamente al tempio.
Quando arrivarono al villaggio, trovarono ancora la stessa accoglienza ospitale dei loro nuovi amici. Avrebbero nuovamente cenato insieme nella piazzetta d'argilla.
Anche in quella gioiosa serata, davanti al fuoco, chiacchierarono insieme ai loro ospiti. Si era raggiunto un tale livello di confidenza e di comunicazione che avevano oltrepassato anche il limite della lingua curda.
Il clima era particolarmente disteso quella sera, l'euforia e l'entusiasmo provati durante il ritrovamento del tempio erano difficili da celare.
I loro amici, di riflesso, pur se messi al corrente dello stretto indispensabile, parteciparono con gioia ai brindisi che si susseguirono, spinti pi dalla voglia di respirare aria di festa.
Lisa offriva sorrisi ovunque si girasse. Alzando il bicchiere, accennando a un brindisi, annuiva o ammiccava, ma dentro di lei, una preoccupazione stava divorando le altre sensazioni.
Sent il bisogno di staccarsi per un attimo dal gruppo e dal coinvolgimento sempre pi intenso con quell'uomo che ormai sentiva di amare pi della sua stessa vita, che era entrato prepotentemente a farne parte e che non sarebbe mai pi stata in grado di farne a meno. Si allontan silenziosamente fino a raggiungere il belvedere poco distante dalla piazzetta.
Si affacci dal muretto di pietra, lo sguardo cerc un appiglio dove ancorarsi, ma il nero dell'oscurit lo fece vagare nel vuoto. Delusa si rigir appoggiandosi al parapetto, lontano dal fuoco si sentiva pi fresco, incroci le braccia al petto per trattenere il calore.
Con la mente ritorn a ci che era accaduto nel pomeriggio, fuori dal cunicolo. Presi dai loro istinti, non avevano fatto nulla per evitare eventuali complicazioni.
Una sagoma scura contro la luce del fuoco, si dirigeva verso di lei. Il cuore sobbalz. L'incedere sicuro di quel corpo possente l'avrebbe distinto anche fra mille persone.
Cos'hai dottoressa? arriv sorridente e canzonatorio.
Tutto ok. Stavo solamente ricordando oggi pomeriggio,  stata una giornata emozionante".
Lo puoi ben dire! sorrise alzando il boccale di coccio verso di lei e sorseggiando un po' di vino.
Kk, improvvisamente fatto serio, le accarezz il volto. Cosa ti tormenta?
Lisa prese tutto il coraggio che aveva per affrontarlo, alz il viso guardandolo negli occhi: Mi hai perdonato?
Lisa questo discorso lo riprenderemo in Italia, non ne voglio parlare ora". Il viso disteso del Colonnello mut all'istante.
In un attimo l'allegria nell'aria era sparita, il tono secco e deciso di Kk non ammetteva repliche.
Il Tenente le diede le spalle per guardare la vallata avvolta nella notte.
Non ebbe pi il coraggio di proseguire quella conversazione, rimase ammutolita, senza sapere pi quale mossa avrebbe dovuto fare.
Vuoi? le chiese indicandole il boccale. Lisa se lo tracann come un marinaio incallito in pochi istanti.
Sono nel pieno della mia ovulazione! Gli avrebbe voluto urlare in faccia, ma si trattenne. Una miriade di pensieri le attraversarono la mente come uno stormo di uccelli neri che oscurano il cielo.
Come un automa, Lisa si allontan lasciandolo l da solo.

Le ricerche sul sito proseguirono per tutto il resto della settimana. Lisa era ritornata all'interno del piccolo cunicolo con la fotocamera digitale.
Gli uomini del Colonnello si prestarono ad assecondare ogni richiesta della dottoressa. Lavoravano con impegno tagliando arbusti per aprire il varco che nascondeva quello che, un tempo, era stato l'ingresso dell'antico sacrario.
Il tempo trascorso era ormai troppo rispetto a ci che si era prefisso il Colonnello. Nessuno aveva il coraggio di parlare e sull'intero gruppo stava calando lo sconforto. Non sembrava esserci alcun indizio che potesse mettere in relazione quel luogo con il suo amico.
Kk si aggirava nei dintorni del campo manifestando i suoi primi segni di impazienza. Lisa avvert la tensione di quegli uomini sentendo su di s la responsabilit dell'insuccesso.
Oltrepass il guado, dirigendosi verso le rocce, le aggir arrivando davanti al lago che ricopriva quasi interamente la piccola valle. Completamente chiuso da una fitta vegetazione, assumeva la colorazione delle piante, di un verde scuro. Un albero cresceva cos inclinato da sembrare un tronco galleggiante.
Alcuni spunzoni di roccia uscivano fuori dall'acqua, sicuramente si erano staccati dal blocco centrale in seguito al terremoto, osserv Lisa. Tutto era franato.
Dalla parte interna, la vegetazione era ricresciuta degradando dolcemente fino ad arrivare a ridosso della riva.
Si lasci cadere sulla sponda, gli scarponcini affondarono nel terreno fangoso di quella riva scura. Lo sguardo vag ancora alla ricerca di qualche traccia antica, ma solo un pazzo avrebbe potuto affermare che quella era Tarhuntassa.
Osservando attentamente la posizione del tempio rispetto al letto asciutto del fiume, molto probabilmente se ci fosse stato qualcosa sarebbe stato ora ricoperto dal lago.
Arrivata a queste conclusioni, si avvil. Dopo tutte quelle fatiche, quei pericoli, si trovava l e tutto era sommerso da quel dannato lago. Dubit di se stessa. Si trovava davvero in quella che fu l'ultima capitale dell'impero?
Fu raggiunta dal resto della squadra, anche loro giovando di quel fresco umido si sedettero per un attimo di pausa. Ne approfittarono per tirare fuori qualche panino dai loro zaini. Solo Kk era rimasto al tempio.
Non si vede molto della citt disse Michele addentando il panino.
Se la citt  stata ricoperta da questo lago, ora non potremo saperlo, ci dovr tornare in seguito".
Cosa accadde in questo luogo? domand Rossi.
Qui suon il momento dell'amara fine per l'Impero Ittita rispose Lisa passando la mano sul terreno come fosse stata una carezza.
Questo luogo vide l'ultima scena di quella gloriosa civilt aggiunse parlando quasi fra s e s.
Il XII secolo a. C.  un periodo in cui molti popoli emigrarono in cerca di un luogo sicuro che potesse offrirgli un futuro migliore. Carestie, guerre, irrequietezza fra i popoli in tutto il Mediterraneo mutarono gli equilibri del mondo, furono la causa di grandi spostamenti da una direzione all'altra. Comincia il declino di grandi civilt, il tramonto definitivo di altre e ne nascono di nuove, nuovi imperi, nuove citt. L'Impero Ittita arriva al XII a.C. molto indebolito. Continui dissidi per la successione al trono, la perdita di importanti relazioni commerciali accompagnate dalla carestia. Tutto ci favor gli aggressori". Lo sguardo di Lisa si perse su quella distesa calma, pens a quanta storia, a quanta vita fosse passata proprio l, sotto il lago.
Fu in quel momento che nella sua mente le notizie estrapolate dal taccuino s'integrarono realmente al suo bagaglio culturale.
Grazie alle fonti egizie sappiamo che i Popoli del Mare imperversavano in Anatolia a quel tempo, ma ad Hattusa ci si accorse appena degli scontri in corso. Durante il suo regno, Suppiluliuma II annunciava le sue vittorie facendole iscrivere nelle rocce o erigendo grandiosi complessi, mentre i Popoli di Sikila che vivevano su navi aggredivano come corsari imbarcazioni e porti. La carestia gi infieriva su quella terra e l'imperatore si vide costretto a comprare approvvigionamenti dall'Egitto. Mineptah, il faraone mand una nave carica di 450 tonnellate di grano. Nell'Egeo si scaten il finimondo, allora gli Ittiti armarono i loro eserciti in terra e in mare. Suppiluliuma riusc a scongiurare la loro minaccia con tre battaglie navali di fronte ad Alaysa l'attuale Isola di Cipro. Ma nulla serv a cambiare il corso del loro destino. Le altre congregazioni dei Popoli del Mare erano avanzate facendo cadere, uno dopo l'altro, gli stati vassalli dell'impero. Il re e il suo corpo amministrativo non resistettero fino alla fine e abbandonarono Hattusa portando con s i documenti degli ultimi decenni. Le fonti quindi sull'ultima fase dell'Impero tacciono e l'unica cosa che si  potuto constatare  che un'onda di distruzione attravers tutto l'Impero. Hattusa, Troia, Mileto, Alaca Huyuk, Alisar, Tarso, Alalakh, Ugarit, Qatna, Qadesh e numerose altre citt governate o associate all'Impero furono abbandonate, saccheggiate, bruciate e distrutte. L'Impero Ittita non esisteva pi. Tutto era distrutto, tutto era finito. Alla capitale dell'Impero per, tocc la fine pi triste. Non si hanno riprove di assedi subiti o di una guerra di conquista. Sembra invece che sia stata abbandonata gradualmente. Il popolo, sdegnato dalla defezione del suo regnante, appicc il fuoco in templi e palazzi prima di andarsene a sua volta dalla citt. Cos Hattusa conobbe la decadenza. L'intera infrastruttura era collassata e bande di predoni si aggirarono indisturbate contendendosi la spartizione dei suoi miseri resti. Con le informazioni estrapolate da questo taccuino sembra che poco prima di scappare da Hattusa, Suppiluliuma II aveva chiesto soccorso a Kurunta, il re dello Stato in cui ci troviamo ora. Ma con molta probabilit anche lui era impegnato a fronteggiare i Popoli del Mare. Cos al Gran Re non rimase altro che consultare i suoi sacerdoti e assecondare l'oracolo. Abbandon Hattusa per fondare in nome del dio che li avrebbe protetti una citt nuova. Oggi forse Tarhuntassa si trova sotto questo lago. 
Una pietra normalmente non ha una forma regolare, liscia e squadrata giusto? url il Colonnello da lontano.
Ci volle qualche istante prima che Lisa comprendesse il significato di quelle parole. Sobbalz alzandosi di scatto e corse andando nella direzione da cui proveniva la sua voce.
Dove sei? chiese urlando a sua volta.
Al guado".
Lisa arriv trafelata. Lo vide accovacciato sul terreno con un ginocchio completamente affondato nel fango e le mani infilate sotto un ammasso poltiglioso.
Cos'? chiese Lisa.
Be' dovresti essere tu a dirmelo".
A me sembra un ammasso informe di fango".
Stavo attraversando il guado per raggiungervi, ho messo il piede sopra questa pietra e una parte di fango si  staccata. La pietra sotto aveva un lato perfettamente squadrato, l'ho visto per una frazione di secondo prima che affondasse nuovamente. Ora sto cercando di ritirarla su ma c' l'effetto ventosa! rispose con la voce contratta dallo sforzo.
Potrebbe essere una tavoletta allora! la voce di Lisa suon concitata.
Michele, Rossi e Capozza li raggiunsero. Nel giro di pochi minuti si ritrovarono tutti con le ginocchia nel fango a ispezionare con le mani il guado.
Kk riusc finalmente a estrarre la sua pietra. Con estrema cautela fu adagiata sul terreno erboso, Lisa con le mani tolse parte del fango ancora attaccato sopra.
Come aveva giustamente intravisto il Colonnello, la pietra effettivamente si presentava con dei lati squadrati. Man mano che Lisa la puliva dai residui fangosi, il volume diminuiva riducendosi a una lastra dalla forma rettangolare, lunga una quarantina di centimetri e larga almeno una trentina.
Sfreg la superficie. Piccole ruvidit le confermarono che sotto le sue dita vi erano delle iscrizioni.
La pura felicit spazz via angosce e incertezze.
Qui ce ne  un'altra! Lisa si gir di scatto, Michele con due falcate usc dal guado consegnandole un altro ammasso di fango.
A poco a poco, furono reperite altre pietre. Nel giro di un'ora, le lastre accostate una all'altra superarono una lunghezza di due metri.
Che roba ? le chiese Kk.
Sono tavolette d'argilla Lisa lo guard come se avesse voluto aggiungere qualcos'altro ma desistette. Neanche lei riusciva a credere che quel sito avrebbe potuto rappresentare la pi importante scoperta archeologica del XXI secolo. Kk colse la sua compostezza, la incit a continuare.
Dimmi Lisa!
Forse, forse abbiamo trovato gli archivi di Stato, se fosse cos ci confermerebbe che questo fu realmente il luogo in cui si rifugi l'imperatore con la sua corte. Ci confermerebbe quindi che questa fu l'ultima capitale dell'impero, Tarhuntassa".
Pensi di poter trovare qualche indicazione sulla fuga di Baran una volta che le avrai tradotte?
Lo spero, che sia l'archivio di Stato o meno, queste tavole sono state rinvenute in questo luogo e appartengono quindi agli ultimi anni della vita dello Stato. Sicuramente trover qualcosa".

18,04. Anatolia, Turchia, 28 giugno 2007, ore 15,20
Villaggio d'argilla.

Gli antichi documenti furono portati all'interno della casa di Berk dove il pian terreno venne adibito a studio.
Nei giorni a seguire, i militari ritornarono sul sito del tempio nel tentativo di reperire altro materiale.
Lisa inizi a lavorarci sopra. Il fango che si era inserito dentro le incisioni andava rimosso con un'accurata pulizia.
Capozza rimase con lei adoperandosi come poteva. Con un pennellino in mano pass quasi tutto il tempo a spolverare le tavolette. Terminata questa fase, Lisa pot finalmente iniziare la decifrazione dei testi.
Dottoressa ma come hanno fatto a conservarsi queste tavole di argilla per tremila anni? le chiese Capozza rigirandosene una fra le mani.
Giusta osservazione! Lisa gli sorrise Infatti non tutte le tavole si sono conservate fino ai nostri giorni, con l'esposizione alle intemperie se ne sono disintegrate migliaia. Invece quasi tutte quelle che sono sopravvissute, paradossalmente, hanno subito un incendio che ha trasformato l'argilla in terra cotta".
Quindi queste tavole hanno subito la stessa sorte se esistono ancora?
Certo, altrimenti si sarebbero sciolte nell'acqua. Quindi, prima ancora di sapere cosa c' scritto vedi quante cose ci raccontano?
Ma allora vuol dire che Tarhuntassa  stata incendiata?
Tarhuntassa o il luogo in cui venivano conservate.  verosimile. S".
Lisa, grazie alla numerazione apposta dagli antichi scribi sulle tavole, riusc in breve a catalogare tutto il materiale. Nel giro di poco tempo comprese che aveva fra le mani un unico atto.
Ringrazi in cuor suo Al, ebbe la sensazione che fu lui a ritrovarle chiss dove nei dintorni del tempio e a riunirle.
Quando l'imbrunire della sera riport al villaggio il Colonnello e i suoi uomini Lisa aveva praticamente terminato di tradurre il trattato.
Kk entr per primo nella casa, la vide intenta a scarabocchiare parole su fogli come al solito sparsi ovunque mentre teneva il segno di una pagina di un libro con l'altra mano.
Sorrise, aveva ormai capito che quello era il suo metodo di lavoro e che sarebbe stato opportuno girare alla larga stando ben attenti a non muovere neanche uno spiffero d'aria soprattutto per non rimaner imprigionati in un vortice di carta.
Lisa non sent nessuno, non alz il capo e non diede alcun cenno. Rimase concentrata con la testa china sui suoi fogli, di tanto in tanto buttava un occhio sul testo per poi ritornare a scrivere.
Si fece l'ora della cena e i militari, dopo essersi riposati, si rivestirono coprendosi bene con giacche di nylon per proteggersi dal vento che soprattutto la sera si faceva sentire con i suoi sospiri.
Dalla stanza al piano superiore scesero le scale passandole davanti, sfilarono sotto i suoi occhi lanciando sguardi incuriositi all'ambiente se possibile ancor pi a soqquadro di prima.
Vieni a cena? le chiese Kk.
Lisa solo in quel momento, dopo ore di lavoro, rialz gli occhi.
No grazie, continuo, ho praticamente finito rispose massaggiandosi le tempie, la scarsa illuminazione le aveva regalato un leggero mal di testa.
Hai trovato qualcosa?
Eccome! rispose illuminandosi di colpo.
Ragazzi andate voi, io rimango qui alle parole del Comandante gli uomini si fermarono incerti sull'uscio.
Be' allora rimaniamo anche noi, Poz vai a rimediare da mangiare disse Michele ritornando sui suoi passi. Si sfil la giacca e la maglia andando a sedersi sulla sedia impagliata accanto al fuoco dando segno inequivocabile di non voler esser contraddetto.
Kk gli sorrise apertamente. Lisa aveva cominciato a comprendere la natura dei sentimenti che legava i due uomini, seppur entrambi si impegnavano a fondo per celarli si volevano un gran bene. Anche Lisa sent di provare per quell'uomo un affetto sincero.
Non era una persona facile da avvicinare, Michele le incuteva una sorta di timore o forse quella era stata la sua prima impressione. Era molto difficile identificarlo caratterialmente ma il tempo convissuto assieme a lui e anche agli altri uomini le aveva rivelato l'umanit che li distingueva nettamente da qualunque altro essere maschile che lei avesse mai conosciuto in tutta la sua vita.
Siamo una squadra no? chiese il Luogotenente al Comandante.
S ma in questo caso  diverso, sembrava quasi che il Colonnello si trattenesse una risata d la verit,  la tua passione per la storia a vincere sulla fame!
Io sono un militare, quando c' una guerra di mezzo il mio dovere non  quello di voltargli le spalle! rispose stando alla provocazione dell'amico.
E il fatto che la guerra in questione sia accaduta tremila anni fa  un dettaglio del tutto irrilevante vero?
Vero! Michele si volt a guardare Lisa Allora dottoressa? Cos' successo? Cos'ha scoperto? Anche Rossi lo imit. Togliendosi a sua volta la giacca and a sedersi sui primi gradini della scala.
Lisa osserv quegli uomini e viceversa fecero loro con un'espressione interrogativa sul volto. Avevano rinunciato alla cena per ascoltare il proseguo della storia. Un sorriso affior sulle sue labbra.
Ci troviamo di fronte a un documento di notevole importanza che testimonia le ultime vicende dell'impero fece Lisa con fare molto serio. Nell'intestazione c' il nome del sovrano che ha emanato l'atto, ossia Suppiluliuma II. Dopo un'invocazione agli dei, affida il suo popolo al figlio di Kurunta, Hantili, il giovane re dello stato di Tarhuntassa". Afferr tra le mani i fogli in cui aveva trascritto la traduzione. Prima di iniziare la lettura, recit a memoria le prime parole di quel trattato identico nella formula iniziale ai molti documenti ittita che lei aveva tradotto nel corso della sua carriera.
Cos parla il re Suppiluliuma II, gran re, re di Hatti, l'eroe, figlio di Tudhalyia IV, gran re, re di Hatti, l'eroe".
I militari stavano immobili ad ascoltarla con gli occhi sgranati.
Di seguito c' l'antefatto storico".
Fu la fame a spingere quelle trib di incivili con le piume sui cappelli e i falchi in pugno nella nostra terra, fu la disperazione che ormai gravava ovunque, ma anche noi non avevamo pi i raccolti ricchi e anche noi soffrivamo la fame. Provenivano dalle coste del Grande verde in cerca di terre dove stanziarsi".
Lisa alz gli occhi dai suoi appunti incrociando lo sguardo attento di Michele.
Le trib di incivili a cui si riferisce erano veramente loro? Proprio i Popoli del Mare? le chiese.
S, pi avanti nel trattato vengono nominati proprio i ekele, una delle popolazioni della congregazione Lisa riprese la lettura.
Anno dopo anno, l'Impero perse molte delle sue regioni. Il popolo soffriva la fame, eravamo in attesa di carichi di grano ma il Grande Verde era diventato ormai troppo pericoloso, riuscii a vincere le prime battaglie, le uniche che un imperatore ittita avesse mai fatto via mare. Poi non ebbi pi i mezzi per contrastare su tutti quei fronti l'inevitabile collasso dell'Impero. Nel venticinquesimo anno del mio regno, Hattusa, la pi grande citt del nostro Impero, cadde nelle loro mani, fu saccheggiata e distrutta. Fummo cacciati dalle nostre case, dalle nostre citt e dai nostri pascoli, la popolazione si disperse prendendo diverse strade. Ormai anche molti degli Stati vassalli, approfittando della situazione, avevano riconquistato la loro indipendenza. Quando chiesi al Dio Trahunta cosa avrei dovuto fare per salvare l'Impero lui mi indic la strada e io la seguii, cos io feci e cos fu per molti anni. Ecco perch giunsi qui.
Con il passare del tempo i mercanti, i funzionari, i militari di tutte le citt pi importanti raggiunsero Tarhuntassa, ci cre conseguenze drammatiche per le citt lasciate senza pi difese e approvvigionamento, ma io non riuscii a impedire questo. Tutto ci che rimaneva dell'Impero Ittita era chiuso in una morsa dentro il paese di Tarhuntassa, chi ne era rimasto fuori ormai era perduto. Per molti anni, sotto la protezione di Tarhunta riuscimmo a rimanere in pace fino a quando i ekele, ancora una volta, si volsero a guardare le nostre terre...
poche erano le speranze di reggere a quell'ennesimo impatto. Ho indetto il Panku, tutti i sacerdoti pi importanti dell'Impero furono convocati per invocare le divinit supreme. I riti e le opere di culto che furono svolti in loro favore nel tempio di Tarhunta si pronunciarono tutti allo stesso modo: la nostra terra doveva essere abbandonata, il dio supremo Tarhunta ci avrebbe guidati e protetti ancora nella fuga fin l dove il sole emerge dal mare, per dare vita a una nuova civilt".
Lisa fece una pausa per riprendere fiato.
Ci spieghi meglio dottoressa? chiese Rossi.
Quando l'imperatore si rifugia nello stato di Tarhuntassa, esilia il re prendendo lui il comando. Dopo una ventina d'anni dalla caduta di Hattusa, intorno al 1179 a.C. gli giunge notizia che ancora una volta i ekele avevano ricominciato il loro massacro
dirigendosi verso Tarhuntassa. L'imperatore, con tutti i sacerdoti dell'impero, invoc le divinit supreme e il responso ancora una volta gli sugger di scappare indicandogli un luogo dove avrebbero dato vita a una nuova civilt, una terra che vedeva il sole sorgere dal mare".
La poesia! scatt in piedi il Colonnello.
S, evidentemente ancora conservavano un retaggio storico delle loro origini e conoscevano il luogo da cui provenivano, l quindi sarebbero ritornati".
Lisa spieg anche agli altri i versi di quell'antica preghiera che avevano fatto supporre a molti studiosi che la loro origine fosse da ricercare al di fuori della Turchia.
Ma allora questa volta sono andati sicuramente verso ovest!
Infatti era quello che mi sarei aspettata, ma nel trattato invece spiega come, per difficolt insorte durante la fuga, il popolo si sia diviso in due rami. Tuttavia, nessuno dei due si diresse verso ovest". Lisa prosegu con la lettura.
Fu allora che presi la decisione per cui ora redigo questo trattato. Richiamai dall'esilio Hantili, figlio di Kurunta, nipote di Mawatalli, scelsi lui perch legittimo, nonostante si fossero seduti gi 4 imperatori sul trono di Hatti ancora molti degli aristocratici erano contrari alla discendenza di Hattusili III".
Gli ultimi sovrani di Hattusa appartengono a un ramo dinastico illegittimo. Durante il periodo di reggenza di Suppiluliuma questo trono usurpato  sempre stato motivo di disordine interno. Con questa mossa forse cerca di ripristinare e garantire la massima stabilit spieg Lisa.
Gli affidai il compito di guidare il popolo verso la salvezza, alla ricerca della terra che vede il risveglio del sole per poter fondare il nuovo Impero di Hatti.
Io Suppililiuma con il mio esercito rimasi a proteggere la loro fuga contrastando l'avanzata degli incivili".
Suppililiuma fu colto dai rimorsi, vero dottoressa? chiese Rossi.
S, hai ragione. La scelta del sovrano  un ultimo tentativo di riscatto nei confronti di un popolo al quale aveva voltato le spalle scappando da Hattusa".
Gli affidai anche mio figlio, troppo piccolo per poter affrontare un simile incarico. Gli consegnai il fulmine del Gran Re donato dal Dio della Tempesta affinch avrebbe potuto punire chiunque si fosse imposto sulla sua strada. Gli consegnai una verga per etnia, affinch Hantili, ora Gran re, imperatore, Eroe, ricordasse sempre che l'Impero di Hatti era sorto e si era ingrandito solo grazie all'unione tra diversi. Gli feci forgiare lo scudo pi resistente che mai un imperatore della terra di Hatti avesse indossato, sopra riportava incisa la margherita a sei petali. Fu cos allora che Hantili radun il suo esercito, tutti i sacerdoti, i funzionari, i mercanti, i contadini, tutta la popolazione, e fu cos che ebbe inizio la loro fuga. S'incamminarono lasciandosi dietro le spalle Tarhuntassa.
Intrapresero questa fuga come un lungo e ultimo rito religioso, guidati da un sommo sacerdote in capo a tutti. Poco avanti a loro, una parte dell'esercito alla cui testa stava Hantili apriva la strada mentre altri soldati richiudevano il corteo.
Inizialmente percorsero molta distanza, pur procedendo piano perch si muovevano in migliaia con donne e bambini, anziani, animali, carri e ogni loro avere.
Di loro in seguito mi giunsero notizie dai miei informatori. Erano gi trascorsi dei mesi quando furono attaccati dall'avanguardia dell'esercito nemico. Hantili riusc con sanguinose perdite a riportare una vittoria, ma in breve sarebbero stati raggiunti dal resto di quello che avevamo erroneamente considerato uno sconclusionato gruppo di incivili assalitori. Erano ormai gi passati molti anni da quando avevano preso Hattusa e avevano avuto tutto il tempo di organizzarsi un esercito vero e proprio, non solo di integrare le loro conoscenze e le loro armi con quelle dei popoli vinti. Non c'era molto tempo da perdere, cos Hantili prese una decisione: avrebbe diviso in due ci che rimaneva del popolo ittita. Affid il comando dell'altro corteo al nipote Hartapu, figlio del Gran re Mursili III. Si divisero pochi istanti dopo, prendendo strade opposte. Non si incontrarono mai pi. Hantili mi fece avere sue notizie, avevano deviato verso Biainili, trovando una piccola conca incolta ove lui decise di far riposare la mia gente. Mandai un messaggero per ricordargli il verdetto del responso divino ma quando ritorn a me, il messaggero mi disse di non aver trovato alcun pascolo coltivato, alcun accampamento, alcuna traccia del mio popolo".
Biainili ovvero il nome originario del lago di Van".
Verso est allora? chiese poco convinto Kk. Lisa alz le spalle perplessa.
Congiungendo queste nuove notizie con ci che invece  noto e si trova sui testi universitari ti posso solamente dire che Hartapu10 compare sui rilievi rupestri a Karadag e a Kizildag datati intorno all'XI secolo a.C. e, proprio su quelle rupi,  indicato come figlio di Mursili III. Quest'ultimo, noi oggi lo conosciamo come re di uno degli stati neo ittiti, ossia quei piccoli stati che si riformarono dopo la caduta dell'impero, quindi direi che  il nostro Hartapu sopravvissuto all'avanzata nemica. Conosco perfettamente quei luoghi e non c' nulla che ti possa interessare l. Diversamente quello che accadde ad Hantili non so proprio spiegarmelo, ma di certo sappiamo che fu allora il suo esercito a raggiungere le terre di cui parla Al, e quindi fu lui il capostipite della nuova civilt".
Ma secondo te  andato veramente verso il lago di Van?
So che ti saresti aspettato gi un'indicazione per ritrovare il tuo amico, ma per adesso tutto quello che ho in mano ci spinge verso Est. Non sono molto convinta che sia andato l, ma questa  rimasta l'unica traccia da seguire".
Bene, domani partiamo".
Solo a quel punto ci fu qualche movimento all'interno della casa, Rossi e Michele si alzarono sgranchendosi le gambe.
Capozza rientrato gi da un po' di tempo si avvicin al vassoio posato sui gradini della scala. La signora gli aveva fatto un'accurata descrizione delle pietanze in un fitto kurmanji e, anche se ormai suonava pi orecchiabile cosa ci fosse dentro ai piatti, non era in grado di dirlo.

19. Gli integralisti.

19,01. Anatolia, Turchia, 28 giugno 2007, ore 20,00
Villaggio d'argilla.

Lisa rimase composta a osservare gli uomini mentre affondavano i denti nel cibo.
Le pareti si impregnarono di un odore tipico da trattoria. Mancava solo la tovaglia a quadretti rossa e bianca, pens Lisa.
L'occhio le cadde sul disegno che aveva appena accennato con lo scopo di riportare tutte le caratteristiche fisiche di Hantili che, a questo punto, era il primo nella genealogia di una lunga serie di re che lei non conosceva.
Lo aveva tratteggiato con la sua vestizione, con la sua armatura, cercando di rispettare il pi possibile le descrizioni tratte dai documenti appena tradotti. Una lunga tunica, i drappeggi di una stola passavano sopra una spalla per arrivare al di sotto dell'altro braccio. Come copricapo un berretto strettissimo, nella mano un'ascia curva. Il Colonnello, Michele, Rossi e Capozza erano stati a sentirla con molta attenzione ma quella nuova deviazione forse non se l'aspettavano. Li ascolt scambiarsi qualche battuta in merito al percorso da seguire l'indomani mattina con le facce tese e qualche ruga che segnava la fronte mentre si aggrottava alla ricerca della miglior risposta.
Sicuramente ci avrebbe comportato un nuovo studio della situazione, un prolungamento dei tempi, la ricerca di una nuova base. Di certo le ricerche storiche procedevano secondo un percorso pi lungo, talvolta non erano sufficienti decenni se non addirittura secoli. Ironizz sulla situazione, le sembrava ormai di esser un personaggio di quei film americani dove un'agente del FBI delinea il profilo del serial killer o meglio ancora come nel suo caso della persona scomparsa.
Alz il suo disegno tenendolo ben saldo fra le braccia tese, fece un giro nella stanza mostrandolo ai militari come se fosse stato un identikit.
Questo  il nostro uomo! Bianco, alto, di corporatura robusta, ha un'et compresa fra i 25 e 30 anni, al momento della scomparsa aveva con se un'ascia, un cappello con parecchie corna, e ahim direi anche un popolo in fuga disse con un tono di voce da dura esattamente come aveva sentito centinaia di volte in quei film.
Si ritrov addosso quattro paia di occhi sbigottiti poi, come fosse stata una scintilla che improvvisamente genera un fuoco, scoppiarono tutti in una fragorosa risata.
Michele si alz, continuando a ridacchiare si avvicin verso di lei e in un gesto spontaneo e cameratesco le par il gomito davanti al volto. Lisa emulando ci che aveva visto fare spesso negli ultimi tempi, alz il suo avambraccio e lo stamp con carattere su quello che ora era divenuto a tutti gli effetti un suo compagno di squadra.
In breve tutti gli altri militari fecero altrettanto sfilando davanti alla dottoressa come se fosse stato una vera e propria cerimonia di iniziazione. Per ultimo si ritrov di fronte il Colonnello. Le loro braccia s'incrociarono, le strizz un occhio e per la prima volta Lisa percep nel suo sorriso l'ammirazione e la stima che provava.
Ritornarono al loro cibo. Lisa finalmente mise qualcosa nello stomaco e fu colta da un senso di felicit. Per quanto avessero ancora molta strada da fare, le sue supposizioni si erano rivelate fatti. Si stava finalmente colmando quel vuoto storico, e per la prima volta si sentiva accettata da quegli uomini.
Grazie disse con un filo di voce a tutti quanti.
Di cosa? si gir il Comandante interrogandola.
Grazie a te per avermi dato la possibilit di fare tutto questo,  la realizzazione di un sogno. E grazie a voi tutti quanti per aver la pazienza di sopportare una donna fra di voi, con le sue debolezze e con i suoi isterismi".
La situazione stava per divenire alquanto imbarazzante. Ci fu qualche colpo di tosse, qualche allungata di collo, qualche mano passata sul volto con fare indifferente.
Kk and verso il tavolo e prese nelle mani il foglio schizzato di Hantili. Torn a sedersi continuando a fissare l'imperatore strizzando gli occhi.
Io questo l'ho gi visto esord puntando gli occhi su Lisa.
Ne sei certo? chiese sbalordita.
S! Ma non riesco a focalizzare dove. Ho le idee confuse, ho girato in lungo e largo per la Turchia, ho visto centinaia di siti archeologici le volte che sono venuto come osservatore ONU".
Forse ti confondi, tutto sommato le figure degli imperatori hanno delle caratteristiche comuni, l'ascia, il cappello con le corna, la postura con cui venivano ritratti,  quasi sempre la stessa e anche io l'ho immaginato cos quando lo disegnavo".
Non mi sbaglio Lisa, soprattutto per quest'ascia quell'ultima affermazione la colp.
In effetti nel trattato l'ascia descritta era bipenne, ossia formata da due mezze lune, s, questa  una caratteristica meno nota".
Lo guard a quel punto sperando che il ricordo riaffiorasse. Kk neg con il capo.
No! Proprio non mi viene in mente dove diavolo l'ho visto!
Ma per caso sei mai stato dove dovremmo andare domani, sul lago di Van?
Lisa quella  la zona dove in assoluto ci sono pi nascondigli curdi,  la loro roccaforte, certo che ci sono stato! Ma". scosse ancora il capo infastidito dal tradimento della sua memoria non mi riesco a ricordare proprio il luogo, mentre l'immagine ce l'ho davanti agli occhi. Erano due le figure, una di fronte all'altra e l'ascia se la stavano passando".
Ma su quale supporto erano ritratti? Roccia?
S! Lisa continu a guardarlo.
Lisa non ricordo mi dispiace, prima o poi mi verr in mente!

La mattina seguente radunarono tutte le loro cose, affidarono le tavolette a Berk e s'incamminarono verso le auto con i loro zaini sulle spalle, questa volta quello di Lisa era stato riempito da Kk che prontamente aveva spartito i testi e le cose pi pesanti con gli altri. Lisa non os batter ciglio, ancora ricordava gli stenti e le fatiche del loro arrivo.

19,02. Lago di Van, Turchia, 29 giugno 2007
Regione dell'Anatolia Orientale.

Il tragitto questa volta superava i settecento chilometri. Kk decise di percorrere quanta pi strada fosse stata possibile in tal modo avrebbero potuto sfruttare tutto il giorno successivo per le nuove ricerche. Si fermarono per la notte in una pensione lungo la strada a una manciata di chilometri dall'arrivo.
Nelle primissime ore della mattina successiva, freschi e riposati dal lungo viaggio del giorno prima, percorsero l'ultimo tratto.
Anche l'Anatolia orientale si presentava ricca di storia, meno turistica per viste le distanze che la separano dai maggiori centri culturali.
Lasciarono la strada principale inoltrandosi sempre pi fra le montagne e percorsero gli ultimi chilometri arrivando quasi a ridosso del luogo indicato da Lisa.
Il sole inizi a scaldare quella terra facendosi sentire anche su quei monti che si alzavano fin quasi i duemila metri. Cercarono un riparo per poter lasciare i due fuoristrada.
In breve si ritrovarono tutti fuori attorno a Lisa.
Facciamo una prima ricognizione, le indicazione nel trattato si riferiscono a un luogo che sorgeva un tempo all'interno di questa valle disse Lisa indicandolo sulla mappa.
Bene allora". Kk prese in mano la situazione del comando Bob e Poz seguono la dottoressa". allung la mano per farsi dare la mappa. A voi tocca la valle ordin indicando la direzione. Mentre Bufo e io ci facciamo tutto il giro del bosco che costeggia la valle, fate attenzione, non  una bella zona questa".
Comandi! scattarono i due militari. Fece l'occhiolino a Lisa che un po' incerta s'incammin gi verso la valle affiancata da loro. Gli restitu un sorriso un pochino tirato.
Quando si volt verso Michele lo vide in lontananza sparire nel bosco. S'incammin infine anche lui.
Andando avanti per inizi a percepire un senso di inquietudine. Pi passava il tempo e pi avvertiva forte quella sensazione. C'era qualcosa che non gli tornava.
Alcune immagini gli sfrecciarono davanti agli occhi, cos rapide e fulminee che non ebbe il tempo di comprendere quel messaggio inconscio. L'unica sensazione che gli lasciarono fu un dejavu.
Si aggir irrequieto per il bosco provando a concentrarsi sulla ricerca di un qualunque segno o passaggio dell'uomo. Ma ancora una volta, un brivido lo percorse lungo la schiena. Si ferm di scatto scrutando con attenzione tutto ci che aveva intorno.
Questo  un brutto posto Capitano! La voce di Baran gli risuon in testa. Improvvisamente ricord! Proprio l Baran gli fece vedere in che modo i terroristi di Al-Quaeda segnalavano i loro nascondigli. Tre sassi grandi, capovolti. Uno vicino all'altro.
Vedi, li girano a testa in gi. La base larga e piena di muschio deve stare verso l'alto, verso il cielo".
Lo sguardo del Colonnello vag tutto intorno cercando di rammentare in quale punto si trovavano, ma i ricordi erano sfocati. Era ormai passata un'ora da quando si erano separati che vide Michele riattraversare il bosco diretto verso la valle.
Eppure era certo, quello era il luogo in cui Baran gli aveva spiegato quelle segnalazioni.
Li mettono dal pi grande al pi piccolo in modo tale da indicare la direzione. Il nascondiglio si trover a pochi chilometri da qui".
Era passato molto tempo, probabilmente non esisteva pi alcun tipo di nascondiglio in quella zona, comunque non stava tranquillo.
Acceler il passo per raggiungere gli altri. Sentiva troppo silenzio nell'aria, poco tempo prima il cinguettio di uccelli era quasi insopportabile, ora invece camminava ascoltando solo il tonfo dei suoi passi sul terreno.
L'intravide da lontano, nonostante fossero seduti, Rossi per le sue dimensioni era visibile prima, Capozza, di corporatura media, riusc a focalizzarlo molto pi avanti. Quando arriv li trov quasi bivaccati.
Be'? Che succede? Lanci un rapido sguardo, Lisa non era con loro. La dottoressa? Dov'?
 scesa gi per quel sentiero, sono andato io con lei poi mi ha liquidato, ha detto che avrebbe passato l almeno un'ora". Fin di parlare e si attacc alla bottiglia tracannandosi mezzo litro d'acqua.
E Bufo?
Non ho ben capito, ha detto che  tutto troppo calmo e se ne  andato di l".
Il Colonnello annu. S, lo credo anche io".
Proprio in quel momento alle spalle di Rossi intravide Michele che riscendeva gi dal pendio, con passo spedito. Poco dopo li aveva raggiunti. Fra le mani aveva alcuni bossoli.
Bossoli Calibro 7,62, certo non li usano i cacciatori".
I due militari si alzarono all'istante, si avvicinarono per osservare ci che conteneva la mano del Luogotenente.
Minchia!
Raggiungete subito la dottoressa e non mollatela neanche un attimo, state con tutti i sensi all'erta".
Recuperarono le loro cose e sparirono gi nel sentiero, veloci come fulmini.
Kk rimase a osservare i sassi sopra i quali si erano seduti, tre sassi allineati. Il pi grande vicino a lui e Michele, il pi piccolo nella direzione che avevano preso i suoi militari. Sent una scarica di adrenalina: Lisa!
Ci sono gli integralisti Michele, siamo incappati in un loro campo di addestramento! Corri!
Lo avevo gi capito! rispose scaraventando per terra i bossoli e iniziando a correre.
Scesero gi per il sentiero, Michele pass avanti per indicare la strada. Corsero veloci pi che potevano ma i ragazzi non si vedevano pi. Dopo ancora alcuni minuti di corsa sfrenata, Michele gli indic un punto, si fermarono per riprendere il fiato.
 l che era entrata prima la dottoressa".
Kk osserv attentamente la zona, uno stretto cunicolo si affacciava sul lato ovest.
Il sudore gli colava sulla fronte, mentre toglieva la sicura al HK-416 si pass un braccio sul viso per asciugarsi. Si presero qualche minuto per pensare al miglior modo di agire.
Andiamo a vedere?
Kk scosse la testa lentamente, alla disperata ricerca di qualcosa che smentisse le sue supposizioni.
Sono gi l dentro".
Come fai a dirlo?
Rossi  una montagna, lui detesta stare dentro luoghi bassi, sono certo che avrebbe aspettato fuori".
Anche il Luogotenente annu, era vero quello che diceva il Colonnello, purtroppo.
E allora che hai in mente?
Aspettiamo di capire quanti sono, prima o poi usciranno di l".
Attesero ancora pochi istanti e poi una fila di quattro uomini usc dal cunicolo. Erano proprio gli integralisti turchi, riconoscibili dalle vesti con cui tenevano a contraddistinguersi. Indossavano tutti una casacca grigio-azzurra e come accessorio un AK-47, il fucile d'assalto sovietico.
Poco dopo uscirono i suoi due uomini legati con le braccia dietro la schiena e infine Lisa, anche lei legata allo stesso modo. A chiudere la fila, altri due uomini con la casacca grigio azzurra.
Urla eccitate echeggiavano nell'aria.
Kk fu rincuorato di vederli ancora vivi, socchiuse gli occhi ringraziando il cielo.
Sgommando e inchiodando di colpo arrivarono due fuoristrada fumanti che inquinarono l'aria di gasolio. Gli uomini che arrivarono, erano al corrente degli ostaggi e non mostrarono alcuna sorpresa. Li avrebbero caricati e portati via.
Kk e Michele si guardarono negli occhi, sapevano che era quello il momento di agire.
Imbracciarono il mitra e si lanciarono gi per il pendio, dovevano accorciare le distanze per centrarli al primo colpo, forti di prenderli in contropiede caricarono senza alcuna protezione.
Ora!!! ordin Kk iniziando a far fuoco.
Dal suo mitra usc una scarica di colpi che gett a terra i due uomini vicino a Lisa. Gli integralisti non ebbero nemmeno il tempo di capire da quale direzione venissero attaccati.
Rossi, approfittando del momento di panico, riusc a sferrare un calcio in piena faccia all'unico integralista che aveva avuto il tempo di alzare l'arma contro di loro. Dal mitra di Michele partirono brevi raffiche che centrarono ogni obbiettivo.
Capozza si gett sopra la dottoressa per proteggerla.
In pochi istanti erano tutti morti, solo uno riusc a infilarsi nell'auto e a ripartire. Rossi, inginocchiandosi e contorcendosi, riusc ad afferrare un mitra dalle mani di un integralista che giaceva senza vita accanto a lui. Spar tenendo l'arma dietro la schiena, quasi alla cieca. Dopo qualche scarica a vuoto riusc a mirare il parabrezza del fuggitivo, centrandolo.
Il fuoristrada fece qualche giro su se stesso e poi si cappott di lato.
Kk e Michele li raggiunsero in quel momento.
Veloci, veloci, ne arriveranno altri! url Kk mentre con due colpi rapidi del suo coltello recise le corde che legavano le mani dei suoi uomini.
Rossi e Capozza andarono immediatamente verso l'auto rovesciata, diedero dei forti scossoni. Con un colpo sordo il fuoristrada ritorn a posarsi su tutte e quattro le ruote.
Rossi apr lo sportello e tir via l'uomo all'interno, lo scaravent come un moscerino per terra.
Kk si avvicin a Lisa che era rimasta ancora per terra, incredula di quello che era appena accaduto.
Si inginocchi: Stai bene Lisa?
La vide pallida e sotto shock, si guardava intorno, non riusciva a capacitarsi della violenza di quel momento.
Oddio Claudio, ma cosa  successo? Era sconvolta Sono tutti morti, perch lo avete fatto? Perch? Kk non rispose, la tir su e si ritrovarono uno di fronte all'altra.
Perch? chiese ancora Lisa. Dannazione a te! continu dandogli una scarica di pugni sul petto. Perch avete ammazzato tutta questa gente! Perch! Lisa urlava, era completamente fuori di s.
Vi avrebbero ammazzato loro se non l'avessimo fatto prima noi". Fu come ricevere un pugno in faccia, Lisa si riscosse, le gambe le tremavano, non riusciva pi a parlare.
Michele arriv sopra all'altra auto. Kk le apr lo sportello posteriore e le fece segno di salire. Lui prese posto accanto a Michele. I due fuoristrada come erano arrivati sgommando ripartirono affiancati.
Chi erano? chiese Lisa bisbigliando.
Siamo finiti in un campo di addestramento di una delle tante fazioni integraliste, sono terroristi che supportano Al-Quaeda in Turchia".
Oh Dio mio! Lisa si chiuse il viso fra le mani.
Le vetture procedevano a una velocit spedita.
Riuscirono solo a percorrere qualche chilometro da quando erano partiti, un boato assordante a poche centinaia di metri da loro li ferm bruscamente.
Gli avevano tirato una granata che esplose alzando un polverone di terra. Per qualche istante non si vide nulla. Le auto evitarono il baratro creato dall'ordigno, per poco riuscirono a scongiurare lo scontro fra di loro.
Si fermarono e poco dopo, quando la terra si era finalmente depositata gli apparvero davanti altre tre vetture, identiche a quelle che avevano preso loro e un vecchio furgone sgangherato.
Gli integralisti uscirono fuori con il mitra puntato su di loro.
Si fece avanti uno, infilandosi fra le due vetture.
Chi  il capo? chiese in turco. Spar dei colpi in aria e riprese urlando come un forsennato: Chi  il capo qui?
Kk apr lo sportello e scese dal fuoristrada tenendo le braccia alzate. Sono io rispose in turco.
Chi siete? disse sbirciando dentro gli abitacoli Chi  quella donna?
 una Professoressa".
E voi?
Ci ha ingaggiati per proteggerla!
Il capo si gir verso i suoi uomini. Caricatela sulla mia auto". Poi si rivolse nuovamente a Kk.
Perch parli turco? chiese con fare sospettoso osservandolo attentamente.
Perch mia madre  turca
E gli altri?
Sono tutti italiani, per il resto non so altro, non li conosco bene".
Kk cerc di renderli merce di scambio, se gli integralisti avessero saputo chi erano realmente i suoi uomini, erano destinati a una morte certa e dolorosa, selvaggia, violenta e brutale. Diversamente invece l'idea di avere come ostaggi quattro scombinati e una donna non rappresentava alcun pericolo ma anzi una grande fortuna perch, provenendo tutti dallo stesso paese, avrebbero rappresentato un valore enorme. Cinque persone per una trattativa di scambio non erano poche.
Due uomini arrivarono davanti al fuoristrada, aprirono lo sportello e fecero scendere Lisa. Mentre la trascinavano via gli lanci uno sguardo disperato, Kk cerc con il cuore in gola di infonderle coraggio.
Lisa? la chiam. Lei si gir per guardarlo ancora, l'uomo punt il mitra sulla fronte del Colonnello.
Ovunque andrai non ti accadr nulla, fidati di quello che ti dico, io verr a prenderti".
Cosa le hai detto? url spingendogli ancor di pi il mitra sulla fronte.
Esattamente come aveva fatto per gli uomini del GIS pens che l'unica opportunit per Lisa di rimanere in vita, era quella di diventare merce di scambio.
Ho solo spiegato alla dottoressa che non siete terroristi, ma persone che cercano giustizia in nome di Allah, che la tratterete bene e che non avete alcun bisogno di farle del male".
Bene, hai capito allora chi siamo?
Certo, e tu hai capito chi  la dottoressa?
Come si chiama?
Lisa Dell'Oro,  una filologa, stava qui per fare ricerche,  molto importante in Italia, non vi conviene farle del male".
Quanto importante in Italia?
 una docente dell'Universit di Roma". All'uomo brillarono gli occhi, gi immaginava quante richieste avrebbe potuto fare, osserv Kk.
Fai scendere i tuoi uomini".
Kk si gir e fece un cenno ai ragazzi. Furono fatti salire tutti sul furgoncino. L'auto dov'era salita Lisa fu la prima a partire, qualche minuto dopo, anche il furgone accese il motore e s'incammin seguito dagli altri fuoristrada. Erano stati legati con le mani sempre dietro la schiena. Due uomini salirono dietro insieme a loro. Agitandogli le armi addosso, indicarono le panche laterali mentre loro rimasero in piedi continuando a tenerli sotto tiro.
Percorsero parecchia strada. Kk cerc di tenere sottocontrollo il movimento di tutte quelle auto, ma non riusc a vedere bene. I finestrini erano sporchi e impolverati, quasi da rendere buio l'interno.
Un sobbalzo causato dall'eccessiva velocit con cui il guidatore prese una buca, fece cadere in braccio a Michele uno dei due uomini. Tutto si scaten in un istante. Capozza diede un calcio al mitra che ancora l'uomo stringeva in mano, Michele lo trattenne stringendolo in una morsa tra il suo capo e le sue gambe, costringendolo in una posizione prona. KK caric con tutto il peso l'altro uomo rimasto ancora in piedi. Rossi sferr un colpo mortale dando un calcio sul collo all'uomo che tratteneva Michele spezzandoglielo di netto. Poi si gir e ne sferr uno ancora pi forte colpendo la faccia dell'altro integralista. La violenza fu tale che fu scaraventato indietro. And a sbattere contro i portelloni che si spalancarono e rovin gi dal furgone in corsa. L'uomo che guidava non sembrava essersi accorto di nulla.
Il furgone si trovava quasi alla fine di una lunga discesa mentre le auto dietro di loro erano molto lontane, probabilmente si trovavano all'inizio della salita che la precedeva, in quel momento non erano visibili.
Fuori! url Kk.
Gli uomini si gettarono uno appresso all'altro capitombolando sul terreno. Kk osserv il furgoncino che si allontanava, stava ancora riscendendo il pendio, la forza di gravit richiuse gli sportelli.
Quello fu un bel colpo di fortuna, gli avrebbe consentito qualche minuto in pi. Tolsero contorcendosi, perch ancora legati con le mani dietro la schiena, il corpo dell'integralista dalla strada prima che passassero le altre auto. Ebbero appena il tempo di nascondersi dietro qualche albero che le videro sfrecciare a pochi metri da loro.
Attesero cos ancora qualche istante mentre il dolore causato dalla caduta inizi a farsi sentire. Tutto sommato se la cavarono con poco, solo qualche escoriazione, qualche livido o contusione ma nulla di rotto. Solo Rossi sembrava aver riportato una slogatura alla spalla. Si addoss a un albero rimanendo per qualche istante con gli occhi chiusi. Kk si avvicin osservando il colorito della sua pelle leggermente sbiancato ma non ci fu neanche il tempo di fare un passo verso di lui che il ragazzo prese un respiro e caric a tutta forza il tronco dell'albero dando un colpo secco con la spalla. Si ud solo il rantolo di una belva ferita, ma l'osso sembr essersi rimesso al suo posto.
Avrei potuto aiutarti! disse in tono di rimprovero il Colonnello. Rossi gli sorrise.
Gi fatto grazie".

19,03. Lago di Van, Turchia, 30 giugno 2007
Campo di addestramento, Regione dell'Anatolia Orientale.

Le auto si fermarono al centro di una radura. Lisa osserv quello che apparentemente sembrava un vero e proprio villaggio. C'era fermento, persone che si muovevano per il campo, entravano e uscivano dalle tende.
L'uomo con cui aveva parlato Kk scese dal fuoristrada e si diresse in una tenda, rimase qualche minuto e torn in compagnia di un altro uomo. Il modo in cui tutti si prostrarono al suo passaggio lasci chiaramente intendere che era il capo di quegli integralisti, anche lui con le stesse identiche vesti. La pelle era liscia e tesa, i lineamenti morbidi erano contornati da una barba senza baffi. Portava un turbante in testa, assomigliava molto a quelle immagini di Al Jazeera che giravano nei telegiornali internazionali. Pens Lisa rabbrividendo. Proprio lui le apr lo sportello e sorprendentemente con fare rassicurante si chin per farle un saluto arabo, con la mano che gli svolazzava davanti alla fronte.
L'uomo si rialz lentamente sorridendole orgoglioso di ci che aveva appena recitato. Lisa scese dall'auto, ancora stordita per quello che era accaduto nell'ultima ora.
Con la coda dell'occhio lanci uno sguardo al furgone, si erano avvicinati una decina di uomini con il fucile imbracciato, l'autista scese e attese un ordine.
Il capo e il suo vice si avvicinarono all'autovettura e con un impercettibile movimento degli occhi ordin l'apertura dei portelli davanti ai quali si erano schierati gli uomini con il mitra. L'autista apr le maniglie e tir indietro le due porte.
Improvvisamente ci furono urla e schiamazzi. Lisa, incredula, osserv quella scena. Al campo erano come impazziti, nessuno riusciva a spiegarsi come era potuto succedere, l'autista invoc Allah, si butt per terra, era disperato.
Si fece un cerchio vuoto intorno all'uomo inginocchiato che una volta buttava le braccia all'aria e l'altra baciava i piedi del capo.
Un movimento rapido dalla veste del capo e Lisa vide lo scintillio dell'arma. Lo sparo riecheggi nella radura. Si avvicinarono due uomini, raccolsero il corpo e lo trascinarono via.
Un piccolo discorso in mezzo al campo fece capire a tutti che chi sbagliava, pagava con la morte.
Ritornarono da lei come se nulla avesse turbato il saluto iniziale cos prosaicamente elargito.
Ci segua dottoressa".
Entrarono dentro la tenda pi grande, la fecero accomodare sopra una comoda poltrona.
Cosa possiamo offrirle da bere?
Lisa rimase sorpresa da quella figura strana, sembrava pi un viscido personaggio politico che un integralista islamico che viveva accampato.
Niente grazie, mi pu offrire la libert".
L'uomo la squadr da capo a piedi, era rimasto particolarmente colpito dal fascino che emanava quella donna.
Lei dottoressa  un'occidentale, per noi rappresenta una grossa opportunit". Fece una pausa lunghissima. I suoi occhi frugarono lentamente tutto il corpo di Lisa.
La libereremo quanto prima, ma non cos tanto prima da perdere questa opportunit". Sorrise con i suoi occhi vitrei, sulle guance si formarono delle fossette, a Lisa sembr un serpente.
L'unica cosa che aveva capito  che ora era sola, disperatamente sola, in mano a questi terroristi. Gli altri erano riusciti a liberarsi, Claudio le aveva detto di non preoccuparsi, le era sembrato molto sicuro.
Come mai conosce la nostra lingua?
Sono una filologa, conosco molte lingue e soprattutto la vostra perch ho studiato un lungo periodo ad Ankara".
Bene, questo faciliter la nostra convivenza. Stia tranquilla, non le accadr niente di male, deve solo avere un po' di pazienza che le trattative abbiano preso il via".
Trattative? Di cosa parla?
L'uomo non l'ascoltava pi, si rivolse al suo vice: Porta la dottoressa nella tenda di Imdat, lascia perdere le celle, metti fuori pi guardie che puoi ma lasciamola tranquilla. Si alz, avvicinandosi al volto di Lisa e le afferr una ciocca di capelli accarezzandola fra le dita.
Il fiore di Allah  venuto per profumare la nostra dimora".
Lisa si alz immediatamente cercando di sfuggire a quelle che avevano tutto l'aspetto di essere avance.
Fu scortata fino alla tenda.
L'interno era piuttosto spoglio, solo un po' di gommapiuma e paglia mischiata formavano quello che probabilmente veniva usato come letto. Una cassetta della frutta rivolta a testa in gi serviva da comodino, sopra un posacenere colmo di cicche da cui proveniva un odore forte di nicotina. Al centro un tappeto per la preghiera con a lato delle vasche d'acqua pulita. Quello era tutto ci che riempiva la tenda.
Rimasta sola si lasci cadere sul letto. Si raggomitol su se stessa e rimase cos per un tempo indefinito.
La mente ripercorse tutti gli accadimenti del giorno. Le immagini di quegli uomini che si accasciavano a terra sussultando sotto le scariche dei mitra, Kk che si prendeva i pugni sul petto e aspettava che lei superasse lo shock, la bomba esplosa davanti a loro. Aveva ancora nelle orecchie il ronzio provocato da quel boato.
Solo il ricordo dell'espressione sul volto di Kk la consolava, nonostante il loro distacco, Lisa aveva colto nello sguardo del Colonnello, quando l'aveva richiamata, l'amore che lui stesso le aveva dichiarato prima della partenza, prima che lei telefonasse al Rettore.
Rimase per un tempo indefinito a ricordare tutti i momenti belli vissuti insieme a lui. Si aggrapp a quei momenti e quei pensieri per non sprofondare nella disperazione. Si addorment sfinita.

19,04. Monti del Tauro, sud-est Turchia, 30 giugno 2007
Nascondiglio Dtp.

Il Tenente Colonnello e i suoi uomini, ritornati ai loro fuoristrada, raggiunsero la base del Dtp. Impiegandoci tutto il resto del giorno, arrivarono poco prima che calasse definitivamente la notte.
Furono accolti immediatamente da Riza che, compresa l'urgenza della situazione, convoc tutti i capi militanti all'interno della sua tenda.
La scambieranno con qualcuno, Yusuf Samet Baliki  pi un politico che un vero terrorista, siete stati fortunati, se ti fossi spinto pi a nord finivi in Iraq e l". si port le mani alla gola facendo un gesto secco finivi dritto dritto nelle mani di Al Quaeda, e quelli non sono dei buffoni come Yusuf".
Che informazioni avete su quel campo di addestramento?
No, scosse preoccupato il capo toglitelo dalla testa Seraskr, saranno almeno trecento uomini, impossibile intervenire l!
Hai qualche infiltrato?
Certo, manderemo dei messaggi alla dottoressa, se vuoi".
Certo, grazie. Quando lo vedi?
Viene almeno una volta a settimana".
Bene, allora voglio parlarci".
Andatevi a riposare adesso, non servirete a nessuno stanchi morti come siete".
Grazie Riza, sei un amico".
 la tua donna?
Kk chiuse gli occhi per un breve istante, poi annu.
Tornarono nella loro vecchia tenda, ritrovando pi o meno tutto come lo avevano lasciato. Compresi i sacchi a pelo. Li srotolarono buttandocisi sopra. Nessun commento, nessuna parola fu pronunciata sulla giornata. Avevano preso Lisa.

19,05. Lago di Van, Turchia, 4 luglio 2007
Campo di addestramento, Regione dell'Anatolia Orientale.

Lisa si sent accarezzare lungo il fianco, una mano fredda s'insinu dentro la sua maglietta, era stordita, non capiva dove si trovava. Chi mi sta toccando?
Si gir assonnata e si ritrov davanti gli occhi viscidi del serpente, le sorrise accentuando ancor di pi le fosse sulle guance. Come realizz fece uno scatto fulmineo guadagnando una posizione pi sicura, l'integralista rimase con la mano sospesa in aria quasi offeso della sua reazione, la lasci ricadere gi.
La volevo solamente aggiornare sulla trattativa, sembra che lei interessi molto al governo turco, e la cosa  decisamente pi interessante per noi piuttosto che per il suo governo. Spero che lei non se la prenda dottoressa, abbiamo avviato la trattativa per uno scambio". Un sorriso maligno si impossess delle sue fossette distorcendole fino a diventare dei solchi diabolici che si allungavano dagli occhi al mento.
Se non ci faranno perdere tempo e acconsentiranno alle nostre richieste nel giro di poco tempo sar libera". Si alz, lanciandole un ultimo sguardo prima di sparire fuori la tenda.
Il cuore di Lisa riprese i battiti normali, se era vero quello che le aveva appena detto, nell'arco di qualche giorno sarebbe stata nuovamente libera, pens non del tutto convinta.

19,06. Monti del Tauro, sud-est Turchia, 10 luglio 2007
Nascondiglio Dtp.

Il commando del GIS attendeva ormai da nove lunghi giorni l'arrivo dell'informatore, quelle ore, quell'attesa furono i pi difficili per gli uomini del Colonnello e per lui prima di tutti.
L'informatore aveva mandato un messaggio a Riza, la donna stava bene, era curata e non subiva maltrattamenti. Come aveva ipotizzato Kk, l'uomo di Riza aveva confermato che era stata oggetto di scambio per una trattativa che era ancora in atto. Non erano riusciti a sapere con chi, ma l'informatore gli aveva assicurato che, appena possibile, sarebbe ritornato per aggiornarli.
Raccolti attorno al fuoco passavano la maggior parte delle serate, riflettevano, ideavano strategie ma ognuno di loro era pienamente cosciente del fatto che fino a quando la trattativa non fosse stata conclusa non avrebbero potuto fare niente.
L'attesa si prolungava troppo, l'informatore sarebbe dovuto arrivare gi da qualche giorno ma di lui nessuna traccia.
Kk se ne stava in disparte lontano dagli altri, quello che aveva dentro lo stava logorando, un dolore fisso, acuto nel petto come un pungolo che s'incunea per aprire in due la cassa toracica.
Michele, intuendo i pensieri del suo amico, gli si avvicin discretamente sedendosi accanto a lui.
Le luci arancioni del fuoco si riflettevano sui volti dei due uomini. Per qualche istante rimase a guardarsi quella danza incantata proiettata sulle sue mani stese per rubare un po' di calore a quel pigro fal.
La riportiamo a casa Claudio! lo disse senza un minimo di incertezza nella voce. Kk annu continuando a guardare oltre le fiamme, verso il buio, verso il niente.
Lascia stare i sensi di colpa, non hai nessuna responsabilit! fece ancora il Luogotenente.
Una risata sprezzante svuot i polmoni del Colonnello.
Mi ha completamente ammaliato quella donna, ho fatto una serie di cretinate che neanche te lo immagini. Prima fra tutte quella di averla portata qui! Ne ho eccome di responsabilit, ma non  questo il problema".
E allora qual ?
Ho paura Michele, ho paura che possa capitarle qualcosa, che le facciano del male, sono torturato da immagini strazianti, io... io". Lasci cadere cos il discorso, non c'era altro da dire, Michele aveva gi compreso i sentimenti che provava per Lisa.
Dio mio, sta nelle mani di quei pazzi! imprec chiudendo gli occhi. Gli pass davanti l'immagine di Lisa che lo guardava mentre veniva caricata sul fuoristrada.
Non le faranno niente, hai sentito Riza, il loro capo  solo interessato allo scambio con prigionieri. Il Generale De Martino che ti ha detto prima?
Che non c' nessuna richiesta da parte di nessun tipo di fazioni terroristiche, nessuno si  fatto sentire e questo era il peggio che ci potesse capitare".
Perch?
Perch vuol dire che ci sono di mezzo i militari turchi! Sono certo che la trattativa sar con loro". Michele imprec.
Rimasero cos, nel silenzio, disturbato solo dal crepitio della legna che bruciava facendo compagnia ai loro cupi pensieri.
Se cos fosse pensi che non riusciremmo a liberarla?
Finalmente un piccolo accenno di sorriso si affacci sul volto del Colonnello.
Certo che s! Ho con me gli uomini migliori, te e l'altra squadra ad Adana! Spero solo che non le facciano del male!
Agiremo nel trasporto".
S  l'unica nostra possibilit! conferm Kk.
Furono riscossi dal vociare di uomini che proveniva dall'altro lato del campo. Si alzarono per andare incontro a quelle che sembravano grida di aiuto.
Due uomini tenevano in braccio un ragazzo, camminavano con le ultime energie che avevano. Lo schiamazzo aveva svegliato tutti. In pochi attimi il campo si riemp delle solite facce, questa volta preoccupate.
Rossi tolse dalle braccia stanche dei soccorritori l'uomo che sembrava senza vita. Parlavano rapidi dando ordini. Non c'era disperazione nella voce, in quegli occhi si poteva leggere solo rassegnazione. Infine, sopraggiunse Riza.
Il cadavere era stato posato vicino al fuoco, Riza si avvicin all'uomo accovacciandosi accanto, gli pass una carezza sul volto ormai freddo. Poi guard il Colonnello, le labbra gli tremarono.
Era... era l'informatore".
Kk deglut a vuoto, incass quel colpo con una forza disumana.
Riza scambi con i suoi uomini qualche rapida battuta che neanche fece in tempo a capire.
Sembra che la dottoressa non stia pi l,  l'ultima cosa che ha detto Nethil gli spieg Riza.
Kk si rialz facendo un cenno al suo commando.
Si radunarono in un cerchio stretto, i loro piedi si toccavano, al centro c'era il Comandante, in breve prese le uniche decisioni possibili dando gli ordini ai suoi soldati.
Michele e Rossi sarebbero andati a controllare se effettivamente Lisa non si trovava pi al campo di addestramento, lui e Capozza invece sarebbero ritornati alla Moschea di Adana per contattare l'imam Haci.
Decise di partire in quello stesso momento, non c'era un attimo in pi da perdere.
Kk e Michele si salutarono dandosi una stretta di mano e una pacca sulla spalla. Le due auto presero direzioni opposte guadagnando sempre pi sulla distanza che li separava dai loro rispettivi obiettivi.

20. Adana.

20,01. Adana, Turchia, 11 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, carcere di massima sicurezza.

La cella era buia e umida, Lisa sedeva per terra, stordita e frastornata.
Un anello di ferro sulle caviglie e sui polsi le stritolava la carne. Apriva e chiudeva le mani per permettere a un po' di sangue di circolare. A tratti, era scossa da un tremito incontrollabile. Non capiva pi se per il freddo o per la paura.
L'odore nauseabondo che permeava quel luogo le dava il mal di stomaco. Ai lati del minuscolo ambiente, c'erano avanzi di cibo putrefatti, escrementi, bende sporche di un liquido marrone, molto probabilmente sangue. Cerc di muoversi per trovare una posizione migliore.
La cella era scavata nella roccia, l'unica parete su cui si poteva appoggiare, viste le catene, presentava alcuni spuntoni che le graffiavano la schiena.

20,02. Adana, Turchia, 11 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, Moschea di Adana.

Il Range Rover si ferm nei pressi di quel piccolo bar da cui qualche tempo prima era iniziato il pedinamento.
Michele e Rossi erano gi sulla strada del ritorno. Avevano monitorato per tutta la nottata il campo di addestramento e avevano dovuto confermare a malincuore che non c'era traccia della dottoressa.
Attesero fino a quando le luci del mattino s'infiammarono nuovamente per annunciare un nuovo giorno.
Lenti movimenti, passi di ombre accartocciate attraversavano davanti a loro.
Le prime auto che si accendevano nei parcheggi rivelavano il risveglio della citt. Qualche primo movimento attorno alla moschea riscosse il Colonnello dai suoi pensieri. Usc dal fuoristrada dirigendosi dentro.
Oltrepassata l'entrata lo vide immediatamente, intento nella sua preghiera, inginocchiato con il capo che toccava il pavimento.
Attese ancora, mentre cominci in cuor suo a pregare anche lui.
Haci era l'ultima possibilit che gli rimaneva, se lui non avesse saputo... non riusc neanche a formulare un simile pensiero, Haci doveva sapere! Era il fulcro dell'intera organizzazione. Da lui partivano e arrivavano tutte le notizie a Baran, i suoi informatori si muovevano in lungo e in largo, dentro e fuori dalla Turchia.
Quando Haci alz il capo, i loro occhi s'incontrarono, e per un impercettibile istante Kk percep un cenno positivo. Il suo cuore ebbe un balzo. Attese ancora, come un turista curioso si aggir fingendo di osservare questo e quell'altro particolare architettonico. Lo sent dietro di s, prov l'impulso immediato di girarsi di scatto ma ancora una volta dovette frenarsi, fingere. Ancora una volta, occhi indiscreti avrebbero potuto riferire quell'incontro.
Attese fino a quando una mano gentile non gli si pos sulla spalla. Haci finse un cordiale approccio come fosse stato uno dei tanti visitatori che giravano per la moschea. Se lo prese sotto braccio cominciando a fargli fare dei giri circolari intorno alla pianta dell'edificio. Solo quando si sent pi sicuro inizi a parlare.
So cosa vuoi chiedermi. La dottoressa, vero? Quella che hanno preso gli uomini di Yusuf Samet Baliki?
Una tenue speranza inizi a farsi varco nell'animo incupito di Kk.
Si,  lei! Haci sai dove l'hanno portata? Disse sforzandosi di mascherare i propri sentimenti. L'avrebbe volentieri afferrato per le spalle e scosso ma sapeva che mai come in quel luogo doveva controllare ogni sua reazione, si liber del suo braccio per guardarlo di fronte.
Ho saputo che qualche giorno fa l'hanno portata al carcere di massima sicurezza di Adana rispose e si guard intorno per vedere se qualcuno osservava la scena.
Kk gonfi il torace e trattenne l'aria nei polmoni, alz il viso verso il soffitto e ringrazi il suo Dio di aver ricevuto dopo tanta angoscia una conferma che la sua Lisa era ancora viva.
Per".
S, cosa? chiese d'improvviso impaurito dal tentennamento dell'imam. Cosa Haci? ripet ancora.
Sembra che l'abbiano messa nelle celle di tipo F".
Il Colonnello chiuse gli occhi, in quel momento un dolore sordo s'impadron di lui. Deglut a vuoto. Sent le sue mani ghiacciate, le guard e se le vide bianche.
Colonnello devi stare attento, quelli non scherzano".
Neanche io! guard scuro negli occhi dell'imam. Come Haci anche Kk si gir per lanciare un'occhiata in giro ma vide che era tutto tranquillo.
Come fai a sapere che c' un legame con me? Haci sorrise compiaciuto.
Io so tutto quello che accade Colonnello, altrimenti il Dtp non sarebbe mai potuto arrivare fino a questo punto".
Quell'ultima affermazione riusc a strappare dalle labbra serrate di Kk un sorriso tirato.
Grazie Haci, grazie infinite, per questa informazione ti devo la mia vita".
L'imam fece un piccolo inchino verso di lui, si volt e spar nei meandri della moschea.
Torn nell'auto concentrandosi sulle successive azioni. Per la prima volta dopo tanti giorni, sentiva una flebile speranza ma tutto sarebbe dipeso da ci che lui in quel momento avrebbe pianificato, deciso e attuato.
Kk e Capozza raggiunsero la prima squadra che attendeva impaziente all'interno dell'appartamento messo a loro disposizione dal Dottor Landi.
Anche Michele e Rossi nella tarda mattinata arrivarono impiegandoci molto meno di ci che aveva previsto.
Dopo un fugace sguardo Kk si rese conto che i suoi uomini avevano fatto l'impossibile per stargli accanto, il volto tirato e stanco ne era una conferma.

20,03. Adana, Turchia, 19 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, carcere di massima sicurezza.

I giorni scorrevano lenti e la mente cercava disperatamente di non perderne il conto.
L'unica cosa che accadeva l dentro era l'arrivo di una donna che scostava di poco la porta, posava per terra un vassoio arancione su cui vi erano scodelle lerce e puzzolenti riempite da un miscuglio di minestre e avanzi di altro cibo. Per i primi giorni Lisa non riusc neanche a guardarlo ma quando le fu chiaro che nulla avrebbe avuto oltre a quel vassoio arancione si costrinse a trattenere i conati di vomito mentre deglutiva quella poltiglia verde.
Un rumore all'esterno la fece sobbalzare, stavano arrivando! Una voce brusca oltrepass le pesanti pareti e arriv fino a lei.
Dottoressa, cos'ha trovato in questo scavo?
Ud lo scatto della serratura e infine quel sottufficiale turco, Ahemt Capa, che rideva fragorosamente.
L'uomo entr dentro la cella, rimase a guardarla qualche attimo. Lisa istintivamente si rannicchi verso l'angolo della parete.
Mi ha sentito?
Il cuore le batteva fortissimo, non riusc a emettere alcun suono.
Passarono interminabili secondi, poi l'uomo indispettito dal suo silenzio le sfil un calcio violento, colpendola sulla schiena. Sent un getto d'aria uscire dai suoi polmoni, per il dolore si port una mano verso il fianco ma fu trattenuta di colpo dalle catene. Ci suscit l'ilarit del militare. Sembrava trovare quella situazione molto divertente. Poi tir fuori dalla tasca alcune chiavi, si avvicin a Lisa accovacciandosi anche lui e cominci ad aprire le serrature degli anelli.
Lisa si tocc l dove il ferro aveva lasciato delle piaghe. Il male che le procuravano e il dolore per il calcio quasi la stordivano.
Fu afferrata per i capelli e costretta ad alzarsi.
Cosa avete scoperto? chiese continuando a fare domande in turco.
Lisa fece finta di non capire, era terrorizzata ma forse fingere di non sapere il turco le sarebbe potuto tornare utile.
In quei giorni di prigionia sent di essersi dimagrita parecchio, avevano cercato in tutti i modi di farle perdere il controllo e di mandarla in confusione mentale, ma lei tutto sommato aveva saputo resistere.
Sent l'uomo perdere le staffe e gridare ancora mentre ripeteva la sua domanda.
L'afferr nuovamente per la testa e tenendola ferma la colp con un ceffone in pieno viso.
Ok, fai la dura eh? Ho capito con te ci vogliono le maniere forti!
Il militare con uno stuzzicadenti in bocca, cominci a girarle attorno come uno squalo con la sua preda.
Si ferm dietro di lei. Lisa trem. Gli attimi sembravano ore. Cosa le voleva fare? La dottoressa si gir di scatto e la punta dello stuzzicadenti che stava l ad aspettarla si conficc sulla guancia, trapassandola e andando a scontrarsi con i denti.
Con uno scatto si strapp il pezzetto di legno dalla sua carne, un fiotto di sangue le sgorg dal foro, cerc di bloccarne l'uscita facendo pressione con la mano.
L'uomo sembrava beato dalla vista del suo sangue, sorrideva felice, raccolse lo stuzzicadenti da terra e se lo rimise in bocca, leccandolo.
Bene dottoressa vediamo ora se ti va di parlare, cosa avete scoperto su Baran Al?
Lisa era stravolta dalla sofferenza ma ancora non rispose, doveva assolutamente far finta di non capirlo.
L'uomo fece un sorriso annuendo a se stesso, si gir fra le labbra quel piccolo pugnale, se lo infil nei denti e poi lo tir fuori osservando la punta in cui era rimasto incastrato un residuo di cibo, si avvicin a Lisa allungando la mano verso la sua camicetta, ce lo strofin sopra, pul la punta, poi continu a strofinarlo spingendo forte sul petto, il collo, la gola per poi riscendere ancora verso il seno e spingere ancor pi forte, graffiandola e lasciandole dei solchi sulla pelle.
Lisa strinse le labbra per non urlare. Il militare improvvisamente si ferm. Rest immobile come un serpente quando sta per sfilare il morso fatale, poi con uno scatto fulmineo e con una forza brutale spinse il legno dentro la carne di Lisa, al lato del seno.
Lisa url per la fitta che la trapass. Mentre con una mano ancora tamponava la guancia con l'altra cerc di sfilarsi nuovamente il legno.
Il dolore era insostenibile, probabilmente aveva perforato la ghiandola. Non riusciva a compiere la torsione necessaria per vedere oltre il seno: girava come un cane che si morde la coda. L'uomo rideva divertito. Improvvisamente, Lisa perse i sensi e cadde svenuta sul freddo pavimento della sua cella.

20,04. Adana, Turchia, 20 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, app. Dottor Landi.

Il commando del GIS era al completo. Tutti gli occhi puntati sul monitor scrutavano le immagini radar proiettate dal satellite da osservazione. Uno dei quattro satelliti della costellazione COSMO-SkyMed11 Small Satellite For Mediterranean Observation puro concentrato di scienza e tecnologia italiana. Una missione che tra progetto, tecnologia, lancio, e infrastrutture a terra, aveva avuto costi pari a 1.100 milioni di euro.
Le immagini in tre dimensioni, con una precisione pari a meno di un metro erano dettagliatissime. Con una capacit di oltre 300 Gigabit a bordo, il satellite immagazzina riprese radar che poi invia alla terra. Ci rende possibile alla costellazione dei quattro satelliti di inviare circa 1800 immagini criptate ogni 24 ore.
Il sistema COSMO-SkyMed  in grado di operare su scala planetaria, in modalit di Routine, pianificata ogni 24 ore, o di crisi, modalit pianificata ogni 12 ore oppure ancora, come nel loro caso, in modalit di Emergenza.
L'operatore militare in linea con Kk puntava il satellite in modalit operativa asincrona in base alle loro richieste. Dovevano ottenere le acquisizioni nel pi breve tempo possibile.
La prima squadra usc, perlustrarono il territorio studiando le strade pi veloci, quelle meno trafficate e tutti i percorsi che avrebbero potuto fare in caso d'inseguimento. La seconda squadra pass tutto il resto della giornata a decidere e a pianificare l'irruzione.
Per ore e ore il Comandante del GIS non fece altro che studiare la situazione, dare disposizioni e relazionarsi con il COFS.

20,05. Adana, Turchia, 20 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, carcere di massima sicurezza.

Non sapeva per quanto tempo aveva perso i sensi. Non avrebbe saputo dire se fossero passate solo poche ore o l'intera notte. Fu svegliata dalle voci di quei due uomini. Erano dentro la sua cella ma solo quando sent nominare Kk trov la forza di reagire allo stato di incoscienza in cui era precipitata. Rimase cos com'era, abbandonata sul pavimento, senza muovere neanche un nervo, ascoltando ogni singola parola.
Se il Colonnello Kk ci trova, ci ammazza tutti!
Generale, non ci trover. E poi noi abbiamo lei".
Cosa ti ha detto?
Niente, non capisco se fa finta o se non sa il turco".
Ma come fa a non conoscere il turco? Ha lavorato qui per molto tempo".
S ma quelli parlano tutti inglese".
Bene, allora interroghiamola in inglese".
Un'espressione da ebete si dipinse sul volto del militare.
Certo! Non pu far finta di non conoscere l'inglese!
No. Se finge la sistemiamo a dovere questa volta".
Si sent nuovamente afferrare per i capelli.
Svegliati!
Sent l'alito fetido di quell'uomo, aveva la faccia a pochi centimetri dalla sua.
Svegliati!
Si ricord che doveva parlare inglese, certo non ne era molto portato, fu costretto a limitare il suo colorito linguaggio.
Sveglia! Lisa apr gli occhi.
Ah, ora capisci eh? Lisa annu.
Cosa avete trovato?
Di cosa parli chiese bisbigliando.
Non fare la furba, cosa avete trovato?
Io non so cosa stai dicendo, ne perch mi avete preso!
Tu lavori per il Colonnello Kk, cos'hai trovato?!
Il Colonnello  il mio fidanzato, io non lavoro per lui".
E cosa ci facevi alla base operativa del Colonnello? A cosa stavi lavorando?
A volte mi porto del lavoro l per stare un po' con lui".
Basta! So chi sei, se dici ancora il falso ti ammazzo!
Intervenne il Generale: Dottoressa lei  stata oggetto di una nostra investigazione, sappiamo che lavora per il GIS. Cos'ha scoperto e perch  stata coinvolta?
Io non lavoro per il GIS, le ripeto che sono la fidanzata del Colonnello!
Un pugno le arriv dritto sul labro superiore, non fece in tempo a schivarlo. Si pass la lingua sopra le sue labbra sentendo il sapore ferroso del suo sangue. Cerc di portare le mani alla bocca ma si accorse solo allora di essere stata nuovamente legata.
Se non vuole assaggiare i nostri metodi per come dire... tradizionali, dottoressa, le consiglio di cominciare a parlare". Disse il Generale.
Io non so di cosa devo parlare questa volta Lisa cominci a tirar fuori un po' di voce.
Sono una cittadina italiana e vorrei capire per quale motivo mi trovo qui, sequestrata da voi!
Non l'abbiamo sequestrata, anzi noi l'abbiamo tolta dalle grinfie di quei pericolosi terroristi, l'abbiamo quindi salvata e ora". disse il Generale allisciandosi i baffi diciamo che in questo momento sta collaborando con noi".
Ma cosa volete!
Il tono di voce si era troppo alzato, un altro ceffone fu indirizzato questa volta sulla sua ferita alla guancia.
Che dobbiamo fare? domand il militare al Generale, tornando nuovamente a parlare turco. Ormai dava per scontato che Lisa non lo capiva.
Credo che possiamo cominciare con la vasca".
Un sorriso maligno comparve sul volto di Ahemt Capa. Era sadico e Lisa ormai lo aveva capito, ma cosa voleva dire la vasca?
Lo vide chinarsi su di lei e riaprirle le serrature.
Andiamo alzati, cammina! url il militare.
Si alz lentamente, era indolenzita e piena di tagli, lividi e ferite che si stavano infettando. Si guard le braccia, erano luride e magre.
Si sentiva esausta ma cercava di non farsi abbattere psicologicamente. Attravers la porta e per la prima volta vide cosa c'era fuori. Uno stretto corridoio con altre celle piccolissime, il fetore l era anche peggiore di quello della sua cella.
Percorsero una decina di metri, sulla destra entrarono in una stanza completamente ricoperta di maioliche bianche. Sul lato sinistro di questa c'era un altro piccolo corridoio da cui s'intravedevano le docce. In fondo alla stanza invece c'erano due vasche di misure moderate.
Il fetore che aveva sentito nel corridoio chiaramente proveniva da l. Una di quelle vasche era ripiena di una sostanza giallognola marrone.
Lisa si blocc all'istante, comprese quale sarebbe stata la sua prossima tortura. Indietreggi. Urla laceranti le uscirono graffiandole la gola. Si dimen come un'ossessa ma questo non fece che scatenare il suo sadico carnefice che si trovava proprio dietro di lei. La blocc ancora una volta afferrandole i capelli.
Sta ferma!
No, la prego, no! supplic Lisa tremante.
Stai calma, un bel bagno ti servir, puzzi".
No! Url cercando di divincolarsi, ma l'uomo era troppo forte. Le strapp i vestiti di dosso. Lisa continuava la sua lotta ma i suoi sforzi si rivelarono deboli di fronte la ferocia del turco.
Si ritrov nuda e tremante, ancora trattenuta per i capelli fu strattonata per farle compiere quei pochi metri che l'avrebbero condotta dentro la vasca.
Dottoressa per ora le riserviamo questa vasca disse il Generale indicando quella vuota. Lisa cerc di alzare il capo, ma era trattenuta ancora verso il basso, con la schiena piegata cos da lasciar vedere tutta la sua nudit. Cerc di aggrapparsi con le mani al bordo della vasca per contrastare la spinta e cercare di rialzarsi ma il Generale le schiacci le dita con le scarpe. Scivol andando a sbattere la testa contro il bordo.
Ecco, da questa posizione ora si vede meglio! le disse umettandosi le labbra secche.
Dai, allarga le gambe e fammi vedere! aggiunse Ahemt Capa.
Lisa aveva gli occhi colmi di lacrime per l'umiliazione e il volto completamente rosso. Il tremore riprese a scuoterle tutto il corpo, sent scorrerle tra le gambe il liquido caldo della sua urina.
And in confusione mentale, il dolore, la paura e l'umiliazione a cui era sottoposta presero il sopravvento.
Sent la mano viscida Ahemt Capa strusciarle all'interno delle cosce, si sent toccare.
Con uno scatto improvviso, Lisa si tir indietro dandogli una gomitata in pieno volto. L'uomo l'afferr nuovamente per i capelli.
Brutta troia ti faccio vedere io ora!
Tir fuori un coltello e tenendole il capo all'indietro lo punt alla gola.
Basta cos Ahemt! Il Generale ferm all'istante quel gesto folle.
Ti stai facendo prendere la mano. Riserviamole il trattamento solito, ormai  sufficientemente provata, parler!
La lasci ricadere bruscamente in avanti e tenendo sempre i lunghi capelli stretti nella mano li tranci di netto a quindici centimetri con la lama affilata.
Lisa si volt terrorizzata. Ahemt, ridendo sguaiatamente, si sfior il volto con il mazzo dei capelli che gli erano rimasti in mano.
Ritorn immediatamente serio e con uno sguardo da folle psicopatico glieli gett in faccia.
L'afferr nuovamente per i capelli e con una violenza brutale la scaravent all'interno della vasca. Lisa sent un dolore acuto sulla cute, non fece nemmeno in tempo a proteggersi con le mani che un getto violento di acqua gelata la colp su tutto il corpo.
Cerc di muoversi, di proteggersi almeno con le braccia ma era tale la forza dell'acqua che la schiacciava contro la vasca non permettendole difese. Il getto s'interruppe.
Che rapporti ha con il Colonnello Roci? sent da lontano la voce del Generale.
Sono la sua fidanzata balbett Lisa tremando per il freddo.
Perch  coinvolta in questa operazione?
Io non sono coinvolta in nessuna operazione!
Il getto riprese ancora pi violento di prima, le fece sbattere il capo sul bordo. L'acqua era sempre pi ghiacciata, un attimo prima che stava per perdere i sensi, gli esperti torturatori, sospesero nuovamente il getto.
Dottoressa! Dottoressa! Ci volle qualche attimo prima che Lisa si riprese, ormai era allo stremo delle sue forze.
Dove sono? Ho freddo, sto male. Non capiva pi niente ma un senso di profonda angoscia la opprimeva.
Finch non sai, sei salva Le risuonavano in testa queste parole.
Immagini e ricordi senza senso si confondevano sovrapponendosi nella sua mente offuscata. Formulava pensieri sconnessi. Aveva dolore in tutte le parti del corpo e un freddo incredibile le stava inibendo i movimenti.
Fu riscossa da due ceffoni sul volto. Riapr gli occhi a fatica. Si ritrov la faccia del Generale di fronte alla sua.
Dottoressa lei ci sta facendo perdere troppo tempo, glielo chiedo per l'ultima volta, perch  coinvolta in questa operazione militare?
Io". Con gli occhi socchiusi Lisa voltava il capo a destra, poi a sinistra. Era stordita. Con uno sforzo cerc di rispondere ancora: Io... ho gi risposto a questa domanda bisbigli.
Bene! Il Generale si volt verso il suo attendente.
Vai a chiamare il medico e la vigilante".
Le serberemo lo stesso trattamento che riserviamo alle prigioniere politiche curde, vedremo se parler!
Pochi minuti dopo, entrarono nella stanza una donna che indossava la stessa divisa delle guardie carcerarie insieme a un uomo che indossava un camice bianco. Senza neanche scambiarsi un cenno o un saluto tra di loro la donna l'afferr per un braccio tirandola fuori dalla vasca. Aveva una corporatura robusta, poteva facilmente esser scambiata per un uomo vista anche la peluria sul mento.
La port in un bagno, la fece inginocchiare sopra il gabinetto e tir fuori un rasoio, in meno di due minuti la testa di Lisa era completamente rasata. Quello era il primo segno distintivo delle prigioniere politiche. Quello che rimaneva dei capelli di Lisa una volta rasato cadeva dentro la tazza del gabinetto.
La vigilante tir lo scarico con la faccia di Lisa ancora all'interno. Dell'acqua lercia le schizz in bocca, ebbe un conato di vomito.
Fu ricondotta nuovamente alla stanza delle vasche. Il medico le fece indossare un camice bianco con l'apertura solo sul retro.
La fecero sedere sull'unica sedia che si trovava l dentro. Il medico, un uomo giovane sulla trentina, le arrotol la manica destra fino al gomito e inizi a tastarle le vene dandole dei pizzicotti.
Cosa mi volete fare?
Vogliamo farla parlare dottoressa! rispose il Generale.
Mi dica, la prego! Cosa volete farmi? chiese ancora Lisa voltandosi verso il medico.
Il dottore sembrava impassibile, probabilmente non poteva parlare con i prigionieri. Tir fuori dall'armadietto alcuni flaconi di medicinali e facendo un mix aspir con l'ago di una siringa il liquido ottenuto.
Dottore la prego mi dica cosa volete farmi? Sono allergica ad alcuni medicinali! url Lisa mentre la vigilante l'afferrava per tenerla ferma. Il dottore le butt uno sguardo rapido di sottecchi, le conferm che almeno aveva compreso ci che aveva detto.
Senza guardarla pi si rivolse al Generale: Se questa donna  allergica a uno di questi medicinali potrebbe morire.
Non ci interessa, procedi rispose l'attendente.
Come ordinate, volevo solo avvertirvi che in quel caso non avreste il tempo di farle alcuna domanda, lo shock anafilattico avviene entro i primi due minuti dopo la somministrazione".
Aspetta allora! disse il Generale aggirandosi per la stanza come una belva. Si tolse gli occhiali. Li punt verso il lucernaio in alto per cercare una qualche ipotetica macchia sulle lenti. Li indoss nuovamente rivolgendosi al dottore: Esiste un farmaco che pu essere usato nel caso in cui avesse uno shock?
Certo Generale, ma qui non l'abbiamo, forse in infermeria".
Mandi la vigilante allora".
Il dottore si avvicin al telefono appeso alla parete e compose il numero interno dell'infermeria. Spieg all'addetto quale farmaco avrebbe dovuto consegnare alla vigilante e riagganci la comunicazione.
Si avvicin a Lisa. Le scortic in tre punti diversi la pelle del braccio e rovesci il contenuto delle fialette che aveva in mano. Le fece un test per verificare la sua allergia e infatti, solo un farmaco sembrava essere tollerato da Lisa.
Generale, devo escludere sicuramente due farmaci, l'altro non credo che le provocher uno shock, per potrebbe comunque creare complicazioni. La somministrazione per endovena  pi pericolosa".
E cosa comporta?
Gli altri due farmaci sono solamente delle droghe, per quest'altro invece, nel caso avesse una reazione allergica, vi rimarrebbero circa venti minuti per interrogarla. L'effetto dell'ipnovel dura pi o meno un'ora, se le si gonfiasse la gola devo farle l'adrenalina e prima di una quarantina di minuti non sar in grado di parlare".
In quell'istante, rientr la vigilante con in mano il farmaco, lo porse al medico che lo osserv rigirandolo per leggere l'etichetta.
Bene, elimini gli altri due farmaci. Cominciamo".
Il dottore gett nel secchio la siringa e ne prese un'altra integra. Ricominci l'operazione aspirando il solo farmaco tollerato da Lisa. L'alz per controllare eventuali bolle d'aria dopodich afferr il braccio della donna che, terrorizzata, lo guardava con aria implorante.
La prego no bisbigli ormai consapevole di non poter pi fare nulla. Il farmaco fu iniettato nel corpo di Lisa. Il dottore estrasse l'ago tenendole premuto un batuffolo d'ovatta sopra.
Attesero qualche istante. Tutti i presenti scrutavano la donna in attesa di una sua reazione.
Passarono altri minuti. Lisa si sent stordita, la testa le girava, inizi a tossire, la gola le si era asciugata. Ancora colpi di tosse. Il dottore le afferr il viso.
Si sta gonfiando,  il caso di iniettarle l'altro farmaco".
Il Generale come se non avesse sentito inizi con le domande.
Dottoressa Dell'Oro qual  la natura del suo rapporto con il Colonnello Roci?
Cerc di tirarle su la testa ma non avendo pi presa sui capelli ormai rasati, fece qualche tentativo, poi le mise una mano sulla fronte e le appoggi il capo sullo schienale della sedia. Il volto apparve completamente trasformato. Era gonfio, le labbra rosse fuoco, la pelle cerea, il naso alla base le si era allargato saturo di istamina.
Dottoressa Dell'Oro qual  la natura del suo rapporto con il Colonnello Roci? ripet urlando.
Dalla gola di Lisa usc un suono gutturale, l'esofago si stava per chiudere, respirava faticosamente, il petto sussultava nel tentativo di ricercare ossigeno che non riusciva a penetrare. Generale le devo somministrare il farmaco altrimenti muore intervenne il medico.
L'attendente Capa si avvicin a Lisa, le afferr con entrambe le mani il capo ciondolante come fosse stata una palla.
Rispondi!
Con le dita, esercitava una violentissima pressione, a Lisa sembr che gli stesse strizzando il cervello, tent di parlare, quel dolore doveva cessare.
 il mio fidanzato rispose in un rantolo.
Il dottore non attese un attimo in pi, aveva gi preparato il farmaco e lo iniett centrando la vena principale del braccio. La donna dopo l'ultimo sforzo sembrava aver perso i sensi, solo un flebile sussulto testimoniava ancora vita in lei.
Ora dobbiamo attendere, non c' nulla che possiamo fare, disse il dottore guardando il Generale sperando che non sia troppo tardi".
Se dovesse morire, dottore, la riterr personalmente responsabile".
Disse il Gk lasciando sbigottito il suo interlocutore.
Rimanga attaccato a questa donna, quando si sar ripresa ci faccia chiamare".
S'incammin verso il corridoio esterno. Il suo complice lo segu. In prossimit della porta questi si gir e improvvisamente torn verso Lisa, un'espressione di puro odio gli infuocava il volto.
Le afferr con mani esperte il braccio destro, lo rigir facendogli compiere una torsione, quel tanto che consent l'uscita della testa dell'omero dalla cavit glenoidea. L'arto senza pi sostegno ricadde scomposto.
Il giovane medico rimase sgomento, di certo non avrebbe potuto rimediare alla lussazione, non avrebbero risparmiato neanche lui. Tutto quello che aveva potuto fare per quella donna lo aveva fatto, probabilmente salvandole la vita.

20,06. Adana, Turchia, 20 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, app. Dottor Landi.

Il tavolo basso all'interno dell'appartamento era ricoperto di piantine del carcere e di fotografie contrassegnate in vari punti, quelli da cui avevano deciso di agire.
Kk si estrani osservando i suoi uomini che discutevano. L'enfasi con cui partecipavano non pass inosservata al Colonnello. Era chiaro ormai che era diventata per tutti loro una guerra personale.
Non capitava mai che conoscessero un ostaggio e avevano tutti a cuore la dottoressa. Quella bella donna che aveva avuto per ognuno di loro una parola, un sorriso o una confidenza. Un'appassionata Professoressa che gli aveva svelato con amore e passione i segreti della storia. Aveva cercato di conoscere a fondo le loro personalit e i loro gusti. Conosceva i nomi delle mogli o dei figli di ognuno di loro. Non erano uomini capaci di dar voce ai propri sentimenti, diedero cos sfogo al loro dolore pianificando e studiando la liberazione dell'ostaggio.
Grazie". La voce profonda del loro Comandante risuon fra quelle pareti vuote richiamando l'attenzione di tutti quanti.
Sorpresi, rimasero a guardarlo impacciati per un tempo che sembr interminabile. Nell'aria, imbarazzo e commozione stavano per precipitare addosso al commando del GIS.
Ragazzi vi ho semplicemente ringraziato!
Comandante facciamo solo il nostro lavoro rispose il Tenente Rossi. Kk lo squadr in silenzio: Bene aggiunse con un cenno del capo.
Sai chi devi ringraziare veramente? Il tuo amico, il capo del SISMI, dietro quella porta c' un arsenale! gli rispose Michele indicando una stanza in cui era contenuta una quantit sbalorditiva di materiale esplosivo. Kk sorrise ammiccandogli di rimando, anche lui era rimasto con la bocca aperta quando era entrato l dentro, ma decisamente rincuorato.

20,07. Adana, Turchia, 20 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, carcere di massima sicurezza.

Lisa era completamente stordita. Le avevano legato l'unico braccio ancora funzionante dietro lo schienale della sedia, forse pi per sostenerla che per tenerla ferma. Il braccio lussato lo teneva adagiato sulle gambe completamente inutilizzabile.
Il dolore si era attenuato, l'unica cosa che Lisa percepiva era il suo respiro forzato, la sua cassa toracica si alzava e riabbassava con gran fatica. Per il resto non aveva pi cognizione.
Erano rimasti con lei solamente il medico e la vigilante ad attendere il tempo necessario affinch il farmaco contrastasse la reazione allergica.
Passati una quarantina di minuti l'edema sul volto di Lisa si era quasi del tutto riassorbito, il suo aspetto era lentamente ritornato normale.
Il medico le afferr il polso per tastare il battito cardiaco, con lo stetoscopio l'auscult dietro la schiena.
Li pu chiamare, ora  fuori pericolo disse rivolgendosi alla vigilante.
La donna spar nel corridoio, il medico si riavvicin, reggendole il capo all'indietro e le tir gi la palpebra inferiore degli occhi.
Senin iin dua edecegim, Allah size yakin12 le sussurr fingendosi poi indaffarato a trafficare con lo stetoscopio.
Passarono alcuni minuti e nella stanza fecero ritorno i due militari. Bene dottore, ha fatto un buon lavoro, ora pu andare". Il Generale si rivolse verso la vigilante: Anche lei.
Lisa rimase nuovamente sola con i suoi aguzzini in balia della loro perfidia.
L'ipnovel, interrompendo il passaggio degli stimoli nervosi le aveva indotto uno stato di ottundimento dei sensi, di tranquillit e rilassamento, di indifferenza agli stimoli ambientali privandola nel contempo di qualunque freno inibitorio.
L'attendente ricominci l'interrogatorio.
Come si chiama?
Lisa Dell'Oro".
Quanti anni ha?
Trentacinque".
Che lavoro fa?
Sono una docente di ittitologia".
Il sottufficiale continu cos con le domande di prassi ancora per un po', constatando l'effettiva arrendevolezza della dottoressa sotto l'effetto del barbiturico.
Lasci infine il campo al Generale che inizi con le domande che a loro interessavano.

Conosce il Tenente Colonnello Claudio Roci?
S".
Perch?
Perch ho una relazione con lui". La risposta lasci di stucco i due militari che si guardarono perplessi, avevano sempre ritenuto fosse una farsa.
Dove lo ha conosciuto?
In Turchia".
Quando?
Sei anni fa".
Il Generale aggrott le sopracciglia, per qualche attimo perse la concentrazione senza sapere pi quale domanda avrebbe dovuto ancora fare.
Come?
Un errore, le guardie del sito a cui lavoravo lo scambiarono per un archeologo e lo portarono da me".
Perch?
Ero la responsabile".
E poi? Cos' successo?
E poi mi sono innamorata di lui".
La sicurezza nel tono di voce del militare turco si affievol del tutto.
Sa chi  Baran Al? chiese Capa.
Il nipote del Professore Al".
Disorientati sempre pi dalla piega che stava prendendo la loro indagine, si voltarono a guardarsi l'un l'altro in cerca di spiegazioni.
Chi  il Professore Al? continu allora Gk.
Un ittiologo curdo".
E dov' adesso? La cosa si stava facendo alquanto interessante. Il Generale, pronto a sentire il seguito, si chin su di lei per scrutarla meglio appoggiandosi sui braccioli di ferro della sedia di Lisa.
Non lo so,  da circa vent'anni che  sparito dalla circolazione".
Gk ebbe un impercettibile sussulto, si rialz lentamente.
Una scossa rapida gli ritir i muscoli facciali lasciando scoperta l'arcata dentale in un sorriso maligno. Se pur stordita e priva di emozioni, Lisa riusc a cogliere in quell'espressione la follia che vibrava in quel corpo.
Bene disse Gk sfilandosi dalla tasca dell'uniforme un pacchetto di sigarette, se ne accese una e inizi a girarle intorno. Quel movimento la destabilizzava ancor di pi.
Lisa prese a sbattere ripetutamente le palpebre sperando inconsciamente di poter interrompere quel continuo tormento fin quando un rumore stridulo di ferraglia non la riscosse. Di colpo apr gli occhi e sembr, per qualche istante, esser tornata cosciente. Gk stava trascinando una vecchia sedia arrugginita, arrivato davanti a lei la gir al contrario e si sedette appoggiando le braccia sulla spalliera.
Il Generale rimase a lungo a osservarla, d'improvviso Capa si materializz accanto a lui.
Sia il professor Al, sia il nipote, hanno la capacit di sparire cos dalla faccia della terra! fece ironico Gk al suo attendente, poi si tolse dalle labbra secche il mozzicone di sigaretta e lo offr al suo uomo. Il volto di Ameht s'illumin all'istante come fosse stato colpito da un raggio di sole. Afferr avidamente ci che il Generale gli offriva, diede qualche tirata per riattivare la brace della cicca che si riaccese in un attimo e si diresse velocemente alle spalle di Lisa.
Il camice che le avevano fatto indossare era aperto solamente sul retro da un taglio lungo che arrivava fin quasi a met schiena lasciandone scoperta una buona parte. Continuando a sbuffare nuvole di fumo Ameht Capa rimase a osservare la sua pelle chiara e quel poco di curve che le erano rimaste addosso tagliate al centro dalla colonna vertebrale che sporgeva in fuori.
Incapace di reagire agli stimoli, rimase a osservare il Generale, dritto di fronte a lei.
Poco dopo arriv fin dentro le narici un puzzo di carne bruciata. Grazie all'attenuazione del farmaco Lisa, percep appena un pizzico dietro la schiena.
Sta aiutando il Colonnello nella ricerca di Baran Al? riprese Gk.
S Lisa ud la sua voce rispondere. Sono io che parlo?
In che modo lei  stata coinvolta?
La schiena ora cominciava a dolerle, cerc di muovere il braccio legato dietro ma riusc solo ad allungare le dita della mano e a strofinarle sulla pelle nel tentativo di darsi sollievo.
In che modo lei  stata coinvolta? ripet innervosito. Di colpo Lisa si ritrov un fascio di luce accecante dentro gli occhi, li chiuse voltando il capo.
Sto traducendo alcuni documenti del professor Al". Ma chi parla?  la mia voce? Si sent urlare disperata nella mente. Sono impazzita?
E che nesso c' tra questi documenti e Baran?
Fu Baran a darglieli". si blocc guardandosi attorno, sei anni fa".
Continui! la esort il Generale.
Baran gli disse che solo attraverso la decifrazione di quei documenti l'avrebbe potuto rintracciare". Oddio mio sono io che parlo. Pazza! Pazza che sono! Non devo pi parlare! Zitta!
Grandissimo figlio di putt". si stopp cercando lo sguardo del suo attendente. Ha sempre avuto tutto in mano, da subito! sibil fra i denti. Anche quando c' stato l'incontro a Roma lui aveva gi questi documenti in mano! Maledetto! Ci sta facendo perdere solamente tempo! url a Capa.
Lo sguardo di Lisa d'improvviso si accese. Volt il capo cercando di ritrovare una connotazione nel mondo. Un barlume di lucidit stava tornando nella sua mente confusa, probabilmente gli altri farmaci o il tempo gi trascorso giocavano in suo favore affievolendo l'azione del barbiturico.
E allora siete venuti qui in Turchia perch siete riuscirti a decifrare questi documenti? Avete individuato il suo nascondiglio? chiese il Generale.
Lisa era ormai tornata padrona della sua mente. Tacque.
Continui! le url in faccia Capa facendola sobbalzare.
Ha reagito a uno stimolo dannazione, ormai nulla di quello che dir sar pi veritiero disse Gk alzandosi di scatto dalla sedia indispettito dalla circostanza.
Ameht Capa prese il posto del Generale, si sedette sulla sedia arrugginita, appoggi le braccia incrociandole sulla spalliera e rimase cos a osservare la donna con uno sguardo avido che gli distorceva i lineamenti piegando le labbra in una smorfia diabolica.
La faccia dell'uomo ricoperta da quella pelle butterata era a pochi centimetri dalla sua. Lisa chiuse gli occhi mentre di proposito le sbuffava il fumo addosso. Toss cercando di liberare i polmoni da quel veleno. Li riapr e quando l'ultima piccola e trasparente nuvola di fumo si espanse nell'aria, si ritrov ipnotizzata a fissare dentro quegli occhi gialli l'anima maligna di Capa.
Sent il rumore della porta di ferro. Il volto del turco le impediva la visuale, prefer non spostarsi per vedere cosa stesse accadendo. Riusc solo a scorgere di sfuggita le gambe della vigilante di fronte a quelle del Generale, poi con un tonfo sordo, la porta pesante si richiuse, era rimasta sola con Capa, pens sgomenta.
L'uomo era immobile con il collo proteso in avanti. Le afferr con una mano il mento e infil le dita dentro le guance tanto da farle aprire la bocca. Rimase a guardarla, poi tir fuori la lingua e gliela pass sulle labbra leccandola come un cane.
Un lamento sommesso scosse Lisa. L'attendente si discost senza allentare la presa per infilarle a fatica una mano dentro il camice e strizzarle un seno.
Lisa contrasse lo stomaco per tener fronte al dolore che Capa le causava. Il militare torn a guardarla negli occhi e ancora una volta mostr i suoi denti marci alzando il labbro per tirare fuori la lingua. Lo stomaco di Lisa emise un brontolio. Arrivato a un millimetro dal suo viso, Capa in preda all'eccitazione si arrest e Lisa si sent alitare addosso. Cerc di sottrarsi tirando indietro il capo ma il militare per tutta risposta si avvent sulle labbra sferrandole un morso che le apr un taglio di due centimetri sul labbro superiore. Il sangue scese copioso in pochi istanti. Capa succhi la ferita e lecc avido sul mento e sul collo ogni goccia rossa che aveva imbrattato la pelle candida di Lisa.
L'odore orribile di quell'uomo e tutto quel miscuglio di medicinali che le avevano somministrato, le fecero salire la bile nello stomaco. Qualche istante dopo un fiotto di vomito usc di getto imbrattando la faccia di Capa. L'uomo si alz di scatto pulendosi con la mano. Schifato, sibil insulti in turco andando verso i lavabi. Lisa lo sent aprire l'acqua. Torn poco dopo con una pallottola di carta assorbente con cui si tamponava le guance. Le and nuovamente vicino e le sput in faccia. Poi diede un calcio alla sedia facendola volare per terra. Lisa cadde malamente. Stordita, cerc di rialzarsi. Si mise carponi, ma Capa le sferr dei calci violenti colpendola prima sulle cosce, poi sulla schiena, facendola ricadere per terra. Tent di portasi le ginocchia al petto, ma l'uomo sembrava senza controllo. La colp ancora sul volto, sul petto, su ogni centimetro che Lisa non riusciva a proteggere con l'avambraccio sano. L'avrebbe ammazzata. Lisa lo lesse nella luce folle del suo sguardo, ma Gk rientr in quel momento. Capa fu stoppato all'istante da una mano tesa del Generale che si era fatto livido in volto. Le labbra serrate erano divenute una sottile linea bianca e questa volta visibilmente infastidito dal suo attendente url cacciandolo via.
Capa prov a spiegare al Generale che quella donna gli aveva vomitato addosso ma Gk fu irremovibile. Andandosene via, il militare sferr un ultimo calcio alla porta che violentemente cozz contro il muro e poi rimbalz sul telaio.
Il Generale osserv che l'effetto dell'ipnovel era ormai definitivamente scemato, ma qualche utile notizia l'avevano carpita, pens pi che soddisfatto. Decise cos di mettere fine a quell'estenuante interrogatorio dove tutto era andato storto: a cominciare dalle allergie della dottoressa finendo agli istinti animaleschi del suo attendente, molto utile per interrogare i prigionieri politici ma del tutto inopportuno in quella circostanza.
Si chin sulla donna ancora rannicchiata e immobile a riprender fiato. Rigirandola, fu colpito dal tanfo acido che aveva addosso. Un'espressione disgustata si contrasse sulla sua faccia piccola e tonda, gli occhi si strinsero in due sottili fessure, la bocca si arricci sporgendo in avanti e il mento affond nel collo. Il Generale rilasci Lisa di colpo che ricadde senza pi dignit sbattendo il viso sul pavimento.
Doveva stare attento con questa donna. Per trattare il suo caso, ogni particolare era stato studiato nel minimo dettaglio. Nel caso in cui la notizia della sua carcerazione fosse divenuta di dominio pubblico, l'accusa che l'avrebbe inchiodata agli occhi del mondo intero, era quella di essere a capo di un'organizzazione italiana preposta all'addestramento di soldati curdi da inviare a combattere nelle fila del braccio armato del PKK.
Se ne and lasciandola riversa sul pavimento.
Lisa perse i sensi e rimase cos, stesa per terra, con il viso nel suo stesso vomito.
Solo qualche ora dopo, due mani gentili l'afferrarono trascinandola vicino al muro sul quale avrebbe potuto trovare sostegno.
Lisa aveva ripreso i sensi gi da tempo, ma lo stordimento di quei farmaci, di tutto quello che era accaduto, di quello che le avevano fatto, le stava divorando ogni forza.
Deve reagire, altrimenti qui dentro  persa, non le rimarr neanche un giorno di vita le disse l'uomo che l'aveva alzata. Lisa apr gli occhi e si ritrov di fronte il medico. Voleva annuire ma non era certa della lingua usata dal medico, aveva parlato in turco o in inglese, poteva fidarsi? La cosa migliore era fingere di non aver capito nulla. Riusc solo a guardarlo negli occhi preferendo tacere.
L'uomo si alz sembrando aver compreso i pensieri e le paure della donna. Si avvi verso l'angolo della stanza, strapp un pezzo di carta dal rotolone bianco e ritorn per pulire il volto di Lisa. Dopo che ebbe con accuratezza tolto la maggior parte del cibo dal suo viso e dal collo la tir su, e la sostenne fino al lavabo. L'aiut a lavarsi con una cura certosina. Infine, la ricondusse nella sua cella.

20,08. Adana, Turchia, 27 luglio 2007
Regione del Mar Mediterraneo, app. Dottor Landi.

Grazie al materiale che il Dottor Landi gli aveva fatto trovare, avrebbero potuto ideare un determinato tipo di operazione, molto pi incisivo. E cos fu. Decise per un'azione diversiva che si sarebbe svolta nell'arco di pochi minuti. Avrebbero attirato l'attenzione verso gli edifici sul fronte nord del carcere in modo tale da lasciar scoperta la parte sud dove si trovavano le celle di tipo F.
Se tutto fosse andato secondo i piani, rimaneva solo una cosa da fare, organizzare il rientro di Lisa in Italia.
In breve si ritrov dentro il fuoristrada, percorrendo la strada che lo avrebbe condotto all'aeroporto.
La statale costeggiava per un lungo tratto le piste. Come immaginava, not gli Awacs, aerei radar che la NATO aveva schierato in difesa della Turchia minacciata dai missili di Baghdad. Sapeva che quattro militari italiani erano l per coordinare un'attivit di supporto che la stessa Turchia aveva richiesto come previsto dal Trattato Nord Atlantico.
Si sent pi sollevato. Paradossalmente, non temeva per la liberazione di Lisa, ma vedeva pi complicato il suo rimpatrio.
Afferr il telefono satellitare per comunicare con il Generale De Martino e attese qualche istante riempito dagli scricchiolii del microfono.
Colonnello? Allora?
La potente voce del Generale rimbomb nel suo timpano.
Siamo pronti. Ho bisogno della sua autorizzazione per far salire come passeggera la dottoressa sul volo della NATO e di conoscere quando l'Awacs potr fare ritorno a Roma".
Bravo! Anche io avevo pensato questa soluzione, dar disposizioni in merito, la richiamo tra poco".
Ripercorse la statale al contrario, meditando sulla conversazione con il Generale il quale sapeva che l'Awacs non poteva partire n rientrare a Roma, ma aveva compreso che quella era l'unica via di fuga per Lisa. Lo squillo del cellulare interruppe le sue riflessioni.
Generale?
Se ha bisogno di pi tempo, lo dica, altrimenti gioved alle tre di notte?
Ottimo, gioved alle tre di notte. Non so in che condizioni trover la dottoressa. Generale le posso chiedere una cortesia?
Faccio arrivare un'ambulanza a Ciampino?
Grazie, ma meglio ancora se chiama il policlinico Umberto Primo e chiede di parlare con il primario di cardiologia, ci penser lui a mandare qualcuno".
Come vuoi ragazzo".
Ci fu un attimo di silenzio e i due uomini rimasero cos appesi ognuno al proprio telefono. Sent il Generale schiarirsi la gola.
Claudio sei il migliore degli uomini che io abbia mai avuto, non perdere la ragione. Hai affrontato di tutto, terroristi, mafiosi, malviventi. Questa volta  diverso per, io credo che tu sia coinvolto personalmente. Ti sto parlando come un padre, potresti compromettere tutto, ma ho fiducia in te. Riporta la dottoressa Dell'Oro a casa sana e salva".
Ci pu giurare Generale!
Si salutarono.
La commozione stritol la gola del Comandante. Alz il mento cercando di allentare quel nodo che gli stava bloccando la respirazione.

20,09. Adana, Turchia, 2 agosto 2007, ore 02,00
Regione del Mar Mediterraneo, carcere di massima sicurezza.

Una leggera brezza si librava sulla strada alzando qualche foglia secca che rotolava via in un turbine scomposto.
Gli uomini del Colonnello si divisero, ognuno raggiunse la postazione assegnata.
Un lungo viale costeggiava il lato nord del penitenziario, circa un chilometro prima dell'ingresso. Un fuoristrada del GIS era fermo al semaforo che, opportunamente manomesso, segnalava la luce rossa gi da alcuni minuti.
Poco dopo, sopraggiunse accanto a loro il furgoncino del carcere con le guardie dell'ultimo turno che passarono come ogni notte per lo stesso tragitto.
I finestrini posteriori oscurati non permisero di vedere alcun movimento all'interno del fuoristrada. Capozza apr lo sportello dietro a Rossi che stava alla guida, quel tanto che gli bast per sgattaiolare fuori. S'infil sotto l'auto e rotol fino ad arrivare al furgoncino. Posizion l'esplosivo e con mani esperte modell rapidamente il plastico per farlo aderire all'asse posteriore. Infine, saggi la presa del detonatore e del timer che in precedenza aveva installato. Pochi secondi pi tardi era nuovamente all'interno del fuoristrada. Il semaforo divent verde e le due auto ripartirono quasi nello stesso istante. Pi avanti, loro proseguirono dritti mentre il furgoncino volt per entrare nel carcere. Prima che l'enorme cancello si richiudesse, lo videro sparire lontano fino ad arrivare all'edificio che ospitava i carcerati.
Attivato! disse Poz alla radio.
L'azione diversiva che avrebbe attirato l'attenzione lontano dal punto in cui sarebbero intervenuti era ufficialmente iniziata. Ora dovevano solo aspettare una ventina di minuti.
Il tempo trascorse lentamente, ripassarono fiancheggiando questa volta l'altro lato del carcere per ritornare alla loro posizione.
Attesero nel silenzio della notte, monotono e noioso, rotto solo dal suono lontano di qualche sirena, ma d'un tratto un boato squarci l'aria. Erano troppo lontani e il muro era troppo alto per poter vedere con i loro occhi i danni effettivi causati dal PE4 che il furgoncino aveva portato con s.
Attesero il via del loro Comandante. Come arriv il segnale radio, part la seconda fase del piano.
Mettendosi in piedi sopra il tettuccio del fuoristrada, Capozza tir due granate all'interno. Gli ordigni sorvolarono il filo spinato, attraversarono il cortile e, dopo aver rotolato per alcuni metri, si fermarono alla base di un muro.
Rossi mise in moto il fuoristrada e acceler facendo sgommare le ruote posteriori sull'asfalto. Nel frattempo, un'esplosione faceva volare per aria detriti e ferraglia tutto intorno.
Dopo pochi istanti, all'interno del carcere scoppi il pandemonio.
Le urla dei soldati turchi sovrastavano il rumore assordante delle sirene interne. Il carcere era completamente in subbuglio.
Kk li stava osservando dal lato opposto all'esplosione. Diede l'ordine alla seconda squadra. Pochi attimi dopo un'altra esplosione mand in frantumi l'angolo destro dello stesso edificio. Una parete croll completamente lasciando intravedere il trambusto all'interno.
Passarono pochi minuti e la maggior parte dei militari si precipit fuori dalla struttura imbracciando un fucile. Alcuni mezzi blindati si mossero uscendo dal cancello, probabilmente per bloccare qualche possibile fuggiasco.
I minuti che gli restavano erano pochissimi. Guard l'orologio, meno di quattro minuti e avrebbero sentito l'ultima esplosione, quella che avrebbe aperto il varco per accedere all'interno del carcere. Era certo che ormai non avrebbe destato alcuna attenzione. Tutte le forze erano concentrate sul fronte nord.
L'auto si accost al muro salendo fin sul marciapiede e scesero dal mezzo senza perdere neanche un solo prezioso secondo. Michele si allontan di qualche passo e lo stesso fece Kk. Caricarono il fucile a pompa sparando le bombe fumogene verso il cortile del carcere. Ritornarono entrambi verso il portabagagli. Qualche secondo dopo, un blocco intenso di fumo si alz sopra il muro. Piuttosto che espandersi nell'aria, la nube si andava via via intensificando rendendo difficile la visuale. L'odore acre che aleggiava nella zona, li costrinse a storcere il naso. Entrambi posizionarono a ridosso del muro di cinta due T3 da quindici chilogrammi, un esplosivo adibito alle demolizioni.
Durante la preparazione del piano avevano fatto i conti considerando sessanta grammi di esplosivo per ogni centimetro di spessore. Il Luogotenente alz le sopracciglia osservando quel muro che andava sempre pi scomparendo nel fumo, era decisamente massiccio, pens, ma fu certo dell'esattezza dei loro calcoli.
Kk attiv le micce a lenta combustione, in tal modo, se il timer per lo scoppio simultaneo delle cariche non avesse funzionato, l'esplosione sarebbe avvenuta ugualmente.
Michele sal sul fuoristrada, con due manovre rapide si avvicin a Kk, rallent quel tanto che gli consent di salire a bordo, poi diede tutto gas allontanandosi velocemente fino a raggiungere una distanza di sicurezza. Pochi attimi dopo le cariche si attivarono simultaneamente. Oltre al boato, si alz - pi densa del fumo iniziale - una nube bianca, carica di pulviscolo che spumeggi gonfiandosi come un fungo per poi ricadere a terra in un frantumo di calcinacci e altre parti di varia natura e dimensione. Non si vedeva pi niente. Sembr per un attimo interminabile che il mondo fosse finito, oltre quel muro forse il paradiso. L'auto ora era ritornata di fronte al punto in cui avevano piazzato le cariche. Il piede di Michele era sospeso sull'acceleratore, le mani strette sul volante e gli occhi fissi sul muro bianco che avevano davanti, pronto a dare tutta manetta al primo spiraglio di luce. Passarono altri minuti, la tensione era alta, d'un tratto la leggera brezza spinse la coltre fumosa a ondeggiare, lasciando per un fugace attimo intravedere l'enorme varco che avevano aperto. Kk fischi sbalordito, i calcinacci erano poca roba, per loro fortuna il muro si era per la maggior parte sgretolato con la deflagrazione, con quel fuoristrada avrebbe potuto tranquillamente oltrepassarli, consider Michele.
Quello era il momento! L'auto part sgommando, sal nuovamente il marciapiede e si proiett alla cieca contro quel fitto muro bianco.
Non vedevano nulla, gli occhi si riempirono di polvere ma l'auto continu a correre mentre tra lacrime, colpi di tosse e sputi, si liberavano di quei minuscoli frammenti.
Le altre auto del GIS si riunirono sul fronte Sud del carcere, qualche istante dopo attraversarono il varco oltrepassando anche loro il muro di fumo. Entrarono a tutta velocit recuperando la distanza che li separava dalla prima auto.
All'interno era in atto una sommossa. Tutti i carcerati cercavano una via di fuga, alcuni correvano senza meta, altri venivano bloccati dalle guardie. Due prigionieri avevano raggiunto il muro di cinta e stavano tentando di scavalcarlo quando furono raggiunti dai colpi dei fucili delle guardie turche. Le auto del GIS avevano scatenato una tale confusione che, anche se le avessero notate, non potevano essere ostacolate dalle guardie, impegnate a sedare la rivolta interna dei detenuti.
Si avvicinarono all'entrata delle celle di tipo F e lanciarono ancora l'ennesimo ordigno.
Solamente poche guardie erano rimaste a proteggere quella parte del carcere, a prima vista non sembrava neanche potesse ospitare delle celle. Una scala scavata nel tufo che scendeva e finiva addosso a un'enorme portone di ferro era tutto ci che si vedeva. Sembrava la porta dell'inferno, poi tutto spariva sotto terra, non vi erano finestre, non si vedeva che l'entrata, era un bunker.
L'ordigno esplose facendo saltare per aria le guardie.
Scesero a coppie dai fuoristrada proteggendosi a vicenda, la porta di ferro era stata divelta e ritorta, l'accesso era aperto ma quando andarono per aprirla ruot parzialmente sulle cerniere poi si blocc del tutto. Rossi punt contro di questa il fucile a pompa Franchi SPAS-12 e, dopo aver sparato la porta, cadde per terra alzando un soffio d'aria. Kk ringrazi in cuor suo il Dottor Landi che gli aveva messo a disposizione le armi pi idonee per quella missione.
Due uomini rimasero di guardia sopra le scale mentre Kk, insieme agli altri, scese nel sotterraneo. Furono colti da un odore nauseabondo, un odore di morte, di carne putrefatta. Corsero per il corridoio stretto, affacciandosi a tutti gli spioncini delle porte.
Lisa! url il Comandante senza ottenere risposta.
Una guardia sbuc fuori all'improvviso e il Colonnello spar un colpo centrando l'uomo in piena fronte senza neanche dargli il tempo di reagire. Continuarono a correre disperatamente alla ricerca della donna scavalcando uno dopo l'altro il corpo della guardia steso per terra.
Lisa! ancora disperato invoc il suo nome.
Girarono l'angolo, il corridoio continuava ancora.
Sul lato sinistro si apriva una stanza ampia illuminata da un lucernaio sul soffitto. Era piastrellata di maioliche bianche e sporche mentre sulla parete sinistra un altro corridoio separava le docce dai bagni. Sotto il lucernaio, Kk not le due vasche, strinse gli occhi e distolse il volto per cacciare via i pensieri. Sapeva e ricordava bene a cosa servissero, non poteva pensare che anche a Lisa fosse toccata quella sorte.
Ferretti, il Comandante della seconda squadra e Capozza entrarono a perlustrare l'ambiente, mentre lui per primo e il resto del commando continuarono ad avanzare.
Guard all'interno di tutte quelle celle angustie. Vide volti magri, senza espressione, sguardi spenti e storditi di chi aveva perso la cognizione di se stesso, di chi era ormai solo un vegetale.
Grazie a Dio sono poche le prigioniere! Pens Kk.
Si affacci in un'altra celletta e una piccola figura, ricoperta di stracci, di vestiti logori e sporchi, stava rannicchiata per terra in un angolo, tenendosi abbracciate le ginocchia al petto. Due esili mani erano chiuse a pugno, il capo completamente nascosto sotto le braccia, ma non era Lisa.
Sent che i suoi uomini scattavano e si muovevano molto pi rapidi di lui, avevano la situazione completamente sotto controllo. Mancava pochissimo tempo, una manciata di minuti e poi, se non fossero usciti immediatamente, per loro sarebbe stata la fine.
Kk, per la prima volta in vita sua, si sentiva ancorato a terra. Per ogni passo che muoveva, aveva la sensazione di spostare il peso di un macigno. Ignor la reazione del suo corpo. La sua forza mentale prevalse contrastando lo sforzo muscolare che lo immobilizzava.
Niente, questa  l'ultima cella, qui c' un cadavere! Una vecchietta credo, ha la testa rasata, i capelli sembrano bianchi e anche la corporatura mi sembra molto esile, ha una strana postura".
La voce di Rossi che aveva gi raggiunto la fine del corridoio, risuon fra quelle strette pareti.
Anche il Tenente raggiunse le ultime celle. Preg in cuor suo che in una di quelle ci fosse Lisa, butt un rapido sguardo, ma lei non c'era. Non era neanche l!
Con la speranza che sent morirgli in gola si volt verso il lungo e stretto corridoio, forse avevano tralasciato qualche cella.
I pensieri si accumulavano nella sua testa a una velocit incontrollabile. In pochi attimi, rivide tutto il piano e gli passarono davanti le immagini del carcere catturate dal satellite. Non si era sbagliato, ne era certo! Lisa sta qui dentro, ma dove, dove? Pens mentre il tempo scorreva implacabile esponendo al pericolo tutti i suoi uomini.
Rossi gli dava ancora la schiena con il volto che quasi era incastrato dentro lo spioncino. Quell'uomo era cos enorme che in due a stento entravano nel corridoio.
Abbiamo poco pi di due minuti, riguardiamole tutte, dev'essere per forza qui! url sovrastando la confusione che giungeva dall'esterno.
Gli sembrava un'eternit da quando erano entrati, invece erano passati solo una manciata di secondi. Il Tenente sapeva bene che quelle azioni volgevano a buon termine se eseguite in pochissimi minuti, oltre, probabilmente sarebbero morti tutti.
Rossi era gi a met del corridoio. A sua volta il Comandante ricominci affacciandosi allo spioncino dove poco prima c'era il Tenente.
Un cadavere giaceva l per terra, riverso a testa in gi. Constat anche lui la strana postura della donna. Il braccio era scomposto seguendo una posizione innaturale del corpo.
Il piccolo dorso della mano candida risaltava sopra il pavimento di terra scuro e umido. Le avevano slogato la spalla.
Sent la voce di Ferretti che proveniva dal fondo del corridoio.
Comandante! Comandante!
Il Tenente gli correva incontro mentre Ferretti teneva in pugno qualcosa di indefinito. Gli si par davanti e, quasi per pudore, tentenn nell'aprire la mano.
Quando si avvicin, il Colonnello comprese. Dal pugno stretto di Ferretti pendevano le ciocche lunghe dei capelli di Lisa.
Serr la mascella. Trapassato da una fitta di dolore, non riusc a reagire, le gambe gli tremarono.
Forse dobbiamo rivedere i prigionieri, abbiamo cercato di corsa, dobbiamo cercare una persona con la testa rasata ordin il Tenente.
Sent un urlo venire fuori dalla gola, un urlo disumano. Tutti i suoi uomini accorsero in un istante. Kk afferr la grata della cella da cui poco prima avevano visto il cadavere della donna con il braccio lussato. Come ultima conferma, l'occhio gli cadde su quella mano delicata dove era ancora visibile la cicatrice a forma di mezza luna.
Le due forti mani si avvinghiarono al ferro e scosso dal furore cieco lo stratton gridando disperato il suo nome.
Si sent afferrare alle spalle con fermezza. Michele lo scost dalla porta.
Vide quella scena come a rallentatore. Appoggi il capo alla parete sentendosi divorare da una sofferenza atroce che gli pieg le gambe. Il dolore s'impadron di lui, insinuandosi nella carne, nelle membra, avvinghiandolo come un serpente. Rossi azion il fucile a pompa puntandolo sulla porta della cella di Lisa, poi volt il capo per ricevere il via dal suo Comandante ma inaspettatamente, con il dolore che gli si leggeva negli occhi, lo vide guardare il suo orologio. Il tempo a loro disposizione era scaduto: trenta secondi e quello che loro avevano calcolato come tempo massimo di esposizione era terminato.
Fuori tutti!
I militari rimasero spiazzati.
Ma come Comandante? Ora che l'abbiamo trovata! disse Ferretti incredulo di aver ricevuto quell'ordine.
La voce tuonante del Colonnello non si fece attendere: Fuori! Indugiarono completamente sbigottiti, non potevano credere all'ordine del loro Comandante.
Improvvisamente si sent il boato tipico di un'esplosione. Si girarono di scatto pronti con il fucile puntato. Il fragore proveniva dalla cella opposta a quella in cui giaceva Lisa. Stanno cercando di entrare da l? Perch? Pens ai suoi uomini rimasti di guardia fuori, evidentemente stavano dando del filo da torcere.
Una maschera nera cal sul volto del Comandante. I suoi occhi divennero due fessure, il tono della voce questa volta non avrebbero ammesso nessuna insubordinazione. Imbracci il fucile puntandolo contro il suo commando.
Se non uscite vi ammazzo io, prima che lo facciano questi pazzi dopo avervi torturato per ore!
Andiamo! Fuori! Fuori! url Michele dall'altro lato del corridoio.
D'accordo Comandante, fece Rossi ma lei? Non viene? chiese vedendolo l impalato.
Kk guard nuovamente l'orologio. Alz la mano tenendo aperte quattro dita.
Tra quattro minuti ci vediamo fuori! E adesso vai! sbrait sovrastando il rumore provocato dalle continue cariche che esplodevano una dietro l'altra. Vide finalmente la sua squadra correre per il corridoio e sparire.
Kk non perse tempo e punt il Franchi SPAS-12 verso la porta. Dopo una scintilla di fuoco sull'acciaio, si era creato un foro. La porta della cella che lo separava da Lisa cigol, aprendosi da sola lentamente.
Questa volta lo avevano colpito in pieno, pens. Dopo anni di lavoro, di quella vita folle, lui che era sempre stato invincibile, ora si sentiva morto. Morto nel momento stesso in cui Lisa era morta.
Entr inginocchiandosi su di lei.
Sent le lacrime scorrere sul volto. Non avrebbe mai immaginato che esistesse una tale intensit di dolore. Vide le sue mani tremare mentre le afferrava il corpo per rivoltarlo. La sfior, rimase sorpreso di sentirlo ancora caldo. Il battito del suo cuore acceler all'improvviso.
Un barlume di speranza si accese. Istintivamente afferr il polso di Lisa, lo tast sentendo il suo debole battito. Lisa era ancora viva.
Si strinse al petto quell'esile corpo, accarezzandola delicatamente. In quell'istante comprese per la prima volta il vero significato della felicit.
Adagi nuovamente Lisa sul pavimento, asciugandosi con il dorso della mano le lacrime di gioia che cadevano gi senza alcun freno.
Tir fuori altre cariche e le posizion sopra la porta della cella da cui i turchi cercavano di accedere.
Sent lo scricchiolio dell'auricolare e poi la voce di Michele:
Claudio siamo usciti, qui la situazione  come prima, tutto sotto controllo. C' stato qualche scontro, ma ora  tutto apposto".
Mik, Lisa  ancora viva. Gira l'auto, vai verso i bagni. Arrivo da l, c' un lucernaio!
Come il Luogotenente lo rifer alla squadra, ci fu un coro di urla. Erano uomini rudi e incapaci di mostrare i loro sentimenti, ma quella notizia riemp il cuore di tutti. Volarono scappellotti sulla nuca e pacche sulle spalle mentre i fuoristrada sgommavano dirigendosi nel punto segnalato dal loro Comandante.
Kk posizion tutte le cariche che aveva lungo il corridoio, torn da Lisa e la prese sollevandola tra le braccia.
Ti porto via doc! Spero di non essere arrivato troppo tardi".
Le pul con il pollice uno zigomo completamente ricoperto di sangue e si avvi.
Proprio mentre si stava infilando nel corridoio, l'ultimo boato apr il varco ai militari turchi. Trovandoselo improvvisamente davanti, persero qualche istante prima di imbracciare il fucile e fare fuoco. Quell'impercettibile ritardo diede a Kk la possibilit di allontanarsi e attivare cos nuove cariche. Gli ordigni esplosero uno dietro l'altro in un gran nuvolone di polvere, staccando dalle pareti cumuli di macerie che avrebbero ostacolato gli inseguitori.
Kk continu a correre con Lisa in braccio.
Un ufficiale turco si present in cima alle scale all'entrata delle celle incredulo di ci che stava avvenendo e punt l'arma contro di loro. Kk, repentinamente, fece partire gli spari del suo Franchi SPAS-12. L'ufficiale, centrato nei punti vitali, si accasci a terra.
Kk riusc a raggiungere i bagni. Dal lucernaio frantumato si stava calando Ferretti con una corda e come tocc terra legarono Lisa con un'imbracatura. Michele e Rossi la tirarono su, mentre il Tenente risaliva al suo fianco, come un ragno, aggrappandosi a qualunque sporgenza.
Mentre Kk si arrampicava, Ferretti e Michele lo coprivano puntando i fucili dallo squarcio del lucernaio.
Mancava un metro scarso per arrivare in cima quando i suoi uomini fecero fuoco.
I proiettili fischiarono a raffica sul capo del Comandante, salito ancora di mezzo metro. Alz gli occhi e, mentre faceva l'ultimo sforzo puntando i piedi contro la parete per darsi la spinta finale, vide Michele.
Il Luogotenente rimase sopra il lucernaio, incurante dei pericoli, affacciato allo squarcio. Attese che i turchi fossero visibili, stacc la sicura di una granata e la lasci cadere all'interno dei bagni.
Bye bye!
Non passarono neanche dieci secondi che erano gi tutti sulle auto pronti ad affrontare l'ultimo tratto che li separava dalla salvezza.
A tutta velocit, i due fuoristrada lasciarono solchi sulla terra battuta del cortile del carcere.
Erano passati solo otto minuti dalla prima esplosione. Nessuno, a parte i cadaveri che avevano lasciato dentro alle celle, sembrava essersi accorto di loro.
Il danno provocato dalle cariche esplosive era stato notevole.
I carcerati che non si erano ribellati erano stati fatti evacuare e sotto il tiro delle armi dei militari si stavano raggruppando in file ordinate. Pi in l invece, era ancora in pieno atto la rivolta dei carcerati pi ostinati, che teneva impegnati in uno scontro a fuoco i militari turchi. Fu questa l'ultima scena che vide Kk prima di abbandonare quell'inferno.

21. Il ritorno di Lisa.

21,01. Adana, Turchia, 2 agosto, ore 04,45
Moschea di Haci.

Seduto sul sedile posteriore Kk teneva Lisa tra le braccia, continuando a tastarle il polso ogni due minuti.
Arrivarono sulla statale 55. Per precauzione, come stabilito nei piani, presero tutti direzioni opposte. Avrebbero percorso una cinquantina di chilometri per poi sostituire le auto con altre vetture. Ma a quel punto i piani sarebbero dovuti cambiare. Kk Chiam Rossi che stava sull'altro fuoristrada.
Prima di mettere la dottoressa sull'Awacs, devo portarla da un medico. Voi proseguite secondo il piano e ritornate alla base".
Chiuse la radio, tir fuori il telefono satellitare, compose il numero del Generale e attese qualche minuto.
Generale, missione compiuta. Per deve ritardare il volo, la dottoressa necessita di cure immediate".
Il Generale tir un sospiro di sollievo. Non prov neanche a immaginare quello che si erano lasciati alle spalle i suoi uomini. Deglut sperando di non doverci rimettere la carriera, ma per quel ragazzo lo avrebbe anche fatto.
Michele guidava tirando al massimo il motore dell'auto, sfrecciando sulla strada buia ad altissima velocit, diretto ancora una volta alla moschea di Adana.
Lisa si mosse leggermente, alzando il capo. Due enormi occhi verdi lo fissarono per un breve istante. Kk stent a riconoscerla: era dimagrita moltissimo, il viso era ricoperto da numerose escoriazioni.
Come sta? chiese il Luogotenente voltandosi un istante.
Sembra imbambolata, le hanno sicuramente somministrato qualche droga".
Lisa? Mi senti? La teneva ancora fra le braccia. Lisa aveva uno sguardo spento, non reagiva. Le tocc la fronte, era rovente. Osserv meglio le ferite sul volto e sulle mani, era piena di ustioni.
Bastardi, le hanno spento le sigarette addosso!
L'auto si ferm, questa volta all'ingresso principale della moschea. Kk lasci Lisa alle cure del Luogotenente, il braccio slogato doveva essere sorretto per non arrecare ulteriori danni.
In un passato remoto, che apparteneva ormai a un'altra vita, Haci, dopo la laurea in medicina, si era fatto le ossa a furia di curare tutti i feriti che giungevano da lui nelle pi disparate condizioni.
Passarono solo pochi minuti che il Colonnello fece ritorno insieme a lui.
L'imam si intrufol nell'abitacolo e diede uno sguardo rapido al corpo di Lisa.
Non c' da perdere neanche un minuto, portiamola nel mio appartamento".
Il corpo esile di Lisa fu nuovamente preso fra le braccia del Colonnello. Le tre figure si avviarono a passo spedito sulla strada di ghiaia che costeggiava l'imponente moschea e che li avrebbe condotti nella casa di Haci.
Avanti a tutti, Kk apr con un piede la porta accostata. I militari furono accolti da un forte odore di spezie.
L'ambiente era semplice: un divano di bamb e giunco di fronte un camino occupava la parte centrale della sala, il pavimento era ricoperto da un tappeto e a lato s'intravedeva una bellissima scala di legno che portava al piano superiore.
Il dottore attravers la sala e li port nella sua camera da letto, dove Lisa fu adagiata delicatamente su un copriletto di lino bianco.
Organizz rapidamente l'occorrente per farle una iniezione di antibiotici. Cos come accadeva frequentemente a tutte le altre prigioniere curde, sicuramente aveva contratto qualche infezione. La pelle della donna era rovente.
Si sofferm a guardare le ustioni che spiccavano sulla pelle candida. Spar un attimo dalla stanza per ritornare con delle fasciature.
Prover a riposizionare la testa dell'omero, ma dovr esser vista da un ortopedico, forse andr operata".
Kk e Michele stavano l impalati senza esser in grado di fare niente.
Ora che gli hai somministrato quei farmaci  fuori pericolo?
Non sono in grado di dirtelo". Lo guard dritto negli occhi questa donna deve raggiungere il prima possibile un ospedale". Prese un unguento dal suo comodino, apr la crema densa e ne afferr un po' con le dita. Lo cosparse sopra ogni bruciatura e sopra ogni ferita aperta che riportava la dottoressa.
Le apr, strattonandolo, il camice ruvido di cotone gi logoro. Si chin sul corpo della donna cingendola dietro la schiena per alzarla e poter tirare delicatamente via l'indumento solo dal braccio sano. Si rialz liberando la visuale del corpo seminudo di Lisa.
Un tremito scosse il mento del Colonnello.
La vide cos, immobile, cerea, in fin di vita, spogliata non solo dei suoi vestiti ma anche della sua dignit.
Cosa ti hanno fatto? Io cosa ti ho fatto! Pens mentre i muscoli di tutto il corpo si contraevano in risposta a quel dolore che gli aggrovigliava sempre di pi le membra.
Sent la calda mano di Michele stringersi sulla sua spalla per dargli conforto, per pudore l'amico gir lo sguardo altrove.
Gli occhi suoi invece erano fissi sul quel corpo, mentre la memoria dei suoi lunghi capelli, della sua pelle rosa, della sua voce, dei suoi sospiri si sovrapponeva all'immagine che aveva davanti ora.
Il seno di Lisa era inciso da una ferita profonda. Tutto intorno al foro un alone viola scuro era ricoperto da un siero giallo.
L'hanno colpita con un oggetto che ha infettato la carne disse Haci disinfettando la parte e cospargendoci sopra sempre lo stesso unguento. Chiese l'aiuto ai due militari per sorreggere la schiena in una posizione che gli avrebbe consentito di fare la manovra per riassestare la testa dell'omero nella cavit della scapola.
Lisa fu fasciata dalla vita fino a sopra la spalla. Haci spar nuovamente, questa volta ritorn con una veste bianca, lunga.
Le pass una spugna imbevuta del solito disinfettante sulle gambe, sulle braccia e ancora, in ogni parte del corpo.
Ripet l'operazione diverse volte sfregando fino a quando non vide la pelle arrossarsi. In tre, la mossero delicatamente per poterle infilare la veste di Haci.
Seraskr tutto quello che potevo fare l'ho fatto. Ora portala subito in ospedale".
Voglio riportarla in Italia, ce la far ad affrontare il volo? gli chiese Kk prendendolo per le spalle e fissandolo dritto negli occhi.
Pregher Allah perch questo avvenga".
Lascia stare il tuo dio Haci e dimmi se ce la pu fare! La voce s'impenn rapidamente fino a raggiungere un tono piuttosto concitato.
Michele in un attimo gli fu accanto. Claudio non perdiamo tempo, Lisa ha una tempra forte, altrimenti sarebbe gi morta, mettiamola sull'aereo il prima possibile".
La voce calma dell'amico era l'unica cosa che in quel momento gli dava la forza di cui aveva bisogno per prendere decisioni importanti che ogni giorno gravavano sulla sua testa, decisioni da cui spesso, come in quel caso, dipendeva la vita di qualcuno.
La guard ancora, ebbe la sensazione di vederla gi migliorare, ag d'istinto: Bene, andiamo allora!

L'auto si accost al lato della strada e Kk volle verificare con i propri occhi che l'aereo fosse partito. Dopo pochi minuti sent il rombo dell'Awacs, poi lo vide rullare sulla pista.
Ripresero la statale percorrendo insieme, alla massima velocit consentita dalla vettura, quel tratto di strada. Dopo qualche chilometro, l'aereo sollev il muso puntando dritto al cielo. Come raggiunse quota, fece un giro su se stesso inclinando un'ala verso il loro fuoristrada, sembrava quasi che li stesse salutando.
Rimase in attesa di vederlo sparire. L'ultima immagine che percep, furono le luci sulle ali del velivolo che man mano diventavano dei piccoli puntini fino a confondersi del tutto con il buio, poi pi nulla.
Si volt verso il Luogotenente intento alla guida, il quale sentendosi gli occhi addosso, si gir a sua volta con un'espressione incuriosita.
Mi sono ricordato il luogo in cui ho visto l'effige di Hantili". Non and oltre, lasci la frase cos, sospesa, mentre cercava di focalizzare le immagini che, inopportunamente, troppo tardi, giungevano in superficie dalla sua memoria.
Be'? Dove l'hai vista?
Per ironia della sorte la vidi lo stesso giorno di sei anni fa in cui conobbi Lisa. Mi ero accampato in una specie di grotta. All'interno, sulle pareti, c'erano alcune incisioni, ma me ne accorsi solamente la mattina dopo. Francamente avevo altro per la testa quindi non ci persi del tempo. Ciononostante, notai quelle due figure che quasi si contendevano l'ascia. Ero sulla Catena Orientale del Tauro, la parte che arriva sul Golfo di Alessandretta per intenderci, sul versante interno, nei pressi di Beyky".
Bene, purtroppo amico il tuo tempismo non  dei migliori, ma almeno ora possiamo ricominciare a cercare".

22. Una lenta ripresa.

22,01 . Roma, Italia, 10 agosto 2007, ore 15,50
Policlinico universitario Umberto Primo.

Una voce bassa, maschile, a lei in qualche modo familiare, risuonava nella stanza.
L'uomo faceva continue domande, ma Lisa non riusciva ad afferrare il senso delle parole.
La luce del giorno le sbatteva sugli occhi, li ho aperti o chiusi? Si chiese. Era confusa, dove mi trovo?
Era cos stanca. Non le interessava neanche dare una risposta ai suoi pensieri. Poi ancora la voce di quell'uomo, forse questa volta un po' pi vicina a lei.
Bene,  ottimo l'emocromo, i leucociti si sono abbassati, ottimo, ottimo. Tra poco dovrebbe aprire gli occhi".
Si sent prendere delicatamente il polso. Cerc di muovere le palpebre, le sent pesanti, dopo qualche debole tentativo riusc a schiuderle in una sottile fessura. Le richiuse immediatamente, accecata dall'intensit della luce.
Gioia, accosti le persiane per cortesia chiese parlando sottovoce. Questa voce... io la conosco! Ma chi ?
Riprov a tirare su le palpebre, questa volta riusc a lasciarle aperte per qualche secondo in pi. In quel breve istante, intravide l'uomo, era un medico. Stava in piedi accanto al suo letto, le teneva il polso premendo sulle vene per sentire il battito.
Era attaccata a fili, flebo e macchinari. Fu trafitta da un dolore al seno mentre prendeva coscienza e, nello stesso tempo, ferita nell'anima dai ricordi che affioravano nella sua mente. Lisa pianse improvvisamente.
Lacrime amare le uscirono dagli occhi ancora chiusi. Sarebbe pi riuscita a vivere normalmente? Tutto quello che aveva subito le sarebbe rimasto dentro come uno squarcio incolmabile.
Il medico si accorse delle lacrime di Lisa. Attese, lasciandole il tempo di rivivere quei momenti dolorosi. Era inevitabile che il suo pensiero tornasse l.
Messo al corrente, per ci che era stato possibile, di quello che aveva subito, aveva dato disposizioni a uno psicologo che sarebbe dovuto rimanere in attesa di una sua chiamata.
Rimase a osservare quella donna, preoccupato. Le avevano rasato il capo, Claudio gli aveva raccontato che aveva dei capelli biondi e lunghi. Il suo volto era incredibilmente perfetto, anche con quegli ematomi e quelle escoriazioni.
Le teneva ancora il polso, not la mano affusolata, le dita lunghe e aggraziate, non era difficile perdere la testa per una donna come quella. In pi, aveva sicuramente una notevole intelligenza, era una docente universitaria, gli aveva spiegato Claudio, ma chiss in che razza di missione  stato coinvolto ancora! Pens l'uomo.
Lisa riusc finalmente a tenere gli occhi aperti, si ritrov di fronte il medico questa volta intento a controllare la flebo. Osserv il suo volto.
Era incredibile, per qualche attimo pens di avere a fianco Kk, lo ricordava in maniera impressionante, anche la voce che aveva ascoltato poco prima era molto simile. La stessa mascella volitiva, lo stesso identico naso. Il medico aveva i capelli brizzolati e un'et di circa sessantacinque anni. Prov per quell'uomo un immediato affetto, le ricordava cos tanto Claudio. Che fine aveva fatto lui? Era rimasto in Turchia? Ma quanto tempo era passato da quando stava l?
Perso nei suoi pensieri, il dottore non si era accorto che i due enormi occhi della donna si erano finalmente spalancati e che lo osservavano stupefatti. Un leggero movimento di Lisa attir finalmente la sua attenzione.
Le sorrise: Bene, si  svegliata finalmente!
Se non sto sognando suppongo di s la voce le usc a tratti.
 in grado di dirmi il suo nome?
Mi chiamo Lisa Dell'oro pronunci con grande sforzo.
Ha idea di dove si trova?
Nella stanza di un ospedale ma francamente non so quale".
E ricorda cos' successo e perch si trova qui? chiese serio il medico.
S purtroppo rispose Lisa bisbigliando ma ricordo molto poco del viaggio di ritorno, ho solo qualche immagine sfocata dell'aereo e poi nulla, di come sono arrivata qui non ricordo niente".
Lei si trova al policlinico Umberto Primo". Mentre parlava le alz le palpebre per farle un controllo neurologico.
Muova le pupille a destra e a sinistra per cortesia". Lisa fece come chiesto.
In Turchia lei ha contratto un'infezione virale disse il dottore continuando a visitarla  arrivata qui in condizioni critiche, inoltre presentava sul corpo molte ferite in avanzato stato di infezione". Termin la visita e la guard finalmente negli occhi.
Nonostante le sue pessime condizioni, l'abbiamo rimessa in sesto, inoltre come pu constatare, abbiamo sostituito la fasciatura che portava alla spalla con un tutore Slim. Si sentir debole per qualche giorno ma tutto sommato se l' cavata benone".
Da quanti giorni sono qui? chiese portandosi istintivamente la mano libera sulla fasciatura rigida che le ricopriva la spalla.
Da otto giorni".
Io mi devo mettere in contatto con una persona, assolutamente".
Lei adesso deve pensare solamente a recuperare le sue forze".
No dottore non posso stare qui un minuto di pi se non ho notizie di una persona".
Gliele faccio avere io queste notizie, lei deve stare tranquilla
No dottore, non ha idea di come sia complicata questa storia!
Questa storia non la conosco, ma conosco tutta la sua vita complicata e le assicuro che riesco a mettermi in contatto con Claudio come e quando voglio. E se era di lui che voleva notizie, le garantisco che scoppia di salute, e che mi tortura ogni venti minuti per avere aggiornamenti sulle sue condizioni!
In quel momento un'infermiera entr tenendo in mano un cellulare, camminava con passi piccoli e veloci, tutta affettata.
Professore  suo figlio disse allungando la mano per porgergli il telefono. L'uomo fece cenno di passarlo a Lisa.
Interdetta e confusa allung la mano libera e prese il cellulare portandoselo all'orecchio. Lo sent gracchiare, sent qualcuno che strillava, poi riconobbe con un tuffo al cuore la voce di Kk.
Ma porcaccia miseria c' qualcuno! Mi senti pap?
Claudio? la voce le tremava.
Lisa, Lisa stai bene? chiese apprensivo ma finalmente felice di risentire la sua voce.
S, s, ma tu sei ancora l?
S ma non ti preoccupare per me, dimmi di te, come stai?
Mi sono svegliata da pochi minuti e... sono un po' stordita, ma il lavoro? Come stai procedendo?
Tra qualche giorno arriver il Rettore che ti sostituir". Sent poi un colpetto di tosse imbarazzato: Mi hai fatto preoccupare!
Anche tu". Not che il Professore era uscito dalla stanza per lasciarli chiacchierare in pace.
Ti amo".
Anche io".
Tra quanto torni?
Ancora non lo so, mi sono ricordato dove ho visto l'incisione di Hantili Lisa trasal.
Cosa? Dove? Dove l'hai vista Claudio? chiese eccitata.
Sei incredibile". ridacchi il Colonnello, sollevato di sentirla cos entusiasta l'ho vista la notte precedente al nostro primo incontro, quello di sei anni fa!
Dalle parti di Beyky?
S! Ora ti devo lasciare".
Ma sei in grado di ritrovare il luogo? url Lisa prima che il Colonnello riattaccasse.
Lisa ho promesso che ti avrei tenuto poco al telefono, comunque s, tra qualche giorno ci muoveremo per andarlo a cercare. Ora fai la brava".
Parlarono per altri pochi minuti tralasciando i momenti dolorosi, le torture e le prigioni turche.
Poco dopo rientr il Professore. Lisa gli allung il cellulare e cominci a parlare con il figlio. Qualche battuta scherzosa e qualche raccomandazione e poi la telefonata termin. Era strano pensare di stare in compagnia del padre di Claudio.
Cos lei  il pap di Claudio?
Eh gi!
Siete identici, quando ho aperto gli occhi sono rimasta sorpresa dalla vostra somiglianza".
L'uomo sorrise soddisfatto e orgoglioso di avere un figlio che gli somigliasse. Poi cambi espressione assumendo un aspetto serioso. Si schiar la gola e avvicinandosi al letto le prese la mano fra le sue.
Lisa". fece qualche attimo di pausa lei  al corrente del suo stato?
A cosa allude? Di quale stato parla?
Lei  in stato di gravidanza".
Le lasci qualche attimo per assimilare la notizia.
Sul viso di Lisa, comparve un'espressione prima di stupore, poi di felice stupore.
Due grandi lacrimoni le riempirono gli occhi, il suo pi grande desiderio si avverava! Poi per la paura sopraggiunse, la paura per quello che le era capitato. Strinse forte le mani del Professore.
E...  tutto... tutto a posto? chiese con un filo di voce.
Per curarla dall'infezione le abbiamo dato dei farmaci indicati al suo stato, il feto  perfetto e sano".
Ma ne  certo? Ho subito delle cose... orribili, e poi sono stata". Lisa inspir profondamente non lo so non ricordo bene, ma se sono stata... se sono stata". Non riusc a terminare la frase, la disperazione l'assal trascinandola nei suoi ricordi pi dolorosi.
Il Professore cerc di tranquillizzarla ma sembrava impossibile interrompere il filo dei suoi tormenti.
Lisa mi senti? pass al tono pi confidenziale.
Lisa, il feto  di poco meno di due mesi, tutto ci che ti  capitato laggi non ha provocato alcun danno a questa gravidanza".
Mi hanno messo dentro una vasca, sporca di sangue, di escrementi, io non lo sapevo di essere incinta, non lo sapevo!
Vuoi stare tranquilla? La gravidanza  andata avanti, senza conseguenze. Sei una donna forte, sei riuscita a proteggere il tuo bambino, insomma io credevo di darti una bella notizia!
Me l'ha data Professore,  la cosa pi bella che mi sia capitata nella vita". Lo abbracci forte seppur impacciata dal gesso, come suo figlio anche quell'uomo le dava sicurezza. Sent le sue mani accarezzarle la schiena.
Chiamami Filippo".
Filippo". Lisa si tocc con la mano il ventre. Poi ricominci a piangere.
E ora cosa accade? le domand il Professore.
Voglio Claudio, glielo devo dire".
Lo sa".
Come lo sa?
Mi serviva l'autorizzazione da parte di un tuo familiare per poterti somministrare dei farmaci, gliel'ho dovuto dire".
E cosa ha detto? chiese con un filo di voce.
Vuoi le parole esatte?
Si certo!
Be' tra il frastuono di una bomba e l'altra, disse scherzando mi sembra di aver sentito con il suo tono imperativo: padre salvami moglie e figlio.
Lisa piangeva e sorrideva al tempo stesso, il padre di Claudio le lanci una tenera occhiata e le diede una carezza sul volto.
Ora per ti devi rimettere, per te, per tuo figlio e per mio figlio. Cerca di riposarti adesso e stai serena, appena Claudio chiama, ti porto il telefono".

22,02. Adana, Turchia, 16 agosto 2007, ore 15,00
Aeroporto internazionale Adana Sakirpasa.

Accost il fuoristrada al marciapiede scrutando uno a uno i passeggeri che uscivano dalla porta automatica. Not con disappunto come negli ultimi giorni la citt sembrava sempre pi sfollarsi rispetto ai primi giorni, ma era la ovvia conseguenza di fine stagione per tutti i luoghi che erano mete di villeggiatura estiva. Il Rettore usc qualche istante dopo, portava una sola valigia a mano.
Senza scendere dall'auto, si allung verso la portiera destra per aprirla.
Professore?
L'uomo si avvicin abbassandosi leggermente per guardare dentro l'abitacolo.
Il Tenen...?
In persona l'interruppe prima di sentire il suo grado e nome spiattellati sul marciapiede dell'aeroporto.
Salve, finalmente la conosco disse salendo nell'auto occupando tutto il sedile con la sua mole.
Kk ripart, lasciandosi alle spalle l'entrata dell'aeroporto.
 vero, non ci siamo mai conosciuti personalmente,  un piacere Rettore incontrarla dal vivo Gli allung la mano destra per stringergliela, il Rettore fece altrettanto.
Si misero in coda al traffico.
Rettore arriviamo subito al punto, non ho pi tempo. Ieri ha incontrato il Generale De Martino,  stato messo al corrente della situazione?
S, ma dalla dottoressa Dell'Oro, sa... per quanto ci abbia provato il Generale  molto difficile fare un resoconto esatto del contenuto del taccuino se non si  del settore Kk lo guard storto, cercando di capire come era stato possibile per il Rettore incontrare Lisa.
E poi io ero molto preoccupato per la dottoressa, quindi prima di venire qui sono andato a trovarla in ospedale e cos lei stessa mi ha messo al corrente di tutto. Ho visto il suo lavoro, la sua traduzione, tutto insomma, direi che stiamo davanti a qualcosa di importante".
Ho dato ordini ben precisi, non capisco come lei sia riuscito ad arrivare alla dottoressa disse a bruciapelo ghiacciando il Rettore. Poi pens a come i rapporti tra Lisa e suo padre si erano fatti confidenziali e intu da solo quello che poteva esser successo.
Ho avuto qualche difficolt, non le nascondo. Fuori la sua stanza c'erano due energumeni con tanto di mitra in braccio che non facevano entrare neanche una mosca, per il primario ha detto esattamente cos: Ci che fa bene al morale della mia paziente fa bene alla salute della mia paziente, ma il carabiniere non si muoveva, allora il primario lo ha minacciato dicendogli che avrebbe chiamato suo figlio se non mi avesse fatto entrare e l'ho visto con i miei occhi, mi creda Colonnello, fece il Professore con aria incredula quell'omone di due metri si  terrorizzato, cos mi ha fatto passare. E mentre entravo, ho sentito dire a bassa voce dal collega: Il capo non ti aveva detto che se avessi fatto entrare qualcuno ti avrebbe fatto ingoiare i tuoi coglioni? Ah! mi domando da allora chi diamine sia questa bestia del figlio! Concluse il Rettore ridacchiando mentre si aggiustava meglio sul sedile cercando di fare conversazione tanto per rompere il ghiaccio visto che il Colonnello sembrava un tipo piuttosto ostico. Si gir osservandolo bene in faccia, anche Kk lo squadr, si guardarono dritti negli occhi per qualche attimo, poi sent il Rettore fare un accenno di tosse.
Lo vide diventare paonazzo, Kk sapeva perfettamente di essere identico al padre, cap che il Rettore era arrivato a formulare quello stesso identico pensiero.
La bestia sono io! disse Kk bruciandolo con gli occhi.
Il Rettore annu, anche gli orecchi erano diventati viola.
L'ho capito troppo tardi, mi scuso".
Un gelido silenzio cal nell'abitacolo dell'auto. Poco dopo fu Kk a parlare nuovamente.
Non c' problema, sa... ho a che fare con uomini rudi, alcuni concetti li comprendono meglio di altri. Tra pochi giorni partiremo aggiunse cambiando discorso.
Bene, non vedo l'ora! Tir un sospiro di sollievo, tutto sommato quell'uomo non sembrava cos disumano.
Arrivarono nel piccolo hotel al centro della citt. L'ambiente ricoperto da una tappezzeria color avana si presentava piuttosto austero. Sbrigate tutte le formalit per la registrazione, il Rettore caracollando, spar oltre la scala ai piani superiori.

22,03. Roma, Italia, 22 agosto 2007
Policlinico universitario Umberto Primo.

I ragazzi del GIS le avevano organizzato una piccola base operativa attrezzando la stanza dell'ospedale e trasferendo tutto quello che aveva al CPU.
Le avevano portato anche un telefono satellitare, specificando e sottolineando bene che non avrebbe potuto fare alcun tipo di telefonata da quell'apparecchio. Era una linea militare utilizzata solamente dal Comandante del GIS.
Fuori dalla porta c'erano sempre due carabinieri di guardia, un altro all'entrata del reparto e ancora altri sparsi ovunque all'interno dell'ospedale. Almeno cos le aveva detto il padre di Claudio, lei ancora non aveva messo piede fuori dalla stanza.
Gi dal giorno prima, sentendosi in forma, con la testa che finalmente non le doleva pi, aveva ripreso in mano il suo lavoro e cos ora poteva nuovamente disporre di tutto il suo armamentario.
Si alz lentamente come le aveva suggerito il professor Roci, dopo tutti quei giorni sdraiata avrebbe potuto avere un giramento di testa.
Si pass la mano dietro la nuca accarezzandosi rassegnata quei capelli cos corti. Non pungono pi, forse sono cresciuti un po'.
Un nodo le strinse la gola, si avvicin al piccolo specchio sulla porta del bagno, per qualche istante fece fatica a riconoscersi.
L'espressione che aveva scorto, anche se per un brevissimo attimo sul volto del Rettore non le aveva lasciato dubbi, doveva avere un aspetto spaventoso.
Rimase a osservarsi soffermandosi sugli occhi scavati e su qualche piccolo segno violaceo che ancora macchiava la sua pelle. La luce che giungeva alle sue spalle impigliandosi sulle punte irsute dei capelli corti sembrava le conferisse sul capo perfettamente rotondo un'aureola d'orata. Che brutta! Pens mentre il ricordo di quei folli occhi le balen nello specchio accecandola quasi. Chiuse di colpo i suoi, coprendosi il volto con la mano.
Lisa!
Sent la voce del Professore che era appena entrato ma non riusc a rispondere, non riusc a staccarsi la mano dal volto, non voleva pi vedere quel mostro, non voleva pi ricordare quelle atrocit.
Le lacrime non scendevano, la sua sofferenza si era congelata. Era diventata preda del terrore.
Non era la prima volta che le capitava, spesso la notte i ricordi affioravano cos verosimili da sembrare reali, forse erano delle allucinazioni, forse il suo inconscio chiedeva aiuto.
Lisa stai bene?
Questa volta si sent afferrare per le spalle. L'unica cosa che riusc a fare fu scuotere la testa. Le afferr delicatamente la mano togliendola dal volto.
Vorrei farti seguire da uno specialista".
Lisa rimase ancora con gli occhi chiusi.
No, no sto bene".
Vuoi aprire questi occhi per favore?
Lisa assecond controvoglia la sua richiesta. Quando li apr mostr al suo interlocutore tutto il suo terrore.
Cos'hai visto? Lisa lo guard scuotendo la testa, non riusciva a parlare.
Lisa per favore, dimmi cos'hai visto?
Gli occhi del mio carnefice rispose con un filo di voce.
Lisa permettimi di aiutarti, se ne parli con qualcuno vedrai che questa faccenda la risolveremo in poco tempo, se te le lasci dentro a farti logorare, non ne uscirai mai pi. E poi pensa anche al bambino, tu devi stare serena ora, se curi te stessa proteggerai anche lui". Lisa sbuff ormai rassegnata.
Come vuoi allora, ma". deglut a fatica io non ce la faccio a raccontare, a rivivere ancora a".
Gli occhi del Professore divennero imperturbabili, sul volto la stessa espressione decisa del figlio quando non voleva essere contrariato. Riuscirono nonostante tutto a strapparle un debole sorriso.
Allung, senza rendersene conto, una mano per accarezzare quel volto.
Sei identico a Claudio, come faccio a dirti di no".
Lo guard con i suoi occhi da cerbiatto che, su quel viso scavato, si notavano ancor di pi.
Lo vide sorridere.
Semmai mia cara sar il tuo Claudio che assomiglia a me!
Lisa si lasci andare a una calda risata. Era divertita da quell'uomo, aveva un bel caratterino, tale e quale a suo figlio. Chiss che tipo di rapporto c'era fra di loro. Una cosa certa, era l'amore che poteva leggere nei suoi occhi quando stava al telefono con lui.
Com'era Claudio da ragazzino?
Perch  cresciuto? A me sembra che giochi sempre con le armi, con i soldatini, che faccia sempre la guerra contro tutti e tutto!
E dai! Parlo sul serio".
 sempre stato un bravo figlio, non so proprio da dove gli sia venuta la passione per quello che fa. Certo, inizialmente io e mia moglie non avevamo idea di quanto fosse pericoloso, poi, quando abbiamo capito, provammo a contrastarlo ma non ci fu nulla da fare!
Osserv incuriosito il suo tavolo da lavoro pieno di fogli e testi che solo qualche ora prima non c'era.
Vedo che il Tenente Colonnello arriva ovunque!
 un affare di Stato Professore fece con l'occhiolino Lisa.
Bene allora, se ce la fai mettiti a lavoro, cerca di non pensare a cosa hai vissuto, concentrati, e non dargli altro potere a quei bastardi".
Grazie".
Devo finire le visite ora, ci vediamo pi tardi".
Lisa rimase a osservare la sua scrivania. Da dove avrebbe ricominciato?
Accese il PC. Pochi istanti dopo sul desktop comparvero le icone che il processore stava caricando, ne osserv alcune nuove e le apr.
Pedonti le aveva spiegato che avevano scaricato sul PC tutti i dati inviati dal Comandante.
Una di quelle cartelle conteneva delle foto, le vide in anteprima e cap subito che erano quelle fatte ai resti del tempio di Tarhunta, e quelle scattate nel piccolo cunicolo proprio il giorno del suo rapimento. Pass buona parte del tempo a riguardare tutte quelle immagini in cerca di ci che evidentemente le era sfuggito, con la speranza di trovare anche una debole traccia su cui poter lavorare.

22,04. Adana, Turchia, 29 agosto 2007, ore 04,00
App. Dottor Landi.

Si girava e rigirava nel materasso all'interno del piccolo appartamento, il sonno ormai era andato.
La preoccupazione per Lisa non lo abbandonava, il suo recupero non sarebbe stato rapido, almeno non quello psicologico. Pieno di sensi di colpa, si dannava per averla coinvolta nella missione.
Con gli occhi spalancati e le pupille dilatate al buio, rimase cos per ore. Riguardo alla gravidanza di Lisa erano riusciti a scambiare solo qualche rapida battuta, sarebbe stato meraviglioso avere un figlio da lei, ma l'importante, per adesso, era che Lisa recuperasse completamente la sua serenit.
Era tormentato dai ricordi ancora troppo freschi nella memoria per lasciarseli alle spalle.
La sua mente, come la sua anima, ormai da anni conviveva con i dolori e le sofferenze del mondo che pur aveva cercato di contrastare proprio con il suo lavoro, ma inevitabilmente ogni singola missione, lasciava un'indelebile ferita al cuore.
La forza di uomini come Kk non era quella di saper volare sulla pedana di un elicottero, o di fare un blitz notturno piovendo dal cielo. La loro vera forza stava nel saper convivere ogni giorno con quelle atrocit che rimanevano imprigionate nell'anima.
Senza Lisa non erano stati in grado di proseguire le ricerche e tutto si era fermato. Andavano avanti solo tramite i suoi vecchi contatti, aprendo nuove piste, piste diverse, piste che non portavano a nulla. Poi finalmente, l'arrivo del Rettore aveva nuovamente dato un input alle ricerche e tutto era ripartito da dove era stato interrotto.
Anche Lisa aveva mostrato il segno di una piccola ripresa quando le aveva comunicato che il ricordo dell'incisione di Hantili era finalmente riaffiorato. Per qualche attimo, il suo entusiasmo sembr fargli dimenticare tutto. Il comportamento di quella donna non faceva altro che aumentare la stima che lui provava.
Si concentr sul ricordo esatto di quella strada percorsa sei anni prima e che lo aveva condotto in quella grotta. Nei giorni precedenti, insieme agli altri, avevano gi ricostruito l'intero tragitto. Con molta probabilit l'avrebbero ritrovato senza perdere tempo. La vicinanza della grotta al noto sito archeologico in cui lavorava Lisa aveva ristretto di molto il campo della ricerca.

22,05. Roma, Italia, 3 settembre 2007, ore 09,00
Policlinico universitario Umberto Primo.

Le dita di Lisa tamburellavano incessantemente sul tavolo di formica bianco. Sbuff, delusa da quelle ultime immagini. Erano giorni che lavorava solo su quegli ultimi scatti e, a malincuore, dovette arrendersi. Nulla! Non c' nulla!  stato proprio un buco nell'acqua quel viaggio sul lago di Van, tralasciando poi come  andata a finire. Si costrinse a riportare i pensieri altrove prima di ricadere nell'abisso.
Torn con la mente alle ultime vicende di quel popolo in fuga, dopo quel rovinoso sopralluogo, fu chiaro che Hantili non aveva mai raggiunto quel luogo. Quali potevano essere allora le motivazioni che lo spinsero a far pervenire di proposito informazioni errate all'ultimo imperatore della terra di Hatti? Si domand. Con molta probabilit risiedevano nella sfiducia. Forse Hantili non si fidava pi di nessuno, forse alla corte di Tarhutassa vi era un traditore che, nonostante le strategie, gli inganni e le interminabili fughe per sottrarsi alla resa, rimetteva sul retto cammino gli inseguitori.
In cuor suo, sper di avere presto informazioni relative all'incisione di Hantili, quella ormai era rimasta l'unica pista percorribile.
Un suono secco all'ingresso della sua stanza la fece sussultare distogliendola dalle sue riflessioni. Poco dopo, la porta si apr. Un militare dopo una serie di saluti, scuse e permessi, entr.
Buongiorno dottoressa, sono il Maresciallo Mascelletti, del nucleo informatico. Il Comandante mi ha detto di far pervenire a lei di persona questa chiavetta e anche questo e questa disse lasciando sulla scrivania il ciondolo che Kk aveva portato al collo per tanti anni e la maglietta rossa su cui era stampato il trattato di Kadesh.
Lisa prese il ciondolo, inconsapevolmente chiuse la sua mano in un pugno e se la port sul cuore.
Cosa contiene la chiavetta usb?
Lo studio di progettazione della cooperativa curda, Mascelletti afferr la maglietta il Comandante mi aveva dato la chiavetta per decodificare i messaggi disse scuotendo l'indumento.
Lisa attese qualche istante, ma il Maresciallo sembrava aver concluso.
E". lo sollecit.
e... ci siamo riusciti concluse il militare.
Solo allora si riscosse, illuminandosi, sobbarc di domande il Maresciallo.
Ma si riferisce alle scritte sulla maglietta e al trattato del taccuino?
Affermativo, abbiamo decifrato due diversi sistemi di comunicazione, il primo, il pi recente e ancora in utilizzo sul web,  stato decifrato. Il testo in chiaro  propaganda politica e informa i vari capi su come muoversi. Il secondo invece  un sistema pi arcaico. La chiave, come gi sapete,  il ciondolo che viene fatto ruotare secondo un preciso criterio sopra il trattato, la sillaba che di volta in volta capita all'interno del rombo former la parola. Tuttavia, la trasformazione inversa di questo testo riporta al cuneiforme".
Accidenti, mi dia subito per favore, se riporta al cuneiforme giochiamo in casa allora!
Lisa lasci il militare inserire la chiavetta nel PC ed estrarre i dati.

22,06. Beyky, Turchia, 3 settembre 2007, ore 09,20
Regione del Mar Mediterraneo.

Ancora una volta, la prima squadra del GIS si trovava a battere sentieri fra la boscaglia anatolica alla ricerca di ruderi e rocce.
Il clima che si era creato con l'arrivo del Rettore non era dei migliori, certo l'uomo non aveva la stessa pazienza di Lisa o la stessa capacit di coinvolgerli nelle ricerche.
A volte aveva un modo di fare molto poco simpatico, il Professore apparteneva a quella cerchia di gente convinta che la storia fosse un fatto personale e privato da condividere solo con una ristrettissima cerchia d'lite. Molto differente invece era l'approccio di Lisa che si faceva semplicemente veicolo attraverso il quale viaggiavano le informazioni. Solo nei riguardi del Comandante sembrava mostrare un certo rispetto ma pur sempre considerandolo persona non informata dei fatti.
Durante la marcia, il Professore faticava a stare appresso al ritmo del GIS, a muoversi e divincolarsi fra gli stretti sentieri chiusi dalle fronde di alberi e cespugli.
Poco dopo, uscendo fuori dalla fitta vegetazione, la natura si present meno generosa, il verde and sfumando via via in un arancio arido. Gli spazi davanti a loro si aprirono in una valle dove alcune collinette tufacee, erose dal vento e dalle intemperie, ospitavano piccoli raggruppamenti sparsi di alberi e cespugli. Di tanto in tanto, pietre dalle forme pi svariate giacevano sul terreno come fossero precipitate dal cielo.
Il Colonnello rimase immobile a osservare quello scenario e frug nella sua mente cercando il punto esatto in cui anni fa trov il pertugio. Pur essendo passato molto tempo, non aveva alcun dubbio, era certo che il posto fosse quello.
S'incammin avvicinandosi al primo cespuglio, ma non trov le grandi pietre che, come ricordava, stavano a copertura parziale dell'accesso. Ripet ancora altre volte la stessa operazione fino a quando finalmente giunse davanti alla meta.
Eccoci, era proprio qui disse Kk. L'apertura, situata sulla volta della grotta sottostante si presentava simile alla bocca di un pozzo da cui affacciandosi a stento s'intravede la profondit del suolo.
Qui dentro venite". Il Comandante traccheggi un po' con le pietre e, aiutato da Michele, riusc ad aumentare lo spazio per poter passare all'interno.

23. Avle Feluske.

23,01. Roma, Italia, 3 settembre 2007, ore 09,40
Policlinico universitario Umberto Primo.

Come il maresciallo la lasci sola non perse neanche un istante in pi. La dottoressa apr i file e inizi buttandosi a capofitto sulla traduzione, bramosa di leggere quei documenti che sicuramente avevano protetto la parte pi importante del racconto di Al.
Comprese subito che ci che aveva davanti era il proseguo del racconto di Walvaziti, lo scriba. Mancava qualche parte ma riusc a comprendere la sequenza temporale grazie al trattato di Suppiluliuma II. Il racconto di Walvaziti riprendeva dal momento in cui Hantili si divise dal cugino Hartapu.
Aver dimezzato il numero della fila, gli consent spostamenti pi veloci. Hantili riusc a evitare lo scontro diretto con i nemici e ripresero il cammino. Pi il tempo passava e pi Hantili aveva delle difficolt con il figlio di Suppililiuma II, che crescendo, tentava di recuperare quello che se non fosse stato per i Popoli del Mare sarebbe stato il suo futuro, il trono. Ma l non c'era pi nessun trono da difendere, serviva un uomo con l'esperienza militare di Hantili per poter sopravvivere e raggiungere qualche nuova terra dove potersi stanziare.
Le condizioni di vita erano difficili, la mancanza di cibo ridusse sempre pi il numero dei fuggitivi. Pass ancora del tempo per costruire o rimediare altre imbarcazioni, i mezzi che avevano non erano sufficienti per traghettare tutti e tutto quello di cui non potevano fare a meno come gli animali e i cavalli. Nessuno aveva il coraggio di lasciare la loro terra, ma ogni giorno che passava in pi i pericoli aumentavano.
Arriv il momento di partire, di lasciarsi la loro terra dietro le spalle. Salirono sulle imbarcazioni e solo in pochi ebbero il coraggio di voltarsi.
Nel Gran Verde incontrarono fortunatamente solo un piccolo gruppo di imbarcazioni della congregazione dei Popoli del Mare, Hantili aveva saputo che era in atto una seconda grande battaglia navale nell'isola di Alaiysha che avrebbe, con ogni probabilit, tenute impegnate la maggior parte delle loro navi. Anticip la partenza, navigando le acque condusse il popolo in fuga nelle isole di fronte a Wilusa, perch erano ricche di ferro e di altri metalli, il dominio su quei giacimenti gli avrebbe garantito il dominio politico ed economico".
Le isole di fronte Troia". bisbigli Lisa sono arrivati a Lemnos, Samotracia, Imbro, Lesbo". Deglut a vuoto, con le mani tremolanti prosegu ancora la sua decifrazione.

23,02. Beyky, Turchia, 3 settembre 2007, ore 09,50
Regione del Mediterraneo, Grotta di Hantili.

Kk fu il primo a entrare calandosi lentamente solo con la forza dei muscoli delle braccia seguito poi da tutti gli altri, compreso ovviamente il Professore che non perse occasione di mostrare la sua agilit.
Michele tent di aiutarlo, mentre Rossi e Capozza ridacchiavano. Il Comandante li fulmin con gli occhi, nonostante l'oscurit i due ragazzi si sentirono trafitti dal suo sguardo di rimprovero e le risa cessarono di colpo.
Ci volle qualche attimo affinch i loro occhi si abituassero alla penombra della grotta mentre venivano piacevolmente colti dalla frescura umida dell'ambiente cavernoso.
All'interno la luce filtrava attraverso dei fori praticati sulla parete esterna. L'ambiente era stato sicuramente ricavato grazie all'intervento umano. Le pareti si presentavano squadrate e il soffitto basso aveva un'inclinazione piuttosto accentuata.
Di l prosegue, seguitemi Kk s'incammin dirigendosi proprio l dove il buio avvolgeva tutto. Dopo solo qualche metro percorso con le torce accese nuovamente l'ambiente era illuminato dai raggi solari che penetravano da alcuni fori. Erano arrivati a una seconda stanza.
Su quella parete gi in fondo". La indic. Tutti seguirono l'indice del Colonnello puntato sulla parete rocciosa che chiudeva la grotta, ma nulla si scorgeva.
La notte ho visto quelle due figure, ma la mattina dopo era tutto sparito".
S  probabile Colonnello". disse annuendo il Professore dipende dalla direzione con cui l'incisione viene colpita dai raggi di luce, provi a puntare contro la torcia e vediamo se quella notte aveva alzato un po' il gomito o se veramente l'immagine del re Hantili  incisa su quella parete".
Il Comandante alz un sopracciglio gelando il Professore. Accese la torcia illuminando frontalmente la parete ma ancora nulla era visibile.
No, non cos, deve ruotare la torcia in modo tale da colpirla di lato, non frontale".
Kk ricord di aver dormito sul lato sinistro, si spost abbassandosi proprio come quando dal suo giaciglio, anni prima, aveva illuminato la stanza per ispezionarla. Accese la torcia e immediatamente l'incisione fu visibile.
Due figure umane dalle dimensioni reali erano poste una di fronte l'altra e raffigurate nell'atto di passarsi un'ascia.
Bel colpo Colonnello! disse il Professore rimasto senza fiato.
Rimasero tutti quanti in un mutismo totale per alcuni minuti, contemplando ci che animava il fascio luminoso della torcia del Comandante.
Quello di destra  l'ultimo imperatore Suppiluliuma II riconoscibile per mezzo del cartiglio inciso sopra il suo capo, l'altro  Hantili. Quest'ultimo viene ritratto proprio nel momento della consegna simbolica dei poteri e degli strumenti di comando dello Stato".
Le due figure che si stagliavano davanti erano raffigurate in tutta la loro magnificenza, l'impatto fu incredibilmente suggestivo.
Ottimo! Quindi possiamo affermare che questa  una prova del passaggio in questo luogo del popolo in fuga?
Il Rettore inizi a calpestare qua e la il terreno, non gli sfugg l'occhiata perplessa dell'ufficiale.
Sto cercando di sentire se suona vuoto".
Batt il piede ripetutamente, sempre pi vicino alle patere incisa.
L'enorme panciotto che si ritrovava, sussultava a ogni colpo. Il piede, ormai animato da vita propria, cambiava angolazione continuando a percuotere ritmicamente il terreno. Di tanto in tanto, effettivamente, la risposta al suono provocato era pi lenta. Il Professore concentr il suo balletto sul lato destro della stanza, di colpo si ferm, tir fuori dal suo taschino un fazzoletto bianco e si pul il sudore che gli imperlava la fronte.
Figliolo disse con fare molto serio direi che in questo luogo accadde molto di pi!
Che vuol dire Professore?
Che forse  proprio questo il luogo in cui ha trovato rifugio il popolo fuggiasco".
Trentamila persone rifugiate dentro queste due stanze?
Questa non  una semplice grotta, qui ci troviamo all'entrata di una citt sotterranea. Probabilmente la prima stanza era una stalla, questa in cui ci troviamo era un tempio, e sono certo che se cerchiamo bene troveremo altri passaggi".
S, l'aveva detto anche Lisa che forse gli Ittiti si erano rifugiati dentro una citt sotterranea! rispose Kk.
Gli uomini del GIS si lanciarono occhiate arrivando pi o meno tutti a formulare lo stesso ragionamento: dopo settimane di lavoro era finalmente l'unico vero posto che avesse potuto fungere da nascondiglio per Baran.
Diamoci da fare allora disse il Professore con gli occhi lucidi per l'eccitazione precedendo gli altri.
No, aspetti Professore, andiamo avanti noi".
La spedizione a quel punto divent pi simile a un'intrusione militare. Con i mitra in braccio e le torce puntate su ogni centimetro della parete, il commando del GIS avanz cautamente prendendo il sopravvento.
Si bloccarono dopo pochi metri. Non sembrava esserci pi alcuna stanza. Si girarono e rigirarono illuminando tutt'intorno fin quando i raggi della torcia di Michele non colpirono una pietra piana pi simile a una lastra che si trovava sul pavimento roccioso.
Proviamo ad alzarla disse il Professore. Rossi e Capozza posarono per terra le loro torce lasciando il fucile pendolare dalla tracolla. Si piegarono cercando di infilare le dita al di sotto della lastra, dopo qualche tentativo finalmente si alz.
Kk punt la torcia in quella direzione, il buco nero, per chiss quanti secoli celato da quella pietra, si illumin lasciando intravedere ai visitatori una fitta rete di trafori.
Rimasero tutti quanti senza fiato. Una scala ricavata nel tufo portava al centro di una piccolissima nuova stanza da cui si dipanavano cunicoli che a loro volta finivano in nuove stanze. Sembrava una successione interminabile. L'occhio non trovava fine al gioco, come fossero stati due specchi posti uno di fronte l'altro, immagini identiche venivano proiettate all'infinito.
Oh mio Dio! esclam Rossi.
Ma come diamine hanno fatto ad arrivare fin laggi? domand incredulo Capozza osservando gli angusti cunicoli che sembrava conducessero direttamente nella profondit pi remota della terra.
Siamo di fronte a un'altissima opera d'ingegneria edile, ancora oggi centinaia di studiosi stanno cercando di capire come fecero tremila anni fa a realizzare simili strutture".
Il Professore allung il capo dentro l'apertura, rimase a osservare la citt illuminandola con la sua torcia.
Probabilmente questa citt fu inizialmente costruita con uno scopo militare, come spesso accadeva in questi cunicoli venivano intrappolati i nemici per essere sorpresi alle spalle. A seguire poi, certamente, furono costruite le abitazioni, cos come i magazzini, i granai, le cucine, le stalle, i condotti per l'acqua e tutto quello che esisteva in una comunissima citt in superficie. L'unica differenza era che qui hanno dovuto inventare un sistema di ventilazione.  probabile inoltre che all'interno passasse un fiume sotterraneo". La sua voce risuonava rimbombante propagandosi fra le infinite cavit.
S Colonnello disse il Professore rialzandosi e rispondendo finalmente alla domanda che gli era stata posta la citt  stata sicuramente utilizzata anche come rifugio per quelle migliaia di persone. Nelle altre citt sotterranee che gi si conoscono, si  visto come le entrate dall'esterno fossero due, al massimo tre e venivano protette con degli enormi massi circolari che ruotavano attraverso i passaggi e si chiudevano dall'interno. Ma anche dentro, c'erano trabocchetti o porte girevoli per sbarrare i passaggi e isolare interi settori dell'abitato, furono fortezze imprendibili".
Certo  inquietante l'idea di vivere qui dentro! esord Capozza.
Pensi che alcune di queste strutture ipogee scendono fino a 50 metri di profondit ma vivere in un ambiente in cui l'estate la temperatura arriva ai 40 gradi e d'inverno scendere a 20 sotto zero giustifica lo sforzo di costruire questi mondi sotterranei dove invece, per tutto l'anno, la temperatura  stabile intorno ai dodici gradi".

23,03. Roma, Italia, 3 settembre 2007, ore 10,20
Policlinico universitario Umberto Primo.

I cicogni che abitavano l'isola gli fecero guerra per un lungo periodo, poi riuscirono a convivere per oltre cento anni".
I cicogni? Allude forse ai Pelasgi? Molti antichi scrittori greci utilizzarono questo nome per riferirsi a popolazioni antiche che migravano in tutte le direzioni proprio come le cicogne, a cui devono il loro nome, che migrano a stormo, pens Lisa.
...e ora dico a voi giovani figli del sole se pregate la divinit madre seduta a fianco ai leoni sappiate che fu qui che si incontrarono i nostri e loro culti, i nostri e loro usi".
Chiuse gli occhi cercando di focalizzare nella sua mente le immagini. Molte erano le divinit che venivano rappresentate sedute a fianco ai leoni. Sicuramente Walwaziti si riferiva alla Dea Madre Cibele, originaria proprio di quei luoghi. Tuttavia, le venne in mente anche la suprema divinit etrusca Truan, o la Mater Matua di Roma.
Ad Hantili succedettero il figlio e il nipote. Non furono mai definiti i confini del nuovo regno n dove effettivamente si stanziarono ma coabitarono fino a quando chi ebbe il predominio sul ferro non ebbe la meglio.
I Cicogni, anche questi nomadi senza terra del Gran Verde, primi colonizzatori dei samotraci, gi da tempo avevano messo le mani su quelle miniere. Fu cos quindi che ancora una volta si avviarono per il mare, erano ormai divenuti anche loro popoli del mare, anche loro gente senza pi una terra ma alla ricerca disperata di trovarne una prima che avessero del tutto perso la propria cultura, la propria identit. Ma questo inevitabilmente stava accadendo, l'integrazione con altri popoli li aveva costretti a modificare la loro lingua, a modificare il loro abbigliamento, la loro cucina e i loro culti religiosi.
Erano ormai nate nuove generazioni che mai avevano visto la terra di Hatti, tra i quali gli stessi re che ci governavano.
Ripresero la via del mare quindi, ancora una volta, caricarono sopra le navi tutti i loro averi, lasciando l, su quelle isole, qualcuno di loro e portando via parte di quella cultura e anche parte di quella gente, lo stesso Zidanta (III), nipote di Hantili, spos Myrina la regina dell'isola, portandosela via con s".
Lette quelle ultime parole, un'immagine si materializz davanti agli occhi di Lisa. Una struttura funeraria, una delle pi grandi tombe etrusche mai ritrovate, quella della famiglia Murina. Murina una derivazione di Myrina? Lisa scosse la testa per scacciare quella visione quasi inopportuna.
Ripartirono, dirigendosi questa volta verso il sud, costeggiarono la terra degli Achei passando fra quelle infinit di isole girandogli attorno, proseguirono la rotta del ferro gi nota ai tempi dei grandi imperatori, i ricchi giacimenti metalliferi di queste altre isole furono per loro l'attrattiva principale. Approdarono infine alla fumosa".
La gola si era seccata, il cuore era in fibrillazione ormai da un'ora, credette di morire d'infarto.
La fumosa, Aithalia come qualche anno dopo la chiamarono i greci proprio per il fumo delle fonderie. Quindi arrivarono sul tacco dello stivale, allo stretto di Otranto. Costeggiarono la Puglia, la Calabria, la Sicilia e poi salirono su verso la Sardegna, la Corsica e infine trovarono quello che stavano cercando, la fumosa o meglio l'isola d'Elba, uno dei pi ricchi giacimenti di ferro di tutto il Mediterraneo! Lisa si distacc un attimo dal monitor, incredibile, anche Lemnos veniva chiamata Aithalia!

...con il passare del tempo si stanziarono anche sulle coste di fronte all'isola, dove in seguito nacque una vera e propria stazione mineraria che divenne il centro pi importante della lavorazione del ferro. Il centro si ingrand rapidamente perch in quella terra, ancora nessuno era in grado di lavorare il ferro come loro".
Di fronte all'isola d'Elba... ma  Populonia!
Si alz dalla sedia e in preda all'agitazione inizi a girare per la stanza camminando freneticamente su e gi. Era di fronte a una cosa troppo grande.
Erano quindi giunti in Italia, e ci che aveva appena tradotto si ricongiungeva alle prime traduzioni degli annali di Taurwaili.
Lisa apr le cartelle contenenti le prime traduzioni e rilesse nuovamente tutto daccapo:
Annali di Taurwaili:
Le popolazioni che trovammo, erano inferiori in forza e in armi. Vivevano raggruppati in piccoli centri, come mai neppure i kaska avrebbero fatto. In pochi anni, pur essendo per numero inferiori siamo riusciti ad avere il completo dominio sul territorio".
Taurwaili si riferiva alle popolazioni italiche! Quando aveva tradotto quei documenti, fuorviata dalla ricerca della citt dedicata al dio della tempesta, non le era venuto in mente che gli ittiti potessero essere andati al di fuori della Turchia.
Cerc ancora fra i vari file tutto ci che si riferiva a Taurwaili. Ne apr alcuni che si sovrapposero in sequenza. Quello che si trov davanti conteneva la parte della traduzione in cui lo scriba Walwaziti scriveva in prima persona raccontando il suo legame con Taurwaili. Stava per passare al successivo quando l'occhio le cadde sulla parte finale del testo:
Walwaziti:
...fui sempre io, quando la grave malattia lo strapp al popolo, con le mie mani a scolpire la stele che avrebbe adornato la sua tomba, fui sempre io che rimasi accanto a Hirmia e ai suoi figli, fui io che consolai la regina".
Di colpo fu folgorata da un ricordo, ancora le suonava la voce del Professore nell'orecchio: L'unica cosa che mi viene in mente relativa a questo nome  la diatriba nata per l'interpretazione di uno dei primi esemplari di epigrafia etrusca, risalente proprio al periodo in cui fu introdotta la scrittura in Etruria. Alcuni sostengono che Hirmia sia la moglie del guerriero defunto Avle Feluske, altri invece sostengono che sia il donatore della stele.
Tutto si stava avvicinando rapidamente alla verit, quella verit che aveva avuto davanti agli occhi per una vita.

23,04. Beyky, Turchia, 3 settembre 2007, ore 11,20
Regione del Mediterraneo, Grotta di Hantili.

Ma che dice possiamo scendere? Non verremo avvelenati tutti da qualche fungo particolare, ho letto qualcosa in merito a scoperte archeologiche". chiese Michele.
S, non c' alcun problema, quel fungo crea problemi se manca ossigeno, in questo caso l'aria passa attraverso alcuni fori che scendono dalla superficie della terra ai vari piani della citt".
Perfetto allora, si scosti Professore iniziamo a calarci".
Il Colonnello lanci un'occhiata alla pancia del Rettore, poi al gigante Rossi, infine al foro che gli avrebbe consentito il passaggio nei piani sottostanti.
Andiamo noi tre, poi se  il caso cercheremo di aprire il pertugio, lei Professore magari ne approfitti per fare delle fotografie, tu Bob stai di guardia fuori detto ci gli uomini sparirono in pochi secondi dentro la cavit.
Tutto apposto Boss? sent la voce di Rossi in cima alla scala.
Sembra di s, ci inoltriamo verso destra".
Fate attenzione, gli url il Professore  molto facile perdersi l dentro  simile a un labirinto".
Si allontanarono di poche decine di metri quando il cunicolo che stavano percorrendo divenne sempre pi stretto e sempre pi basso tanto che, per proseguire, dovettero necessariamente incurvarsi.
Le pareti sembravano inghiottirli, non era pi possibile tenere alzato il braccio per puntare pi avanti la luce della torcia, Riuscirono a malapena a illuminare i loro piedi tanto era diventato stretto il passaggio.
Strusciando casualmente le mani sul tufo liscio, forse consumato dal passaggio di centinaia e migliaia di uomini, Kk avvert sulla fascia centrale della parete delle incisioni, cerc di seguirle con le dita ma fu impossibile capire di cosa si trattasse.
Proseguendo per il cunicolo, comprese solo che si ripetevano una accanto all'altra per almeno un centinaio di metri, tanto era lungo quello stretto passaggio.
Professore! chiam affettato qui c' qualcosa che deve assolutamente vedere".
Oh Colonnello ma come faccio? lo sent rispondere dalla cima della scala.
Sent le risate soffocate di Michele che stava dietro di lui.
Eh e come fa? ripet tra s e s.
Facciamogli un po' di foto, cos le vedr propose Michele.
Ok, giusto, anche perch non vedo alternative".
Forse potremmo ripassare tra qualche mese lasciandolo solo a pane e acqua! fece Capozza scatenando la risata di Michele e a malincuore anche la sua. Un coro di risate rimbomb nello stretto passaggio.
Dai cerchiamo di concentrarci per favore disse Kk ancora ridacchiando, mentre cercava di fare qualche scatto con la macchina digitale attaccandosi il pi possibile alla parete opposta nel tentativo di aumentare l'ampiezza dell'inquadratura.
Non riuscendo a muoversi l dentro, si passarono la macchinetta fra di loro per riuscire a fotografare l'intera incisione.
Il cunicolo finiva dentro una stanza da cui s'intravedeva, attraverso un altro foro, il piano sottostante.
Capozza punt la torcia illuminando l'ennesimo traforo in cui poco dopo si calarono tutti e tre.
Era sorprendente quanti cunicoli e ancora quante stanze si presentassero ai loro occhi, sembrava un gigantesco formicaio. Tutto era avvolto dalla luce soffusa delle loro torce, alcuni cunicoli pi grandi si diramavano in altri sempre pi angusti che a loro volta conducevano in nuove cavit. Le torce faticano a rischiarare l'ambiente che sembrava estendersi all'infinito.
Bob mi senti? Il Colonnello prov il segnale della radio.
S capo!
S'infil nuovamente la radio nella tasca e riprese a muoversi. Scesero attraverso una scala ancora di qualche metro, la temperatura cal rapidamente. Anche l da piccoli spiazzi dipanavano nuovi cunicoli a diverse altezze per inoltrarsi sempre pi nel ventre della terra ed essere inghiottiti dal buio. Per alcuni tratti furono costretti a procedere carponi tanto la volta si abbassava. D'improvviso, sopra la testa e sotto i piedi, si aprivano vuoti o nicchie che apparentemente non avevano alcuno scopo funzionale se non quello di disorientare. Percorsero inutili cunicoli lunghi centinaia di metri che si riavvolgevano su loro stessi, le ginocchia iniziarono a dolere.
Proseguirono percorrendo cavit dentro altre cavit vuote, fin quando Michele che precedeva la fila dei tre non calpest qualcosa che dest lo stupore di tutti. Il Luogotenente afferr sotto i suoi piedi una maglia scura appallottolata.
Questa  difficile che sia stata indossata tremila anni fa".
Kk la prese in mano, la maglia era sicuramente appartenuta a un uomo dalla stazza enorme, enorme come lo era il suo amico Baran Al, pens speranzoso. Non avendo lo spazio per potersi girare la infil nello zaino di Capozza che gli stava davanti.
Andiamo avanti! disse d'un fiato Kk mentre con gli occhi perlustrava attorno sentendo, per la prima volta dopo tanto tempo, una flebile speranza.

23,05. Roma, Italia, 3 settembre 2007, ore 12,00
Policlinico universitario Umberto Primo.

Ricerc fra le sue carte il numero del nucleo informatico che le aveva lasciato il Maresciallo Mascelletti. Non avendo idea se da l avesse potuto usare internet prefer, onde evitare complicazioni, chiedere direttamente al nucleo.
Qualche istante dopo era in linea con il Maresciallo a cui fece tutte le richieste necessarie. Il carabiniere le conferm che in meno di due minuti le sarebbe arrivato via posta elettronica tutto quello che aveva richiesto.
Cos fu. Appena pochi minuti dopo la telefonata, dalla stampante di Lisa usciva l'immagine della stele del guerriero di Vetulonia Avle Feluske, lo sposo di Hirmia.

La prese tra le mani e rimase a guardare l'immagine ritratta.
Il guerriero aveva un incedere deciso e, come si usava presso gli etruschi, affrontava il nemico completamente nudo parzialmente coperto da uno scudo rotondo sul quale campeggia un fiore esapetalo, contenuto in una decorazione esagonale. Come l'incisione che Suppiluliuma fece realizzare sullo scudo di Hantili.
Una mano protesa in avanti ostenta un'arma di offesa, la bipenne, una scure a doppia lama, segno di elevato rango militare e politico. La testa del guerriero era coperta da un elmo sovrastato da una accentuata criniera. L'intera figura era inserita in una cornice entro la quale vi era l'iscrizione che aveva scatenato la diatriba sull'interpretazione.
Lisa lesse tutte le informazioni che in aggiunta aveva chiesto al Maresciallo.
L'ornamento funerario posto sulla tomba del guerriero era sicuramente tra i primi esemplari di epigrafia etrusca introdotta in Etruria.
La stele, purtroppo, osserv Lisa, non era integra, mancavano alcune piccole parti di testo, ci aveva complicato l'interpretazione dell'iscrizione di quella lingua ancora oggi non del tutto tradotta.
Cerc nelle diverse traduzioni il nome Hirmia e in effetti, come le aveva suggerito il Professore, nelle pi recenti interpretazioni dell'iscrizione veniva identificata come moglie di Avle Feluske. Ci era sconcertante, pens Lisa. Che vuol dire allora? Hirmia moglie di Taurwaili e Hirmia moglie di Avle? Avle e Taurwaili sono la stessa persona?
Riprese in mano l'immagine, osserv ancora Avle, molti dettagli potevano esser letti come punti d'unione tra il mondo orientale e quel mondo nuovo che stava appena fiorendo. La decorazione sullo scudo poteva in qualche modo ricordare il sigillo reale risalente al primo dei re che portava il nome Taurwaili, che per l'appunto era una margherita a sette petali per, non a sei come quella di Avle. L'ascia bipenne di certo poteva essere ricondotta a moltissime civilt orientali, stessa cosa per l'elmo con la criniera.
Ma, in fin dei conti quelle similitudini lasciavano il tempo che trovavano, il confronto non era possibile farlo perch da una parte aveva una civilt che si stava formando e dall'altra una civilt che aveva ormai perso la propria individualit, quindi non potevano esser considerate prove, ciononostante, se viste tutte insieme, avevano il potere quantomeno di insinuare il dubbio.
Ormai erano passati trecento anni dalla caduta dell'Impero ittita e con tutte le migrazioni che avevano fatto certamente, come lo stesso Walwaziti raccontava, si erano integrati e fusi con le molte popolazioni incontrate durante il lungo viaggio, come i Pelsgi proprio menzionati dallo scriba e chiss quanti altri ancora.
Cosa rimaneva pi degli Ittiti? Si domand tristemente Lisa. Ormai quel Taurwaili cosa aveva di diverso da un pelsgico? Nulla. Taurwaili stesso  un pelsgico!
Ritorn sull'immagine della stele, veniva datata intorno al settimo secolo a.C, quindi passavano duecento anni tra Taurwaili e Avle, non potevano pertanto essere la stessa persona. Concluse indispettita Lisa. Se per quella datazione fosse stata sbagliata?
Non era un'etruscologa ma le informazioni base che aveva gli avrebbero consentito comunque di fare un'azzardata analisi del testo.
Prese una penna e riport su un foglio l'iscrizione.
La grafia si presentava lineare e destrorsa. La divisione delle parole non era indicata per mezzo di punti o mediante spazi. In epoca arcaica quasi tutti i testi erano in scriptio continua, ossia senza divisione tra le parole. Attorno al VII secolo a.C., l'epoca della stele, gli etruschi adottarono un alfabeto greco molto arcaico, formato per la gran parte da segni fenici. Con il passare del tempo, modificando il significato di pochi segni, si and a costituire l'alfabeto etrusco arcaico, ossia quello che lei aveva davanti agli occhi. Ma se avesse dovuto riportare tutto indietro di duecento anni allora avrebbe dovuto ripercorrere il processo di sviluppo dell'alfabetizzazione per attribuire un giusto significato a quei grafemi.
Ma qual'era il vero significato di quel nome? Avle?
Gli ittiti utilizzavano il cuneiforme che era gi una scrittura di tipo sillabico. Ma se fosse vero ci che aveva letto, allora, a seguito dell'incredibile viaggio sostenuto da questo popolo in fuga, con tutte le mescolanze etniche e culturali, non le rimaneva che ritornare alla forma embrionale della scrittura alfabetica ossia al loro significato ideogrammatico e non fonetico.
Lisa? Lisa trasal, si port l'unica mano libera sul cuore in attesa che questo riprendesse un normale funzionamento. Il padre di Claudio dalla porta la guardava esterrefatto.
Dimmi". Si gir guardandolo ancora spaventata.
 un po' che ti chiamo, ma non senti niente? Devo farti visitare dall'otorino? le chiese preoccupato. Lisa scoppi in una risata allegra.
No Filippo, quando lavoro mi astraggo completamente".
Ho capito ma sono stato l per alcuni minuti a chiamarti, cosa mai ti pu trascinar via cos lontano?
Tu... tu non hai idea, sono davanti, cio forse, ma non riesco ancora".
Calmati Lisa, cosa vuoi dire? le chiese sedendosi sul bordo del suo letto. Lisa rigir completamente la sedia davanti alla scrivania verso il suo letto trovandosi di fronte al Primario e lo guard.
Voglio dire... in questi documenti che sto traducendo sembra che gli ittiti siano giunti qui in Italia!
Il Professore non sembr ascoltare.
Chi  quello? chiese indicando la stampa della stele sulla scrivania.
Questo  il famoso guerriero di Vetulonia, Avle Feluske".
Ecco infatti, mi sembrava di riconoscerlo, siamo andati la scorsa estate io e mia moglie a Castiglion della Pescaia, e ho visto con i miei occhi questa stele. Ma non  etrusca? E tu non sei una ittiologa? le chiese perplesso.
S a tutte e due le domande. S la stele funeraria  etrusca e s, sono una ittiologa".
E allora? le chiese incuriosito aggrottando le sopracciglia.
Quello che cercavo di dirti prima era proprio questo, forse questo guerriero  uno degli ultimi re ittiti".
Ma dai? E cosa ti porta a pensare che sia cos?
Un nome, Hirmia!
Il Professore, sbigottito, rimase a guardarla in attesa di un ulteriore chiarimento.
Secondo alcune interpretazioni dell'iscrizione riportata sulla stele, Hirmia  il nome della moglie di Avle Feluske. Secondo la mia traduzione di un altro documento ittita, Hirmia  la regina di un re ittita Taurwili".
 solo un nome".
Ho da poco finito di tradurre un altro documento, sembra che Taurwili sia giunto in Italia".
Ah! Per! Be' comunque uno si chiama Avle Feluske e l'altro Taurwili! C' una bella differenza! Lisa gli sorrise.
Oggi c' una bella differenza, oggi che noi attribuiamo un suono a un grafema".
Scusami ma non riesco a capire".
L'alfabeto spieg Lisa,  una delle invenzioni pi complicate, lunghe, laboriose e articolate. Nessun uomo, popolo o generazione se ne pu attribuire il merito esclusivo che spetta invece a molti popoli e molte generazioni di uomini".
Scrut attentamente quelle lettere, prese il foglio tra le mani e lo mostr nuovamente al Primario.
Dietro ogni singolo grafema, giace la traccia di un ideogramma decaduto. Detto in maniera pi semplice: le lettere che noi oggi utilizziamo, sono lo scheletro di un antico concetto".
Mi stai per caso dicendo che quei segni che ogni giorno scriviamo, intendo a, b, c, in realt nascondono dei significati?
Ti sto dicendo che un tempo quei segni erano dei disegni che rappresentavano un concetto. Le prime forme di scrittura sono i pittogrammi, semplici immagini figurate. Col passare del tempo persero molti particolari e si ridussero a una stilizzazione delle forme inglobando anche concetti astratti: un cerchio poteva essere il significato di sole ma anche di luce, si arriva cos all'ideogramma quindi alla rappresentazione dell'idea o al logogramma, la rappresentazione di una parola".
E come siamo arrivati ai nostri cari segni?
Ci che condizion lo sviluppo della scrittura fu principalmente la motivazione e l'uso che di questa si fece, condizionati a loro volta dal contesto storico".
Ossia?
Le prime societ, mesopotamiche e egiziana ruotavano attorno a tutte le attivit dello Stato e gli scribi che lavoravano principalmente per il potere amministrandone le ricchezze, passavano gran parte della loro vita a studiare per tenere sotto controllo quell'interminabile lista di segni. Lettura e scrittura non erano uno strumento a disposizione di qualsiasi scopo ma sempre la parola dotata di autorit, la parola della legge divina e comunitaria. La ristretta casta degli scribi, curava inoltre i templi degli dei, e l'uso dei geroglifici in questo caso era sacro e magico. Il segno era considerato vivente a tal punto che gli scribi spesso mutilavano una zampa di un leone o spuntavano la lancia di un uomo armato con lo scopo di renderlo innocuo.
La scrittura ideografica, sviluppandosi differentemente nei diversi luoghi, nel corso dei secoli sub un'ulteriore stilizzazione che segn una meta importante per la riduzione dei numerosissimi ideogrammi. Utilizzando una tecnica come quella dei rebus, il simbolo non designava pi solo una persona o un oggetto, ma anche piccoli gruppi di suoni, ovvero da ideogrammatica divent sillabica. Si raggiunge cos un primo sistema fonetico che supporter gli ideogrammi. I simboli passarono da qualche migliaio a poche centinaia".
Ma ancora risultava complicata immagino".
S, ma giunse finalmente il momento in cui l'uomo riusc a isolare l'unit minima del linguaggio e a rappresentarlo graficamente utilizzando simboli il cui nome iniziava con tale suono, si chiama acrofonia. E siamo finalmente arrivati alla rappresentazione visiva dei singoli suoni che diede il via al primo sistema puramente alfabetico: un suono, un segno!
Ma perch allora non furono n le societ mesopotamiche tantomeno gli egizi a divulgare l'alfabeto ma furono i Fenici?
Perch la conservativit delle scuole non permise lo sviluppo di questo proto-alfabeto poich i significati sacrali e le sfumature dei geroglifici non potevano esser trasferiti o adattati alla scrittura alfabetica. Contrariamente a quanto accadeva l nella societ fenicia, basata principalmente su una fervida attivit commerciale, i continui contatti con l'Occidente insinuarono i primi germi della democrazia e la societ divenne sempre pi individualizzata. Le attivit economiche e commerciali divennero accessibili per tutti. Il mercante fenicio era il commerciante in senso moderno che trafficava attraversando le acque con navi cariche di merce a scopo di un suo individuale guadagno, non pi per conto e a favore dello Stato. In questa nuova societ, la scrittura quindi diventa un'esigenza indispensabile per poter tenere sottocontrollo le sue attivit, fu questo il motore che spinse l'uomo ad abbandonare la sacralit della scrittura. Il mercante fenicio sulla base di questo proto-alfabeto, basandosi sempre sul principio dell'acrofonia, ne rielabor uno proprio, modificando in parte i simboli e aggiungendone altri. Questo nuovo e semplice sistema scalz in breve la precedente scrittura. Due decine di segni al posto di centinaia d'ideogrammi e fonogrammi comprensibili non solo da una lite di eruditi, fu di certo la conquista pi importante per la diffusione del sapere. L'alfabeto fenicio fu il frutto di un progredire continuo e si diffuse grazie ai commercianti attraverso tutto il Mediterraneo e il Medio Oriente. Arricchendosi progressivamente di conquiste, divenne uno dei maggiori sistemi di scrittura, passato poi ai greci e da questi, tramite gli etruschi, giunse ai romani che a loro volta lo diffusero per tutto l'impero. Ai giorni nostri  il sistema di scrittura alfabetica pi diffuso al mondo".
Cosa fecero di concreto i fenici, insomma come si arriva all'alfabeto di oggi?
I fenici annotarono graficamente i suoni della loro lingua. Come in tutte le lingue semitiche e come nell'arabo di oggi sono suoni solo consonantici e ci era sufficiente per interpretare correttamente un testo. Quando questo nuovo sistema fu assorbito dai greci, sub ulteriori sviluppi perch per la lingua greca, come in tutte le lingue indoeuropee, il valore semantico delle parole  affidato anche alle vocali. Cos, per annotare i suoni corrispondenti alla loro lingua dovettero introdurre in modo sistematico quei segni di consonanti deboli che divennero le vocali, dando luogo al primo sistema di trascrizione interamente fonetico. Tutta la gamma dei suoni riproducibili dall'uomo aveva finalmente trovato un suo corrispettivo grafico e, in virt di questo, ogni idioma umano poteva essere trascritto e riletto pur senza la conoscenza della lingua stessa essendo semplicemente una trascrizione fonetica. Arriviamo a noi ora: la nascita dell'alfabeto ebbe la conseguenza pertanto di separare ci che prima era unito in forma simbolica, la lettura e la comprensione.
Chiaramente il passaggio da un sistema di scrittura all'altra port con se alcuni retaggi, pur esistendo gi alcune scritture che facevano uso contemporaneamente di tipologie di segni differenti come l'ittita, il cui sillabario comprende non solo sillabe ma logogrammi sumerici o accadici e determinativi. Lo scambio non fu equo. I popoli in quasi tutto il Mediterraneo assorbirono il sistema alfabetico pur trattenendo ancora per molto tempo l'utilizzo degli ideogrammi. Ancora oggi, noi stessi non abbiamo abbandonato l'uso di questi segni e li possiamo trovare anche sulla tastiera del nostro PC, @  $  % o gli stessi numeri 1,2,3,4,5,6,7,8,9,0 che mantengono il medesimo contenuto semantico anche se ogni lingua gli associa un suono diverso.
Quello che sto cercando di spiegarti  che, prima dell'alfabetizzazione, l'unit minima era una parola-icona che custodiva il significato nei suoi segni grafici. Quindi, significato e significante erano ancora uniti, ma poi presero due strade diverse venendo adattati alla fonetica della lingua che lo aveva importato. Di volta in volta il simbolo grafico subiva un'ulteriore stilizzazione, cos aleph, bet, e gimel che in lingua fenicia significavano bue, casa e cammello, corrispondevano a grafemi in cui ancora era riscontrabile una traccia di ci che un tempo il simbolo rappresentava, ossia un bue, una casa o un cammello. Adattati poi alla fonetica greca, divennero alfa, beta, gamma nomi che quindi non avevano pi alcun significato perch alfa non  la traduzione in greco di bue. Alfa divenne semplicemente il nome di quel segno grafico ulteriormente stilizzato. Infine, alfa divenne il nome di questo simbolo: A". Lisa prese una penna segn la lettera A in grande sopra un foglio bianco.
Un simbolo che tutto sommato pur avendo fatto molta strada, se si fa ruotare, cos come ruot il senso della scrittura,  ancora perfettamente riconoscibile in una testa di un bue le cui corna sono oggi le due gambe della A concluse Lisa mostrando al primario il foglio capovolto.

Il Professor Roci rest per alcuni momenti disorientato, poi spalanc la bocca.
La A!  la faccia di un toro! Lisa sorrise compiaciuta, gli strizz l'occhio soddisfatta di quel semplice esempio che faceva ai suoi alunni del primo anno e che lasciava sempre tutti sbigottiti.
Wow! Terrai testa a mio figlio, ne son certo! scherz il primario.
Lisa accenn a un sorriso ma qualcosa che aveva detto il padre di Claudio era penetrato nel suo cervello. Si riscosse di colpo dai suoi ragionamenti, l'intuizione le arriv forte e chiara come fosse stato un pizzicotto sulla guancia.
Toro hai detto! A! A! Aleph, in fenicio, grossa bestia con le corna, bue, toro, Taur! La A' di A-vle  un logogramma,  taur. Riprese in mano la scritta. Avle feluske, A-vle oppure Taur-vle e vle  una semplice complementazione fonetica, allora Avle era Taur-vle ossia Taurwaili! Poi dubbiosa si port la mano sulla bocca. Taurwaili feluske? Lisa sorrise scuotendo il capo L'assonanza tra feluske e pelasgico non poteva passare inosservata. Come fenici o punici o filistea e palestina, spesso la f si leggeva p.
Filippo ho trovato finalmente il punto di contatto tra le due civilt. Ora ne sono certa, il guerriero di Vetulonia altro non era che un pronipote di Hantili!
Ne sei certa? Ti torna tutto? Voglio dire... non solo il nome".
S, ora non ho alcun dubbio, giunsero in Italia poi il mescolarsi con il substrato autoctono villanoviano, gli scambi commerciali e culturali con la Magna Grecia, che nello stesso periodo stava avanzando nell'Italia meridionale, o con i Fenici, concorsero alla nascita di questa nuova civilt!
Quale?
I greci li chiamarono Tyrsenoi, i romani in seguito Tusci, Virgilio li chiam Lydii, loro si chiamavano Rasna. Noi oggi li chiamiamo Etruschi".
Lisa ma, ma non  un azzardo?
Socchiuse gli occhi concentrata nei suoi ragionamenti.
S lo , ma sono davanti a due civilt, entrambe sviluppatesi in zone geologicamente simili, vulcaniche e tufacee, la regione anatolica e quella tosco-laziale. Entrambe detentrici di un primato metallurgico. In entrambe, la condizione sociale della donna, a differenza di ci che accadeva nelle altre culture, era unica, godeva di libert e autonomia. Anche alcuni culti come quello della grande dea della terra o alcune pratiche religiose corrispondono in forme simili all'aruspicina, all'arte fulgurale, e all'ornitomanzia. S! concluse Lisa Nei tratti principali che caratterizzano la societ etrusca  possibile riconoscere l'espressione di un'antica cultura anatolica".

24. L'implosione.

24,01. Beyky, Turchia, 3 settembre 2007, ore 12,20
Regione del Mediterraneo, Citt sotterranea.

Quella maglia finalmente apr un piccolo spiraglio alle indagini. Rappresentava una prova tangibile che qualcun'altro era gi entrato nella citt sotterranea, se poi quel luogo fosse stato usato come nascondiglio, era ancora tutto da dimostrare. Ma in cuor suo il Comandante del GIS sentiva che in quel momento erano quanto mai pi vicini al capo del partito pacifista curdo. Una scossa di adrenalina lo caric, sentiva di stargli vicino, molto vicino.
Tutto finalmente coincideva. Le ipotesi di Lisa si erano rivelate fondate. Le supposte connessioni tra il taccuino e Baran li avevano condotti l dove si nascosero tremila anni fa gli ittiti e dove forse aveva trovato rifugio il suo amico. Fu certo improvvisamente di essere sulla strada giusta, per quanto fosse stata assurda tutta quella storia, solo un luogo come quello poteva ospitare il nascondiglio di Baran.
Le ricerche a quel punto presero un'impennata. Con il cuore in gola il Comandante inizi a percorrere di corsa quanti pi metri poteva seguito a ruota dagli altri due militari. A stento ricordava ormai la strada per ritornare in superficie. Continuarono a ispezionare tutte le stanze, salendo e riscendendo ancora attraverso quell'infinit di fori. A un certo punto, si ritrovarono dentro un cunicolo dove, senza alcun dubbio, vi era segno della presenza umana.
Due grandi zaini rigonfi erano posati sopra una panca attaccata alla parete, anch'essa ricavata nel tufo.
I militari istintivamente alzarono i fucili, Kk si avvicin cercando di capire cosa potessero contenere. Gli punt la torcia contro, l'occhio fu attirato da uno scintillio metallico, dalla lampo di uno zaino pendeva un ciondolo. Trasal, rimanendo per un attimo senza fiato.
Non ebbe pi alcun dubbio, quella roba apparteneva a Baran. Lo afferr ben saldo fra le mani, stratton con un colpo secco e se lo mise in tasca.
Indumenti e scarpe erano ripiegate con cura accanto a un'altra borsa. Una decina di quotidiani erano impilati uno sull'altro sempre sopra la stessa panca. Ne apr uno, stava per dire qualcosa quando una morsa lo strinse attorno al braccio, si gir e vide Michele che, portandosi un dito sulla bocca, gli fece segno di tacere.

Il Professore e Rossi, rimasti soli, si diedero da fare per realizzare gli scatti fotografici, cosa non cos semplice visto che l'intera incisione esposta alla luce frontale del flash tendeva a scomparire. S'ingegnarono per trovare il modo di renderla visibile anche sul supporto digitale. Rossi cerc di rendersi utile. Per potersi muovere nel miglior modo possibile si liber di tutto ci che aveva addosso. Pos quindi la radio e lo zaino sul pavimento.
Improvvisamente, il silenzio fu interrotto dal gracchiare della radio. Si girarono entrambi verso il suono. Si ud ancora qualche breve scarica elettrica. Il Luogotenente si avvicin prendendola in mano. Avvert un segnale di pericolo. Improvvisamente dalla radio militare si ud, tra una scarica e l'altra, una voce che per quanto fosse stata breve, era senza alcun dubbio turca. Rossi imprec tra i denti.
Che succede? chiese impaurito il Rettore.
Succede che abbiamo visite! rispose guardandolo accigliato. Si diresse poi verso il foro attraverso cui si erano calati prima i suoi compagni e il Comandante. Si affacci cercando di intravedere una debole traccia di luce.
Ma perch non li avverte? chiese spazientito il Professore dopo alcuni minuti di attesa in cui si era visibilmente innervosito.
Se uso la radio, cos come noi abbiamo sentito loro, loro potrebbero sentire noi".
Si rialz su, tirando un calcio a un piccolo ciottolo che cadde nel vuoto.
Immediatamente spensero le luci. L'ultima cosa che vide prima che furono risucchiati dall'oscurit di quelle cavit, fu la mano del Luogotenente che indicava il proprio orecchio, avvisandolo con quel gesto di aver percepito un rumore.
Con i nervi tesi e i muscoli contratti, rimasero tutti e tre con i sensi all'erta. A tastoni Kk cerc di afferrare i giornali che finirono anche quelli dentro lo zaino di Capozza. Poco dopo udirono tutti e tre il suono distinguibilissimo di un altro ciottolo che si schiantava contro quelle pavimentazioni rocciose. Pass un'altra manciata di secondi e ancora nuovamente sentirono lo stesso suono.
 Rossi, ma perch non usa la radio? chiese bisbigliando Capozza.
Non lo so, ma direi che  meglio risalire su, sempre che ne siamo capaci! Andiamo a vedere cosa succede! rispose Kk.
Ritornarono sui loro passi tenendo accesa solamente la torcia del Colonnello che questa volta era in cima alla fila. Riuscirono ad arrivare al piano superiore senza molta difficolt, ma quando si ritrovarono dentro una stanza da cui partivano quattro cunicoli, fu per tutti impossibile ricordarsi da dove erano provenuti.
Proviamo di qua disse Kk osservando che due di quei cunicoli si riunivano pi avanti. Accelerarono il passo, il segnale di Rossi non prometteva nulla di buono.
Che diamine  successo ora? Pens Kk.
Percorsi un centinaio di metri, si ritrovarono in un ambiente molto pi grande rispetto alle altre stanze. Qui le volte erano un po' pi alte, sopra di loro s'intravedeva la luce. Sicuramente era un condotto per l'areazione. Sul pavimento, un mucchietto di legna mezza carbonizzata testimoniava il resto di un fal. Alcune bottiglie di plastica e qualche cartaccia, erano accantonate in un angolo. Proseguirono ancora senza fermarsi. Da un'apertura, sul lato destro della parete, scorse una scala. Non era la stessa strada percorsa all'andata ma dovevano ancora salire di alcuni piani. Il suono provocato dalla caduta dei ciottoli che Rossi continuava a lanciare ora si sentiva molto pi forte, confermandogli quindi di stare sulla giusta direzione.
Michele afferr a sua volta una pietra piuttosto grande e la lanci con violenza contro una parete proprio per provocare un suono quanto pi possibile forte con la speranza che raggiungesse Rossi.
Dalla radio del Luogotenente, arrivavano ancora stralci di conversazione in lingua turca. Rossi rimase affacciato sull'apertura in attesa di un segnale da parte della squadra che avesse capito l'avvertimento. Rimase con le orecchie tese a percepire ogni minimo movimento o vibrazione, poi sent il tonfo di una pietra in risposta alle sue sollecitazioni. Soddisfatto, ringrazi in cuor suo la buona sorte.
Si avvi verso l'accesso esterno, affacciandosi. I turchi erano sicuramente entro un raggio di 15km, quella era la copertura delle radio. Sembrava tutto tranquillo, almeno la strada che loro avevano percorso prima fino alla boscaglia era libera. Probabilmente, sarebbero arrivati alle loro spalle dal lato opposto della collina.
Bene Professore, usciamo di qui! disse il Luogotenente riprendendo da terra il suo zaino. L'uomo rimase interdetto.
Come? E gli altri? E dove andiamo? Rossi non perse tempo a dare spiegazioni, lo prese per un braccio e lo scort deciso verso il varco. Potendosi appoggiare su qualche spunzone di tufo, questa volta il Professore ci impieg poco tempo e si trov poi finalmente fuori all'aria aperta.
Mi segua, correremo per piccoli tratti nascondendoci dove sar possibile, dobbiamo ritornare dentro il bosco e l aspetteremo la squadra".
Il Professore ritir fuori dal suo taschino il fazzoletto per detergersi il sudore che nuovamente scendeva sul volto.
Erano ritornati di colpo sotto un sole a picco che non perdeva occasione di arroventare tutto ci che la terra offriva.

24,02. Roma, Italia, 3 settembre 2007, ore 13,40
Policlinico universitario Umberto Primo.

Lisa era stravolta, ci che aveva finalmente compreso le aveva dato una carica vitale incontenibile. Avrebbe lavorato per intere settimane senza un istante per riprendere fiato, senza sentir mai su di s la stanchezza.
Il padre di Claudio era rientrato pi volte nella stanza obbligandola al riposo, ma lei non riusciva a staccarsi dal monitor. Senza pi sentire le giustificazioni che gli muoveva, l'afferr per le spalle e con fermezza l'accompagn al letto rimanendo l per alcuni minuti in attesa di vederla crollare.
Non ti rendi conto! sbott Lisa dopo alcuni minuti di silenzio.
Sent il Professore ridacchiare.
Lisa ti stai comportando come una bimba!
No! Filippo, non hai idea di cosa significhi per me esser arrivata a... Non hai idea! Sono a un passo, ti giuro che".
Lisa non sto scherzando, il tuo stato di salute  ancora molto precario e ricordati che aspetti un bambino, anzi mio nipote!
Lisa sospir, ma doveva dargli ascolto, si mise su un fianco e senza neanche rendersene conto poco dopo sprofond in un sonno riconciliatore.

24,03. Beyky, Turchia, 3 settembre 2007, ore 14,00
Regione del Mediterraneo, Citt sotterranea.

Arrivati al piano sottostante, l'entrata della luce era pi diffusa. Kk riusc cos a orientarsi e capire quale direzione dovevano riprendere.
La radio inizi a gracchiare, in breve fu chiaro anche ai tre militari cosa avesse spinto Rossi a mandargli quelle segnalazioni.
Ma come diavolo hanno fatto a trovarci? chiese Capozza.
Ci era andata troppo bene fino a ora! rispose Michele.
Dai veloci, veloci! Usciamo da qui! incalz Kk. Immediatamente presero a correre e seguendo la direzione della luce si avvicinarono sempre pi a un condotto di areazione. Arrivati sotto alzarono il capo, l'apertura si trovava al centro della volta di una stanza.
Il silenzio fu lacerato dalla scarica netta e precisa di un mitra.
Ci fu qualche imprecazione poi Kk si port sotto l'apertura della volta. Dai sali! disse a Capozza che si arrampic sulle sue spalle aiutato da Michele.
Il Tenente afferr l'appiglio offerto dalla solida apertura e, con la forza delle braccia, si tir fuori uscendo per primo dalla citt sotterranea. Stessa cosa fece Michele aiutato in cima da Capozza. Per far uscire il Comandante fecero una vera e propria corda umana. Capozza si cal nuovamente nel varco tenuto da Michele per le braccia. Kk salt afferrando i polpacci del Luogotenente, con le acrobazie di tutti e tre, finalmente anche il Comandante era fuori dalla citt sotterranea.
Si acquattarono, cercando di trovare copertura dietro quegli spogli cespugli.
Dopo aver lanciato un'occhiata in giro per orientarsi, si resero conto di essere dalla parte opposta della collinetta di tufo. La posizione, non gli consentiva una visuale completa del fondo valle. Riuscirono solo a scorgere parte di alcuni mezzi militari, fermi e spenti. Tirarono un sospiro di sollievo, nessuno sembr accorgersi di loro.
Giunsero altre scariche di mitra, si voltarono simultaneamente verso l'origine del suono. Un militare che aveva aggirato la collina puntava il mitra verso la boscaglia da cui loro erano arrivati prima di entrare nella citt sotterranea.
Da dietro tre grandi massi, improvvisamente spunt fuori Rossi, reggeva il mitra con un solo braccio rispondendo al fuoco mentre con l'altro teneva fermo il Professore dietro di lui per fargli da scudo. Centr il militare turco che si accasci al suolo, url qualcosa al Professore che inizi a correre verso il bosco, protetto ancora una volta da lui che avanzava all'indietro continuando a tenere il mitra puntato verso la collina. Sopraggiunsero altri due militari pronti a sparare verso il Luogotenente Rossi e il Professore.
Il Comandante, Michele e Capozza alzarono nello stesso momento il loro mitra e fecero fuoco colpendo di sorpresa gli uomini che caddero al suolo privi di vita.
Pochi istanti dopo la sparatoria, incredibilmente, i mezzi militari si allontanarono schizzando via a tutta velocit. Il Colonnello si guard attorno inquieto, volt il capo da una parte all'altra della vallata notando l'ultimo scatto fulmineo di Rossi prima che fosse del tutto sparito tra la boscaglia. Per qualche attimo, quella fuga precipitosa dei turchi lo lasci interdetto ma come nel peggiore dei suoi incubi, la sua intuizione sopraggiunse forse troppo tardi.
Viaaa! Hanno messo delle cariche! url.
Scattarono gi verso il lato ripido della collina correndo come forsennati, perfettamente coscienti che pi strada avessero percorso e pi avrebbero avuto possibilit di salvarsi. Raggiunsero in meno di cinque secondi la valle e continuarono a correre diretti verso il bosco. Tuttavia, non si allontanarono di molto quando un incredibile boato squarci l'aria intorno a loro.
La violenza dell'esplosione li fece alzare dal terreno scaraventandoli parecchi metri pi avanti. Volarono frantumate in aria una miriade di pietre ricadendo in parte anche su di loro.
L'unica cosa che Kk riusc a vedere prima che tutto fu avvolto da un gran polverone, fu l'immagine chiara e nitida, come fosse stato un gigantesco gonfiabile improvvisamente bucato, della collina che implose su se stessa risucchiando tutto ci che aveva intorno. Pochi minuti dopo, era tutto finito.
Si rialzarono sgomenti. Rimasero inorriditi a osservare la scena che gli si parava davanti. Impolverati e ricoperti di tagli, rimasero ammutoliti di fronte a tanto scempio.
Bastardi! Hanno distrutto tutto! Dio mio! Tutto! sbrait Capozza.
Baran... pens il Comandante. Un nodo gli chiuse la gola. Era certo che lo avrebbe trovato l dentro. Si pul il volto con il dorso della mano, solo allora si accorse di avere del sangue sullo zigomo destro. Tastandosi sent di avere una ferita piuttosto profonda.
Capozza si stringeva il gomito con la mano, il tessuto era completamente logoro e s'intravedeva un'escoriazione che arrivava fin quasi all'osso. Michele rimase seduto per terra. Sembrava a posto, ma il Colonnello, guardandolo di lato scorse sul viso un impercettibile guizzo muscolare che gli fece contrarre la fronte. Michele per un attimo chiuse gli occhi. Kk si avvicin preoccupato ma quando gli fu davanti rimase senza fiato.
Dio mio, Mik! si accovacci davanti a lui, cerc freneticamente qualcosa che potesse utilizzare come benda. Dal ginocchio alla caviglia, un taglio dilatava la pelle solcando la carne. Tra le fasce muscolari irrorate di sangue s'intravedeva il bianco lattiginoso della tibia. Il dolore che gli causava quella ferita and man mano aumentando, il suo colorito divenne cereo e la fronte s'imperl di sudore. A Michele non sfugg la preoccupazione che poteva leggere sul volto dell'amico.
Dai muoviti, cerca di chiudermi la ferita e poi sar a posto! disse innervosito. Kk lo squadr negli occhi cercando di capire quanto in realt il suo amico fosse a posto.
Chiamo la squadra alla base".
No! Richiudimi questo taglio e andiamo!
Nel frattempo sopraggiunsero Rossi e il Professore. Si radunarono tutti attorno al Luogotenente. Kk tir fuori dallo zaino il disinfettante e l'unica benda che aveva ma risult fin troppo corta per avvolgere l'intera ferita e tenerla chiusa stretta.
State bene voi due? chiese mentre versava l'acqua sulla ferita cercando di togliere quanta pi polvere possibile. Poi alz lo sguardo sul gomito di Capozza.
Non  niente Comandante, ora mi chiudo il taglio con uno di quei cerotti a farfalla ma non mi fa male lo anticip tranquillizzandolo. Kk non fu del tutto convinto, ma tra i due quello che stava peggio era Michele e, cosa ancora pi grave, quella ferita gli avrebbe impedito di camminare senza provare dolore.
Bob, ci hai salvato la vita, se non fosse stato per te stavamo ancora l dentro. Grazie disse serio il Colonnello.
E voi l'avete salvata a me dopo, quindi ecco... grazie".
Sei stato grande pivello lo ringrazi Michele con la voce contrita dal dolore.
Fa parte del nostro lavoro rispose sorridendo, orgoglioso di aver ricevuto i complimenti da un veterano.
Rossi sfil dal suo zaino il contenitore farmacologico e diede a Michele e Capozza un antibiotico e un antidolorifico.
Dopo aver trafficato con acqua e disinfettante, Rossi cerc di tener chiusa la ferita mentre Kk l'avvolgeva stretta con la benda. Il Professore tir fuori dal suo zaino alcuni fazzoletti perfettamente puliti e li consegn al Comandante. Quest'ultimo riusc a chiudere il bendaggio coprendo l'intera parte compromessa dal taglio.
S'incamminarono verso il bosco procedendo lentamente, Michele non voleva sconti ma era oggettivamente in difficolt. Continuarono ad avanzare incupiti dai loro pensieri con il rombo ancora assordante dell'esplosione nelle orecchie.
La squadra di Adana era gi partita per venirgli in soccorso. Li attesero all'interno di una piccola radura che si apriva in mezzo ad alberi e cespugli.
Non era molta la voglia di parlare. Le menti occupate da frangenti pensieri in cui solo le immagini degli ultimi avvenimenti prendevano corpo. Crollarono stanchi accovacciandosi sopra alcuni massi sparsi sul terreno.
Stavamo a un passo da Baran! sbuff Kk.
Delinquenti, hanno distrutto tutto! disse quasi piangendo il Professore che ormai gi da dieci minuti si teneva il capo tra le mani ciondolando di qua e di l.
Sono completamente sotto shock! Un patrimonio mondiale, non esiste pi nulla della citt sotterranea, niente! continu ancora con voce stridula.
Se la pu consolare noi abbiamo scattato molte foto laggi! disse Capozza, poi si gir verso il Colonnello: Ma come fa ad esser certo che quella maglietta sia di Baran?
A parte il fatto che Baran sar alto almeno due metri e la maglietta sembra una taglia XXL, sono certo che quegli zaini sono suoi perch quel ciondolo che ho preso era identico a quello che portavo io al collo e che mi diede lui stesso. Sia Baran che il nonno le usavano per crittografare le comunicazioni che si scambiavano, come quella che forse ora Lisa sta traducendo rispose Kk, sicuro di s. Poi si allung afferrando lo zaino che il militare aveva precedentemente posato accanto a lui ed estrasse ci che aveva messo dentro quando erano all'interno della citt sotterranea. Prese in mano la maglietta arrotolata e con un movimento la stratton in aria per aprirla.
Il Professore emise una sorta di mugolio agitando la mano sotto il suo naso.
Ma che odore! disse sbuffando, mentre sul viso compariva un'espressione disgustata.
Mi scusi Professore, capisco che non tutto pu profumare di bucato ma visto che ho almeno un chilo di calcinacci nelle narici potrebbe indicarmi quale tipo di odore emana questa maglietta? chiese indispettito Kk.
Di muffa Colonnello! Emana un orribile tanfo di muffa!
Muffa? chiese interrogandolo ancora con lo sguardo, improvvisamente s'illumin.
Muffa! ripet senza attendere risposta, visivamente soddisfatto dalle sue ultime considerazioni.
Bene! continu sollevato senza pi ascoltare il Professore che aggiunse qualcosa a cui nessuno diede ascolto. Dopodich si tuff nello zaino alla ricerca dei giornali.
Bene? insistette il Professore A voi militari piacciono le sensazioni forti eh?
Professore ma lei non era sotto shock? rispose scuotendo il capo Kk, incredulo di tanta insolenza. Poi afferr i giornali e una volta letta la data si alz dal terreno avvicinandosi a Michele mostrandoglieli.
La maglietta puzza di muffa e i giornali pi recenti hanno la data di due anni fa".
Grande! Allora la citt sotterranea era solo un vecchio nascondiglio! gli rispose Michele, improvvisamente rinsavito dal torpore causato dai medicinali.
Alle parole del Luogotenente, anche Rossi e Capozza reagirono.
Allora nulla  perduto! esord Capozza.
Forse no, ma questa volta davvero non so pi verso cosa dovremmo dirigere le nostre ricerche! ribatt il Colonnello.
Non ha detto poco fa che la dottoressa sta traducendo l'ultima parte del taccuino? chiese allora Rossi.
S, spero che ci stia riuscendo".
Posso vedere le fotografie che avete scattato l dentro? li interruppe il Professore.
Capozza traffic qualche minuto per riversare in un unica scheda tutte le immagini, quelle scattate da Rossi e quelle scattate sotto la citt.
Ecco Professore, dia un'occhiata disse il Luogotenente porgendogli la macchina digitale.
Il Professore guard attraverso il piccolo monitor e fece scorrere le immagini. Rimase con una grinza in mezzo alla fronte per dieci minuti. Kk lo scrut in attesa di qualche suo cenno. Anche Rossi e Capozza avevano lo sguardo puntato sul volto del Professore in attesa di una sua parola, di qualche spiegazione che per non arrivava, iniziarono a spazientirsi, lui per primo.
Allora? lo sollecit il Comandante.
S, ribadisco ci che ho detto, la prima incisione  sicuramente stata dettata da una necessit di ribadire l'autorit di Hantili, autorit concessa al Gran Re Suppiluliuma II. Un'autorit sancita dal passaggio di consegna del simbolo del potere, l'ascia bipenne, che  chiaramente visibile. Da ci ne deduco che, con molta probabilit, l'autorit di Hantili fu messa in discussione, magari proprio dal figlio di Suppiluliuma che, nel frattempo, era divenuto un uomo che pretendeva la sua eredit, ossia il trono. Ecco allora perch Hantili  costretto con questa incisione a ricordare a tutti che fu proprio il Gran Re ad affidargli il popolo. Nell'altra mano invece Hantili". Il Professore s'interruppe, il tono divenne incerto.
S? Cosa Professore? Continui! lo esort Kk.
Ma ...  un azzardo dire una cosa del genere, non so... nell'altra mano io credo che Hantili abbia un fascio di verghe alz il capo lanciando uno sguardo in direzione della citt ormai sepolta sotto le macerie anzi, ormai  pi giusto dire aveva!
E cosa vuol dire questo? Cosa rappresentano queste verghe?
Rappresentano simbolicamente le diverse etnie che costituivano il regno, o meglio, in questa incisione Suppiluliuma consegna nelle mani di Hantili il suo popolo rappresentato dall'insieme di queste verghe e il potere dell'autorit principe e del potere celeste rappresentato da un'ascia bipenne".
E le altre foto? Quelle che abbiamo scattato sotto la citt?
Colonnello, quelle non hanno nulla a che vedere con gli ittiti. Probabilmente le realizz il suo amico per passare il tempo l sotto, guardi rispose allungandogli la macchinetta.
S! Ha ragione, l gi era impossibile rendersi conto di cosa fossero, ma ora che li vedo bene riconosco perfettamente il simbolo del Dtp,  un'ulteriore conferma che quello fu un nascondiglio di Baran".
Kk lanci un'occhiata al suo Luogotenente gravemente ferito, seduto come gli altri sul terreno. Aveva trovato sostegno per la schiena sul tronco di un albero e vide il suo viso ora pi disteso, il colorito era riaffiorato, sembrava stesse recuperando un po' di forze.
D'improvviso Michele spalanc gli occhi e volt il capo da una parte all'altra: ebbe la netta sensazione di aver percepito delle vibrazioni del terreno.
Arrivano! disse di colpo balzando sulla sola gamba su cui poteva fare affidamento.
Si alzarono tutti di scatto raccogliendo le proprie cose.
Cosa arriva? Chi arriva? chiese trafelato il Professore.
Gli amici di prima! rispose Rossi. In quei pochi attimi il rumore di mezzi in avvicinamento si faceva chiaramente distinguibile.
Andiamo di l! disse il Colonnello indicando il passaggio pi stretto dove le fronde degli alberi s'infittivano e s'intrecciavano tanto da rendere impossibile la visuale oltre pochi metri.
Procedevano lentamente tra i cespugli spinosi, l'incedere doloroso di Michele e le continue lamentele del Professore.
Dovevano invece allontanarsi il pi possibile, non ci avrebbero messo molto tempo a raggiungerli, solo la fitta boscaglia li avrebbe rallentati, ma a quel punto sarebbero stati pericolosamente vicini a loro.
Nella scelta della direzione da prendere, Kk fu perfettamente consapevole di aver preso una strada che li avrebbe condotti in una direzione opposta a quella da cui sarebbe pervenuta la squadra di soccorso. Li avrebbe avvertiti in seguito, ora doveva portare i suoi uomini al sicuro.
Continuarono a spostarsi. Man mano che procedevano le condizioni del terreno divennero pi accidentate, la terra pareva smottata e il soffice manto erboso sembrava lacerato dagli artigli di un rapace.
Avanzando ancora di pi, si ritrovarono sopra avvallamenti considerevoli che causavano in alcuni punti un dislivello di mezzo metro.
Ma sembra quasi che ci sia stato un terremoto! consider Rossi.
No!  l'esplosione, si  propagata fin qui. Probabilmente perch ancora qui sotto si sviluppava la citt sotterranea rispose il Professore girandosi in direzione della collina che fino a qualche ora prima ricopriva il centro di quella millenaria struttura architettonica.
Non si vede niente da qui prosegu cercando attraverso le fronde degli alberi d'intravedere la distanza che li separava.
Spesso queste citt avevano dei cunicoli che venivano utilizzati come via di fuga nel caso in cui si fosse presentata una minaccia dall'esterno. Sono centinaia e centinaia di metri scavati nel tufo. Chiaramente, un tempo, alla fine di queste gallerie c'erano sempre mezzi disponibili a quell'epoca per garantire una fuga pi celere alle autorit della comunit".
Il rumore dei mezzi militari in avvicinamento era sempre pi intenso.
Troviamo il modo di entrarci allora e saremo salvi! disse Kk.
E se siamo fortunati magari all'uscita troviamo ancora qualche bel carretto con un arciere sopra ironizz Bob.
Un carro che sta aspettando l'autorit! concluse Capozza enfatizzando come al solito uno spiccato accento siculo scippando a tutti un sorriso. Il giovane Tenente ammicc in direzione del Rettore. Il viso del Professore si contrasse in una smorfia di superiorit.
S'inoltrarono ancora seguendo la scia pi accidentata che probabilmente rappresentava il dorso del cunicolo ormai compromesso dalle propagazioni delle onde d'urto.
Gi in lontananza si poteva scorgere un dislivello pi accentuato di altri. Corsero contemporaneamente verso quella che sembrava la loro unica via di salvezza.
Il sentiero su cui correvano, man mano che si avvicinavano scendeva di livello. Tra un salto e una crepa, era sprofondato di circa mezzo metro rispetto al terreno circostante staccandosi dal resto del cunicolo - ora perfettamente visibile davanti a loro - che invece sembrava rimasto intatto. Giunsero in prossimit dell'apertura ritrovandosi un varco ampio che fortunatamente avrebbe consentito a tutti l'ingresso.
In pochi istanti, si ritrovarono all'interno. Percorsero poche centinaia di metri lasciandosi alle spalle la luce. Davanti a loro, vi era solamente il buio pi totale.
Tirarono fuori le torce e proseguirono avanzando con cautela, ispezionando scrupolosamente il suolo calpestato. Attesero una buona mezz'ora per esser certi di averla data a bere ai militari turchi. Erano ormai troppo lontani dall'entrata per poter distinguere suoni o voci, forse li stavano ancora cercando ma di certo non avevano trovato l'imbocco del cunicolo e di certo non ne avevano la minima idea dell'esistenza. Kk tir un sospiro di sollievo.
Che facciamo Comandante? Risaliamo?
Kk lanci uno sguardo alla bussola e attese qualche attimo prima di dare una risposta.
Il tunnel proseguiva in direzione ovest, ricord che Lisa tempo addietro gli aveva spiegato che molti cunicoli finivano sulle coste, ed effettivamente verso ovest c'era la costa dell'Egeo. Certo sembrava assurdo che quel cunicolo scavato tremila anni fa fosse potuto arrivare al mare passando sotto la catena montuosa del Tauro come le pi moderne gallerie realizzate con scavatrici meccaniche, ma tutto sommato dopo aver visto la citt sotterranea tutto era possibile per quegli uomini, pens. Sarebbe stato un bel colpo di fortuna: avrebbero potuto intercettare la squadra di Adana molto prima recuperando cos tempo prezioso per le condizioni di Michele.
No Rossi, ritorna in superficie e manda un messaggio ai ragazzi, dovranno dirigersi verso la costa. Comunica le nostre coordinate e digli che noi procederemo verso ovest".

24,04. Adana, Turchia, 3 settembre 2007, ore 16,00
Costa Mar Egeo, Squadra seconda unit.

I due fuoristrada filavano uno di poco avanti all'altro sulla strada statale in direzione dei primi valichi di attraversamento della catena montuosa del Tauro.
Ferretti, Comandante della seconda unit del GIS, chiuse la comunicazione col Tenente Rossi, di seguito avvert il secondo mezzo che lo seguiva.
Fai inversione, dobbiamo prendere la litoranea ordin al Maresciallo Galli alla guida dell'altra auto.
Sorrenti, il militare seduto di fianco, con il GPS in mano e una mappa militare spiegata sulle gambe, inizi a fare i calcoli. Individu in breve le coordinate geografiche dell'ipotetico sbocco del tunnel.

24,05. Beyky, Turchia, 3 settembre 2007, ore 16,10
Regione del Mediterraneo, Citt sotterranea.

Rossi stava cercando di raggiungere il resto della squadra ma anche se procedevano lentamente, la distanza che li separava era molta. Inaspettatamente gli parve di udire dei suoni alle sue spalle. Rimase con l'orecchio in ascolto. I suoni giungevano ovattati, ma non vi erano dubbi, i militari turchi avevano infine trovato il passaggio e con molta probabilit si stavano calando dentro il cunicolo.
Si guard intorno con la speranza di poter intervenire in qualche modo. L'unica possibilit che aveva era quella di bloccargli il passaggio. Aveva delle cariche esplosive nello zaino ma avrebbe dovuto calcolare con attenzione gli eventuali danni che avrebbe potuto causare. Non ultimo, il propagarsi delle vibrazioni, cos com'era successo prima, avrebbe potuto far collassare l'intero cunicolo.
Non perse tempo, se li avessero presi, sarebbero morti comunque. Dopo il caos combinato all'interno del carcere, erano ormai divenuti gli obiettivi primari di tutto il sistema turco.
Decise per una minima carica. Quel tanto che, se fosse stato fortunato, avrebbe fatto cadere gi qualche pietra sufficiente a chiudere l'apertura fortuita del cunicolo.
Attiv la carica e inizi a correre con le sue lunghe gambe cercando di metter quanta pi distanza poteva tra lui e la prossima esplosione.
Non fu un boato terrificante.
Blocc la sua corsa sfrenata e si volt per capire se era almeno riuscito a far rotolare via due pietre dalla volta.
Inaspettatamente, si ud una sorta di gorgoglio, quasi provenisse dal centro della terra, come fosse un gigante che digeriva, ma nulla sembr succedere.

Avevano continuato ad avanzare per circa cinque chilometri.
Il suono cupo fu udibile anche fin l.
Oh Signore mio! Ora moriremo tutti! Ora moriremo tutti!
Il Professore non riusciva pi a reggere la tensione.
No Professore stia tranquillo, questa esplosione sicuramente  opera di Bob! O i turchi hanno trovato il passaggio o erano pericolosamente vicini dallo scoprirlo, avr piazzato qualche carica per bloccare un eventuale inseguimento! rispose Michele.
E lei mi scusi ma come fa ad esserne certo, non potrebbero invece aver raggiunto il Tenente e avergli sparato?
Il Luogotenente stava per perdere la pazienza e lo incener con un'occhiata. Poi, con tono deciso cerc di tranquillizzarlo: Professore il suono di uno sparo  completamente diverso dal suono di una carica esplosiva, stia tranquillo e cerchi di mantenere la calma. Sembr che le parole di Michele in qualche modo placassero l'irrequietezza del Professore.
Mi scusi mormor come riscosso dalla sua dignit.
Non c' problema, per tenga a mente che  circondato da militari esperti continu afferrandogli le spalle con presa sicura. Tra i due uomini pass un lampo d'intesa fra gli sguardi.
Andiamo avanti ora! concluse Michele.

Rossi punt la torcia tutt'intorno. Sopra di lui e sul suolo, apparentemente, la carica non aveva causato alcun danno. Tir un sospiro di sollievo, per un istante aveva temuto il peggio, certo per non era riuscito nel suo intento.
Indirizz la luce verso il punto esatto in cui aveva piazzato la carica, pur essendo piuttosto lungo, il raggio non arriv fin l. Ritorn allora ancora una volta sui suoi passi quando ebbe la sensazione di sentire una leggera vibrazione sopra di s. Si ferm all'istante puntando il fascio di luce verso la volta. Incredulo, osserv una crepa che si stava formando proprio in quel momento. Come la linea di un pennarello tratteggiata da un artista esperto la crepa proseguiva a tratti, decisa, trovando la roccia pi friabile per insinuarsi e segnare il punto di frattura della volta.
Non perse un solo istante. Questa volta corse con tutta la forza che il suo fisico di due metri gli consentiva. Le falcate si ripetevano una dietro l'altra senza sosta.
La crepa sopra di lui sembrava fermarsi per poi di colpo percorrere in pochi secondi tratti fulminei che coprivano molti pi metri di quanti ne percorreva lui con le sue enormi falcate.
L dentro mancava l'aria, l'umidit era insopportabile ma l'incedere del Tenente proseguiva a un ritmo sfrenato.

24,06. Golfo di Alessandretta, Turchia, 3 settembre 2007, ore 18,00
Mar Egeo, Squadra seconda unit.

Raggiunta la provincia di Hatay, abbandonarono la strada statale iniziando a costeggiare il mare Egeo sulla litoranea, ben tenuta e soprattutto poco trafficata.
Mancavano ancora pochi chilometri e avrebbero raggiunto le coordinate previste secondo i loro calcoli e le indicazioni date dal Tenente Rossi ma erano appena entrati in un centro abitato e il contesto non prometteva nulla di buono.
Il Tenente Ferretti si sarebbe aspettato un lungomare roccioso, non di certo una piccola cittadina.
Giunti in prossimit di uno slargo piuttosto centrale osserv sgomento che mancavano poco meno di un centinaio di metri al punto esatto in cui ci sarebbe dovuta essere l'uscita del tunnel.
Parcheggiarono le auto e scesero fuori per la strada.
La piazza era in fermento, un piccolo mercato rionale si stava svolgendo mentre la gente e i turisti trafficavano tra banchi di frutta e vestiti.
Lontano, in mezzo al mare, i raggi solari delineavano il contorno di una grande isola che si stagliava proprio in prossimit dell'imbocco del golfo, l'isola di Cipro.
Alle spalle della piazza, che terminava a ridosso del lungomare con una tipica rotonda, s'intravedeva la sagoma scura dei Monti Nur, il prolungamento della catena del Tauro Orientale verso la Siria. La parte terminante, rocciosa, correva parallela alla costa arrivando anche fin sopra la piazza, camuffandosi quasi con i blocchi di cemento armato che proseguivano verso la spiaggia, posti per frenare l'avanzata del mare.
La squadra si aggirava incredula per quei luoghi cercando di cogliere ogni minimo dettaglio. Tuttavia, lo scetticismo che vigeva era piuttosto evidente sui volti di quegli uomini.
La vedo difficile! disse Ferretti scuotendo il capo. Prosegu verso la rotonda seguito a ruota dagli altri tre militari.
Un muretto di cemento dipinto di bianco circondava la rotonda e proteggeva i passanti dal dislivello di qualche metro sotto il quale si estendeva un'ampia spiaggia.
Il Tenente per qualche istante rimase a osservare con scrupolosa attenzione il panorama che gli si parava davanti.
Mah... in effetti qui alla fine c' tutto quello che ci dovrebbe essere: il Tauro e il mare! E difficilmente ci sono posti in cui la montagna arriva dritta dritta dentro l'acqua cos come accade qui constat Ferretti ricredendosi.
...
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FINE Parte 2.

